Dr. Dario Dinoi Posts

Combatti il Mal di Testa con l’Omeopatia

  • Sono anni che soffri di mal di testa?

  • E’ così forte che devi interrompere le tue normali attività?

  • Devi -ad ogni crisi- bombardarti di farmaci e il tuo stomaco non ne può più?

 

Se le hai provate tutte, ma senza grossi risultati e i farmaci tradizionali hanno smesso di funzionare …  non ti preoccupare, sei in buona compagnia!

Quella appena descritta è una condizione della quale soffrono più o meno stabilmente milioni di italiani e forse miliardi di persone nel mondo.

 

Il mal di testa è una delle sintomatologie più diffuse e sottovalutate al mondo. 

In ambito lavorativo è una delle principali cause di sofferenza, di assenteismo e di scarsa produttività.

 

Viene studiato sì, ma non quanto altre patologie.  Forse perché di mal di testa si soffre… ma non si muore!

Chi soffre di ricorrenti mal di testa, non trovando spesso giovamento con i farmaci della medicina tradizionale, inizia -per disperazione- a cercare rimedi e cure tra le più disparate. 

L’Omeopatia può dare dei buoni risultati sia nei sintomi acuti che nella prevenzione delle crisi.

Il mio caso

Di tanto in tanto, anche io, soffro di mal di testa.

Ho imparato a fare mente locale e facendo un po’ di attenzione ne ho individuati almeno tre tipi diversi.

Il primo mal di testa mi si può presentare fin dal mattino al risveglio o dalla sera prima di andare a letto. 

Questo mal di testa ha una chiara lateralità destra ed ha come sintomi concomitanti una spiccata sintomatologia gastro-intestinale (nausea, cattiva digestione, …). Viene fuori dopo allegre serate passate a tavola, a mangiare e bere in compagnia.

Il secondo arriva la sera tardi, prima di andare a letto. Mi tiene compagnia tutta la notte , mi giro e mi rigiro nel letto cambiando più volte la posizione del cuscino e la mattina mi sveglio una schifezza. 

Si presenta  quasi sempre dopo che mia moglie Sara ha deciso di vedere come va a finire la serie alla quale si è accanita e mi ha costretto sul divano ad una maratona tv. Questo mal di testa parte da dietro il collo e risale verso il vertice del cranio. Contemporaneamente si presenta anche una certa rigidità del collo.

Il terzo  arriva nel pomeriggio dopo aver lavorato tutta la mattina. Magari durante la pausa pranzo sono stato coinvolto in qualche riunione oppure ho tenuto qualche corso, ho parlato molto,  sono stato concentrato per molto tempo. Si presenta per lo più nella parte frontale del cranio e può coinvolgere o no gli occhi.

Questi tre tipi di mal di testa, se decidessi di trattarli in maniera tradizionale, avrebbero necessità per passare di un paio di compresse di anti-infiammatorio e sarei a posto. A prescindere dalla causa e dalle modalità con cui si presentano.

 

 

Stanco di ricorrere all’ibuprofene, nel tempo, ho deciso di fare un po’ di attenzione e capirci qualcosa in più.

Allora ho realizzato che il primo mal di testa, quale che mi piace definire, “da abbuffata” venendo fuori dopo una serata di eccessi, è dovuto ad un sovraccarico del fegato.

Lo tratto con un farmaco omeopatico che abbia una spiccata azione sul fegato, che presenti una lateralità destra dei sintomi e che funzioni anche sulla cattiva digestione, sulla nausea, aria nella pancia… Ovviamente sto parlando di Lycopodium Clavatum.

Il secondo mal di testa è, invece,  un mal di testa di origine cervicale “da divano”.

Ho imparato a difendermene sia sedendo composto sulla poltrona che non facendo più maratone di serie. Quando proprio non posso esimermi,  il farmaco che mi aiuta a risolverlo è Gelsemium Sempervirens.

Il terzo è, chiaramente, un mal di testa da stanchezza che può essere risolto con un po’ di riposo o con una buona dormita, ma, se si presenta in mezzo alla giornata, ricorro ad uno dei miei farmaci costituzionali, cioè Natrum Muriaticum.

Che cosa abbiamo imparato da questa condivisione?

Innanzitutto che non tutti i mal di testa sono uguali.

Che è utile individuare la causa o il momento esatto in cui il mal di testa si presenta (dopo una arrabbiatura, dopo una passeggiata al freddo, dopo aver bevuto troppo, dopo  uno stress, …)

Che è utile capire la modalità con cui si presenta (come un chiodo conficcato, come un cerchio, come se scoppiasse, …)

Appuntarsi lateralità o localizzazione(destra, sinistra, parte dalla nuca, parte dalla pronte, parte da destra e va a sinistra o viceversa …) e sintomi concomitanti (nausea, vomito, vertigini, …), miglioramenti o peggioramenti (col sole, con la luce, con la musica, con la suocera…).

Tutte queste informazioni possono servire all’Omeopata per individuare causa scatenante ed farmaco più utile per alleviarne i sintomi.

Che non esiste “il farmaco omeopatico per il mal di testa”, ma la terapia è estremamente personalizzata.

Esistono diversi farmaci che curano diversi mal di testa a seconda dei sintomi che presentano, della costituzione del soggetto e delle tendenze patologiche prevalenti.

Lycopodium, se volessimo etichettarlo, sarebbe un farmaco di fegato, non di testa. 

Gelsemium un farmaco di ansia, di fabbre, al massimo di cervicale e Natrum muriaticum un farmaco rimineralizzante di sostegno delle costituzioni longilinee, ma non certo la prima scelta per un mal di testa.

Questi, in ogni caso, sono i miei farmaci per i miei mal di testa!

 

Riassumendo

L’omeopatia può essere di grande aiuto nella cura dei sintomi del mal di testa se opportunamente individuati. Il farmaco omeopatico può agire altrettanto velocemente del farmaco tradizionale senza darne i comuni effetti collaterali (sia sullo stomaco che sul fegato).

L’omeopatia per essere efficace ha bisogno di individuare la causa, ma anche le modalità e la localizzazione esatta, nonché eventuali sintomi concomitanti.

L’omeopatia può essere sicuramente abbinata alle terapie sintomatiche tradizionali nel momento in cui, individuata la causa, si reputi necessario agire in acuto con i farmaci tradizionali, ma agire contemporaneamente sulle cause per evitare o allontanare il più possibile altre crisi.

Inutile sottolineare come, parlando di patologie così importanti e talvolta invalidanti, sia completamente inutile cercare di curarsi da soli e fare dei tentativi “a caso” utilizzando farmaci omeopatici non prescritti da uno specialista.

Concludiamo sottolineando come costituzioni diverse saranno predisposte a mal di testa diversi per motivazioni diverse.

Che dire… “E’ sempre questione di Costituzione!”

 

Leggi anche:

Cefalea, Emicrania, Mal di testa e Omeopatia

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Come Scegliere il proprio Medico Omeopata?

Qualche tempo fa ho ricevuto una email con questa domanda.

La risposta, come tutto quello che riguarda la medicina in generale -e l’omeopatia in particolare- non è mai semplice o quantomeno univoca.

In omeopatia esistono almeno 4 scuole principali ed ognuna di esse utilizza una propria metodologia terapeutica e prescrittiva.

 

La scuola unicista, che in Italia aveva nel Prof A. Negro il principale esponente, utilizza un solo farmaco omeopatico per volta.

Prof. Antonio Negro

Tiene in grande considerazione i sintomi mentali del paziente, senza trascurarne quelli generali e locali.

La nuova prescrizione avviene quando il farmaco ha esaurito la propria azione terapeutica. A questo punto si può o approfondire l’azione del farmaco -magari cambiandone la diluizione- oppure passare ad un farmaco diverso.

 

 

 

 

 

Il metodo pluralista prevede la prescrizione da parte del medico omeopata quando ritenuto necessario anche di più farmaci nell’arco della stessa giornata o anche a giorni alterni, diciamo non più di 3-4.

Nel formulare una diagnosi vengono presi in considerazione in ugual misura sintomi mentali, generali e locali.

Possono essere prescritti farmaci di fondo, farmaci sintomatici, organoterapici e nodosi.

 

Il metodo complessista vede il suo fondatore nel Dr. Hans Reckeweg che formulò una serie di farmaci contenenti al loro interno più ceppi omeopatici, per lo più a bassa diluizione, in diluizione decimale hahanemanniana (DH).

I complessi nella loro formulazione vengono pensati  più sulla malattia che sulla persona che deve assumerli.

Dr. Hans Reckeweg

I farmaci complessi contengono al loro interno rimedi che abbiano uno spiccato tropismo per l’organo o l’apparato sul quale si voglia agire e -in alcuni casi- possono venire aggiunti degli altri ceppi che agiscano sugli organi emuntori che scaricano le tossine per ripristinarne o potenziarne l’azione.

I complessi si rivelano estremamente utili sia nella cura dei sintomi dei disturbi acuti, nelle cronicità e anche nell’automedicazione (impensabile utilizzando farmaci omeopatici unitari).

I Complessi possono essere prescritti dal medico o consigliati in farmacia sulla base di veri e propri protocolli di cura più tipici della medicina tradizionale.

Per tutti questi motivi (basse diluizioni, orientamento  alla malattia e non al paziente, utilizzo di protocolli), molti li considerano un punto di incontro tra la medicina tradizionale e l’omeopatia, mentre i “puristi” non li considerano vera omeopatia.

 

Esiste poi il metodo Costituzionalista.

Prof Antonio Santini

Il terapeuta che utilizzi tale metodo, parte inquadrando il paziente dal punto di vista costituzionale, andando a definirne lo stato attuale  in relazione allo stato ideale di equilibrio costituzionale.

Tiene in uguale considerazione sintomi mentali, generali e locali e può utilizzare sia una farmaco per volta come gli unicisti, sia più farmaci (coerenti tra loro) nell’arco della stessa giornata come i pluralisti, sia farmaci complessi quando lo ritenga necessario.

Tutti i farmaci vengono prescritti sulla base della loro prevalenza costituzionale, cioè sulla capacità di interagire in maniera preferenziale con una determinata bio-tipologia di soggetti.

 

Il metodo costituzionale si basa sulla ripartizione della popolazione umana in diverse costituzioni

I criteri di attribuzione all’una o all’altra costituzione risentono di caratteristiche fisiche e mentali. 

Questo metodo presenta una serie di vantaggi rispetto agli altri in quanto permette di agire contemporaneamente su più ambiti, riducendo quindi i tempi delle terapie.

Normalmente non c’è necessità di rivedere il paziente così spesso come nell’omeopatia unicista in cui il terapeuta ha necessità  di controllare l’esaurirsi dell’azione del farmaco per passare alla nuova prescrizione per giungere alla guarigione vera e propria.

Nello specifico, individuando la costituzione di appartenenza del soggetto, il terapeuta che lavori in chiave costituzionale, può individuare e predire in maniera statistica punti di forza e punti di debolezza della costituzione, potendo così fare una prevenzione efficace delle tendenze patologiche ereditarie.

Il metodo nasce più di duemila anni fa con Ippocrate di Coo, padre della medicina scientifica e si evolve negli anni grazie agli innumerevoli contributi di  grandi medici costituzionalisti del passato (Sigaud,  Martiny, Pende e tanti altri).

Negli ultimi anni, il più grande esponente della scuola costituzionalista romana è stato il Prof. Antonio Santini (coevo del Prof. A. Negro) che operava a Roma alla fine del secolo scorso. 

 

 

“Lo studio delle costituzioni  offre al clinico la possibilità di osservare il graduale passaggio del tipo umano equilibrato dallo stato di salute a quello di malattia, 

offre al clinico la possibilità di riconoscere le varie disposizioni ereditarie e costituzionali alle malattie 

e quindi di prevenire le malattie effettuando una terapia razionale orientata  non sulla malattia, ma sull’uomo – inteso come terreno che tende ad ammalarsi”.

                                                                                                        Antonio Santini

 

Il metodo costituzionale è un metodo di semplificazione della medicina omeopatica.

1.Ripartisce la popolazione umana in diversi gruppi;

2.Individua aspetti di maggior forza e di maggior labilità tipici di ogni costituzione;

3.Stabilisce una priorità di alcuni farmaci in una determinata costituzione.

 

 

Andando ad osservare la materia medica con questa base teorica, si può parlare di farmaci carbonici, sulfurici, muriatici, fosforici 

Questo è un criterio statistico e non assoluto: probabilistico e non deterministico.

Il concetto di costituzione unisce in sé caratteri di forza e labilità, ma non necessariamente obblighi ad ammalarsi di qualcosa. 

 

L’individuo che appartiene ad ognuna delle costituzioni, pur unendo in sé forze e labilità, può mantenere una condizione di stabile benessere per lungo periodo o anche tutta la vita.

 

Mediante il metodo omeopatico costituzionale, il clinico:

1. Inquadra il paziente all’interno di una costituzione prevalente 

2.Inquadra la malattia nella giusta famiglia di tendenze patologiche (diatesi, miasmi, forze energetiche fisiopatologiche, …)

3.Cerca il farmaco giusto incrociando i farmaci appartenenti ad una data costituzione con quelli di una particolare prevalenza diatesica.

 

In buona sostanza è un metodo utile al terapeuta per non sbagliare la prescrizione e al paziente per essere sicuro dell’efficacia della terapia prescritta.

 

Gli insegnamenti del Prof. Santini sono giunti a me per tramite del mio maestro, il Prof. Dario Chiriacò, che mi ha guidato nel creare un metodo di consiglio pratico ed efficace dei farmaci omeopatici in farmacia, da utilizzare sia nelle forme acute di malattie comuni che nella loro prevenzione.

 

Lo sforzo della scuola costituzionale è stato, negli anni, quello di dare all’Omeopatia il giusto posto nella medicina attuale, soprattutto modernizzandola. Il che non vuol dire assolutamente tradire gli insegnamenti del Dottor Hahanemann, bensì attualizzarli alla luce delle moderne scoperte della medicina e della scienza.

Impensabile, oggi, non avvalersi o ignorare le moderne tecniche di diagnostica  o negare la complementarietà della medicina omeopatica rispetto alla medicina tradizionale.

 

Una leggenda vuole che un bravo medico omeopata individui il farmaco da prescrivere al paziente osservandolo attentamente nel lasso di tempo che quest’ultimo impiega tra quando apre la porta dello studio a quando si siede alla sua scrivania.

 

Non esiste un metodo migliore di un altro. Esistono solo professionisti sanitari, più o meno preparati, più o meno empatici, più o meno intuitivi, più o meno disposti a cercare e trovare delle risposte a quesiti particolarmente complessi e profondi.

 

Come diceva il mio maestro, il Prof. Chiriacò,  –Non importa con quale metodo, l’importante è “coglierci”!-

 

Leggi anche:

Quanti Farmaci Omeopatici si possono assumere giornalmente?

 

 

Previeni i Sintomi dell’Allergia con l’Omeopatia

Starnuti, Naso che cola, Occhi che lacrimano: tutti sintomi che ogni allergico conosce bene!

In primavera ricominceranno a circolare i pollini e – come ogni anno- questi sintomi si ripresenteranno puntuali.

A Febbraio è il momento di agire per non farsi trovare impreparati tra Marzo ed Aprile!

 

Cosa fare?

E’ possibile drenare gli organi di scarico delle tossine e potenziarne la funzione escretoria

in modo che, quando essi vengano a contatto con i pollini, il nostro organismo non vada in sovraccarico e si ri-acuisca la sintomatologia fastidiosa che conosciamo come Allergia ai pollini o Pollinosi.

 

Come funziona un drenaggio degli organi emuntori?

Supponiamo di partire da una condizione ottimale, con un organismo in equilibrio perfetto, in cui ogni tossina che assumiamo o con cui veniamo a contatto, venga processata velocemente attraverso uno o più organi emuntori, quelli cioè che si occupano della de-tossificazione.

 

Gli organi emuntori principali che si occupano della de-tossificazione e dell’espulsione delle tossine sono il Fegato e i Reni in primis, ma anche Intestino, Polmoni e Pelle.

Finché il numero di tossine in ingresso è uguale a quello che viene buttato fuori: nessun problema, permane quello che conosciamo come “stato di salute”.

 

Quando, invece, a causa di tutta una serie di fattori (alimentazione eccessiva o sbagliata, cattiva qualità dell’aria, esposizione ad inquinamento elettromagnetico, ripetuta assunzione di farmaci, …) il numero di tossine in ingresso aumenta, può accadere che gli organi emuntori vadano in affanno e non siano in grado di smaltire tutte le tossine.

 

Il nostro organismo sarà, allora, costretto a stoccarle in particolari siti di deposito per evitare di rimanerne intossicato.

Talvolta, invece, sarà costretto a diluirle richiamando acqua che darà poi luogo ai famosi fenomeni di ritenzione idrica e di cellulite che ogni primavera ci sforziamo di combattere.

 

Partono, così, una serie di manifestazioni sintomatiche con cui il nostro organismo ci segnala che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe…

 

In alcuni casi, questi sintomi possono manifestarsi con infiammazioni della pelle o delle mucose, ad esempio quella nasale o congiuntivale, generando pruriti e secrezioni che molti conoscono come sindrome allergica.

 

Quale la strategia più efficace per combattere i sintomi dell’allergia?

La strategia più corretta è quella di liberarsi delle tossine aumentando la funzionalità degli organi di escrezione e non, invece, utilizzare altri farmaci che, pur spegnendo i sintomi fastidiosi, vadano a rallentare ancora di più l’attività degli emuntori.

 

In alcuni casi, infatti, la sintomatologia migliora per un po’, ma, successivamente, può capitare che un solo antiistaminico non sia sufficiente a tenere a bada tutti i sintomi e sia necessario ricorrere ad anti-leucotrienici o addirittura cortisonici orali o per inalazione.

 

E’ quasi inutile specificare che, nei casi di sintomatologia violenta, l’uso di antiistaminici o di altri farmaci di sintesi sarà necessario per evitare di andare incontro a reazioni ancora più gravi o addirittura, in alcuni casi, a shock anafilattico.

 

I farmaci omeopatici più utilizzati per la cura delle allergie stagionali

Con l’Omeopatia possiamo:

-preparare per tempo il nostro organismo e ridurre quindi la sintomatologia allergica,

-alleviare velocemente i sintomi quando si presentano (sintomi che varieranno da soggetto a soggetto  sulla base della propria costituzione).

 

Inutile ribadire che ci saranno, anche in questo caso, delle costituzioni più predisposte ad andare incontro alla sintomatologia allergica che saranno Carbonica e Sulfurica a causa della prevalenza diatesica  Psorica, Psorico-Sicotica e Psorico-Tubercolinica.

Divideremo tra:

 

 

Chi può utilizzare farmaci omeopatici per la cura delle allergie stagionali?

Il trattamento omeopatico per le allergie stagionali è indicato:

  •  in soggetti che non siano mai stati allergici prima, ma che abbiamo manifestato da poco i primi sintomi (secrezioni nasali, starnuti, lacrimazione o prurito agli occhi, ma anche al palato o alle orecchie …);
  • in coloro che già facciano una terapia antiallergica con antistaminico e/o cortisone, ma -ciò nonostante- non riescano a tener a bada i sintomi (la terapia omeopatica può essere personalizzata sulla base di sintomi specifici manifestati da ogni singolo paziente);
  • in coloro che non possano o non vogliano ricorrere all’antistaminico a causa degli effetti collaterali (da una ricerca è emerso che il 26% degli allergici non si cura con farmaci di sintesi per paura degli effetti collaterali di questi farmaci).

 

Ricordo sempre che -per ragioni di efficacia e sicurezza-  l’utilizzo dei farmaci omeopatici deve essere sempre mediato da un professionista della salute, che deve raccogliere e gerarchizzare  i sintomi e valutare rischi e benefici, nonché eventuali incompatibilità con terapie già in atto (allopatiche o omeopatiche).

Mai affidarsi al passaparola perché le terapie omeopatiche sono estremamente personalizzate e cucite sull’individuo che le deve assumere, pertanto farmaci che funzionano su un determinato individuo, non lo faranno su un altro…

 

Leggi anche:

Sei “allergico” anche tu come me?

Combatti i Sintomi dell’Allergia con l’Omeopatia

 

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Preparati alle Abbuffate di Natale con l’Omeopatia

Sono stato obbligato dalle mie figlie a vedere un cartone animato della serie Frozen.

Trama: Olaf, il pupazzo di neve, va in giro per tutto il regno di Arendelle ad indagare, per conto di Elsa ed Anna, sulle tradizioni di Natale di tutti i sudditi, per trovare e restituire alle sorelle la propria, andata persa quando erano piccole.

 

Qual è la tua tradizione di famiglia per Natale?

 La mia è riunirsi per preparare i ravioli che verranno cucinati in brodo per il pranzo di Natale.

Quando ero piccolo, ricordo con gioia quei giorni di preparativi: la spesa, l’organizzazione dei compiti, l’allegria dei bambini, le urla e la soddisfazione a lavoro terminato. 

Arrivava il fatidico pomeriggio del 23 Dicembre in cui adulti e bambini erano convocati telefonicamente a casa della nonna.

Dopo un rapido appello su chi c’era e chi se l’era svignata, si partiva con la distribuzione dei compiti. La nonna aveva preparato il ripieno. La zia la pasta fresca.

I compiti rimanenti erano:

  1. passare la pasta nella apposita macchina  a manovella per fare le sfoglie
  2.  riempire i ravioli col ripieno  (nella speranza di una pasta venuta bene)
  3. chiudere i ravioli.

Una volta pronti, venivano lasciati a riposare tutto il giorno della vigilia su guantiere di cartone, come quelle della pasticceria, sui letti della camera degli ospiti.

E con  le guantiere si copriva l’intera superficie dei letti. Che diventavano, pertanto, unità di misura dell’entità dell’abbuffata.

Domanda: -Quanti ravioli abbiamo fatto quest’anno? – 

Risposta: -Tre letti!-

 

Il pranzo di Natale iniziava sempre con le stesse urla: -A me di più perché ho fatto la pasta- , – A te di meno perché giocavi tutto il tempo, mentre noi lavoravamo- , A te niente, perché non sei nemmeno passato a salutare!-

E poi via ad abbuffarci fino a scoppiare. E si era ancora alla prima portata.

Si ingrassa da Natale a Capodanno o da Capodanno a Natale?

Racconto tutto questo perché più o meno in ogni famiglia italiana esistono tradizioni del genere.

Ed anche se non sono strettamente culinarie, a Natale ci sono tradizioni o semplicemente usanze familiari che vanno rispettate ed adeguatamente onorate.

Pranzi e cenoni sono occasioni di pausa, di ritrovo e di condivisione.

 

L’unico problema è che, salvo casi particolari, questa abbuffata continua più o meno ininterrottamente per circa un mese.

Si. Un mese.

Partendo dall’Immacolata, passando attraverso la settimana delle cene di lavoro, delle associazioni, degli amici, della parrocchia, … Il clou:  il pranzo di Natale, Vigilia e Pranzo di capodanno, per concludere in bellezza col pranzo della Befana.

  • Poche le possibilità di uscire incolumi da questa guerra composta da così tante battaglie.
  • Pressoché inutile predicare qualsiasi forma di digiuno o astinenza.
  • Frustrante il cercare di trattenersi. 

 

Unico modo per sopravvivere è prepararsi per tempo.

Per fare questo abbiamo diverse strategie che per una efficacia massima possono essere utilizzate anche tutte insieme: 

  1. Drenaggio veloce di Fegato ed Intestino, che saranno gli organi che verranno sottoposti allo stress maggiore
  2. Misurazione e Controllo del pH dell’organismo
  3. Assunzione di Cibi che non infiammino e contengano meno calorie possibili.

Con tutte queste accortezze, potrai mantenere la stessa taglia fino alla Befana, anche se non ti riconosci come uno particolarmente ordinato.

Quando si parla di aumento di peso nel periodo natalizio, una obiezione ricorrente è:

“Non si ingrassa da Natale a Capodanno, ma da Capodanno a Natale”.

Vero. 

Vero anche che non si inizia a Natale, bensì prima dell’Immacolata e si continua fino alla Befana.

 

Una settimana di nefandezze alimentari la recuperi… un mese, con grande difficoltà!

 

L’OMEOPATIA ci può dare una enorme mano a preparare fegato ed intestino, per disinfiammare, de-tossificare ed alcalinizzare.

Ovviamente un drenaggio fatto per bene dovrebbe essere sempre personalizzato, andando a capire, grazie all’aiuto di un Professionista, quale è la via principale di detossificazione scelta dal nostro organismo (la pelle, i polmoni, l’intestino, il fegato o i reni).

Pertanto un drenaggio andrebbe fatto studiando il singolo paziente, ma in momenti di emergenza, al sopraggiungere del periodo più intenso, si potrà optare per un drenaggio veloce di soli fegato ed intestino rimandando a periodi più tranquilli il drenaggio più profondo.

Parlando di detossificazione epatica dovremo prendere in considerazione almeno uno dei 7-8 farmaci omeopatici che agiscono sul fegato: Sulfur, Natrum Sulfuricum, Sepia, Lycopodium, Chelidonium, Lachesis, Phosphorus, Arsenicium album.

Per l’asse cervello-stomaco-intestino, invece, farmaci  tipo Nux Vomica, Argentum Nitricum, Anacardium Orientale, Antimonium Crudum ed altri.

Se non si è in grado di scegliere il farmaco unitario giustoo e la giusta potenza di somministrazione è molto più facile agire utilizzando farmaci complessi che possano agire su più fronti e più sintomi contemporaneamente (acidità, pesantezza, gonfiore, diarrea o stitichezza, …).

A questi potremo aggiungere farmaci che possano:

  • mantenere drenata e pulita la matrice extracellulare, il posto dove si accumulano le tossine, 
  • dare una accelerata al sistema linfatico che le deve raccogliere e convogliare verso l’uscita.

 

MISURAZIONE E RIPRISTINO DEL pH

Si può poi passare ad alcalinizzare il nostro organismo per facilitare la detossificazione ed evitare il trattenere tossine e l’ acqua che serve per diluirle (la famosa ritenzione idrica).

Questa operazione si può fare:

  • assumendo alcuni farmaci omeopatici (es. Lycopodium)
  • con l’alimentazione (assumendo cibi che abbiamo un PRAL potenziale acido renale molto basso),
  • bevendo un’acqua leggermente alcalina

Oppure- più velocemente – utilizzando un giusto integratore alimentare che ci permetta di recuperare velocemente la nostra condizione di neutralità o meglio di leggera alcalosi.

 

VLCKD (Very Low Calories Ketogenic Diet)

Ultima possibilità: assumere, tra una abbuffata e l’atra, alimenti che non infiammino il nostro organismo e che contengano il minor numero di calorie possibile.

Ciò è possibile tramite l’assunzione di una VLCKD che appartiene alla categoria delle diete chetogeniche, ma a differenza delle chetogeniche classiche, è normoproteica, a basso apporto calorico e lipidico e non iperproteica (senza rischi a livelli epatici e renali).

Ha gli stessi effetti metabolici del digiuno, senza mettere troppo alla prova la nostra forza d’animo…

 

Non tutti hanno gli stessi problemi.

Esistono soggetti dotati di ottimi sistemi di detossificazione (in omeopatia si dice “dotati di una buona Psora”) oppure appartenenti costituzioni longilinee che difficilmente accumulano tossine (come i fosforici).

Tutti gli altri dovranno per forza di cose fare i conti con gli eccessi da “Abbuffata di Natale”!

L’ideale è riportare e mantenere la propria costituzione in equilibrio e conoscere i propri punti deboli per prendere, per tempo,  i giusti provvedimenti.

E’ sempre Questione di Costituzione!

 

Leggi anche:

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Perché fare un Drenaggio delle Tossine per Dimagrire?

Equilibrio Acido-Base: Consigli e Rimedi per una Salute Ottimale

Come Rimettersi in Forma in 5 Settimane Utilizzando un Drenaggio “Selettivo” (anche se non hai alcuna intenzione di mangiare meno…)

 

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

 

Combatti e Previeni l’Herpes con l’Omeopatia…

  • Hai passato l’estate alle prese con creme e cerotti, ma nulla sembra funzionare?

  • Hai un ospite sgradito che ti viene a trovare ogni mese puntuale come un orologio?

  • A lavoro o in classe ti prendono per un appestato?

 

Se sei arrivato a questo punto, prima di gettare completamente la spugna, è arrivato il momento di provare con l’omeopatia.

 

 

 

 

 

Se dovessi stilare una classifica dei grandi classici dell’estate, riferita ovviamente non alla musica che passano le radio, ma alle richieste di soccorso che mi pervengono in farmacia, allora sicuramente nella top-ten ci sarebbe l’Herpes Labialis!

 

Ora, nonostante l’Herpes Labialis, che d’ora in poi per brevità chiamerò solo Herpes, non sia una cosa terribile, tuttavia per il suo decorso (in media 8-12 giorni) e per il fatto che è piazzato sulla zona del corpo più esposta e visibile a tutte (ovviamente quella tra labbra e naso), viene avvertito come una patologia fastidiosissima della quale ognuno vorrebbe liberarsi al più presto.

 

Facciamo un po’ di storia per capire perché alcuni soggetti si ammalano ripetutamente, o meglio, ciclicamente e perché, per lo più, lo fanno solo alcuni soggetti.

 

Tentiamo di capire così quali siano le principali misure da porre in atto per difendersi e per convivere amichevolmente con questo nemico che ci tiene compagnia lungo tutto l’arco della nostra vita.

 

 

Che cos’è Herpes e quale è la causa della malattia?

 

L’Herpes è una lesione molto comune, è contagiosa e soprattutto recidivante, cioè torna spesso a farci visita.

 

Questa lesione è causata dal Virus Herpes Simplex (HSV) di cui esistono due tipi:

 

  1. Il virus dell’Herpes Simplex di tipo 1 (HSV-I) è il più diffuso e causa l’herpes labiale, la stomatite erpetica e la cheratite erpetica;

 

  1. il virus dell’Herpes Simplex di tipo 2 (HSV-II) provoca l’herpes genitale e si trasmette soprattutto per contatto diretto (sessuale).

 

Dopo il primo contatto con l’organismo (infezione primaria), il virus tende a migrare, dall’esterno verso l’interno, seguendo gli assoni nervosi che risalgono dalla periferia verso il midollo spinale. Una volta giunto nei gangli dorsali sensitivi, si stabilisce al loro interno e rimane in forma latente, senza dare alcun segno della sua presenza e senza poter essere riconosciuto dagli anticorpi che circolano nel sangue.

 

In alcune circostanze, il virus si riattiva, seguendo un percorso inverso a quello di arrivo e raggiungendo nuovamente la superficie muco-cutanea, dove si moltiplica, causando una nuova lesione erpetica.

 

Una volta terminata questa fase di replicazione, il virus tende nuovamente a fare il percorso al contrario verso i gangli nervosi, mantenendo così il ciclo che sta alla base della persistenza dell’infezione.

 

 

Chi sono i soggetti che tendono ad ammalarsi di Herpes Labialis?

 

La maggior parte della popolazione (80-90%) viene a contatto con il virus dell’herpes simplex durante l’infanzia e gran parte dei soggetti adulti presenta anticorpi specifici contro questo virus.

 

Circa il 20-40% della popolazione presenta nel corso della vita lesioni erpetiche vescicolari localizzate sulle labbra o sul naso.

La frequenza di queste lesioni è estremamente variabile: nella maggior parte degli individui si manifestano episodi rari, magari ogni 5-10 anche in seguito a periodi di stress coincidenti con fasi importanti della vita (la maturità, la laurea, il matrimonio),  mentre in un piccolo gruppo le ricadute possono avere una scadenza mensile o addirittura più ravvicinata.

 

Dal punto di vista delle costituzioni omeopatiche, possiamo dire che tendono ad ammalare di herpes i soggetti muriatici, per lo più longilinei, che presentano una alterazione del metabolismo del sodio. Vedremo più in là che , non a caso, molti dei farmaci omeopatici utilizzati sia per la cura sintomatica, sia “di fondo” dell’herpes, hanno a che fare col sodio (Natrum Muriaticum, Sepia, Borax, Natrum Carbonicum, …).

 

 

Come si trasmette l’Herpes labialis?

 

L’herpes è una malattia estremamente contagiosa nella fase in cui il virus passa dalla sua forma dormiente a quella attiva.

E’ estremamente difficile che il virus possa resistere a lungo nell’ambiente esterno e, pertanto, la trasmissione avviene quasi esclusivamente da persona a persona, tramite contatto fisico diretto o stretto.Per questo deve accadere contemporaneamente che:

 

  1. il virus deve essere attivamente diffuso dall’ospite attraverso le secrezioni durante la fase di infezione attiva (sfortunatamente la trasmissione non si limita ai periodi in cui il paziente presenta i sintomi dell’infezione, ma il virus può diffondere senza che l’ospite avverta alcun sintomo);

 

  1. il nuovo ospite deve presentare una zona in cui il virus possa accedere al sotto derma: una piccola lesione cutanea o una mucosa permeabile e umida, come ad esempio la mucosa orale, umidificata dalla saliva.

 

L’herpes è in grado di sopravvivere diverse ore in fluidi o su determinate superfici in presenza di condizioni esterne ad esso favorevoli (temperatura media e umidità elevata). Pertanto l’HSV può essere trasmesso bevendo dagli stessi bicchieri, tazze o bottiglie di persone infette e  attraverso i cosmetici per le labbra condivisi tra più persone.

 

 

 

Esistono delle fasi dell’infezione?

 

La prima volta che un soggetto viene a contatto col virus si genera l’infezione primaria, che può talvolta essere scambiata per una semplice influenza o una manifestazione virale , mentre talvolta può presentare alcune complicanze.

Successivamente, per tutta una serie di cause o condizioni che vedremo meglio in seguito, il soggetto può ammalarsi nuovamente. Questa la chiameremo infezione secondaria, che divideremo, per comodità, nelle seguenti fasi:

 

Fase prodromica (Fase di formicolio) – 1° giorno

 

L’herpes ricorrente è generalmente preceduto da sintomi specifici, quali sensazione di pizzicore, prurito, bruciore e formicolionell’area coinvolta che può risultare insensibile o, al contrario, estremamente sensibile e provocare un dolore sordo.

Chi soffre frequentemente di herpes avverte e riconosce i sintomi della fase prodromica e può porre efficacemente rimedio tramite un trattamento precoce (vedi dopo).

 

Fase delle macchie(Eritema)

 

Questo stadio dura solo qualche ora. Il primo segno evidente della lesione imminente è l’arrossamento della pelle.

 

Fase delle papule

 

L’area arrossata si gonfia e compaiono delle protuberanze rosse, piccole e dolenti.Questa lesione visibile e percepibile al tatto viene chiamata papula. Mentre la lesione progredisce, in poche ore le piccole papule vicine si raggruppano e diventano dolenti.

 

Fase delle vescicole – 2° giorno

 

Per alcuni pazienti la comparsa delle piccole vescicole dolenti e piene di liquidoè il primo segno dello sviluppo  dell’herpes. Le papule si ingrandiscono fino a formare un gruppo di bollicine piccole e dolenti ripiene di liquido, delle vescicole, con diametro tra 2 e 5 mm.

 

Fase delle pustole

 

Se sono presenti globuli bianchi nell’area infetta per risolvere l’infezione, le vescicole si riempiono di puse prendono il nome di pustole. Le pustole sono altamente contagiose (il liquido infetto contiene milioni di particelle virali) e dolorose.

 

Fase ulcerosa – 3° giorno

 

Alla fine, le vescicole o le pustole si rompono, liberano il liquido infetto  e lasciano il posto ad una zona scura, dolente ed essudante, l’ulcera(circondata da una zona di infiammazione eritematosa). Il liquido è sempre altamente contagioso.

 

Fase della crosta molle

 

La parte liquida del centro dell’ulcera si secca, formando una crosta giallastra.

 

Fase della crosta dura – 4°/9° giorno

 

Le croste molli si seccano completamente e formano una crosta dura. Il dolore è meno intenso, ma si può avvertire un forte prurito.

 

Seccandosi la crosta si ritira e forma screpolature dolorose che possono sanguinare rendendo molto fastidioso mangiare o bere (cibi salati o piccanti soprattutto). La continua umidificazione della crosta può ammorbidirla e favorirne il distacco.

 

Fase di guarigione

 

La maggior parte degli episodi di herpes guarisce nell’arco di 8-12 giorni, anche se alcune manifestazioniresidue possono scomparire nei giorni seguenti.

Il virus torna nel suo stadio latente finché non verrà riattivato da uno dei fattori scatenanti.

 

 

Come si effettua la diagnosi dell’Herpes Labialis?

 

La diagnosi dell’herpes è solitamente clinica, sulla base di manifestazioni sintomatologiche caratteristiche (cioè o vai in farmacia o dal medico oppure, se è la decima volta che ti viene, piano piano impari a capire di che si tratta e a porci rimedio il prima possibile) e non richiede indagini di laboratorio.

 

L’herpes può portare a delle complicazioni?

 

L’impatto psicologico di una lesione facciale ben visibile, soprattutto nei giovani con episodi ricorrenti, non deve essere sottovalutato. Soprattutto se le ricadute avvengono spesso.

Nei pazienti immuno-compromessi le lesioni hanno una durata maggiore e possono espandersi fino a provocare patologie più gravi (eritema multiforme, cheratite erpetica, encefalite erpetica).

 

 

Quali sono le principali terapie per la cura dell’Herpes?

 

Il trattamento farmacologico classico più efficace è costituito da un farmaco antivirale che inibisce la moltiplicazione del virus, contribuendo a abbreviare i tempi di guarigione.

 

L’Aciclovir è il prototipo degli antivirali, interferisce con la sintesi del DNA virale e inibisce la replicazione dell’herpes. Può essere somministrato localmente tramite una cremina o ingerito tramite compresse, ma funziona solo se viene applicato nella fase prodromica(cioè ai primi sintomi) prima che il virus abbia completato la replicazione e provocato la lesione. Viene applicato 5-6 volte al giorno per un periodo di 5-10 giorni.

 

Il Penciclovir, un suo derivato, ha una efficacia dimostrata anche se l’applicazione avviene in fase tardiva (quando sono già uscite le bolle) e riduce i tempi del trattamento.

 

Il trattamento sistemico con farmaci antivirali per uso orale viene utilizzato nelle gravi infezioni erpetiche, nei pazienti immuno-compromessi o in caso di eruzioni ricorrenti (più di sei episodi all’anno).

 

Quali soggetti dovrebbero fare prevenzione?

 

Dovrebbero fare una profilassi delle infezioni ricorrenti soprattutto soggetti stressati, immunodepressi, operatori sanitari.

 

Il paziente dovrebbe imparare a riconoscere le condizioni scatenanti dell’herpes, in modo da imparare a riconoscere i primi segnali e poter intervenire al più presto ai primi sintomi.

 

E’ invece il caso di rivolgersi al medico se si avverte anche un insolito fastidio agli occhi o segni di infiammazione in bocca, se compaiono segni di infiammazione generalizzata (febbre, malessere generale) o se si osserva la presenza di pus sulle lesioni a causa di una possibile sovra infezione batterica.

 

Quali sono le misure preventive per la gestione dell’Herpes Labialis?

 

  1. Evitare di toccare o grattare le vescicole
  2. Lavarsi bene e mani
  3. Evitare, specie in fase di eruzione, il contatto con bambini piccoli
  4. Evitare durante la fase prodromica di baciare altre persone
  5. Evitare alimenti troppo freddi o troppo caldi che possono dare fastidio alle lesioni
  6. Evitare di scambiarsi cosmetici rossetti e lucidalabbra
  7. Applicare il ghiaccio sulle lesione potrebbe diminuire il dolore e ridurre lo sviluppo del virus
  8. Proteggere le labbra con un prodotto contenete un filtro solare elevato
  9. Quando le croste scompaiono, si può applicare sulla lesione un disinfettante
  10. Non inumidire le lenti a contatto con la saliva.

 

 

 

Lo sai che…

Il mantenimento del virus nello stato di latenza è influenzato dalle condizioni di equilibrio del sistema immunitario.

 

Più precisamente è influenzato dal rapporto tra alcuni gruppi di cellule coinvolte nel sistema immunitario.

I linfociti T Helper di tipo 1 (TH1), hanno la funzione di organizzare la difesa contro i parassiti endocellulari obbligati, come i virus, mentre i linfociti TH2 sono invece specializzati nella risposta ad a invasioni di microrganismi extracellulari e di antigeni di varia natura.

 

L’efficienza di queste cellule TH1 nei confronti del controllo del virus dell’herpes dipende dalle condizioni di equilibrio del rapporto linfociti TH1/TH2.

 

Questi due tipi di linfociti sono antagonisti, ossia producono entrambi mediatori chimici con funzione inibitoria gli uni nei confronti degli altri.

 

Il prevalere dei TH2 comporta un abbassamento della risposta TH1, che, nel caso dell’herpes, si traduce nell’incapacità di contenere efficacemente il virus in forma latente e di contrastare lo sviluppo di forme erpetiche recidivanti.

 

Un fattore determinante nello spostare la bilancia immunitaria verso TH2 è rappresentato dalla disbiosi.

 

La crescita di microrganismi opportunistici e/o patogeni intestinali (candida, enterobatteri, …) , che, per la loro natura di invasori extracellulari, stimolano la proliferazione dei linfociti TH2 a scapito dei TH1, provoca un aumento delle recidive da herpes labiale.

Ciò significa che un’altra possibilità di limitare le recidive da Herpes Labialis è quella di provvedere al risanamento della propria popolazione batterica intestinale.

 

 

 

Quali sono i farmaci omeopatici per la cura e la prevenzione dell’herpes?

 L’omeopatia può sempre essere utile a più livelli:

 

  1. può essere utile in acuto, cioè quando ormai ci siamo accorti che l’herpes sta venendo fuori, e quindi vogliamo cercare di stopparlo sul nascere o limitarne la durata,

 

  1. oppure nel cronico e qui per cronico intendiamo la prevenzione delle recidive.

 

Potremo assumere alcuni farmaci diversi:

  • in funzione della fase dell’herpes in cui ci troviamo (in una fase precoce, piuttosto che tardiva)
  • potremo assumerne altri in funzione dell’aspetto della lesione (ad esempio se ci troviamo davanti a vescicole più piccole o a vescicole più grosse),
  • in funzione della posizione dell’herpes sul viso (più vicino alle labbra o sul naso, sull’occhio o in altre parti del corpo)
  • in funzione della modalità con cui si presenta (bruciore, punture di spillo, prurito, coinvolgimento dei nervi)
  • talvolta anche in funzione dell’eziologia (stress, ciclo mestruale).

 

 

I più esperti possono provare un approccio all’herpes con i farmaci unitari.

 

In una prima fase, quella vescicolosa potremo utilizzare:

Apis: sensazione di puntura, edema iniziale

Borax: Herpes genitale/labiale, piccole vescicole piene di liquido opalescente, confluiscono in vescicola unica da contorni irregolari

Cantharis: grosse vescicole -bolle a contenuto molto irritante, prurito, bruciore, febbre

Natrum Carbonicum: herpes labiale/faccia/ cosce/schiena/natiche, aggrava col sole, intolleranza al latte

Natrum Muriaticum: herpes circinato, circolare labiale, ricorrente

Rhus Toxicodendron: vescicole piccole, piccole piene di liquido chiaro citrino, eritema, bruciori, prurito (prendere dall’inizio)

Sepia: herpes circolare, prurito, bruciore, legato al ciclo mestruale o allo stress.

 

In fase successiva, quella vescicolo- bollosa, potremo utilizzare invece:

Mezereum: vescicole a contenuto denso opalescente bianco o giallastro, prurito, bruciore, croste spesse, dure, biancastre o scure, spesso pus sottostante

Croton Tiglium: vescicole molto piccole spesso a tendenza pustolosa, possono evolvere in croste giallastre, prurito insopportabile, dolore.

 

Chiaramente i farmaci andranno tutti dati a basse diluizioni e ripetuti più volte nell’arco della giornata.

Ricordiamo che solo Apis andrebbe somministrato alla 15CH, mentre, rimedi più profondi, come Natrum Muriaticum e Sepia, dovrebbero essere assunti alla 30CH una volta al giorno per almeno tre mesi.

 

Rimedi complessi

I meno esperti è meglio che non si avventurino nell’approccio al farmaco unitario.

Spesso c’è bisogno di assumere più farmaci contemporaneamente a seconda dell’evolvere della sintomatologia (fase, aspetto e sintomi) e inoltre occorre una certa dimestichezza  in fase di auto-diagnosi. Pertanto, a meno che non sia abbia una farmacia fornitissima a portata di mano o anche in casa propria e non si abbia un minimo di confidenza diagnostica, meglio un farmaco complesso studiato per essere molto efficiente in tutte le fasi dell’herpes.

Ad esempio, un noto rimedio è così composto: Mezereum, Natrum Muriaticum, Rhus Toxicodendron. Per quanto ci siamo detti sopra, risulta utilissimo per la cura dell’herpes in tutte le sue fasi. Durante la fase delle piccole vescicole interviene Rhus Toxicodendron, nella fase più tardiva, quella delle croste, Mezereum. La prevenzione delle recidive viene affidata al rimedio costituzionale di fondo Natrum Muriaticum.

Un altro complesso ha quest’altra composizione e agisce con meccanismo d’azione diverso: Vincetoxicum Hirundinaria che sembra agisca sul riequilibrio del rapporto TH1/TH2 e Sulphur è il farmaco anti-psorico per eccellenza.

 

Entrambi possono essere assunti con una frequenza di più volte al giorno in fase acuta e invece per almeno tre mesi per ridurre il rischio di recidive.

Inutile dire che, soprattutto in caso di recidive, il fai-da-te è altamente sconsigliato, mentre è caldamente suggerito rivolgersi ad un medico esperto col quale iniziare un percorso di guarigione personalizzato.

 

A proposito… Lo sai che chi soffre di herpes tende anche a soffrire di afte e di altre lesioni della bocca?

Ma questa è un’altra storia…

 

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Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.