Dr. Dario Dinoi Posts

Combatti la stanchezza con l’Omeopatia

Arriva la Primavera ed arriva la Stanchezza…

Recenti studi dicono che il nostro corpo, per abituarsi all’aumentare delle ore di luce, al cambio da ora solare ad ora legale ed all’innalzamento delle temperature, impieghi  quasi un mese.

In questo tempo il nostro organismo dovrà mettere in atto molti meccanismi di adattamento per trovare un nuovo equilibrio.

In più, in  primavera ritorna la voglia di uscire e di stare all’aria aperta.

Non tutti riescono ad adattarsi velocemente a questi cambiamenti, pertanto, è possibile che per molti questa sia una stagione difficile…

Per alcuni la presenza dei pollini nell’aria, l’arrivo dei conseguenti sintomi allergici e l’ utilizzo del farmaco antistaminico -che ha la sonnolenza come effetto collaterale più famoso- è una vera e propria iattura.

Per altri  la voglia di uscire, rimettersi in forma, di depurarsi, li sottoporrà  ad ulteriori affaticamenti che si uniranno alle  privazioni di cibo in vista del dimagrimento prima dell’estate. 

 

Quali i consigli per vincere la stanchezza?

Sicuramente più che agire direttamente sul sintomo mediante l’utilizzo di un integratore, noi che ci occupiamo di omeopatia suggeriamo sempre di agire sulla causa del malessere, se possibile, rimuovendola.

Diverse sono le cause che portano ad un affaticamento fisico o intellettuale e diverso sarà il modo di reagire di ogni costituzione.

Le costituzioni, secondo una classificazione biochimica-omeopatica, possono essere divise in Carbonica, Sulfurica, Muriatica e Fosforica in relazione all’elemento di cui ogni costituzione soffre il dismetabolismo.

Possiamo dividere poi le costituzioni  in steniche ed asteniche.

Le prime sono la sulfurica e la muriatica, che presentano un’ottima resistenza agli sforzi fisici ed intellettivi nonché alle malattie;

le seconde, la carbonica e la fosforica, saranno quelle che si affaticheranno di più, che si ammaleranno prima e saranno l’oggetto principale del nostro approfondimento.

Le costituzioni “steniche”, il problema della stanchezza, fisica o intellettuale che sia non se lo pongono proprio. Anzi, hanno il problema opposto, cioè di come stancarsi e di come mantenersi impegnati il più possibile per scaricare tutte le energie di cui sono dotati.

Soggetti carbonici e fosforici sono, invece, dei soggetti anergici, soggetti che, per motivi endocrinologi e fisiologici diversi,  avvertono la stanchezza sia fisica che intellettuale, che si ammalano spesso, che soffrono di ricadute continue e che avrebbero bisogno, per riprendersi, di lunghe convalescenze.

Esaminiamo da vicino alcune comuni cause di stanchezza

 

Stanchezza a seguito di accumulo di tossine

Chi non ha mai sentito dopo un pasto particolarmente abbondante uno sfrenato desiderio di fare una pennichella sul divano?

Il fegato è impegnato nello sforzo digestivo, il sangue affluisce dove più necessario ed il cervello va momentaneamente in stand-by.

Più il fegato è intasato, più deve lavorare, più lenta sarà la digestione degli alimenti, meno energia avrò per compiere altri sforzi e dedicarmi ad altre attività.

Inoltre, a causa della lentezza della digestione, alcuni cibi possono andare in contro a fermentazione e dare gonfiore addominale. Ulteriore effetto di un fegato appesantito è poi l’aumento di peso.

Al contrario, un fegato ben drenato sarà occupato in una  digestione meno impegnativa, non si formerà aria nella pancia ed il metabolismo energetico funzionerà meglio e perdendo quei chili di troppo accumulati nel tempo.

 

Stanchezza per dismetabolismi di alcuni elementi o cattiva alimentazione

Secondo caso quello della carenza, del cattivo assorbimento o del dis-metabolismo di alcuni micro-elementi, di alcuni sali o di alcuni composti necessari al nostro organismo, coinvolti magari in meccanismi enzimatici o di metabolismo energetico.

Talvolta tali composti hanno necessità di essere integrati;  talvolta -invece- bisognerà solamente sbloccarne il metabolismo a livello bio-energetico.

 

Breve parentesi sui Farmaci Omeopatici Costituzionali …

Ogni costituzione ha una specie di scala energetica o di salute,  il cui apice è rappresentato dalla costituzione in equilibrio ideale.

Somministrando quello che si chiama “farmaco costituzionale di base” assisterò ad una esaltazione di tutti i punti forti di ciascuna costituzione che troverà -nel suo stato di equilibrio- forza, energia e lucidità (per quanto permessole dalla propria genetica e fisiologia).

Da questa condizione di equilibrio ideale, per i casi della vita, a causa delle malattie, dei traumi, delle intossicazioni, dello stress e di tutto il resto, la costituzione può iniziare a deviare dal proprio stato di equilibrio. Al peggiorare degli insulti esterni la mia situazione di disequilibrio può continuare ad aggravare sempre più. A questi che chiameremo “stati di scompenso” corrisponderanno biochimicamente dis-metabolismi di alcuni elementi.

Parlando ad esempio della famiglia dei fosforici, per quanto già detto, assisteremo ad un dismentabolismo del fosforo e dei suoi sali.

Partendo così da Calcarea fosforica, farmaco di equilibrio della costituzione, a seconda della gravità della situazione dello scompenso, potrò utilizzare altre salificazioni del fosforo:  Magnesia Fosforica nei casi meno gravi, Kalium Phosphoricum nei casi più gravi o addirittura Phosphoricum Acidum in casi di astenia grave o addirittura collasso o esaurimento.

Nei soggetti muriatici,  il farmaco costituzionale di base sarà Natrum Muriaticum che è , tra l’altro, farmaco di astenia, di convalescenza e di demineralizzazione.

Alcune costituzioni, soprattutto quelle longilinee, possono assorbire con difficoltà alcuni alimenti, il che darà luogo ad una conseguente sindrome da malassorbimento, caratterizzata da sintomi tipo celiaca, con crampi, dolori o diarrea e dalla relativa perdita di liquidi. 

In questo caso penseremo a farmaci omeopatici come Aloe, Argentum nitricum, Chamomilla, China, Colocinthys, Croton tiglium, Gelsemium, Magnesia carbonica, Magnesia phosphorica, Podophyllum,

 

Stanchezza per mancanza di sonno.

Dormire bene è sicuramente il primo passo per poter affrontare giornate piene di lavoro e di impegni, ma in alcuni casi ciò risulta estremamente complicato.

Il sonno è una fase attiva della vita durante la quale si ricostituiscono le riserve energetiche, ci si rigenera, si eliminano le sostanze nocive.

L’insonnia implica un’alterazione del ritmo, della quantità e della qualità del sonno, quindi un deficit nel recupero psico-fisico dell’organismo.

L’insonnia può essere secondaria a molteplici cause e spesso è espressione di un disagio psichico e/o fisico, che colpisce adulti, anziani e bambini.

 

Chi soffre di insonnia?

I soggetti Fosforici che hanno nel sistema nervoso uno dei loro punti deboli, ma possono soffrire di insonnia un po’ tutte le altre costituzioni, ognuna per motivi diversi.

INSONNIA LEGATA AD ANSIA E PAURA 

Aconitum napellus è il farmaco del panico notturno che non fa dormire, della paura di morire.

Penseremo a Gelsemium se la persona non riesce a dormire per un’ansia generalizzata, con timori di ricevere brutte notizie, di non dormire, che si alza spesso per urinare.

Stramonium è un rimedio per i bambini che hanno paura del buio.

Causticum è indicato per bambini con enuresi notturna che hanno paura del buio, dei cani e di star soli, che vogliono dormire con i genitori.

 

INSONNIA LEGATA AD ANSIA E STRESS 

Arsenicum album è il farmaco per l’insonnia dell’anziano ansioso ed insicuro, ossessionato dai piccoli dettagli e che non riesce ad addormentarsi se non sente che ogni cosa è a posto.

Bellis perennis nelle persone che tendono a risvegliarsi presto il mattino, rivelando spesso in tal modo uno stato d’ansia e depressione latenti. 

Chamomilla per il bambino ansioso, capriccioso, stressato, che dorme in braccio, ma appena posto in culla si risveglia e piange, oppure non riesce a dormire per eruzioni dentarie o coliche addominali. Per gli adulti che hanno effetti contrari quando assumono farmaci per dormire.

 

INSONNIA LEGATA AD AFFATICAMENTO FISICO E MENTALE 

Alcune volte siamo così stanchi che non riusciamo ad addormentarci. In questo caso potremo prendere in considerazione il farmaco omeopatico Rhus toxicodendron.

Arnica montana è il rimedio indicato nel soggetto che non riesce a dormire per troppa stanchezza, con dolore ai muscoli o alle ossa, a cui il letto che non sembra mai comodo.

Zincum Metallicum è il farmaco indicato nell’insonnia causata da troppo lavoro con eccessiva attività cerebrale; il letto risulta scomodo e fastidioso, le gambe e i piedi sono in continua agitazione.

Cocculus è il classico rimedio delle persone troppo stanche per riuscire a dormire, per chi è costretto a protratte notti in bianco per assistenza a malati o per i viaggiatori colpiti da jet-lag.

Coffea Cruda è il rimedio dell’insonnia dopo una giornata frenetica o con emozioni forti. Il sonno è disturbato dall’ideazione eccessiva.

Nux Vomica è indicata nelle persone iper-reattive, piene di lavoro, che mostrano irritabilità e sonnolenza durante il giorno e insonnia notturna cronica.

 

L’argomento è estremamente delicato e complesso e, quindi, la solita raccomandazione è quella di evitare di provare a fare automedicazione con i farmaci unitari omeopatici perchè troppi sono i fattori e le variabili da prendere in considerazione per scegliere il farmaco giusto.

Più efficace il confronto con uno specialista 😉

Leggi anche: Kalium Phosphoricum per stanchezza fisica e mentale

Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio. Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo. Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico. In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista). I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

Combatti i Sintomi dell’Allergia con l’Omeopatia

E’ arrivato il periodo della fioritura ed aumenta l’esposizione ai pollini

ed iniziano così i sintomi dell’allergia.

 

Che cos’è l’Allergia?

L’allergia è una condizione di ipersensibilità del sistema immunitario di un soggetto che reagisce in maniera anomala producendo anticorpi nei confronti di alcune sostanze considerate dannose, che invece per la maggior parte delle persone risultano -al contrario- innocue.

I tessuti e gli organi coinvolti nelle reazioni allergiche sono le vie aeree inferiori, la pelle, le mucose nasali, gli occhi.

I principali sintomi che possono apparire sono quelli che ogni allergico conosce bene: starnuti, lacrimazioni, cola-naso, pruriti ed in alcuni casi anche crisi asmatiche.

 

Quali sono le terapie tradizionali contro i sintomi dell’allergia? 

Quasi sempre il primo farmaco prescritto dal medico è un Antistaminico di sintesi, tipo Cetirizina, Desloratadina, Oxatomide, Ketotifene …

Nei casi più gravi ed in presenza di asma anche un Anti-leucotrientico, tipo ZAFIRLUKAST, MONTELUKAST, ecc…

Da qualche tempo sono stati introdotti anticorpi monoclonali tipo Omalizumab (Ab Anti IgE) e Dupilumab (Ab Anti IL-4).

 

Quali i principali limiti delle terapie correnti?

L’azione dei farmaci di sintesi è limitata alle ultime fasi della manifestazione allergica.

In buona sostanza i farmaci tradizionali si limitano a controllare la fastidiosa sintomatologia allergica, sopprimendola.

 

Presenza di notevoli  effetti collaterali e controindicazioni

Le controindicazioni più note sono quelle degli Antistaminici “di prima generazione”,  che spingono circa il 25 % di coloro che hanno sintomi allergici ma non hanno alcuna voglia di curarsi con i farmaci tradizionali per paura degli effetti collaterali sono: secchezza delle mucose, sonnolenza, capogiri, nausea e vomito, problemi di minzione, vista annebbiata, senso di confusione. Nei bambini, irrequietezza o cambiamenti d’umore.

 

Insorgenza di fenomeni di tolleranza e di dipendenza. 

Si inizia con l’assunzione di un primo antistaminico, poi si passa ad uno più potente o ad una seconda compressa per tenere a bada tutti i sintomi che aumentano, poi si passa all’anti-leucotrienico e quindi al cortisone per uso sistemico o inalatorio.

 

Inoltre esistono tutta una serie di avvertenze che non possono essere trascurate.

In generale non è consigliabile assumere antistaminici prima di mettersi alla guida o prima di utilizzare macchinari pericolosi. Se il farmaco induce sonnolenza è bene assumerlo prima di coricarsi.

E’ sconsigliato l’utilizzo di farmaci antistaminici:

  • si è incinte o si sta allattando al seno
  • si soffre di un ipertrofia prostatica
  • si soffre di ipertensione o di disturbi cardiovascolari
  • si hanno problemi alla tiroide, ai reni o al fegato
  • si ha a che fare con un’ostruzione della vescica
  • si soffre di glaucoma
  • si assumono alcolici
  • nei bambini di età inferiore ad un anno.

 

C’è poi il problema dell’interazione con altri farmaci

Ad esempio, un medico che prescrive un antistaminico anti-H1 deve valutare la possibile interazione con altri farmaci assunti dal paziente, in particolare con:

  • Farmaci che agiscono a vario titolo sul sistema nervoso (antidepressivi, antipsicotici, miorilassanti, anticonvulsivanti, sedativi,tranquillanti)
  • Antidiabetici orali
  • Alcuni anticoagulanti
  • Broncodilatatori
  • Alcuni antibiotici in particolare  i macrolidi
  • altri farmaci contro il raffreddore

 

 

Allergici si diventa

Allergici in alcuni casi si nasce, in altri casi lo si diventa col tempo. Per tutta una serie di motivi tra cui ad esempio:

1. PREDISPOSIZIONE GENETICA

Si sa che la probabilità di sviluppare allergia per chi non ha genitori allergici è del 15%, per chi ha 1 genitore allergico è del 40-50 %, probabilità che sale al 75% se entrambi i genitori sono allergici. 

2. FATTORI AMBIENTALI

Le allergie sono prevalenti nelle zone sviluppate e più tra le popolazioni cittadine che fra quelle rurali. Anche popolazioni che si spostano da aree sottosviluppate ad aree sviluppate aumentano l’incidenza delle manifestazioni atopiche.

Inquinamento è un altro fattore da tenere in considerazione, nonché l’esposizione ad elevata concentrazione di allergeni (l’habitat ecologico ottimale per l’acaro della polvere si trova con una umidità superiore al 60% e temperature superiori ai 20°, habitat facilmente creato dalle case «sigillate» di oggi con riscaldamenti centralizzati e grande uso di tappeti. Questo ha determinato un aumento della concentrazione di acari di 5 volte).

Dieta: la dieta è la fonte allergenica più importante della prima infanzia. Alcune evidenze epidemiologiche hanno dimostrato un effetto protettivo della Vit C e del consumo di frutta fresca nei confronti  dell’insorgenza dell’atopia.

Infezioni: prove sperimentali suggeriscono che una elevata frequenza di eventi infettivi precoci nella vita possono determinare una regolazione positiva nell’orientare la risposta immunitaria  nella direzione corretta,  non atopica.

Meno infezioni batteriche da piccole, più antibiotici, più allergie!

 

In definitiva sembra che l’occidentalizzazione delle abitudini di vita delle popolazioni determini l’aumento delle malattie allergiche!

 

In buona sostanza:

e, di conseguenza, delle diatesi prevalenti, cioè di quelle tendenze patologiche ereditarie che possono svilupparsi o no in funzione di altri fattori ambientali e comportamentali.

 

Chi sono i soggetti più colpiti dai sintomi dell’allergia?

Dal punto di vista biochimico omeopatico i soggetti maggiormente predisposti alle allergie stagionali sono i soggetti  che tendono più facilmente ad intossicarsi per cui i carbo-sulfurici  per la prevalenza della diatesi psorica ed i muriatico-fosforici per una certa debolezza tubercolinica a beccarsi malattie respiratorie.

 

Come funziona la terapia omeopatica per le allergie?

In omeopatia ci possono essere più approcci da utilizzare, la terapia va come sempre cucita sulla condizione del singolo soggetto.

Avremo terapie che agiscono riequilibrando la fisiologia del terreno immunitario,  terapie drenanti e terapie desensibilizzanti.

In ogni caso una terapia omeopatica sarà composta  di uno o più farmaci di fondo per riequilibrare la costituzione del soggetto allergico e mettere un freno alla tendenza patologica dominante ( ad esempio per la PSORA: Arsenicum album, Sulphur, Psorinum, Calcarea carbonica, … per il TUBERCOLINISMO: Natrum muriaticum, Pulsatilla, Sepia, Silicea, Tuberculinum, …)

e da uno o più farmaci sintomatici da utilizzare in acuto che vadano a coprire la totalità dei sintomi manifestati dal singolo soggetto.

Per esempio:

  • Allium cepa: rinorrea irritante, epifora non irritante.
  • Euphrasia: epifora irritante, rinorrea non irritante.
  • Nux vomica: esordio brutale con brivido, tremore e freddo.
  • Sticta pulmonaria: dolore radice naso, cefalea frontale, non rinorrea.
  • Kalium iodatum: dolore seni frontali, rinorrea.
  • Pulsatilla: rinorrea giallastra, non irritante.
  • Sulphur: sinusite, secrezione nasale purulenta cronica, febbre da fieno, grande sensibilità agli odori.
  • Sulphur iodatum: coriza, febbre da fieno, asma

Ci sono poi rimedi per la risoluzione di sintomatologie locali, come ad esempio, per le congiuntiviti allergiche c’è la possibilità di utilizzare colliri a base di Euphrasia e Chamomilla, oppure in caso di pruriti, eczemi, orticarie pomate a base di  Calendula, Apis,  Cardiospermum, …

 

La terapia omeopatica: caratteristiche, vantaggi e benefici!

La terapia omeopatica per le allergie è una terapia ad alta diluizione, basata sulla legge di similitudine, che agisce modulando la risposta immunitaria agli stimoli esterni, drenando le tossine in eccesso, desensibilizzando il nostro organismo agli allergeni più comuni (acari, pollini, peli del gatto ed altri tipi di tossine). Può essere utilizzata sia in prevenzione che in acuto.

Ha per questi motivi molti vantaggi tra cui: nessun effetto collaterale, può essere assunta contemporaneamente ai farmaci tradizionali di sintesi, può coprire copre la totalità dei sintomi allergici a seconda dei farmaci che utilizzo, non intossica e non dà luogo a soppressioni. E’, inoltre, adatta a tutte le età!
La terapia presenta numerosi benefici. Mi piace evidenziarne alcuni che si riferiscono a tre esigenze diverse:
  1. potrai affrontare serenamente il periodo delle fioriture, senza soffrire e senza privarti delle classiche scampagnate fuori-porta per paura dell’arrivo delle crisi allergiche;
  2. potrai coprire la totalità dei sintomi che -sicuramente-  con un unica compressa di l’antistaminico non coprivi,
  3. ma, il più importante, non ti limiterai a tamponare o sopprimere i sintomi fastidiosi, ma riporterai nel tempo il tuo organismo nella condizione iniziale di salute!

 

Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio. Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo. Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico. In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista). I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

Quanti Farmaci Omeopatici si possono assumere giornalmente?

In linea generale possiamo dire che finché l’azione del farmaco non si è conclusa, è bene non assumere un altro farmaco omeopatico.

Capire quando questo accade non è semplicissimo e richiede un po’ di esperienza e di dimestichezza con l’assunzione di farmaci omeopatici.

 

Partiamo dalle diverse diluizioni dei farmaci omeopatici

  • I farmaci in diluizione decimale  (D o DH) hanno una azione breve, che si esaurisce in poco tempo, diciamo in 15- 20 minuti. Pertanto potranno essere somministrati da 2-3 a più volte nell’arco della stessa giornata (8-10).
  • Farmaci a bassa diluizione (dove qui per bassa diluizione intendiamo fino alla 6-7 CH o C) hanno una durata d’azione di circa un’ora pertanto si possono assumere da tre a più volte al dì.
  • Farmaci a diluizione media (9-30 CH) possono avere una azione che dura da qualche ora ad un giorno intero (ma, talvolta anche più). La 9 CH 3-4 volte al dì, al 15CH un paio di volte e la 30CH una sola volta al giorno.
  • Farmaci ad alta diluizione (dalla 200 CH in poi) possono avere un effetto che persiste anche di un paio di settimane.

 

Questa distinzione viene fatta a solo scopo esemplificativo, ma, in realtà, viene influenzata da tutta una serie di fattori tra cui:

  • Malattia acuta o cronica: in acuto la somministrazione del farmaco va ripetuta più spesso in funzione della gravità della malattia;
  • Origine del farmaco: Vegetale, animale o Minerale (farmaci di provenienza minerale hanno mediamente una azione più lunga rispetto agli altri due).
  • Reattività e costituzione del paziente: alcune costituzioni vanno bombardate di farmaci per ottenere un’azione terapeutica, mente altre più sensibili sono più reattive.

 

 

Le scuole

In più c’è anche la questione della scuola omeopatica di appartenenza del terapeuta. 

Ci saranno gli unicisti più intransigenti che faranno assumere ai pazienti un solo farmaco per volta. Nel caso in cui sia necessario intervenire in acuto il farmaco di base viene fatto sospendere al paziente.

Ci sono i pluralisti per i quali sarà possibile prescrivere -se necessario- fino a due tre farmaci al dì.

I Complessisiti e gli Omotossicologi che prescrivono uno o più farmaci complessi anche nell’arco della stessa giornata da assumere o in momenti diversi o addirittura mescolati insieme in veri e propri cocktail.

Poi ci sono i Costituzionalisti che una volta inquadrato costituzionalemtne il soggetto, possono agire o prescrivendo un solo farmaco come gli unicisti, più farmaci coerenti tra oro come i pluralisti, ma anche abbinando alle terapie di base farmaci complessi per patologie acute o per accompagnamento in malattie cronico-degenerative.

 

In linea di principio, nell’arco di una stessa giornata non bisognerebbe assumere più farmaci omeopatici a diluizione media o alta per evitare interferenza tra gli stessi.

 

Ci possono essere dei casi in cui il terapeuta ritenga che un singolo farmaco non sia in grado di coprire la totalità della sintomatologia mostrata dal paziente ed allora può, nell’arco di una stessa giornata, prescrivere più farmaci contemporaneamente.

Può essere possibile abbinare nella stessa giornata farmaci a diluizione molto diversa tra loro nel caso in cui alla terapia “di fondo” sia necessario abbinare una terapia sintomatica per un disturbo acuto sopravvenuto.

In ogni caso è sempre buona abitudine consultare il proprio terapeuta per chiedere ulteriori delucidazioni caso per caso.

 

Farmaci Incompatibili ed Antidoti

Esiste poi il problema delle incompatibilità tra alcuni farmaci (ad esempio Ignatia Amara e Nux Vomica) e dell’effetto antidoto che alcuni farmaci hanno su altri (es. Aconitum su Belladonna o Camphora su tutti).

 

 

Riassumiamo

Alcuni fattori che  possono determinare la frequenza di somministrazione di un farmaco omeopatico sono:

Potenza del farmaco: maggiore la potenza del farmaco, minore deve essere la frequenza di somministrazione;

Scopo del farmaco: il farmaco costituzionale (quasi sempre ad alta potenza) andrà prescritto con frequenza minore, invece farmaci prescritti ad uso terapeutico andranno prescritto con maggiore frequenza);

Rapidità con cui il farmaco viene consumato dall’organismo: alcuni farmaci vengono “bruciati” più velocemente dalla malattia rispetto altri. Ci saranno poi alcuni farmaci ad azione più rapida (come ad esempio Belladonna, Aconitum, Arsenicum Album, ..) ed altri farmaci ad azione più lenta (come Lycopodium, Thuja, …) . I Nosodi sono farmaci lenti eper eccellenza e ad azione molto profonda;

Costituzione del paziente:  i soggetti fosforici che sono ipersensibili dovranno assumere i farmaci con una frequenza minore rispetto agli ipo-sensibili carbonici;

Forza Vitale del paziente: più è alta la forza vitale o la reattività del paziente, maggiore deve essere la frequenza di somministrazione. Minore la  forza vitale, minore la frequenza di somministrazione;

Virulenza della malattia:  nel corso di malattie acute con esordio improvviso si preferirà una frequenza di somministrazione maggiore rispetto  ad una malattia più lenta con un esordio progressivo;

 

In generale, Situazioni acute  richiederanno maggiore frequenza di somministrazione rispetto alle croniche.

In caso di fattori che impediscono la cura, i farmaci vanno assunti più di frequente. Ad esempio in caso di contemporanea somministrazione di farmaci allopatici o in caso di impossibilità di eliminare la causa esterna della malattia (un capo insopportabile, un marito rompiscatole …).

 

 

Per curare per curarsi con l’omeopatia diceva il mio maestro, sono necessarie:

•una Buona conoscenza della Patologia e della Clinica

•una Buona conoscenza della Materia Medica Omeopatica

•una Diagnosi Clinica

•una Diagnosi Costituzionale

•una Diagnosi Diatesica

•un Metodo per un Consiglio Efficace per favorire l’Aderenza alla Terapia.

 

Anche in questo caso, è evidente, che è  impossibile fare automedicazione con l’Omeopatia. Le conoscenze richieste,  le nozioni provenienti dalla pratica clinica e i diversi tipi di variabili da prendere in considerazione sono troppe per i non addetti ai lavori ed è altissima la probabilità di fare un buco nell’acqua e che poi si dia la colpa all’ “Omeopatia-che non funziona!”

 

Leggi anche:Come Scegliere il proprio Medico Omeopata?

 

 

Perché fare un Drenaggio delle Tossine per Dimagrire?

Se ti senti gonfio, se stai aumentando di peso senza motivo, se dopo pranzo avverti sonnolenza,
se sei diventato allergico…

E’ arrivato il momento di drenarti!

 

Buona Salute e Forza Vitale dipendono da Stile di Vita sano e dalla Predisposizione Genetica a contrarre alcune malattie.

L’inquinamento ambientale e di conseguenza la scarsa qualità dell’ACQUA che beviamo,
del CIBO che assumiamo, dell’ AMBIENTE  che ci circonda (l’aria che respiriamo, l’acqua in cui ci bagniamo, la terra su cui viviamo), porta ad aumento dell’accumulo di tossine nel nostro organismo.

Queste tossine possono essere esogene, cioè provenienti dall’esterno, o endogene cioè prodotte dal nostro organismo come prodotti di scarto del metabolismo cellulare.

 

Quali sono le costituzioni più a “rischio intossicazione”?

Sicuramente le costituzione brevilinee, soggetti di costituzione carbonica e sulfurica.

Il CARBONICO a causa della sua pigrizia, della poca attività fisica che conduce, della sua fame e del conseguente eccesso di alimenti di cui è ghiotto (soprattutto carboidrati e dolci).
Inoltre, questi soggetti subiscono l’azione sicotizzante ed intossicante dei farmaci tradizionali e di loro metaboliti che sono costretti ad assumere a causa delle loro predisposizioni fisiologiche.

Il SULFURICO può intossicarsi a causa della propria resistenza alla fatica ed allo sforzo che lo rende in alcuni casi iperattivo. Questi soggetti non riescono a stare mai fermi,  devono essere per forza impegnati a fare qualcosa ed inevitabilmente vanno incontro a stress.
Anche costoro sono dei voraci mangiatori, ma rispetto ai primi, prediligono alimenti molto conditi,  grassi e proteine.
Questi soggetti possono fare anche uso di stimolanti (caffè, tabacco, alcol,…)  propio per portare a termine tutti gli obiettivi che si sono posti. In alcuni casi possono, persino, iniziare a fare uso di sostanze stupefacenti se si sentono sopraffatti dalla mole di impegni.
Questi soggetti si ammalano raramente nella prima metà della vita, ma quando le capacità di eliminazione (cioè gli organi deputati alla detossificazione) iniziano a rallentare, ricorrono ai farmaci per stare meglio il prima possibile. Questa condizione può condurre spesso anche situazioni di abuso.

Chi dovrebbe effettuare il drenaggio delle tossine?

Siamo tutti interessati dal drenaggio delle tossine perché -chi più, chi meno- siamo tutti  potenzialmente intossicati dall’attuale stile di vita.

Dovranno, però, porre maggior attenzione i soggetti che siano in cura con determinati tipi di farmaci.

Chi è costretto ad effettuare per lunghi periodi, o ciclicamente, terapie antibiotiche a causa di una compromissione del sistema immunitario (che, tra l’altro potrebbe essere riequilibrata con l’omeopatia);

Chi è costretto ad effettuare terapie con i cortisonici per malattie infiammatorie o autoimmuni;

Chi è costretto a terapie con ormoni sessuali  a scopo sostitutivo (durante la menopausa) o anticoncezionale oppure per trovare una soluzione ad un’acne particolarmente violenta. Tali terapie  provocano una profonda ritenzione idrica e -spessissimo- cellulite;

Chi effettua terapie contro allergie stagionali e riniti allergiche : antistaminici e cortisonici bloccano l’organismo che sta tentando di eliminare tossine attraverso le mucose;

Chi ha deciso di effettuare un dimagrimento importante: spesso nel grasso cutaneo si depositano scorte importanti di farmaci lipofili o loro metaboliti. Nel processo di lipolisi che avviene durante il dimagrimento, tali farmaci ritornano in circolo e possono dare spesso fenomeni di sovradosaggio;

Soggetti che si sottopongono a numerose vaccinazioni, soprattuto se ravvicinate nel tempo;

Soggetti -più o meno anziani- che assumono innumerevoli farmaci durante la giornata. Il fegato di questi soggetti non riuscirà sicuramente a smaltire tutto il carico tossinico e, per forza di cose, sarà costretto a rallentare la propria funzione.

 

Quando devi effettuare un Drenaggio delle Tossine?

Un drenaggio intelligente, può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno – non appena ti accorgi che qualcosa sta cambiando (analisi fuori controllo, pressione alta, aumento di peso ingiustificato, ritenzione idrica e cellulite, alito pesante, difficoltà di digestione …).

Ma anche:

  • Poco prima -o durante- un processo di dimagrimento, se lo hai programmato (n.b.  anche per velocizzarlo: se ripulisci fegato e reni il metabolismo riparte e dimagrisci prima ;-));
  • Prima e dopo una vaccinazione e dopo ogni terapia antibiotica per eliminare tutte le scorie prodotte (l’antibiotico disintegra il batterio, ma tutti i pezzi rimangono comunque nel nostro organismo e dovrebbero essere allontanati il più velocemente possibile);
  • Chi assume la “pillola”o chi assume molti farmaci, deve drenarsi almeno due volte all’anno se vuole prevenire fenomeni di accumulo e ritenzione idrica;
  • Chi si sente comunque “un po’ intasato”, può drenarsi ogni volta che vuole per rimetterti al più presto in forma!

Il drenaggio va cucito su ciascun individuo

Un grande vantaggio si ottiene drenando fegato e reni che tutti quanti abbiamo in sovraccarico, ma ogni soggetto andrà ad utilizzare degli organi di scarico secondari quando i primi due si trovano in affanno.

Ricapitoliamo?

Per fare un drenaggio specifico e selettivo bisogna:
1.individuare la modalità preferita con cui il nostro organismo espelle le tossine;
2.capire se gli organi emuntori funzionano tutti bene o se qualcuno è rallentato;
3.sbloccare gli emuntori bloccati o potenziarne la funzione escretiva;
4.incanalare le tossine verso le vie linfatiche, che accompagneranno tossine e scorie verso gli emuntori ormai puliti!

Questo tipo di valutazione non si può, purtroppo, fare da soli, ma c’è bisogno di qualcun che ci aiuti a valutare lo stato di intossicazione e a dare delle priorità nelle terapie di drenaggio, anche in base agli obiettivi che vogliamo raggiungere.

 

A proposito:

Quali sono i risultati del Drenaggio?

Dopo 5 settimane di trattamento -a parità di abitudini alimentari e di stili di vita- potremo ottenere:
1.una sensazione di benessere generale;
2.ci sveglieremo la mattina meno stanchi e ci alzeremo dal letto  più carichi e anche con l’alito più fresco;
3.ci accorgeremo di avere le urine meno cariche, sia in colore che in odore;
4.potremo osservare una normalizzazione di molti parametri ematici di salute degli emuntori (fegato e reni).

Noterai, soprattutto, una normalizzazione delle funzioni escretive. Dopo magari un primo periodo in cui, magari,  sarai costretto a scappare in bagno un po’ più spesso, troverai un tuo nuovo equilibrio.
Questa normalizzazione delle escrezioni ha come piacevole effetto collaterale un fisiologico dimagrimento di 3-4 kg.

“Durante un drenaggio omeopatico non ti limiti a perdere acqua,

l’obiettivo è rimuovere le tossine che costringono il tuo organismo -per difendersi dalla loro invasione- a richiamare acqua”

 

Se a questo aggiungi la ripresa di un corretto transito intestinale e lo sblocco del metabolismo energetico del fegato, i risultati che potresti ottenere potranno essere anche più ambiziosi.

 

Quali i vantaggi di un Drenaggio Omeopatico?

  • Velocità di azione
  • Assenza di effetti collaterali
  • Azione selettiva sui diversi tipi di tossine
  • Azione mirata a seconda dello stato di “intossicazione”
  • Azione mirata di sblocco o potenziamento degli organi emuntori
  • Assunzione in concomitanza con altre terapie
  • Potenziamento delle terapie tradizionali

Inoltre puoi effettuare una terapia di drenaggio in ogni età della vita…

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Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio. Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo. Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico. In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista). I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

Cefalea, Emicrania, Mal di testa e Omeopatia

Chi è che soffre di Mal di Testa?

Con l’espressione “disturbi cefalalgici” indichiamo varie forme di mal di testa, problemi molto comuni del sistema nervoso, diffusi tra tutte le  popolazioni della Terra.

I disturbi cefalalgici, nel loro insieme, risultano ampiamente diffusi e colpiscono persone di tutte le età, razze, aree geografiche e classi economiche.

I mal di testa più comuni risultano essere:

  • la Cefalea di tipo tensivo
  • l’Emicrania
  • la Cefalea a grappolo
  • le cosiddette Sindromi da cefalea cronica giornaliera.

L’Emicrania è la forma di mal di testa più studiata, colpisce circa l’11% della popolazione adulta e le donne tre volte più degli uomini. Vengono colpiti meno anziani e bambini.

La Cefalea di tipo tensivo è la prevalente e colpisce, nei Paesi sviluppati, il 66 % degli uomini e il 80% delle donne.

La Cefalea cronica giornaliera – la più debilitante-  colpisce circa il 5% della popolazione.

Lo sforzo per fronteggiare e convivere con un mal di testa di tipo cronico può predisporre chi ne soffre ad altre malattie, tipo la Depressione, che è tre volte più diffusa tra chi soffre di mal di testa cronico che tra i sani.

 

Quali Cause e Fattori Scatenanti?

Difficile trovare la causa di molti disturbi cefalalgici. 

In alcuni casi si può trattare di eventi o comportamenti lampanti, in altri casi ci possono essere cause genetiche o ambientali o, 

più spesso, un mix di tutto quanto.

La medicina tradizionale in questo caso non ci è troppo d’aiuto. 

L’Omeopatia trova, invece,  una chiara risposta nel modello costituzionale dei diversi individui.

 

Ogni individuo tenderà a soffrire di un determinato tipo di mal di testa in funzione della propria costituzione e quindi delle proprie tendenze patologiche.

La cura omeopatica per i sintomi delle cefalee

In Omeopatia si può legare la cefalea ad un altro sintomo concomitante o ad una possibile causa scatenante.  

Potremo individuare così:

  • Cefalee con Disturbi Digestivi
  • Cefalee con Disturbi Circolatori
  • Cefalee con Astenia
  • Cefalee da Disturbi Ormonali

Per ogni tipologia di cefalea farmaci potremo poi individuare farmaci che divideremo in sintomatici e farmaci per terapie di fondo.

 

Di seguito un rapido schema di alcuni farmaci omeopatici utilizzabili per la cura dei sintomi del mal di testa.

 

1.Farmaci per Cefalee con Disturbi Digestivi 

Sintomatici: Iris Versicolor, Lac Caninum.

Farmaci di Fondo: Lycopodium, Nux Vomica, Sepia, Sulphur, Psorinum.

 

2. Farmaci per Cefalee con Disturbi Circolatori 

Sintomatici:  Belladonna, Glonoinum, Sanguinaria, Gelsemium, Secale cornutum e Apis, Veratrum Viride, Ferrum Metallicum.

Di Fondo: Sulphur, Lachesis.

 

3. Farmaci per Cefalee con Astenia

Sintomatici: Kalium Phosphoricum, Phosphoricum Acidum, Zincum Metallicum, Anacardium Orientale, Ignatia.

Di Fondo: Natrum Muriaticum, Silicea.

 

4. Farmaci per Cefalee da Disturbi Ormonali 

Sintomatici: Cyclamen, Actaea Racemosa – Cimicifuga.

Di Fondo: Pulsatilla, Sepia, Lachesis.

 

Esistono in commercio alcuni farmaci omeopatici complessi per la cura dei sintomi del mal di testa, alcuni più formulati sulla sintomatologia dell’emicrania, altri con una più spiccata componente  analgesica e antinevralgica.

La cura omeopatica dei diversi mal di testa consiste -nella maggior parte dei casi – in una terapia sintomatica (con farmaci unitari o complessi) da abbinare ad una terapia di fondo che vada ad agire sulle cause scatenanti.

E’ possibile abbinare la terapia omeopatica ad eventuali terapie convenzionali in atto.

 

Data la complessità della sintomatologia, è -invece-  impossibile tentare di curarsi da soli, anche volendo utilizzare farmaci omeopatici complessi.

Anche in questo caso…

“E’ sempre questione di Costituzione!” 

 

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Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.