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Preparati alle Abbuffate di Natale con l’Omeopatia

Sono stato obbligato dalle mie figlie a vedere un cartone animato della serie Frozen.

Trama: Olaf, il pupazzo di neve, va in giro per tutto il regno di Arendelle ad indagare, per conto di Elsa ed Anna, sulle tradizioni di Natale di tutti i sudditi, per trovare e restituire alle sorelle la propria, andata persa quando erano piccole.

 

Qual è la tua tradizione di famiglia per Natale?

 La mia è riunirsi per preparare i ravioli che verranno cucinati in brodo per il pranzo di Natale.

Quando ero piccolo, ricordo con gioia quei giorni di preparativi: la spesa, l’organizzazione dei compiti, l’allegria dei bambini, le urla e la soddisfazione a lavoro terminato. 

Arrivava il fatidico pomeriggio del 23 Dicembre in cui adulti e bambini erano convocati telefonicamente a casa della nonna.

Dopo un rapido appello su chi c’era e chi se l’era svignata, si partiva con la distribuzione dei compiti. La nonna aveva preparato il ripieno. La zia la pasta fresca.

I compiti rimanenti erano:

  1. passare la pasta nella apposita macchina  a manovella per fare le sfoglie
  2.  riempire i ravioli col ripieno  (nella speranza di una pasta venuta bene)
  3. chiudere i ravioli.

Una volta pronti, venivano lasciati a riposare tutto il giorno della vigilia su guantiere di cartone, come quelle della pasticceria, sui letti della camera degli ospiti.

E con  le guantiere si copriva l’intera superficie dei letti. Che diventavano, pertanto, unità di misura dell’entità dell’abbuffata.

Domanda: -Quanti ravioli abbiamo fatto quest’anno? – 

Risposta: -Tre letti!-

 

Il pranzo di Natale iniziava sempre con le stesse urla: -A me di più perché ho fatto la pasta- , – A te di meno perché giocavi tutto il tempo, mentre noi lavoravamo- , A te niente, perché non sei nemmeno passato a salutare!-

E poi via ad abbuffarci fino a scoppiare. E si era ancora alla prima portata.

Si ingrassa da Natale a Capodanno o da Capodanno a Natale?

Racconto tutto questo perché più o meno in ogni famiglia italiana esistono tradizioni del genere.

Ed anche se non sono strettamente culinarie, a Natale ci sono tradizioni o semplicemente usanze familiari che vanno rispettate ed adeguatamente onorate.

Pranzi e cenoni sono occasioni di pausa, di ritrovo e di condivisione.

 

L’unico problema è che, salvo casi particolari, questa abbuffata continua più o meno ininterrottamente per circa un mese.

Si. Un mese.

Partendo dall’Immacolata, passando attraverso la settimana delle cene di lavoro, delle associazioni, degli amici, della parrocchia, … Il clou:  il pranzo di Natale, Vigilia e Pranzo di capodanno, per concludere in bellezza col pranzo della Befana.

  • Poche le possibilità di uscire incolumi da questa guerra composta da così tante battaglie.
  • Pressoché inutile predicare qualsiasi forma di digiuno o astinenza.
  • Frustrante il cercare di trattenersi. 

 

Unico modo per sopravvivere è prepararsi per tempo.

Per fare questo abbiamo diverse strategie che per una efficacia massima possono essere utilizzate anche tutte insieme: 

  1. Drenaggio veloce di Fegato ed Intestino, che saranno gli organi che verranno sottoposti allo stress maggiore
  2. Misurazione e Controllo del pH dell’organismo
  3. Assunzione di Cibi che non infiammino e contengano meno calorie possibili.

Con tutte queste accortezze, potrai mantenere la stessa taglia fino alla Befana, anche se non ti riconosci come uno particolarmente ordinato.

Quando si parla di aumento di peso nel periodo natalizio, una obiezione ricorrente è:

“Non si ingrassa da Natale a Capodanno, ma da Capodanno a Natale”.

Vero. 

Vero anche che non si inizia a Natale, bensì prima dell’Immacolata e si continua fino alla Befana.

 

Una settimana di nefandezze alimentari la recuperi… un mese, con grande difficoltà!

 

L’OMEOPATIA ci può dare una enorme mano a preparare fegato ed intestino, per disinfiammare, de-tossificare ed alcalinizzare.

Ovviamente un drenaggio fatto per bene dovrebbe essere sempre personalizzato, andando a capire, grazie all’aiuto di un Professionista, quale è la via principale di detossificazione scelta dal nostro organismo (la pelle, i polmoni, l’intestino, il fegato o i reni).

Pertanto un drenaggio andrebbe fatto studiando il singolo paziente, ma in momenti di emergenza, al sopraggiungere del periodo più intenso, si potrà optare per un drenaggio veloce di soli fegato ed intestino rimandando a periodi più tranquilli il drenaggio più profondo.

Parlando di detossificazione epatica dovremo prendere in considerazione almeno uno dei 7-8 farmaci omeopatici che agiscono sul fegato: Sulfur, Natrum Sulfuricum, Sepia, Lycopodium, Chelidonium, Lachesis, Phosphorus, Arsenicium album.

Per l’asse cervello-stomaco-intestino, invece, farmaci  tipo Nux Vomica, Argentum Nitricum, Anacardium Orientale, Antimonium Crudum ed altri.

Se non si è in grado di scegliere il farmaco unitario giustoo e la giusta potenza di somministrazione è molto più facile agire utilizzando farmaci complessi che possano agire su più fronti e più sintomi contemporaneamente (acidità, pesantezza, gonfiore, diarrea o stitichezza, …).

A questi potremo aggiungere farmaci che possano:

  • mantenere drenata e pulita la matrice extracellulare, il posto dove si accumulano le tossine, 
  • dare una accelerata al sistema linfatico che le deve raccogliere e convogliare verso l’uscita.

 

MISURAZIONE E RIPRISTINO DEL pH

Si può poi passare ad alcalinizzare il nostro organismo per facilitare la detossificazione ed evitare il trattenere tossine e l’ acqua che serve per diluirle (la famosa ritenzione idrica).

Questa operazione si può fare:

  • assumendo alcuni farmaci omeopatici (es. Lycopodium)
  • con l’alimentazione (assumendo cibi che abbiamo un PRAL potenziale acido renale molto basso),
  • bevendo un’acqua leggermente alcalina

Oppure- più velocemente – utilizzando un giusto integratore alimentare che ci permetta di recuperare velocemente la nostra condizione di neutralità o meglio di leggera alcalosi.

 

VLCKD (Very Low Calories Ketogenic Diet)

Ultima possibilità: assumere, tra una abbuffata e l’atra, alimenti che non infiammino il nostro organismo e che contengano il minor numero di calorie possibile.

Ciò è possibile tramite l’assunzione di una VLCKD che appartiene alla categoria delle diete chetogeniche, ma a differenza delle chetogeniche classiche, è normoproteica, a basso apporto calorico e lipidico e non iperproteica (senza rischi a livelli epatici e renali).

Ha gli stessi effetti metabolici del digiuno, senza mettere troppo alla prova la nostra forza d’animo…

 

Non tutti hanno gli stessi problemi.

Esistono soggetti dotati di ottimi sistemi di detossificazione (in omeopatia si dice “dotati di una buona Psora”) oppure appartenenti costituzioni longilinee che difficilmente accumulano tossine (come i fosforici).

Tutti gli altri dovranno per forza di cose fare i conti con gli eccessi da “Abbuffata di Natale”!

L’ideale è riportare e mantenere la propria costituzione in equilibrio e conoscere i propri punti deboli per prendere, per tempo,  i giusti provvedimenti.

E’ sempre Questione di Costituzione!

 

Leggi anche:

Depurazione e Perdita di Peso: Omeopatia e VLCKD

Perché fare un Drenaggio delle Tossine per Dimagrire?

Equilibrio Acido-Base: Consigli e Rimedi per una Salute Ottimale

Come Rimettersi in Forma in 5 Settimane Utilizzando un Drenaggio “Selettivo” (anche se non hai alcuna intenzione di mangiare meno…)

 

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

 

Combatti e Previeni l’Herpes con l’Omeopatia…

  • Hai passato l’estate alle prese con creme e cerotti, ma nulla sembra funzionare?

  • Hai un ospite sgradito che ti viene a trovare ogni mese puntuale come un orologio?

  • A lavoro o in classe ti prendono per un appestato?

 

Se sei arrivato a questo punto, prima di gettare completamente la spugna, è arrivato il momento di provare con l’omeopatia.

 

 

 

 

 

Se dovessi stilare una classifica dei grandi classici dell’estate, riferita ovviamente non alla musica che passano le radio, ma alle richieste di soccorso che mi pervengono in farmacia, allora sicuramente nella top-ten ci sarebbe l’Herpes Labialis!

 

Ora, nonostante l’Herpes Labialis, che d’ora in poi per brevità chiamerò solo Herpes, non sia una cosa terribile, tuttavia per il suo decorso (in media 8-12 giorni) e per il fatto che è piazzato sulla zona del corpo più esposta e visibile a tutte (ovviamente quella tra labbra e naso), viene avvertito come una patologia fastidiosissima della quale ognuno vorrebbe liberarsi al più presto.

 

Facciamo un po’ di storia per capire perché alcuni soggetti si ammalano ripetutamente, o meglio, ciclicamente e perché, per lo più, lo fanno solo alcuni soggetti.

 

Tentiamo di capire così quali siano le principali misure da porre in atto per difendersi e per convivere amichevolmente con questo nemico che ci tiene compagnia lungo tutto l’arco della nostra vita.

 

 

Che cos’è Herpes e quale è la causa della malattia?

 

L’Herpes è una lesione molto comune, è contagiosa e soprattutto recidivante, cioè torna spesso a farci visita.

 

Questa lesione è causata dal Virus Herpes Simplex (HSV) di cui esistono due tipi:

 

  1. Il virus dell’Herpes Simplex di tipo 1 (HSV-I) è il più diffuso e causa l’herpes labiale, la stomatite erpetica e la cheratite erpetica;

 

  1. il virus dell’Herpes Simplex di tipo 2 (HSV-II) provoca l’herpes genitale e si trasmette soprattutto per contatto diretto (sessuale).

 

Dopo il primo contatto con l’organismo (infezione primaria), il virus tende a migrare, dall’esterno verso l’interno, seguendo gli assoni nervosi che risalgono dalla periferia verso il midollo spinale. Una volta giunto nei gangli dorsali sensitivi, si stabilisce al loro interno e rimane in forma latente, senza dare alcun segno della sua presenza e senza poter essere riconosciuto dagli anticorpi che circolano nel sangue.

 

In alcune circostanze, il virus si riattiva, seguendo un percorso inverso a quello di arrivo e raggiungendo nuovamente la superficie muco-cutanea, dove si moltiplica, causando una nuova lesione erpetica.

 

Una volta terminata questa fase di replicazione, il virus tende nuovamente a fare il percorso al contrario verso i gangli nervosi, mantenendo così il ciclo che sta alla base della persistenza dell’infezione.

 

 

Chi sono i soggetti che tendono ad ammalarsi di Herpes Labialis?

 

La maggior parte della popolazione (80-90%) viene a contatto con il virus dell’herpes simplex durante l’infanzia e gran parte dei soggetti adulti presenta anticorpi specifici contro questo virus.

 

Circa il 20-40% della popolazione presenta nel corso della vita lesioni erpetiche vescicolari localizzate sulle labbra o sul naso.

La frequenza di queste lesioni è estremamente variabile: nella maggior parte degli individui si manifestano episodi rari, magari ogni 5-10 anche in seguito a periodi di stress coincidenti con fasi importanti della vita (la maturità, la laurea, il matrimonio),  mentre in un piccolo gruppo le ricadute possono avere una scadenza mensile o addirittura più ravvicinata.

 

Dal punto di vista delle costituzioni omeopatiche, possiamo dire che tendono ad ammalare di herpes i soggetti muriatici, per lo più longilinei, che presentano una alterazione del metabolismo del sodio. Vedremo più in là che , non a caso, molti dei farmaci omeopatici utilizzati sia per la cura sintomatica, sia “di fondo” dell’herpes, hanno a che fare col sodio (Natrum Muriaticum, Sepia, Borax, Natrum Carbonicum, …).

 

 

Come si trasmette l’Herpes labialis?

 

L’herpes è una malattia estremamente contagiosa nella fase in cui il virus passa dalla sua forma dormiente a quella attiva.

E’ estremamente difficile che il virus possa resistere a lungo nell’ambiente esterno e, pertanto, la trasmissione avviene quasi esclusivamente da persona a persona, tramite contatto fisico diretto o stretto.Per questo deve accadere contemporaneamente che:

 

  1. il virus deve essere attivamente diffuso dall’ospite attraverso le secrezioni durante la fase di infezione attiva (sfortunatamente la trasmissione non si limita ai periodi in cui il paziente presenta i sintomi dell’infezione, ma il virus può diffondere senza che l’ospite avverta alcun sintomo);

 

  1. il nuovo ospite deve presentare una zona in cui il virus possa accedere al sotto derma: una piccola lesione cutanea o una mucosa permeabile e umida, come ad esempio la mucosa orale, umidificata dalla saliva.

 

L’herpes è in grado di sopravvivere diverse ore in fluidi o su determinate superfici in presenza di condizioni esterne ad esso favorevoli (temperatura media e umidità elevata). Pertanto l’HSV può essere trasmesso bevendo dagli stessi bicchieri, tazze o bottiglie di persone infette e  attraverso i cosmetici per le labbra condivisi tra più persone.

 

 

 

Esistono delle fasi dell’infezione?

 

La prima volta che un soggetto viene a contatto col virus si genera l’infezione primaria, che può talvolta essere scambiata per una semplice influenza o una manifestazione virale , mentre talvolta può presentare alcune complicanze.

Successivamente, per tutta una serie di cause o condizioni che vedremo meglio in seguito, il soggetto può ammalarsi nuovamente. Questa la chiameremo infezione secondaria, che divideremo, per comodità, nelle seguenti fasi:

 

Fase prodromica (Fase di formicolio) – 1° giorno

 

L’herpes ricorrente è generalmente preceduto da sintomi specifici, quali sensazione di pizzicore, prurito, bruciore e formicolionell’area coinvolta che può risultare insensibile o, al contrario, estremamente sensibile e provocare un dolore sordo.

Chi soffre frequentemente di herpes avverte e riconosce i sintomi della fase prodromica e può porre efficacemente rimedio tramite un trattamento precoce (vedi dopo).

 

Fase delle macchie(Eritema)

 

Questo stadio dura solo qualche ora. Il primo segno evidente della lesione imminente è l’arrossamento della pelle.

 

Fase delle papule

 

L’area arrossata si gonfia e compaiono delle protuberanze rosse, piccole e dolenti.Questa lesione visibile e percepibile al tatto viene chiamata papula. Mentre la lesione progredisce, in poche ore le piccole papule vicine si raggruppano e diventano dolenti.

 

Fase delle vescicole – 2° giorno

 

Per alcuni pazienti la comparsa delle piccole vescicole dolenti e piene di liquidoè il primo segno dello sviluppo  dell’herpes. Le papule si ingrandiscono fino a formare un gruppo di bollicine piccole e dolenti ripiene di liquido, delle vescicole, con diametro tra 2 e 5 mm.

 

Fase delle pustole

 

Se sono presenti globuli bianchi nell’area infetta per risolvere l’infezione, le vescicole si riempiono di puse prendono il nome di pustole. Le pustole sono altamente contagiose (il liquido infetto contiene milioni di particelle virali) e dolorose.

 

Fase ulcerosa – 3° giorno

 

Alla fine, le vescicole o le pustole si rompono, liberano il liquido infetto  e lasciano il posto ad una zona scura, dolente ed essudante, l’ulcera(circondata da una zona di infiammazione eritematosa). Il liquido è sempre altamente contagioso.

 

Fase della crosta molle

 

La parte liquida del centro dell’ulcera si secca, formando una crosta giallastra.

 

Fase della crosta dura – 4°/9° giorno

 

Le croste molli si seccano completamente e formano una crosta dura. Il dolore è meno intenso, ma si può avvertire un forte prurito.

 

Seccandosi la crosta si ritira e forma screpolature dolorose che possono sanguinare rendendo molto fastidioso mangiare o bere (cibi salati o piccanti soprattutto). La continua umidificazione della crosta può ammorbidirla e favorirne il distacco.

 

Fase di guarigione

 

La maggior parte degli episodi di herpes guarisce nell’arco di 8-12 giorni, anche se alcune manifestazioniresidue possono scomparire nei giorni seguenti.

Il virus torna nel suo stadio latente finché non verrà riattivato da uno dei fattori scatenanti.

 

 

Come si effettua la diagnosi dell’Herpes Labialis?

 

La diagnosi dell’herpes è solitamente clinica, sulla base di manifestazioni sintomatologiche caratteristiche (cioè o vai in farmacia o dal medico oppure, se è la decima volta che ti viene, piano piano impari a capire di che si tratta e a porci rimedio il prima possibile) e non richiede indagini di laboratorio.

 

L’herpes può portare a delle complicazioni?

 

L’impatto psicologico di una lesione facciale ben visibile, soprattutto nei giovani con episodi ricorrenti, non deve essere sottovalutato. Soprattutto se le ricadute avvengono spesso.

Nei pazienti immuno-compromessi le lesioni hanno una durata maggiore e possono espandersi fino a provocare patologie più gravi (eritema multiforme, cheratite erpetica, encefalite erpetica).

 

 

Quali sono le principali terapie per la cura dell’Herpes?

 

Il trattamento farmacologico classico più efficace è costituito da un farmaco antivirale che inibisce la moltiplicazione del virus, contribuendo a abbreviare i tempi di guarigione.

 

L’Aciclovir è il prototipo degli antivirali, interferisce con la sintesi del DNA virale e inibisce la replicazione dell’herpes. Può essere somministrato localmente tramite una cremina o ingerito tramite compresse, ma funziona solo se viene applicato nella fase prodromica(cioè ai primi sintomi) prima che il virus abbia completato la replicazione e provocato la lesione. Viene applicato 5-6 volte al giorno per un periodo di 5-10 giorni.

 

Il Penciclovir, un suo derivato, ha una efficacia dimostrata anche se l’applicazione avviene in fase tardiva (quando sono già uscite le bolle) e riduce i tempi del trattamento.

 

Il trattamento sistemico con farmaci antivirali per uso orale viene utilizzato nelle gravi infezioni erpetiche, nei pazienti immuno-compromessi o in caso di eruzioni ricorrenti (più di sei episodi all’anno).

 

Quali soggetti dovrebbero fare prevenzione?

 

Dovrebbero fare una profilassi delle infezioni ricorrenti soprattutto soggetti stressati, immunodepressi, operatori sanitari.

 

Il paziente dovrebbe imparare a riconoscere le condizioni scatenanti dell’herpes, in modo da imparare a riconoscere i primi segnali e poter intervenire al più presto ai primi sintomi.

 

E’ invece il caso di rivolgersi al medico se si avverte anche un insolito fastidio agli occhi o segni di infiammazione in bocca, se compaiono segni di infiammazione generalizzata (febbre, malessere generale) o se si osserva la presenza di pus sulle lesioni a causa di una possibile sovra infezione batterica.

 

Quali sono le misure preventive per la gestione dell’Herpes Labialis?

 

  1. Evitare di toccare o grattare le vescicole
  2. Lavarsi bene e mani
  3. Evitare, specie in fase di eruzione, il contatto con bambini piccoli
  4. Evitare durante la fase prodromica di baciare altre persone
  5. Evitare alimenti troppo freddi o troppo caldi che possono dare fastidio alle lesioni
  6. Evitare di scambiarsi cosmetici rossetti e lucidalabbra
  7. Applicare il ghiaccio sulle lesione potrebbe diminuire il dolore e ridurre lo sviluppo del virus
  8. Proteggere le labbra con un prodotto contenete un filtro solare elevato
  9. Quando le croste scompaiono, si può applicare sulla lesione un disinfettante
  10. Non inumidire le lenti a contatto con la saliva.

 

 

 

Lo sai che…

Il mantenimento del virus nello stato di latenza è influenzato dalle condizioni di equilibrio del sistema immunitario.

 

Più precisamente è influenzato dal rapporto tra alcuni gruppi di cellule coinvolte nel sistema immunitario.

I linfociti T Helper di tipo 1 (TH1), hanno la funzione di organizzare la difesa contro i parassiti endocellulari obbligati, come i virus, mentre i linfociti TH2 sono invece specializzati nella risposta ad a invasioni di microrganismi extracellulari e di antigeni di varia natura.

 

L’efficienza di queste cellule TH1 nei confronti del controllo del virus dell’herpes dipende dalle condizioni di equilibrio del rapporto linfociti TH1/TH2.

 

Questi due tipi di linfociti sono antagonisti, ossia producono entrambi mediatori chimici con funzione inibitoria gli uni nei confronti degli altri.

 

Il prevalere dei TH2 comporta un abbassamento della risposta TH1, che, nel caso dell’herpes, si traduce nell’incapacità di contenere efficacemente il virus in forma latente e di contrastare lo sviluppo di forme erpetiche recidivanti.

 

Un fattore determinante nello spostare la bilancia immunitaria verso TH2 è rappresentato dalla disbiosi.

 

La crescita di microrganismi opportunistici e/o patogeni intestinali (candida, enterobatteri, …) , che, per la loro natura di invasori extracellulari, stimolano la proliferazione dei linfociti TH2 a scapito dei TH1, provoca un aumento delle recidive da herpes labiale.

Ciò significa che un’altra possibilità di limitare le recidive da Herpes Labialis è quella di provvedere al risanamento della propria popolazione batterica intestinale.

 

 

 

Quali sono i farmaci omeopatici per la cura e la prevenzione dell’herpes?

 L’omeopatia può sempre essere utile a più livelli:

 

  1. può essere utile in acuto, cioè quando ormai ci siamo accorti che l’herpes sta venendo fuori, e quindi vogliamo cercare di stopparlo sul nascere o limitarne la durata,

 

  1. oppure nel cronico e qui per cronico intendiamo la prevenzione delle recidive.

 

Potremo assumere alcuni farmaci diversi:

  • in funzione della fase dell’herpes in cui ci troviamo (in una fase precoce, piuttosto che tardiva)
  • potremo assumerne altri in funzione dell’aspetto della lesione (ad esempio se ci troviamo davanti a vescicole più piccole o a vescicole più grosse),
  • in funzione della posizione dell’herpes sul viso (più vicino alle labbra o sul naso, sull’occhio o in altre parti del corpo)
  • in funzione della modalità con cui si presenta (bruciore, punture di spillo, prurito, coinvolgimento dei nervi)
  • talvolta anche in funzione dell’eziologia (stress, ciclo mestruale).

 

 

I più esperti possono provare un approccio all’herpes con i farmaci unitari.

 

In una prima fase, quella vescicolosa potremo utilizzare:

Apis: sensazione di puntura, edema iniziale

Borax: Herpes genitale/labiale, piccole vescicole piene di liquido opalescente, confluiscono in vescicola unica da contorni irregolari

Cantharis: grosse vescicole -bolle a contenuto molto irritante, prurito, bruciore, febbre

Natrum Carbonicum: herpes labiale/faccia/ cosce/schiena/natiche, aggrava col sole, intolleranza al latte

Natrum Muriaticum: herpes circinato, circolare labiale, ricorrente

Rhus Toxicodendron: vescicole piccole, piccole piene di liquido chiaro citrino, eritema, bruciori, prurito (prendere dall’inizio)

Sepia: herpes circolare, prurito, bruciore, legato al ciclo mestruale o allo stress.

 

In fase successiva, quella vescicolo- bollosa, potremo utilizzare invece:

Mezereum: vescicole a contenuto denso opalescente bianco o giallastro, prurito, bruciore, croste spesse, dure, biancastre o scure, spesso pus sottostante

Croton Tiglium: vescicole molto piccole spesso a tendenza pustolosa, possono evolvere in croste giallastre, prurito insopportabile, dolore.

 

Chiaramente i farmaci andranno tutti dati a basse diluizioni e ripetuti più volte nell’arco della giornata.

Ricordiamo che solo Apis andrebbe somministrato alla 15CH, mentre, rimedi più profondi, come Natrum Muriaticum e Sepia, dovrebbero essere assunti alla 30CH una volta al giorno per almeno tre mesi.

 

Rimedi complessi

I meno esperti è meglio che non si avventurino nell’approccio al farmaco unitario.

Spesso c’è bisogno di assumere più farmaci contemporaneamente a seconda dell’evolvere della sintomatologia (fase, aspetto e sintomi) e inoltre occorre una certa dimestichezza  in fase di auto-diagnosi. Pertanto, a meno che non sia abbia una farmacia fornitissima a portata di mano o anche in casa propria e non si abbia un minimo di confidenza diagnostica, meglio un farmaco complesso studiato per essere molto efficiente in tutte le fasi dell’herpes.

Ad esempio, un noto rimedio è così composto: Mezereum, Natrum Muriaticum, Rhus Toxicodendron. Per quanto ci siamo detti sopra, risulta utilissimo per la cura dell’herpes in tutte le sue fasi. Durante la fase delle piccole vescicole interviene Rhus Toxicodendron, nella fase più tardiva, quella delle croste, Mezereum. La prevenzione delle recidive viene affidata al rimedio costituzionale di fondo Natrum Muriaticum.

Un altro complesso ha quest’altra composizione e agisce con meccanismo d’azione diverso: Vincetoxicum Hirundinaria che sembra agisca sul riequilibrio del rapporto TH1/TH2 e Sulphur è il farmaco anti-psorico per eccellenza.

 

Entrambi possono essere assunti con una frequenza di più volte al giorno in fase acuta e invece per almeno tre mesi per ridurre il rischio di recidive.

Inutile dire che, soprattutto in caso di recidive, il fai-da-te è altamente sconsigliato, mentre è caldamente suggerito rivolgersi ad un medico esperto col quale iniziare un percorso di guarigione personalizzato.

 

A proposito… Lo sai che chi soffre di herpes tende anche a soffrire di afte e di altre lesioni della bocca?

Ma questa è un’altra storia…

 

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Combatti e Previeni l’Herpes con l’Omeopatia…

 

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Omeopatia contro l’influenza: Anas barbariae, Influenzinum e altre strategie naturali.

Qualche giorno fa, stavo facendo delle ricerche in rete e mi sono imbattuto in una articolo che parlava della vaccinazione anti-influenzale e di altre  strategie di prevenzione dell’influenza e di altre malattie invernali.

Subito dopo la parte relativa al vaccino anti-influenzale classico, il giornalista, pseudo esperto di medicine complementari, scriveva del fantomatico “vaccino omeopatico”, sciorinando una serie di cialtronerie che non stavano né in cielo né in terra, facendo confusione – e soprattutto creandone tra i lettori- tra i diversi tipi di approccio alla prevenzione dell’influenza e delle malattie invernali che si può fare con l’omeopatia.

 

Dal punto di vista immunitario possiamo, brevemente,  dividere tra:

  • Immunità Cellulo-mediata
  • Immunità Umorale

La Stimolazione dell’ Immunità Cellulo-mediata lavora su un’ immunità specifica, stimolando i linfociti T citotossici e le cellule Natural Killer, promuovendo la citolisi specifica della cellula infettata dal virus influenzale (LTC) e la citolisi aspecifica della cellula infettata dal virus influenzale (cellule NK).

Su questa immunità lavorano farmaci omeopatici come Anas barbariae, Influenzinum ed altri.

La Stimolazione dell’Immunità Umorale, invece, lavora sull’immunità aspecifica attraverso l’attivazione e la proliferazione dei Linfociti Th1, l’aumento del lisozima, del Gamma Interferone  (a cui segue una inibizione della sitesi dell’RNA virale) e della cascata di citochine.

Su questa immunità lavorano rimedi come il Vincetoxicum Officinale e una serie di farmaci omotossicologici preparati a partire da interferoni ed interleukine.

 

Anas Barbariae 200K

Anas barbariae 200K è, sicuramente, uno dei farmaci più utilizzati in omeopatia per la prevenzione dell’influenza e delle malattie invernali e lavora sulla stimolazione dell’immunità cellulo-mediata.

E’ ormai risaputo che il cuore e il fegato dell’ anatra facciano da serbatoio ai virus dell’influenza; l’anatra diventa così la portatrice sana dei virus influenzali nei periodi tra un’epidemia e l’altra.

La particolare preparazione omeopatica rende gli organi dell’anatra, che non sono portatori di patologia, trasportatori di antigeni specifici: il materiale genetico del virus indurrebbe le cellule a sintetizzare precise proteine virali (quelle presenti in tutti i ceppi virali influenzali). Le proteine , anche se prodotte dallo stesso organismo ospite, sono estranee e verrebbero prese come bersaglio dal sistema immunitario, che si prepara in tal modo all’infezione.

Il farmaco viene prodotto dalle aziende in tubi monodose e commercializzato in confezioni da 6 o da 30 dosi, che vanno  assunte, in prevenzione, con cadenza settimanale, continuando l’assunzione per tutta la stagione invernale.

Studi clinici dimostrano che la stimolazione immunitaria dura per tutto il periodo di assunzione del farmaco e poi tende a calare quando lo si sospende.

 

Anatra trasporta virus dell'influenza

 

POSOLOGIA RACCOMANDATA per Anas barbariae 200K

Virus come Rinovirus, Coronavirus, Paromixovirus, Adenovirus, Orthomixovirus sono in circolazione durante tutto l’anno, alcuni con prevalenza in determinate stagioni.

Possiamo assumere il farmaco con modalità diverse a seconda della situazione in cui ci troviamo:

  • In prevenzione: un monodose di Anas Barbariae alla 200K una volta la settimana, da Ottobre a Marzo.
  • Ai primi sintomi dell’influenza o da raffreddamaento:  una dose il prima possibile e rinnovare la somministrazione ogni 6 ore, per massimo tre volte.
  • Fase acuta della malattia: uno o due monodose al giorno, mattina e sera, fino a completa guarigione.

 

C’è poi Influenzinum (o Influencinum)

Si tratta di un farmaco preparato a partire dai ceppi virali  correlati alle epidemie influenzali nell’emisfero nord dell’anno in corso, prodotto, però,  secondo modalità omeopatiche.

Il Ministro della Salute, per l’anno 2021-2022, ha raccomandato la seguente composizione vaccinale:

VACCINO INFLUENZALE QUADRIVALENTE COSITUITO DA:

– A/Victoria/4897/2022 (H1N1)pdm09-ceppo equivalente (A/Victoria/4897/2022, IVR-238)

– A/Darwin/9/2021 (H3N2)-ceppo equivalente (A/Darwin/9/2021, SAN-010)

– B/Austria/1359417/2021-ceppo equivalente (B/Austria/1359417/2021, BVR-26)

– B/Phuket/3073/2013-ceppo equivalente (B/Phuket/3073/2013, wild type)

Gli stessi ceppi virali che utilizzano le case farmaceutiche che producono i normali vaccini vengono utilizzati in formulazioni omeopatiche opportunamente diluiti e dinamizzati.

 

Influenzinum è un medicinale omeopatico di sicura efficacia per la prevenzione delle forme parainfluenzali (per similitudine) e di quelle influenzali e viene utilizzato per la prevenzione e la cura degli stati influenzali o del raffreddamento. E’, inoltre, utile nel ridurre la durata delle stesse forme infettive.

Influenzinum è  disponibile ogni anno più o meno dalla metà di Ottobre ed è preparato in più diluizioni che possono essere utilizzate con modalità differente per la prevenzione dall’infezione virale, anche in periodo di epidemia.

Le diluizioni più utilizzate sono Influenzinum 9CH ed Influenzinum 200CH.

Sono disponibili anche Influenzinum 15CH e Influenzinum 30CH.

A seconda della ditta produttrice si possono acquistare monodose singoli, oppure confezioni da tre o da quattro dosi.

Esiste anche la possibilità, per chi non potesse assumere i globuli, di una soluzione idroalcolica in fiale da assumere per bocca.

 

POSOLOGIA RACCOMANDATA per Influenzinum 9 CH e Influenzinum 200 CH

In linea di massima, nei mesi in cui il virus influenzale circola meno (Novembre e Febbraio) si utilizza la 200 CH , mentre nei mesi di maggiore diffusione virale (Dicembre e Gennaio) si utilizzano le basse diluizioni (9 CH) .

Ovviamente si può iniziare anche prima e continuare anche nei mesi successivi sempre alla 200CH.

  • Mese di Ottobre/Novembre 1 tubodose alla 200 CH alla settimana per tutto il mese
  • Mese di Dicembre e Gennaio 1 tubodose alla 9 CH per i 2 mesi
  • Mese di Febbraio 1 tubodose alla 200 CH alla settimana per tutto il mese

 

Influenzimum non è “un/il vaccino omeopatico”, a causa delle differenti modalità di azione dello stesso, ma un medicinale omeopatico utile nello stimolare ed allertare le cellule NK e i Linfociti T citotossici che aumentano le difese aspecifiche nei confronti dei virus influenzali e simil-influenzali in base alla legge di similitudine.

 

 

Le categorie reputate a rischio, gli anziani sopra i 65 anni, i bambini sotto i 6 anni che devono in ogni caso effettuare la vaccinazione tradizionale, non possono pensare di sostituire la stessa con l’assunzione di Influenzinum senza il benestare del proprio medico omeopata.

E’ possibile sicuramente la contemporanea assunzione del vaccino antiinfluenzale classico e dell’Influezinum, così come la contemporanea assunzione di Anas barbariae ed Influenzinum; così come di lisati batterici,  integratori multivitaminici o immunostimolanti con Influenzimnum.

 

Studi clinici hanno fatto emergere il reciproco effetto sinergico mostrato dalla contemporanea assunzione del vaccino tradizionale con preparati a base di Anas barbariae ed Influenzinum.

 

La stimolazione immunitaria che su cui agiscono questi farmaci è principalmente cellulo-mediata e quindi non dotata di memoria, cosa che accade invece mediante l’utilizzo del normale vaccino anti-influenzale.

Questo tipo di risposta assicura un’efficace copertura anche nei casi di mutazione del virus che rende spesso inefficace la risposta anticorpale evocata dal vaccino.

E’ bene, prima di effettuare l’acquisto del farmaco, assicurarsi sempre che sia preparato a partire dai ceppi influenzali dell’anno.

 

Normalmente la data di scadenza del farmaci unitario Influenzinum è sempre tra Settembre e Dicembre, proprio perché ad Ottobre arriva il farmaco con la nuova composizione.

Per quel che riguarda invece i medicinali complessi nella cui formulazione entra Influenzinum, vengono utilizzati i ceppi virali dell’anno di produzione, anche se il medicinale ha una scadenza molto più lunga.

Per questo motivo è utile approvvigionarsi in Farmacie omopatiche specializzate,  che hanno normalmente un’ alta rotazione di questi farmaci, per poter usufruire del prodotto contenente l‘Influenzinum dell’anno in corso.

Spesso infatti, quando questi farmaci non sono subito disponibili o hanno una rotazione bassa, si corre il rischio di utilizzare formulazioni contenenti i preparati a partire dai ceppi virali dell’anno o addirittura degli anni precedenti.

 

Anas Barbariae ed Influenzinum sono entrambi trattamenti preventivi e sintomatici delle sindromi influenzali, da soli o in associazione tra loro o con altri farmaci, omeopatici e non, che possono manifestarsi con uno o più sintomi simili, come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre ed essere originate da differenti ceppi virali oltre che da quello dell’influenza.

Se i sintomi influenzali persistono o peggiorano, bisogna consultare il medico.

 

Costituzioni Omeopatiche - Biotipi

 

Prevenzione Omeopatica Costituzionale

Un cenno ad un altro tipo di approccio alla prevenzione in omeopatia, che va sotto il nome di Prevenzione Omeopatica Costituzionale o cura di terreno,  che si fa  con i farmaci omeopatici unitari.

Si basa sul principio che non è il virus o il batterio a determinare la malattia, quanto piuttosto che la malattia si sviluppa su un terreno non pronto a venire in contatto con esso.

In buona sostanza, se il terreno è squilibrato, non c’è antivirale o antibiotico che tenga. Anche subito dopo la cura eradicante, probabimente l’infezione si ripresenterà. Tanto vale allora procedere con la cura ed il ripristino del terreno in modo che possa reagire in maniera adeguata a qualsiasi patogeno proveniente dall’esterno.

Questo tipo di approccio è in assoluto il più efficace e il più duraturo nel tempo, ma ha necessità di una costante assistenza e supervisione da parte di uno specialista in omeopatia, non si può assolutamente fare in auto-medicazione. Ma di questo abbiamo già parlato.

 

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La Migliore Prevenzione è l’Omeopatia Costituzionale

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.
  • Camila Monteiro Siqueira et al. H3N2 homeopathic influenza virus solution modifies cellular and biochemical aspects of MDCK and J774G8 cell lines. Homeopathy 2013; 102 :31-40.
  • BellaviteP.: Oscillococcinum e Influenza. Ed. Librerie Corticna, Verona 2008;
  • Camurri S.: Efficacia di Oscillococcinum in età pediatrica. Indagine multicentrica. Erre ed Erre Adv, 2002. Pubblicato su Medicina Naturale, N4, 2003;
  • Julian O.A.: “Oscillococcinum”. – in “traité de Microimmunotherapie dynamisée. TomeII, Librairie le François, Paris, 1977;
  • Vidal 2009 Le dictionnaire: Oscillococcinum. 85° Ed. Vidal; 1721;
  • Pumo A.: Cos’è l’omeopatia. Accademia omeopatica (1844) http:// www.medicinaomeoaptica.it/omeopatia.html#2.

Come l’Omeopatia ti dà una mano a prevenire tutti i tipi di Influenza…

OVVERO, CURIOSITÀ E CONSIGLI SU COME PREVENIRE E COMBATTERE I SINTOMI DELLA MALATTIA PIÙ PREOCCUPANTE DEL MOMENTO.

Dr. Dario L. Dinoi
Farmacista Esperto in Omeopatia – Docente di Omeopatia presso il COII

 

 

 

 

 

PREMESSA

Siamo in un momento delicato e molti pazienti in questi ultimi giorni, bombardati da fonti di informazione molto diverse tra loro, hanno iniziato ad approvvigionarsi in maniera indiscriminata di farmaci ed integratori per la stimolazione delle difese immunitarie, tendendo a fare confusione tra le diverse classi di farmaci e  tra i diversi modi di fare prevenzione sia contro la normale influenza, sia contro quella da Coronavirus.

Le  righe successive hanno un carattere divulgativo, non sono rivolte ai professionisti della salute. Ti serviranno, magari, a rinfrescare concetti che già conosci.

Per qualsiasi altro chiarimento, ti invito a contattarmi per ricevere ulteriori informazioni.

Ti invito, soprattutto, a prendere visione delle linee guida per la prevenzione del COVID-19 emanate dall’Istituto Superiore di Sanità.

 

 

QUALI SONO I PRINCIPALI FARMACI PER LA CURA DELL’INFLUENZA?

Non serve curare l’influenza con le terapie antibiotiche in quanto non si tratta di una malattia di origine batterica, ma virale.

Molti  prodotti in commercio (a base di paracetamolo, farmaci antiinfiammatori, anti-istaminici  e   decongestionanti nasali) sono utilizzati per il trattamento dei principali sintomi, ma non intervengono in modo specifico sulle cause della malattia.

E’ ancora presto per il vaccino  contro l’influenza stagionale e non si hanno ancora notizie chiare su quello per il CoViD-19.

Quindi, bisogna,  almeno al momento, affidarsi ad una prevenzione mediante una  immuno-stimolazione anti-virale aspecifica.

Come spesso accade, ci si può rivolgere all’omeopatia quando non ci sono altre cure possibili.

 

 

IMMUNOSTIMOLANTI OMEOPATICI

Gli immunostimolanti omeopatici sono una famiglia di prodotti che possono contenere al loro interno molti attivi di origine vegetale, animale o minerale, estremamente diluiti e preparati secondo precise regole e  capaci di stimolare una risposta immunitaria del nostro organismo.

Contro tutti i virus dell’influenza e delle altre malattie da raffreddamento, oggi, sono a disposizione di tutti moderni medicinali omeopatici in varie forme farmaceutiche: granuli, globuli, spray nasali, bustine oro-solubili, ma anche compresse, gocce e fiale –  tutti di facile somministrazione ed adatti a bambini ed adulti.

Essendo composti da un mix di attivi, funzionano bene sia nella fase di prevenzione dell’influenza e delle malattie para influenzali (anche semplici raffreddori, faringiti, tonsilliti batteriche ad esempio), sia nella fase di cura dei sintomi dell’influenza vera e propria (dolori alle ossa, brividi, febbre, mal di gola, placche,…), ma anche nella fase di convalescenza per evitare le ricadute.

Esistono anche prodotti specifici per chi, negli scorsi anni, ha avuto sintomi influenzali intestinali .

Vale la pena ricordare che l’omeopatia, a differenza delle terapie tradizionali, presta molta attenzione ai sintomi con cui si presenta l’influenza in ciascun soggetto.

Distingue per esempio tra febbre improvvisa del primo giorno e febbre che sale lentamente, febbre con sete e senza sete, gola arrossata e gola purulenta con le placche (contrariamente alla medicina tradizionale che prescriverebbe  antibiotico, antiinfiammatorio e paracetamolo per tutti i casi), ecc…

 

Bisognerà, di conseguenza, raccontare i sintomi nella maniera più precisa possibile al professionista da cui abbiamo deciso di farci seguire che sia medico o farmacista (a seconda dei rispettivi ruoli) e non ad esperti improvvisati da gruppone social…

 

L’omeopatia presenta tutta una serie di vantaggi  rispetto alle terapie tradizionali, alle quali, tra l’altro, può essere abbinata con successo (il vaccino virale copre solo dai virus in circolo durante la stagione in corso, ma non da tutti gli altri microrganismi patogeni con cui quotidianamente veniamo in contatto).

 

Chi ha fatto in passato, o ha deciso di fare,  il classico vaccino virale può contemporaneamente fare l’immuno-stimolazione omeopatica per proteggersi in maniera ancora più adeguata.

 

Il virus dell’influenza muta molto velocemente  e una protezione in più, specialmente  nei soggetti a rischio, non può far male.

 

Grazie alle elevate diluizioni, i farmaci omeopatici sono generalmente privi di effetti indesiderati legati alle quantità assunte e di tossicità chimica.

Possono essere assunti in sicurezza  da tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non possono fare il vaccino virale o il vaccino batterico.

 

 

Una grande Nazione come l’India ha scelto l’omeopatia per fare la prevenzione dell’influenza da Coronavirus proveniente dalla Cina.

L’omeopatia infatti è un metodo efficace ed economico per la prevenzione e la cura dell’influenza e delle malattie invernali in genere.

La prevenzione utilizzata a tappeto in India si basa sull’assunzione del farmaco omeopatico Arsenicum Album, un farmaco dei tessuti nobili, spesso utilizzato nella cura e nella prevenzione di molte affezioni respiratorie sia acute che croniche (febbri di vario genere, bronchiti, polmoniti, asma, riniti, riniti allergiche…).

Le linee guida emanate dal ministero della salute indiano, raccomandano l’assunzione di 3 granuli al dì di Arsenicum Album 30CH per 3 giorni consecutivi, ripetendo l’assunzione per almeno tre mesi.

Altri prodotti utili possono essere dei Farmaci omeopatici complessi (che hanno nella propria composizione più farmaci unitari insieme) che attivano l’immunità cellulo-mediata in maniera aspecifica, aumentando l’espressione di interferoni ed interleuchine che stimolano la produzione nel nostro organismo di cellule Natural Killer.

Posologia 5 granuli per 2 volte al dì per adulti e bambini.

Esistono anche degli Spray che proteggono la mucosa nasale rendendola difficilmente permeabile all’ingresso dei virus potenziando il MALT, il sistema linfoide associato alle mucose.

Posologia: 2 puff per narice 4-5 volte al dì.

 

Prodotti a base di Penicillum chrysogenum utili  per stimolare il rilascio di Lisozima

Modalità d’uso: 10 gocce al giorno per 21 giorni Nei bambini < 10: 1 goccia per ogni anno di età

associati a fermenti lattici specifici per promuovere la risposta organica dell’apparato gastro intestinale.

Modalità d’uso: 2 capsule al giorno per 30 giorni.

 

Esistono anche delle lozioni  igienizzanti naturali su base  idro-alcolica, utilissimi per l’igienizzazione delle mani e degli ambienti. Si tratta di prodotti in spray da 100ml da portare in borsa e da spruzzare direttamente sulle mani o negli ambienti dove si soggiorna.

 

 

QUANDO AGIRE?

Possiamo fare in qualsiasi momento dell’anno l’immuno-stimolazione omeopatica  (che  poi nessuno vieta di continuare, a cicli, per tutto l’anno…).

 

PERCHE’ INIZIARE ORA?

Prima inizi, prima vedrai i risultati.

Il risultato dell’immuno-stimolazione dipende dalla situazione di partenza del tuo sistema immunitari.

Per cui, più cicli di immunostimolanti faiminore sarà il rischio di contagio quando verrai in contatto con virus e batteri.

 

RICAPITOLIAMO:

  1. GLI IMMUNOSTIMOLANTI OMEOPATICI E GLI INTEGRATORI SI POSSONO ASSUMERE CONTEMPORANEAMENTE AI VACCINI VIRALI?  SI – SI OTTIENE UNA PROTEZIONE PIÙ COMPLETA.
  2. POSSONO ESSERE ASSUNTI DURANTE TUTTO L’ANNO? SI – PERCHÉ AGISCONO OLTRE CHE NELLA PREVENZIONE ANCHE IN ACUTO.
  3. PRESENTANO EFFETTI COLLATERALI? NO.
  4. POSSONO ESSERE ASSUNTI IN SICUREZZA DA TUTTA LA FAMIGLIA? SI.
  5.  SU QUALI FASI DELL’INFLUENZA AGISCONO? SU TUTTE: PREVENZIONE, ACUTO, CONVALESCENZA, RICADUTA!
  6.  HANNO INTERAZIONI CON ALTRI MEDICINALI? NO – TUTTAVIA È BENE CONSULTARE SEMPRE IL MEDICO O IL FARMACISTA.
  7. QUAL È IL MOMENTO GIUSTO PER INIZIARE? SUBITO!

 

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Stimolazione delle Difese Immunitarie: l’Omeopatia funziona?

Dario Leonardo Dinoi Farmacista esperto in Omeopatia propone servizio di Videoconsulenza omeopatica online

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione. I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Stimolazione delle Difese Immunitarie: l’Omeopatia funziona?

Si avvicina l’autunno, si abbassano le temperature ed arrivano i primi raffreddori.

Ci ricordiamo, allora, del passato inverno, della febbre, del mal di gola e di tutte le cose belle che non abbiamo potuto fare perché avevamo qualche fastidio, o peggio, eravamo con l’influenza, che ci ha bloccato a casa.

Settembre è mese di buoni propositi, allora ci precipitiamo in farmacia per avere una cura che ci renda invincibili a tutti i malanni invernali.

 

Ci sono molti approcci all’immuno-stimolazione e funzionano mediamente tutti, purché:

  • vengano effettuati per tempo e
  • siano estremamente personalizzati sulla base del singolo individuo.

 

La medicina tradizionale propone: vaccini, lisati batterici, aminoacidi, peptidi e vitamine …

Le medicine complementari estratti fitoterapici, farmaci omeopatici, oligoelementi, sali, funghi e quant’altro.

 

Un “Approccio Personalizzato”

Approccio personalizzato significa che dobbiamo partire dal  “terreno” dell’individuo che abbiamo di fronte.

Il terapeuta dovrà fare sempre un minimo di anamnesi per capire

  • la familiarità,
  • valutare la resistenza dell’individuo alle malattie,
  • le modalità ed i sintomi principali con cui la malattia si presenta nell’individuo.

Ci si ammala, quasi sempre, non per il batterio o per il virus con cui veniamo a contatto, quanto perché  il nostro organismo in quel momento non si trovava nelle condizione ottimali per combatterlo velocemente, metabolizzarlo ed espellerlo.

Da qui la malattia, cioè lo sforzo dell’organismo per reagire allo stimolo esterno (virus o batterio) e riacquistare lo stato di salute ed i conseguenti sintomi con cui la malattia si manifesta.

 

Un organismo sano e reattivo difficilmente si ammala

Possiamo stimolare il nostro sistema immunitario in due modi principali:

  1. Pompandolo un po’ prima di affrontare il picco delle malattie da raffreddamento,
  2. Preparandolo, per tempo, andando a riequilibrare le principali tendenze patologiche della nostra costituzione.

Il dato positivo è che, rispetto agli anni passati, cresce comunque la percentuale dei miei clienti in farmacia che si pongono il problema di affrontare l’inverno in maniera adeguata ed allontanare il più possibile influenze e malanni invernali – complice sicuramente la passata pandemia del virus Covid-19.

Direi che la maggior parte della popolazione ormai si pone comunque il problema di come affrontare l’inverno, seppur last-minute.

Solo alcuni, hanno la determinazione di voler andare a fondo alla questione, conoscere e rinforzare i propri punti deboli, intervenendo per tempo.

 

Facciamo un po’ di teoria

Diciamo che un individuo si ammala quando la propria Costituzione non è in equilibrio.  

Intendiamo per Costituzione l’insieme delle nostre caratteristiche morfologiche, fisiologiche, psicologiche, intellettive e genetiche che possono essere raggruppate in quattro modelli o biotipi principali ed ideali (in Omeopatia si parla di individui Carbonici, Sulfurici, Muriatici e Fosforici).

Attribuiamo alla costituzione in equilibro, nella sua massima condizione di salute e di centratura psichica, il valore 10.

I casi della vita, le malattie, i cibi che ingeriamo, l’aria che inspiriamo, il lavoro che facciamo, tossine con cui entriamo in contatto, … possono portarci a perturbare questa condizione.

Pertanto, dal nostro valore di equilibrio ideale 10, la nostra costituzione può scendere figurativamente a 9, poi a 8, poi a 7, e  via dicendo.

Il problemi seri iniziano quando scendiamo sotto la sufficienza.

Infatti fino ad un certo punto il processo è reversibile, posso ritornare a 10.

In altri casi, superata una certa soglia, posso andare incontro a processi “lesionali” dai quali è difficile riacquistare la condizione di guarigione completa. Dovrò quindi accontentarmi di tenere solo a bada i sintomi, proprio come fa la medicina tradizionale (con i dovuti distinguo, ovvio).

Ogni Costituzione ha, al proprio interno, delle tendenze patologiche predominanti (prevalenze diatesiche) che ci sono state trasmesse geneticamente dai nostri genitori e che si attivano a determinate condizioni.

Chi di noi non dice di avere ereditato malattie metaboliche, problemi circolatori, reumatici o altro da uno o da entrambi i nostri genitori?

E chi di noi non riconosce di tanto in tanto di essersi ammalato “da quando…” ?

 

In realtà, quello su cui la medicina ufficiale sta ancora scoprendo a livello genetico è che non ereditiamo la singola malattia, ma la predisposizione ad una o più malattie appartenenti alla stessa famiglia.

Questo concetto lo aveva già elaborato Samuel Hahanemann, inventore del metodo di cura omeopatico più di duecento anni fa. 

Il Dottor Hahanemann curava guariva i suoi malati utilizzando i farmaci omeopatici da lui stesso preparati. 

Non si capacitava del fatto che, dopo qualche tempo, assisteva  ad una ricaduta del malato nella stessa malattia o in un gruppo di malattie che andò a riunire in alcune famiglie (che lui le chiamava MIASMI).

Scoprì poi, che, per impedire ai malati di ricadere nella stessa malattia, bisognava andare a intervenire più in profondità, non solo sui sintomi della malattia,  ma sulla tendenza ad ammalarsi di quella determinata famiglia di malattie.

Successivamente, i suoi allievi e i grandi medici costituzionalisti del passato  -anche recente, tra cui il mio maestro-   scoprirono che per arrivare ad una condizione di salute generale, a quello che io chiamo Equilibrio Costituzionale, non era necessario equilibrare solo una tendenza patologica , ma tutte quelle presenti nella costituzione del soggetto, partendo ovviamente da quella contingente e da quella più grave.

 

 

Ritornando all’arrivo dell’inverno…

Le tendenze patologiche (o diatesi) maggiormente coinvolte nelle malattie invernali e da raffreddamento sono sicuramente quale che vanno sotto il nome di Psora e Tubercolinismo.

Assistiamo ad una lotta dell’organismo per l’espulsione delle tossine attraverso la pelle e le mucose dell’albero respiratorio. Da qui il loro infiammarsi e  i fastidiosi sintomi quali rinite, mal di gola, e poi la tosse la febbre , diarrea e quant’altro.

Per riequilibrare le diatesi tubercolinica e psorica  l’omeopata può agire con farmaci omeopatici unitari sintomatici e con farmaci “di fondo”.

Alcuni di questi possono essere Sulfur, Calcarea carbonica, Sulfur Iodatum, Silicea, Psorinum ed ancora  i nodosi tubercolotici quali T.R., T.K., Aviarie

Si tratta di farmaci ad azione molto profonda, da non assumere assolutamente senza essere seguiti dal proprio medico o farmacista.

 

Ci sono poi tanti farmaci omeopatici complessi da utilizzare sia nella prevenzione sia nella cura dei sintomi.

Quelli che vanno sotto il nome di immuno-stimolanti omeopatici e che i più conoscono con diversi nomi commerciali, sono una famiglia di prodotti che possono contenere al loro interno molti attivi di origine vegetale, animale o minerale, estremamente diluiti e preparati secondo precise regole e  capaci di stimolare una risposta immunitaria del nostro organismo.

Contro tutti i virus dell’influenza e delle altre malattie da raffreddamento, sono a disposizione di tutti moderni medicinali omeopatici in varie forme farmaceutiche: granuli, globuli, spray nasali, bustine oro-solubili, ma anche compresse, gocce e fiale –  tutti di facile somministrazione ed adatti a bambini ed adulti.

Essendo composti da un mix di “attivi”, funzionano bene

  1. sia nella fase di prevenzione dell’influenza e delle malattie para influenzali (anche semplici raffreddori, faringiti, tonsilliti batteriche ad esempio),
  2. sia nella fase di cura dei sintomi dell’influenza vera e propria (dolori alle ossa, brividi, febbre, mal di gola, placche,…),
  3. ma anche nella fase di convalescenza per evitare le ricadute.

Esistono anche prodotti specifici per chi, negli scorsi anni, ha avuto sintomi influenzali intestinali .

 

Le ultime raccomandazioni

Vale la pena ricordare che l’Omeopatia, a differenza delle terapie tradizionali, presta molta attenzione ai sintomi con cui si presentano le malattie  in ciascun soggetto.

Distingue per esempio tra febbre improvvisa del primo giorno e febbre che sale lentamente, febbre con sete e senza sete, gola arrossata e gola purulenta con le placche (contrariamente alla medicina tradizionale che prescriverebbe  antibiotico, anti-infiammatorio e paracetamolo per tutti i casi), ecc…

Bisognerà, di conseguenza, raccontare i sintomi nella maniera più precisa possibile al professionista da cui abbiamo deciso di farci seguire che sia medico o farmacista (a seconda dei rispettivi ruoli) e non ad esperti improvvisati da gruppo social…

L’Omeopatia presenta, inoltre,  tutta una serie di vantaggi  rispetto alle terapie tradizionali, alle quali, può essere abbinata con successo (il vaccino virale copre solo dai virus in circolo durante la stagione in corso, ma non da tutti gli altri microrganismi patogeni con cui quotidianamente veniamo in contatto).

Grazie alle elevate diluizioni, i farmaci omeopatici sono generalmente privi di effetti indesiderati legati alle quantità assunte e di tossicità chimica.

Possono essere assunti in sicurezza  da tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non possono fare il vaccino virale o il vaccino batterico.

 

RICAPITOLIAMO:

  • GLI IMMUNOSTIMOLANTI OMEOPATICI E GLI INTEGRATORI SI POSSONO ASSUMERE CONTEMPORANEAMENTE AI FARMACI TRADIZIONALI?  SI – SI OTTIENE UNA PROTEZIONE PIÙ COMPLETA.

 

  • POSSONO ESSERE ASSUNTI DURANTE TUTTO L’ANNO? SI – PERCHÉ AGISCONO OLTRE CHE NELLA PREVENZIONE ANCHE IN ACUTO.
  • PRESENTANO EFFETTI COLLATERALI? NO.
  • POSSONO ESSERE ASSUNTI IN SICUREZZA DA TUTTA LA FAMIGLIA? SI.
  • SU QUALI FASI DELLE MALATTIE INVERNALI AGISCONO? SU TUTTE: PREVENZIONE, ACUTO, CONVALESCENZA, RICADUTA!
  • HANNO INTERAZIONI CON ALTRI MEDICINALI? NO – TUTTAVIA È BENE CONSULTARE SEMPRE IL MEDICO O IL FARMACISTA.

 

  • QUAL È IL MOMENTO GIUSTO PER INIZIARE? SUBITO!

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La Migliore Prevenzione è l’Omeopatia Costituzionale

Vaccini Omeopatia e CoViD-19