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Perché fare un Drenaggio delle Tossine per Dimagrire?

Se ti senti gonfio, se stai aumentando di peso senza motivo, se dopo pranzo avverti sonnolenza,
se sei diventato allergico…

E’ arrivato il momento di drenarti!

 

Buona Salute e Forza Vitale dipendono da Stile di Vita sano e dalla Predisposizione Genetica a contrarre alcune malattie.

L’inquinamento ambientale e di conseguenza la scarsa qualità dell’ACQUA che beviamo,
del CIBO che assumiamo, dell’ AMBIENTE  che ci circonda (l’aria che respiriamo, l’acqua in cui ci bagniamo, la terra su cui viviamo), porta ad aumento dell’accumulo di tossine nel nostro organismo.

Queste tossine possono essere esogene, cioè provenienti dall’esterno, o endogene cioè prodotte dal nostro organismo come prodotti di scarto del metabolismo cellulare.

 

Quali sono le costituzioni più a “rischio intossicazione”?

Sicuramente le costituzione brevilinee, soggetti di costituzione carbonica e sulfurica.

Il CARBONICO a causa della sua pigrizia, della poca attività fisica che conduce, della sua fame e del conseguente eccesso di alimenti di cui è ghiotto (soprattutto carboidrati e dolci).
Inoltre, questi soggetti subiscono l’azione sicotizzante ed intossicante dei farmaci tradizionali e di loro metaboliti che sono costretti ad assumere a causa delle loro predisposizioni fisiologiche.

Il SULFURICO può intossicarsi a causa della propria resistenza alla fatica ed allo sforzo che lo rende in alcuni casi iperattivo. Questi soggetti non riescono a stare mai fermi,  devono essere per forza impegnati a fare qualcosa ed inevitabilmente vanno incontro a stress.
Anche costoro sono dei voraci mangiatori, ma rispetto ai primi, prediligono alimenti molto conditi,  grassi e proteine.
Questi soggetti possono fare anche uso di stimolanti (caffè, tabacco, alcol,…)  propio per portare a termine tutti gli obiettivi che si sono posti. In alcuni casi possono, persino, iniziare a fare uso di sostanze stupefacenti se si sentono sopraffatti dalla mole di impegni.
Questi soggetti si ammalano raramente nella prima metà della vita, ma quando le capacità di eliminazione (cioè gli organi deputati alla detossificazione) iniziano a rallentare, ricorrono ai farmaci per stare meglio il prima possibile. Questa condizione può condurre spesso anche situazioni di abuso.

Chi dovrebbe effettuare il drenaggio delle tossine?

Siamo tutti interessati dal drenaggio delle tossine perché -chi più, chi meno- siamo tutti  potenzialmente intossicati dall’attuale stile di vita.

Dovranno, però, porre maggior attenzione i soggetti che siano in cura con determinati tipi di farmaci.

Chi è costretto ad effettuare per lunghi periodi, o ciclicamente, terapie antibiotiche a causa di una compromissione del sistema immunitario (che, tra l’altro potrebbe essere riequilibrata con l’omeopatia);

Chi è costretto ad effettuare terapie con i cortisonici per malattie infiammatorie o autoimmuni;

Chi è costretto a terapie con ormoni sessuali  a scopo sostitutivo (durante la menopausa) o anticoncezionale oppure per trovare una soluzione ad un’acne particolarmente violenta. Tali terapie  provocano una profonda ritenzione idrica e -spessissimo- cellulite;

Chi effettua terapie contro allergie stagionali e riniti allergiche : antistaminici e cortisonici bloccano l’organismo che sta tentando di eliminare tossine attraverso le mucose;

Chi ha deciso di effettuare un dimagrimento importante: spesso nel grasso cutaneo si depositano scorte importanti di farmaci lipofili o loro metaboliti. Nel processo di lipolisi che avviene durante il dimagrimento, tali farmaci ritornano in circolo e possono dare spesso fenomeni di sovradosaggio;

Soggetti che si sottopongono a numerose vaccinazioni, soprattuto se ravvicinate nel tempo;

Soggetti -più o meno anziani- che assumono innumerevoli farmaci durante la giornata. Il fegato di questi soggetti non riuscirà sicuramente a smaltire tutto il carico tossinico e, per forza di cose, sarà costretto a rallentare la propria funzione.

 

Quando devi effettuare un Drenaggio delle Tossine?

Un drenaggio intelligente, può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno – non appena ti accorgi che qualcosa sta cambiando (analisi fuori controllo, pressione alta, aumento di peso ingiustificato, ritenzione idrica e cellulite, alito pesante, difficoltà di digestione …).

Ma anche:

  • Poco prima -o durante- un processo di dimagrimento, se lo hai programmato (n.b.  anche per velocizzarlo: se ripulisci fegato e reni il metabolismo riparte e dimagrisci prima ;-));
  • Prima e dopo una vaccinazione e dopo ogni terapia antibiotica per eliminare tutte le scorie prodotte (l’antibiotico disintegra il batterio, ma tutti i pezzi rimangono comunque nel nostro organismo e dovrebbero essere allontanati il più velocemente possibile);
  • Chi assume la “pillola”o chi assume molti farmaci, deve drenarsi almeno due volte all’anno se vuole prevenire fenomeni di accumulo e ritenzione idrica;
  • Chi si sente comunque “un po’ intasato”, può drenarsi ogni volta che vuole per rimetterti al più presto in forma!

Il drenaggio va cucito su ciascun individuo

Un grande vantaggio si ottiene drenando fegato e reni che tutti quanti abbiamo in sovraccarico, ma ogni soggetto andrà ad utilizzare degli organi di scarico secondari quando i primi due si trovano in affanno.

Ricapitoliamo?

Per fare un drenaggio specifico e selettivo bisogna:
1.individuare la modalità preferita con cui il nostro organismo espelle le tossine;
2.capire se gli organi emuntori funzionano tutti bene o se qualcuno è rallentato;
3.sbloccare gli emuntori bloccati o potenziarne la funzione escretiva;
4.incanalare le tossine verso le vie linfatiche, che accompagneranno tossine e scorie verso gli emuntori ormai puliti!

Questo tipo di valutazione non si può, purtroppo, fare da soli, ma c’è bisogno di qualcun che ci aiuti a valutare lo stato di intossicazione e a dare delle priorità nelle terapie di drenaggio, anche in base agli obiettivi che vogliamo raggiungere.

 

A proposito:

Quali sono i risultati del Drenaggio?

Dopo 5 settimane di trattamento -a parità di abitudini alimentari e di stili di vita- potremo ottenere:
1.una sensazione di benessere generale;
2.ci sveglieremo la mattina meno stanchi e ci alzeremo dal letto  più carichi e anche con l’alito più fresco;
3.ci accorgeremo di avere le urine meno cariche, sia in colore che in odore;
4.potremo osservare una normalizzazione di molti parametri ematici di salute degli emuntori (fegato e reni).

Noterai, soprattutto, una normalizzazione delle funzioni escretive. Dopo magari un primo periodo in cui, magari,  sarai costretto a scappare in bagno un po’ più spesso, troverai un tuo nuovo equilibrio.
Questa normalizzazione delle escrezioni ha come piacevole effetto collaterale un fisiologico dimagrimento di 3-4 kg.

“Durante un drenaggio omeopatico non ti limiti a perdere acqua,

l’obiettivo è rimuovere le tossine che costringono il tuo organismo -per difendersi dalla loro invasione- a richiamare acqua”

 

Se a questo aggiungi la ripresa di un corretto transito intestinale e lo sblocco del metabolismo energetico del fegato, i risultati che potresti ottenere potranno essere anche più ambiziosi.

 

Quali i vantaggi di un Drenaggio Omeopatico?

  • Velocità di azione
  • Assenza di effetti collaterali
  • Azione selettiva sui diversi tipi di tossine
  • Azione mirata a seconda dello stato di “intossicazione”
  • Azione mirata di sblocco o potenziamento degli organi emuntori
  • Assunzione in concomitanza con altre terapie
  • Potenziamento delle terapie tradizionali

Inoltre puoi effettuare una terapia di drenaggio in ogni età della vita…

Leggi anche:Depurazione e Perdita di Peso: Omeopatia e VLCKD

Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio. Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo. Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico. In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista). I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

Cefalea, Emicrania, Mal di testa e Omeopatia

Chi è che soffre di Mal di Testa?

Con l’espressione “disturbi cefalalgici” indichiamo varie forme di mal di testa, problemi molto comuni del sistema nervoso, diffusi tra tutte le  popolazioni della Terra.

I disturbi cefalalgici, nel loro insieme, risultano ampiamente diffusi e colpiscono persone di tutte le età, razze, aree geografiche e classi economiche.

I mal di testa più comuni risultano essere:

  • la Cefalea di tipo tensivo
  • l’Emicrania
  • la Cefalea a grappolo
  • le cosiddette Sindromi da cefalea cronica giornaliera.

L’Emicrania è la forma di mal di testa più studiata, colpisce circa l’11% della popolazione adulta e le donne tre volte più degli uomini. Vengono colpiti meno anziani e bambini.

La Cefalea di tipo tensivo è la prevalente e colpisce, nei Paesi sviluppati, il 66 % degli uomini e il 80% delle donne.

La Cefalea cronica giornaliera – la più debilitante-  colpisce circa il 5% della popolazione.

Lo sforzo per fronteggiare e convivere con un mal di testa di tipo cronico può predisporre chi ne soffre ad altre malattie, tipo la Depressione, che è tre volte più diffusa tra chi soffre di mal di testa cronico che tra i sani.

 

Quali Cause e Fattori Scatenanti?

Difficile trovare la causa di molti disturbi cefalalgici. 

In alcuni casi si può trattare di eventi o comportamenti lampanti, in altri casi ci possono essere cause genetiche o ambientali o, 

più spesso, un mix di tutto quanto.

La medicina tradizionale in questo caso non ci è troppo d’aiuto. 

L’Omeopatia trova, invece,  una chiara risposta nel modello costituzionale dei diversi individui.

 

Ogni individuo tenderà a soffrire di un determinato tipo di mal di testa in funzione della propria costituzione e quindi delle proprie tendenze patologiche.

La cura omeopatica per i sintomi delle cefalee

In Omeopatia si può legare la cefalea ad un altro sintomo concomitante o ad una possibile causa scatenante.  

Potremo individuare così:

  • Cefalee con Disturbi Digestivi
  • Cefalee con Disturbi Circolatori
  • Cefalee con Astenia
  • Cefalee da Disturbi Ormonali

Per ogni tipologia di cefalea farmaci potremo poi individuare farmaci che divideremo in sintomatici e farmaci per terapie di fondo.

 

Di seguito un rapido schema di alcuni farmaci omeopatici utilizzabili per la cura dei sintomi del mal di testa.

 

1.Farmaci per Cefalee con Disturbi Digestivi 

Sintomatici: Iris Versicolor, Lac Caninum.

Farmaci di Fondo: Lycopodium, Nux Vomica, Sepia, Sulphur, Psorinum.

 

2. Farmaci per Cefalee con Disturbi Circolatori 

Sintomatici:  Belladonna, Glonoinum, Sanguinaria, Gelsemium, Secale cornutum e Apis, Veratrum Viride, Ferrum Metallicum.

Di Fondo: Sulphur, Lachesis.

 

3. Farmaci per Cefalee con Astenia

Sintomatici: Kalium Phosphoricum, Phosphoricum Acidum, Zincum Metallicum, Anacardium Orientale, Ignatia.

Di Fondo: Natrum Muriaticum, Silicea.

 

4. Farmaci per Cefalee da Disturbi Ormonali 

Sintomatici: Cyclamen, Actaea Racemosa – Cimicifuga.

Di Fondo: Pulsatilla, Sepia, Lachesis.

 

Esistono in commercio alcuni farmaci omeopatici complessi per la cura dei sintomi del mal di testa, alcuni più formulati sulla sintomatologia dell’emicrania, altri con una più spiccata componente  analgesica e antinevralgica.

La cura omeopatica dei diversi mal di testa consiste -nella maggior parte dei casi – in una terapia sintomatica (con farmaci unitari o complessi) da abbinare ad una terapia di fondo che vada ad agire sulle cause scatenanti.

E’ possibile abbinare la terapia omeopatica ad eventuali terapie convenzionali in atto.

 

Data la complessità della sintomatologia, è -invece-  impossibile tentare di curarsi da soli, anche volendo utilizzare farmaci omeopatici complessi.

Anche in questo caso…

“E’ sempre questione di Costituzione!” 

 

Leggi anche:

 

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Combatti il Mal di Testa con l’Omeopatia

  • Sono anni che soffri di mal di testa?

  • E’ così forte che devi interrompere le tue normali attività?

  • Devi -ad ogni crisi- bombardarti di farmaci e il tuo stomaco non ne può più?

 

Se le hai provate tutte, ma senza grossi risultati e i farmaci tradizionali hanno smesso di funzionare …  non ti preoccupare, sei in buona compagnia!

Quella appena descritta è una condizione della quale soffrono più o meno stabilmente milioni di italiani e forse miliardi di persone nel mondo.

 

Il mal di testa è una delle sintomatologie più diffuse e sottovalutate al mondo. 

In ambito lavorativo è una delle principali cause di sofferenza, di assenteismo e di scarsa produttività.

 

Viene studiato sì, ma non quanto altre patologie.  Forse perché di mal di testa si soffre… ma non si muore!

Chi soffre di ricorrenti mal di testa, non trovando spesso giovamento con i farmaci della medicina tradizionale, inizia -per disperazione- a cercare rimedi e cure tra le più disparate. 

L’Omeopatia può dare dei buoni risultati sia nei sintomi acuti che nella prevenzione delle crisi.

Il mio caso

Di tanto in tanto, anche io, soffro di mal di testa.

Ho imparato a fare mente locale e facendo un po’ di attenzione ne ho individuati almeno tre tipi diversi.

Il primo mal di testa mi si può presentare fin dal mattino al risveglio o dalla sera prima di andare a letto. 

Questo mal di testa ha una chiara lateralità destra ed ha come sintomi concomitanti una spiccata sintomatologia gastro-intestinale (nausea, cattiva digestione, …). Viene fuori dopo allegre serate passate a tavola, a mangiare e bere in compagnia.

Il secondo arriva la sera tardi, prima di andare a letto. Mi tiene compagnia tutta la notte , mi giro e mi rigiro nel letto cambiando più volte la posizione del cuscino e la mattina mi sveglio una schifezza. 

Si presenta  quasi sempre dopo che mia moglie Sara ha deciso di vedere come va a finire la serie alla quale si è accanita e mi ha costretto sul divano ad una maratona tv. Questo mal di testa parte da dietro il collo e risale verso il vertice del cranio. Contemporaneamente si presenta anche una certa rigidità del collo.

Il terzo  arriva nel pomeriggio dopo aver lavorato tutta la mattina. Magari durante la pausa pranzo sono stato coinvolto in qualche riunione oppure ho tenuto qualche corso, ho parlato molto,  sono stato concentrato per molto tempo. Si presenta per lo più nella parte frontale del cranio e può coinvolgere o no gli occhi.

Questi tre tipi di mal di testa, se decidessi di trattarli in maniera tradizionale, avrebbero necessità per passare di un paio di compresse di anti-infiammatorio e sarei a posto. A prescindere dalla causa e dalle modalità con cui si presentano.

 

 

Stanco di ricorrere all’ibuprofene, nel tempo, ho deciso di fare un po’ di attenzione e capirci qualcosa in più.

Allora ho realizzato che il primo mal di testa, quale che mi piace definire, “da abbuffata” venendo fuori dopo una serata di eccessi, è dovuto ad un sovraccarico del fegato.

Lo tratto con un farmaco omeopatico che abbia una spiccata azione sul fegato, che presenti una lateralità destra dei sintomi e che funzioni anche sulla cattiva digestione, sulla nausea, aria nella pancia… Ovviamente sto parlando di Lycopodium Clavatum.

Il secondo mal di testa è, invece,  un mal di testa di origine cervicale “da divano”.

Ho imparato a difendermene sia sedendo composto sulla poltrona che non facendo più maratone di serie. Quando proprio non posso esimermi,  il farmaco che mi aiuta a risolverlo è Gelsemium Sempervirens.

Il terzo è, chiaramente, un mal di testa da stanchezza che può essere risolto con un po’ di riposo o con una buona dormita, ma, se si presenta in mezzo alla giornata, ricorro ad uno dei miei farmaci costituzionali, cioè Natrum Muriaticum.

Che cosa abbiamo imparato da questa condivisione?

Innanzitutto che non tutti i mal di testa sono uguali.

Che è utile individuare la causa o il momento esatto in cui il mal di testa si presenta (dopo una arrabbiatura, dopo una passeggiata al freddo, dopo aver bevuto troppo, dopo  uno stress, …)

Che è utile capire la modalità con cui si presenta (come un chiodo conficcato, come un cerchio, come se scoppiasse, …)

Appuntarsi lateralità o localizzazione(destra, sinistra, parte dalla nuca, parte dalla pronte, parte da destra e va a sinistra o viceversa …) e sintomi concomitanti (nausea, vomito, vertigini, …), miglioramenti o peggioramenti (col sole, con la luce, con la musica, con la suocera…).

Tutte queste informazioni possono servire all’Omeopata per individuare causa scatenante ed farmaco più utile per alleviarne i sintomi.

Che non esiste “il farmaco omeopatico per il mal di testa”, ma la terapia è estremamente personalizzata.

Esistono diversi farmaci che curano diversi mal di testa a seconda dei sintomi che presentano, della costituzione del soggetto e delle tendenze patologiche prevalenti.

Lycopodium, se volessimo etichettarlo, sarebbe un farmaco di fegato, non di testa. 

Gelsemium un farmaco di ansia, di fabbre, al massimo di cervicale e Natrum muriaticum un farmaco rimineralizzante di sostegno delle costituzioni longilinee, ma non certo la prima scelta per un mal di testa.

Questi, in ogni caso, sono i miei farmaci per i miei mal di testa!

 

Riassumendo

L’omeopatia può essere di grande aiuto nella cura dei sintomi del mal di testa se opportunamente individuati. Il farmaco omeopatico può agire altrettanto velocemente del farmaco tradizionale senza darne i comuni effetti collaterali (sia sullo stomaco che sul fegato).

L’omeopatia per essere efficace ha bisogno di individuare la causa, ma anche le modalità e la localizzazione esatta, nonché eventuali sintomi concomitanti.

L’omeopatia può essere sicuramente abbinata alle terapie sintomatiche tradizionali nel momento in cui, individuata la causa, si reputi necessario agire in acuto con i farmaci tradizionali, ma agire contemporaneamente sulle cause per evitare o allontanare il più possibile altre crisi.

Inutile sottolineare come, parlando di patologie così importanti e talvolta invalidanti, sia completamente inutile cercare di curarsi da soli e fare dei tentativi “a caso” utilizzando farmaci omeopatici non prescritti da uno specialista.

Concludiamo sottolineando come costituzioni diverse saranno predisposte a mal di testa diversi per motivazioni diverse.

Che dire… “E’ sempre questione di Costituzione!”

 

Leggi anche:

Cefalea, Emicrania, Mal di testa e Omeopatia

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Come Scegliere il proprio Medico Omeopata?

Qualche tempo fa ho ricevuto una email con questa domanda.

La risposta, come tutto quello che riguarda la medicina in generale -e l’omeopatia in particolare- non è mai semplice o quantomeno univoca.

In omeopatia esistono almeno 4 scuole principali ed ognuna di esse utilizza una propria metodologia terapeutica e prescrittiva.

 

La scuola unicista, che in Italia aveva nel Prof A. Negro il principale esponente, utilizza un solo farmaco omeopatico per volta.

Prof. Antonio Negro

Tiene in grande considerazione i sintomi mentali del paziente, senza trascurarne quelli generali e locali.

La nuova prescrizione avviene quando il farmaco ha esaurito la propria azione terapeutica. A questo punto si può o approfondire l’azione del farmaco -magari cambiandone la diluizione- oppure passare ad un farmaco diverso.

 

 

 

 

 

Il metodo pluralista prevede la prescrizione da parte del medico omeopata quando ritenuto necessario anche di più farmaci nell’arco della stessa giornata o anche a giorni alterni, diciamo non più di 3-4.

Nel formulare una diagnosi vengono presi in considerazione in ugual misura sintomi mentali, generali e locali.

Possono essere prescritti farmaci di fondo, farmaci sintomatici, organoterapici e nodosi.

 

Il metodo complessista vede il suo fondatore nel Dr. Hans Reckeweg che formulò una serie di farmaci contenenti al loro interno più ceppi omeopatici, per lo più a bassa diluizione, in diluizione decimale hahanemanniana (DH).

I complessi nella loro formulazione vengono pensati  più sulla malattia che sulla persona che deve assumerli.

Dr. Hans Reckeweg

I farmaci complessi contengono al loro interno rimedi che abbiano uno spiccato tropismo per l’organo o l’apparato sul quale si voglia agire e -in alcuni casi- possono venire aggiunti degli altri ceppi che agiscano sugli organi emuntori che scaricano le tossine per ripristinarne o potenziarne l’azione.

I complessi si rivelano estremamente utili sia nella cura dei sintomi dei disturbi acuti, nelle cronicità e anche nell’automedicazione (impensabile utilizzando farmaci omeopatici unitari).

I Complessi possono essere prescritti dal medico o consigliati in farmacia sulla base di veri e propri protocolli di cura più tipici della medicina tradizionale.

Per tutti questi motivi (basse diluizioni, orientamento  alla malattia e non al paziente, utilizzo di protocolli), molti li considerano un punto di incontro tra la medicina tradizionale e l’omeopatia, mentre i “puristi” non li considerano vera omeopatia.

 

Esiste poi il metodo Costituzionalista.

Prof Antonio Santini

Il terapeuta che utilizzi tale metodo, parte inquadrando il paziente dal punto di vista costituzionale, andando a definirne lo stato attuale  in relazione allo stato ideale di equilibrio costituzionale.

Tiene in uguale considerazione sintomi mentali, generali e locali e può utilizzare sia una farmaco per volta come gli unicisti, sia più farmaci (coerenti tra loro) nell’arco della stessa giornata come i pluralisti, sia farmaci complessi quando lo ritenga necessario.

Tutti i farmaci vengono prescritti sulla base della loro prevalenza costituzionale, cioè sulla capacità di interagire in maniera preferenziale con una determinata bio-tipologia di soggetti.

 

Il metodo costituzionale si basa sulla ripartizione della popolazione umana in diverse costituzioni

I criteri di attribuzione all’una o all’altra costituzione risentono di caratteristiche fisiche e mentali. 

Questo metodo presenta una serie di vantaggi rispetto agli altri in quanto permette di agire contemporaneamente su più ambiti, riducendo quindi i tempi delle terapie.

Normalmente non c’è necessità di rivedere il paziente così spesso come nell’omeopatia unicista in cui il terapeuta ha necessità  di controllare l’esaurirsi dell’azione del farmaco per passare alla nuova prescrizione per giungere alla guarigione vera e propria.

Nello specifico, individuando la costituzione di appartenenza del soggetto, il terapeuta che lavori in chiave costituzionale, può individuare e predire in maniera statistica punti di forza e punti di debolezza della costituzione, potendo così fare una prevenzione efficace delle tendenze patologiche ereditarie.

Il metodo nasce più di duemila anni fa con Ippocrate di Coo, padre della medicina scientifica e si evolve negli anni grazie agli innumerevoli contributi di  grandi medici costituzionalisti del passato (Sigaud,  Martiny, Pende e tanti altri).

Negli ultimi anni, il più grande esponente della scuola costituzionalista romana è stato il Prof. Antonio Santini (coevo del Prof. A. Negro) che operava a Roma alla fine del secolo scorso. 

 

 

“Lo studio delle costituzioni  offre al clinico la possibilità di osservare il graduale passaggio del tipo umano equilibrato dallo stato di salute a quello di malattia, 

offre al clinico la possibilità di riconoscere le varie disposizioni ereditarie e costituzionali alle malattie 

e quindi di prevenire le malattie effettuando una terapia razionale orientata  non sulla malattia, ma sull’uomo – inteso come terreno che tende ad ammalarsi”.

                                                                                                        Antonio Santini

 

Il metodo costituzionale è un metodo di semplificazione della medicina omeopatica.

1.Ripartisce la popolazione umana in diversi gruppi;

2.Individua aspetti di maggior forza e di maggior labilità tipici di ogni costituzione;

3.Stabilisce una priorità di alcuni farmaci in una determinata costituzione.

 

 

Andando ad osservare la materia medica con questa base teorica, si può parlare di farmaci carbonici, sulfurici, muriatici, fosforici 

Questo è un criterio statistico e non assoluto: probabilistico e non deterministico.

Il concetto di costituzione unisce in sé caratteri di forza e labilità, ma non necessariamente obblighi ad ammalarsi di qualcosa. 

 

L’individuo che appartiene ad ognuna delle costituzioni, pur unendo in sé forze e labilità, può mantenere una condizione di stabile benessere per lungo periodo o anche tutta la vita.

 

Mediante il metodo omeopatico costituzionale, il clinico:

1. Inquadra il paziente all’interno di una costituzione prevalente 

2.Inquadra la malattia nella giusta famiglia di tendenze patologiche (diatesi, miasmi, forze energetiche fisiopatologiche, …)

3.Cerca il farmaco giusto incrociando i farmaci appartenenti ad una data costituzione con quelli di una particolare prevalenza diatesica.

 

In buona sostanza è un metodo utile al terapeuta per non sbagliare la prescrizione e al paziente per essere sicuro dell’efficacia della terapia prescritta.

 

Gli insegnamenti del Prof. Santini sono giunti a me per tramite del mio maestro, il Prof. Dario Chiriacò, che mi ha guidato nel creare un metodo di consiglio pratico ed efficace dei farmaci omeopatici in farmacia, da utilizzare sia nelle forme acute di malattie comuni che nella loro prevenzione.

 

Lo sforzo della scuola costituzionale è stato, negli anni, quello di dare all’Omeopatia il giusto posto nella medicina attuale, soprattutto modernizzandola. Il che non vuol dire assolutamente tradire gli insegnamenti del Dottor Hahanemann, bensì attualizzarli alla luce delle moderne scoperte della medicina e della scienza.

Impensabile, oggi, non avvalersi o ignorare le moderne tecniche di diagnostica  o negare la complementarietà della medicina omeopatica rispetto alla medicina tradizionale.

 

Una leggenda vuole che un bravo medico omeopata individui il farmaco da prescrivere al paziente osservandolo attentamente nel lasso di tempo che quest’ultimo impiega tra quando apre la porta dello studio a quando si siede alla sua scrivania.

 

Non esiste un metodo migliore di un altro. Esistono solo professionisti sanitari, più o meno preparati, più o meno empatici, più o meno intuitivi, più o meno disposti a cercare e trovare delle risposte a quesiti particolarmente complessi e profondi.

 

Come diceva il mio maestro, il Prof. Chiriacò,  –Non importa con quale metodo, l’importante è “coglierci”!-

 

Leggi anche:

Quanti Farmaci Omeopatici si possono assumere giornalmente?

 

 

Previeni i Sintomi dell’Allergia con l’Omeopatia

Starnuti, Naso che cola, Occhi che lacrimano: tutti sintomi che ogni allergico conosce bene!

In primavera ricominceranno a circolare i pollini e – come ogni anno- questi sintomi si ripresenteranno puntuali.

A Febbraio è il momento di agire per non farsi trovare impreparati tra Marzo ed Aprile!

 

Cosa fare?

E’ possibile drenare gli organi di scarico delle tossine e potenziarne la funzione escretoria

in modo che, quando essi vengano a contatto con i pollini, il nostro organismo non vada in sovraccarico e si ri-acuisca la sintomatologia fastidiosa che conosciamo come Allergia ai pollini o Pollinosi.

 

Come funziona un drenaggio degli organi emuntori?

Supponiamo di partire da una condizione ottimale, con un organismo in equilibrio perfetto, in cui ogni tossina che assumiamo o con cui veniamo a contatto, venga processata velocemente attraverso uno o più organi emuntori, quelli cioè che si occupano della de-tossificazione.

 

Gli organi emuntori principali che si occupano della de-tossificazione e dell’espulsione delle tossine sono il Fegato e i Reni in primis, ma anche Intestino, Polmoni e Pelle.

Finché il numero di tossine in ingresso è uguale a quello che viene buttato fuori: nessun problema, permane quello che conosciamo come “stato di salute”.

 

Quando, invece, a causa di tutta una serie di fattori (alimentazione eccessiva o sbagliata, cattiva qualità dell’aria, esposizione ad inquinamento elettromagnetico, ripetuta assunzione di farmaci, …) il numero di tossine in ingresso aumenta, può accadere che gli organi emuntori vadano in affanno e non siano in grado di smaltire tutte le tossine.

 

Il nostro organismo sarà, allora, costretto a stoccarle in particolari siti di deposito per evitare di rimanerne intossicato.

Talvolta, invece, sarà costretto a diluirle richiamando acqua che darà poi luogo ai famosi fenomeni di ritenzione idrica e di cellulite che ogni primavera ci sforziamo di combattere.

 

Partono, così, una serie di manifestazioni sintomatiche con cui il nostro organismo ci segnala che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe…

 

In alcuni casi, questi sintomi possono manifestarsi con infiammazioni della pelle o delle mucose, ad esempio quella nasale o congiuntivale, generando pruriti e secrezioni che molti conoscono come sindrome allergica.

 

Quale la strategia più efficace per combattere i sintomi dell’allergia?

La strategia più corretta è quella di liberarsi delle tossine aumentando la funzionalità degli organi di escrezione e non, invece, utilizzare altri farmaci che, pur spegnendo i sintomi fastidiosi, vadano a rallentare ancora di più l’attività degli emuntori.

 

In alcuni casi, infatti, la sintomatologia migliora per un po’, ma, successivamente, può capitare che un solo antiistaminico non sia sufficiente a tenere a bada tutti i sintomi e sia necessario ricorrere ad anti-leucotrienici o addirittura cortisonici orali o per inalazione.

 

E’ quasi inutile specificare che, nei casi di sintomatologia violenta, l’uso di antiistaminici o di altri farmaci di sintesi sarà necessario per evitare di andare incontro a reazioni ancora più gravi o addirittura, in alcuni casi, a shock anafilattico.

 

I farmaci omeopatici più utilizzati per la cura delle allergie stagionali

Con l’Omeopatia possiamo:

-preparare per tempo il nostro organismo e ridurre quindi la sintomatologia allergica,

-alleviare velocemente i sintomi quando si presentano (sintomi che varieranno da soggetto a soggetto  sulla base della propria costituzione).

 

Inutile ribadire che ci saranno, anche in questo caso, delle costituzioni più predisposte ad andare incontro alla sintomatologia allergica che saranno Carbonica e Sulfurica a causa della prevalenza diatesica  Psorica, Psorico-Sicotica e Psorico-Tubercolinica.

Divideremo tra:

 

 

Chi può utilizzare farmaci omeopatici per la cura delle allergie stagionali?

Il trattamento omeopatico per le allergie stagionali è indicato:

  •  in soggetti che non siano mai stati allergici prima, ma che abbiamo manifestato da poco i primi sintomi (secrezioni nasali, starnuti, lacrimazione o prurito agli occhi, ma anche al palato o alle orecchie …);
  • in coloro che già facciano una terapia antiallergica con antistaminico e/o cortisone, ma -ciò nonostante- non riescano a tener a bada i sintomi (la terapia omeopatica può essere personalizzata sulla base di sintomi specifici manifestati da ogni singolo paziente);
  • in coloro che non possano o non vogliano ricorrere all’antistaminico a causa degli effetti collaterali (da una ricerca è emerso che il 26% degli allergici non si cura con farmaci di sintesi per paura degli effetti collaterali di questi farmaci).

 

Ricordo sempre che -per ragioni di efficacia e sicurezza-  l’utilizzo dei farmaci omeopatici deve essere sempre mediato da un professionista della salute, che deve raccogliere e gerarchizzare  i sintomi e valutare rischi e benefici, nonché eventuali incompatibilità con terapie già in atto (allopatiche o omeopatiche).

Mai affidarsi al passaparola perché le terapie omeopatiche sono estremamente personalizzate e cucite sull’individuo che le deve assumere, pertanto farmaci che funzionano su un determinato individuo, non lo faranno su un altro…

 

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Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.