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Pulsatilla: come funziona e quando utilizzarlo

Che cos’è la Pulsatilla? La Pulsatilla vulgaris Mill.– Anemone pulsatilla, è un’erba perenne della famiglia delle Ranuncolacee presente comunemente in Sud Europa.

Possiamo riassumere il soggetto “Pulsatilla” in questa maniera, partendo dai

Sintomi Generali

Soggetto di costituzione Sulfurica o Fosforica, freddoloso o freddolosa, – secondo una generalizzazione per cui il soggetto Pulsatilla sarebbe una donna bionda con occhi azzurri- cosa non vera in assoluto…

Dicevamo, soggetto freddoloso ma che peggiora con il caldo e ha necessità di aria aperta per migliorare il suo stato generale.

Peggiora con il riposo e migliora con il movimento dolce. Peggiora con l’umidità (ad esempio con i piedi bagnati).

In Pulsatilla tutto è variabile: sia il fisico che la psiche.

Notiamo una assenza completa di sete.

Un farmaco da utilizzare durante le crisi eliminatorie in reazione a sovraccarichi venosi o dopo soppressione delle eliminazioni, cioè quando il nostro organismo stava tentando di eliminare tossine e noi lo abbiamo in qualche modo bloccato.

 

Sintomi Psichici

Soggetto Pulsatilla è emotivo, di umore mutevole, dolce, ma irritabile. 

Facilmente ferito, triste, ma rapidamente consolabile, 

Soggetto caratterizzato da grande avidità affettiva, che -si dice in gergo- “migliora con la consolazione”.

Timido, teme il sesso opposto, pudico. 

 

Sintomi Locali

Ha desiderio di bevande e alimenti freddi, avversione per il caldo e il grasso che lo aggravano.

Può avere disturbi gastrici e cefalea dopo aver consumato alimenti grassi. 

Diarrea dopo aver mangiato frutti o alimenti grassi.

 

Dolori che si spostano nel tempo e nello spazio; appaiono bruscamente e scompaiono gradualmente. 

La Febbre di Pulsatilla è accompagnata da brividi e caldo – senza sete, peggiora in una stanza calda. Sudore notturno, spesso unilaterale. 

Raffreddori con brividi, con possibile perdita del gusto e dell’odorato.

 

Congestione venosa delle estremità, mani rosse, cianotiche; varicosità molto evidenti. 

Mestruazioni in ritardo, poco abbondati, brevi e con sangue scuro; flussi intermittenti. 

Mestruazioni molto dolorose dopo la pubertà, dopo un bagno o dopo essersi bagnati i piedi (può divenire amenorrea). 

Leucorrea spessa come latte che peggiora stando sdraiata, non irritante.

 

In Pulsatilla tutti i flussi mucosi sono densi, gialli e non irritanti.

Si addormenta e risveglia difficilmente. Sonnolenza durante il giorno.

 

Quando usiamo Pulsatilla?

Pulsatilla è un farmaco ad azione profonda, che possiamo utilizzare in caso di:

  • disturbi respiratori, raffreddori, tossi allergie;
  • affezioni digestive legate -per lo più- ad assunzione di alimenti grassi;
  • disturbi ginecologici: sindrome premestruale, mestruazioni irregolari, infezioni di varia causa;
  • disturbi circolatori, soprattutto del sistema venoso;
  • in alcuni casi di manifestazione depressive.

 

Se vuoi approfondire ulteriormente l’azione del farmaco omeopatico Pulsatilla clicca QUI.

Ricorda di non assumere mai farmaci unitari omeopatici se non prescritti dal medico o consigliati dal farmacista.

Il farmaco unitario viene prescritto o consigliato sulla base di un accurato interrogatorio omeopatico volto a gerarchizzare i sintomi (ordinarli cioè per importanza) e ad effettuare quella che nel linguaggio medico si chiama diagnosi differenziale (una volta inquadrato il paziente,  capire quale può essere il farmaco più adatto a risolvere una data sintomatologia scegliendo tra una serie di farmaci possibili).

Inoltre, in base al tipo di sintomo (generale, locale o mentale) ed allo scopo che il terapeuta vuole dare al farmaco (sintomatico, di fondo, costituzionale, di drenaggio), è necessario scegliere la giusta potenza del farmaco e la relativa frequenza di somministrazione.

Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio. Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo. Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico. In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista). I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

Kalium Phosphoricum per stanchezza fisica e mentale

Che cos’è  Kalium Phosphoricum?

Chimicamente si tratta di  Fosfato dipotassico, composto che si presenta sotto forma di polvere cristallina bianca.

Proviamo adescrivere il soggetto che necessiterebbe di Kalium Phosphoricum partendo dai:

 

SINTOMI GENERALI

Spesso si tratta di un soggetto giovane, nervoso, di costituzione longilinea, fosforica per l’esattezza.  Molto emotivo, molto sensibile al rumore -che lo fa sussultare- ed al contatto.

Si stanca con facilità, è incline all’insonnia e ai terrori notturni.

Teme la solitudine ed è sensibile alle emozioni piacevoli, che gli danno giovamento.

Freddoloso, è peggiorato dal freddo.
Avverte un aggravamento generale dopo i rapporti sessuali.
Grande deplezione. Debole dopo chemioterapia o chirurgia oncologica.
Soffre di un aggravamento generale durante la notte.

 

SINTOMI MENTALI

E’ presente in questo soggetto una chiara stanchezza mentale a causa della quale diventa irritabile, irrequieto ed ansioso.

E’ ipersensibile a tutti gli stimoli, tanto che spesso sussulta a causa di rumori, anche lievi.
Scoraggiato, si sente incapace di affrontare molte situazioni.

 

SINTOMI LOCALI

Accusa spesso cefalea, sicuramente peggiorata dallo sforzo mentale.

Può presentare gonfiore e sanguinamento delle gengive, specialmente quando la digestione è disturbata. 

Sente un forte desiderio di bevande e cibi freddi, dolci, aceto.
Non digerendo bene soffrirà di flatulenza, si sentirà subito sazio ed accuserà innumerevoli intolleranze alimentari che potranno portare a diarrea, spesso molto maleodorante.

Cattivo odore si può riscontrare anche nelle mestruazioni o nel corso di secrezioni vaginali maleodoranti.

Il soggetto Kalium Phosphoricum può soffrire di artrite, ovviamente migliorata dal movimento e dal calore.

Quando utilizzare Kalium Phosphoricum?

Utilizzeremo  Kalium Phosphoricum per la stanchezza in generale, ma soprattuto quando da questa stanchezza derivino malattie da affaticamento intellettuale, sessuale, nervoso; o anche da problemi e/o dispiaceri.

Utile nella puerpera durante la lattazione.
In caso di esaurimento cerebrale, tristezza e scoraggiamento. 

Ancora utile in caso di ansia costante con apprensione, senza motivo e con terrore notturno.

In soggetti iper-emotivi, che sussultano al minimo rumore.

 

Se vuoi approfondire ulteriormente l’azione di Kalium Phosphoricum clicca QUI

Ricorda di non assumere mai farmaci unitari omeopatici se non prescritti dal medico o consigliati dal farmacista.

Il farmaco unitario viene prescritto o consigliato sulla base di un accurato interrogatorio omeopatico volto a gerarchizzare i sintomi (ordinarli cioè per importanza) e ad effettuare quella che nel linguaggio medico si chiama diagnosi differenziale (una volta inquadrato il paziente,  capire quale può essere il farmaco più adatto a risolvere una data sintomatologia scegliendo tra una serie di farmaci possibili).

Inoltre, in base al tipo di sintomo (generale, locale o mentale) ed allo scopo che il terapeuta vuole dare al farmaco (sintomatico, di fondo, costituzionale, di drenaggio), è necessario scegliere la giusta potenza del farmaco e la relativa frequenza di somministrazione.

 

Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio. Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo. Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico. In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista). I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

 

Combatti la stanchezza con l’Omeopatia

Arriva la Primavera ed arriva la Stanchezza…

Recenti studi dicono che il nostro corpo, per abituarsi all’aumentare delle ore di luce, al cambio da ora solare ad ora legale ed all’innalzamento delle temperature, impieghi  quasi un mese.

In questo tempo il nostro organismo dovrà mettere in atto molti meccanismi di adattamento per trovare un nuovo equilibrio.

In più, in  primavera ritorna la voglia di uscire e di stare all’aria aperta.

Non tutti riescono ad adattarsi velocemente a questi cambiamenti, pertanto, è possibile che per molti questa sia una stagione difficile…

Per alcuni la presenza dei pollini nell’aria, l’arrivo dei conseguenti sintomi allergici e l’ utilizzo del farmaco antistaminico -che ha la sonnolenza come effetto collaterale più famoso- è una vera e propria iattura.

Per altri  la voglia di uscire, rimettersi in forma, di depurarsi, li sottoporrà  ad ulteriori affaticamenti che si uniranno alle  privazioni di cibo in vista del dimagrimento prima dell’estate. 

 

Quali i consigli per vincere la stanchezza?

Sicuramente più che agire direttamente sul sintomo mediante l’utilizzo di un integratore, noi che ci occupiamo di omeopatia suggeriamo sempre di agire sulla causa del malessere, se possibile, rimuovendola.

Diverse sono le cause che portano ad un affaticamento fisico o intellettuale e diverso sarà il modo di reagire di ogni costituzione.

Le costituzioni, secondo una classificazione biochimica-omeopatica, possono essere divise in Carbonica, Sulfurica, Muriatica e Fosforica in relazione all’elemento di cui ogni costituzione soffre il dismetabolismo.

Possiamo dividere poi le costituzioni  in steniche ed asteniche.

Le prime sono la sulfurica e la muriatica, che presentano un’ottima resistenza agli sforzi fisici ed intellettivi nonché alle malattie;

le seconde, la carbonica e la fosforica, saranno quelle che si affaticheranno di più, che si ammaleranno prima e saranno l’oggetto principale del nostro approfondimento.

Le costituzioni “steniche”, il problema della stanchezza, fisica o intellettuale che sia non se lo pongono proprio. Anzi, hanno il problema opposto, cioè di come stancarsi e di come mantenersi impegnati il più possibile per scaricare tutte le energie di cui sono dotati.

Soggetti carbonici e fosforici sono, invece, dei soggetti anergici, soggetti che, per motivi endocrinologi e fisiologici diversi,  avvertono la stanchezza sia fisica che intellettuale, che si ammalano spesso, che soffrono di ricadute continue e che avrebbero bisogno, per riprendersi, di lunghe convalescenze.

Esaminiamo da vicino alcune comuni cause di stanchezza

 

Stanchezza a seguito di accumulo di tossine

Chi non ha mai sentito dopo un pasto particolarmente abbondante uno sfrenato desiderio di fare una pennichella sul divano?

Il fegato è impegnato nello sforzo digestivo, il sangue affluisce dove più necessario ed il cervello va momentaneamente in stand-by.

Più il fegato è intasato, più deve lavorare, più lenta sarà la digestione degli alimenti, meno energia avrò per compiere altri sforzi e dedicarmi ad altre attività.

Inoltre, a causa della lentezza della digestione, alcuni cibi possono andare in contro a fermentazione e dare gonfiore addominale. Ulteriore effetto di un fegato appesantito è poi l’aumento di peso.

Al contrario, un fegato ben drenato sarà occupato in una  digestione meno impegnativa, non si formerà aria nella pancia ed il metabolismo energetico funzionerà meglio e perdendo quei chili di troppo accumulati nel tempo.

 

Stanchezza per dismetabolismi di alcuni elementi o cattiva alimentazione

Secondo caso quello della carenza, del cattivo assorbimento o del dis-metabolismo di alcuni micro-elementi, di alcuni sali o di alcuni composti necessari al nostro organismo, coinvolti magari in meccanismi enzimatici o di metabolismo energetico.

Talvolta tali composti hanno necessità di essere integrati;  talvolta -invece- bisognerà solamente sbloccarne il metabolismo a livello bio-energetico.

 

Breve parentesi sui Farmaci Omeopatici Costituzionali …

Ogni costituzione ha una specie di scala energetica o di salute,  il cui apice è rappresentato dalla costituzione in equilibrio ideale.

Somministrando quello che si chiama “farmaco costituzionale di base” assisterò ad una esaltazione di tutti i punti forti di ciascuna costituzione che troverà -nel suo stato di equilibrio- forza, energia e lucidità (per quanto permessole dalla propria genetica e fisiologia).

Da questa condizione di equilibrio ideale, per i casi della vita, a causa delle malattie, dei traumi, delle intossicazioni, dello stress e di tutto il resto, la costituzione può iniziare a deviare dal proprio stato di equilibrio. Al peggiorare degli insulti esterni la mia situazione di disequilibrio può continuare ad aggravare sempre più. A questi che chiameremo “stati di scompenso” corrisponderanno biochimicamente dis-metabolismi di alcuni elementi.

Parlando ad esempio della famiglia dei fosforici, per quanto già detto, assisteremo ad un dismentabolismo del fosforo e dei suoi sali.

Partendo così da Calcarea fosforica, farmaco di equilibrio della costituzione, a seconda della gravità della situazione dello scompenso, potrò utilizzare altre salificazioni del fosforo:  Magnesia Fosforica nei casi meno gravi, Kalium Phosphoricum nei casi più gravi o addirittura Phosphoricum Acidum in casi di astenia grave o addirittura collasso o esaurimento.

Nei soggetti muriatici,  il farmaco costituzionale di base sarà Natrum Muriaticum che è , tra l’altro, farmaco di astenia, di convalescenza e di demineralizzazione.

Alcune costituzioni, soprattutto quelle longilinee, possono assorbire con difficoltà alcuni alimenti, il che darà luogo ad una conseguente sindrome da malassorbimento, caratterizzata da sintomi tipo celiaca, con crampi, dolori o diarrea e dalla relativa perdita di liquidi. 

In questo caso penseremo a farmaci omeopatici come Aloe, Argentum nitricum, Chamomilla, China, Colocinthys, Croton tiglium, Gelsemium, Magnesia carbonica, Magnesia phosphorica, Podophyllum,

 

Stanchezza per mancanza di sonno.

Dormire bene è sicuramente il primo passo per poter affrontare giornate piene di lavoro e di impegni, ma in alcuni casi ciò risulta estremamente complicato.

Il sonno è una fase attiva della vita durante la quale si ricostituiscono le riserve energetiche, ci si rigenera, si eliminano le sostanze nocive.

L’insonnia implica un’alterazione del ritmo, della quantità e della qualità del sonno, quindi un deficit nel recupero psico-fisico dell’organismo.

L’insonnia può essere secondaria a molteplici cause e spesso è espressione di un disagio psichico e/o fisico, che colpisce adulti, anziani e bambini.

 

Chi soffre di insonnia?

I soggetti Fosforici che hanno nel sistema nervoso uno dei loro punti deboli, ma possono soffrire di insonnia un po’ tutte le altre costituzioni, ognuna per motivi diversi.

INSONNIA LEGATA AD ANSIA E PAURA 

Aconitum napellus è il farmaco del panico notturno che non fa dormire, della paura di morire.

Penseremo a Gelsemium se la persona non riesce a dormire per un’ansia generalizzata, con timori di ricevere brutte notizie, di non dormire, che si alza spesso per urinare.

Stramonium è un rimedio per i bambini che hanno paura del buio.

Causticum è indicato per bambini con enuresi notturna che hanno paura del buio, dei cani e di star soli, che vogliono dormire con i genitori.

 

INSONNIA LEGATA AD ANSIA E STRESS 

Arsenicum album è il farmaco per l’insonnia dell’anziano ansioso ed insicuro, ossessionato dai piccoli dettagli e che non riesce ad addormentarsi se non sente che ogni cosa è a posto.

Bellis perennis nelle persone che tendono a risvegliarsi presto il mattino, rivelando spesso in tal modo uno stato d’ansia e depressione latenti. 

Chamomilla per il bambino ansioso, capriccioso, stressato, che dorme in braccio, ma appena posto in culla si risveglia e piange, oppure non riesce a dormire per eruzioni dentarie o coliche addominali. Per gli adulti che hanno effetti contrari quando assumono farmaci per dormire.

 

INSONNIA LEGATA AD AFFATICAMENTO FISICO E MENTALE 

Alcune volte siamo così stanchi che non riusciamo ad addormentarci. In questo caso potremo prendere in considerazione il farmaco omeopatico Rhus toxicodendron.

Arnica montana è il rimedio indicato nel soggetto che non riesce a dormire per troppa stanchezza, con dolore ai muscoli o alle ossa, a cui il letto che non sembra mai comodo.

Zincum Metallicum è il farmaco indicato nell’insonnia causata da troppo lavoro con eccessiva attività cerebrale; il letto risulta scomodo e fastidioso, le gambe e i piedi sono in continua agitazione.

Cocculus è il classico rimedio delle persone troppo stanche per riuscire a dormire, per chi è costretto a protratte notti in bianco per assistenza a malati o per i viaggiatori colpiti da jet-lag.

Coffea Cruda è il rimedio dell’insonnia dopo una giornata frenetica o con emozioni forti. Il sonno è disturbato dall’ideazione eccessiva.

Nux Vomica è indicata nelle persone iper-reattive, piene di lavoro, che mostrano irritabilità e sonnolenza durante il giorno e insonnia notturna cronica.

 

L’argomento è estremamente delicato e complesso e, quindi, la solita raccomandazione è quella di evitare di provare a fare automedicazione con i farmaci unitari omeopatici perchè troppi sono i fattori e le variabili da prendere in considerazione per scegliere il farmaco giusto.

Più efficace il confronto con uno specialista 😉

Leggi anche: Kalium Phosphoricum per stanchezza fisica e mentale

Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio. Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo. Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico. In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista). I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

Combatti i Sintomi dell’Allergia con l’Omeopatia

E’ arrivato il periodo della fioritura ed aumenta l’esposizione ai pollini

ed iniziano così i sintomi dell’allergia.

 

Che cos’è l’Allergia?

L’allergia è una condizione di ipersensibilità del sistema immunitario di un soggetto che reagisce in maniera anomala producendo anticorpi nei confronti di alcune sostanze considerate dannose, che invece per la maggior parte delle persone risultano -al contrario- innocue.

I tessuti e gli organi coinvolti nelle reazioni allergiche sono le vie aeree inferiori, la pelle, le mucose nasali, gli occhi.

I principali sintomi che possono apparire sono quelli che ogni allergico conosce bene: starnuti, lacrimazioni, cola-naso, pruriti ed in alcuni casi anche crisi asmatiche.

 

Quali sono le terapie tradizionali contro i sintomi dell’allergia? 

Quasi sempre il primo farmaco prescritto dal medico è un Antistaminico di sintesi, tipo Cetirizina, Desloratadina, Oxatomide, Ketotifene …

Nei casi più gravi ed in presenza di asma anche un Anti-leucotrientico, tipo ZAFIRLUKAST, MONTELUKAST, ecc…

Da qualche tempo sono stati introdotti anticorpi monoclonali tipo Omalizumab (Ab Anti IgE) e Dupilumab (Ab Anti IL-4).

 

Quali i principali limiti delle terapie correnti?

L’azione dei farmaci di sintesi è limitata alle ultime fasi della manifestazione allergica.

In buona sostanza i farmaci tradizionali si limitano a controllare la fastidiosa sintomatologia allergica, sopprimendola.

 

Presenza di notevoli  effetti collaterali e controindicazioni

Le controindicazioni più note sono quelle degli Antistaminici “di prima generazione”,  che spingono circa il 25 % di coloro che hanno sintomi allergici ma non hanno alcuna voglia di curarsi con i farmaci tradizionali per paura degli effetti collaterali sono: secchezza delle mucose, sonnolenza, capogiri, nausea e vomito, problemi di minzione, vista annebbiata, senso di confusione. Nei bambini, irrequietezza o cambiamenti d’umore.

 

Insorgenza di fenomeni di tolleranza e di dipendenza. 

Si inizia con l’assunzione di un primo antistaminico, poi si passa ad uno più potente o ad una seconda compressa per tenere a bada tutti i sintomi che aumentano, poi si passa all’anti-leucotrienico e quindi al cortisone per uso sistemico o inalatorio.

 

Inoltre esistono tutta una serie di avvertenze che non possono essere trascurate.

In generale non è consigliabile assumere antistaminici prima di mettersi alla guida o prima di utilizzare macchinari pericolosi. Se il farmaco induce sonnolenza è bene assumerlo prima di coricarsi.

E’ sconsigliato l’utilizzo di farmaci antistaminici:

  • si è incinte o si sta allattando al seno
  • si soffre di un ipertrofia prostatica
  • si soffre di ipertensione o di disturbi cardiovascolari
  • si hanno problemi alla tiroide, ai reni o al fegato
  • si ha a che fare con un’ostruzione della vescica
  • si soffre di glaucoma
  • si assumono alcolici
  • nei bambini di età inferiore ad un anno.

 

C’è poi il problema dell’interazione con altri farmaci

Ad esempio, un medico che prescrive un antistaminico anti-H1 deve valutare la possibile interazione con altri farmaci assunti dal paziente, in particolare con:

  • Farmaci che agiscono a vario titolo sul sistema nervoso (antidepressivi, antipsicotici, miorilassanti, anticonvulsivanti, sedativi,tranquillanti)
  • Antidiabetici orali
  • Alcuni anticoagulanti
  • Broncodilatatori
  • Alcuni antibiotici in particolare  i macrolidi
  • altri farmaci contro il raffreddore

 

 

Allergici si diventa

Allergici in alcuni casi si nasce, in altri casi lo si diventa col tempo. Per tutta una serie di motivi tra cui ad esempio:

1. PREDISPOSIZIONE GENETICA

Si sa che la probabilità di sviluppare allergia per chi non ha genitori allergici è del 15%, per chi ha 1 genitore allergico è del 40-50 %, probabilità che sale al 75% se entrambi i genitori sono allergici. 

2. FATTORI AMBIENTALI

Le allergie sono prevalenti nelle zone sviluppate e più tra le popolazioni cittadine che fra quelle rurali. Anche popolazioni che si spostano da aree sottosviluppate ad aree sviluppate aumentano l’incidenza delle manifestazioni atopiche.

Inquinamento è un altro fattore da tenere in considerazione, nonché l’esposizione ad elevata concentrazione di allergeni (l’habitat ecologico ottimale per l’acaro della polvere si trova con una umidità superiore al 60% e temperature superiori ai 20°, habitat facilmente creato dalle case «sigillate» di oggi con riscaldamenti centralizzati e grande uso di tappeti. Questo ha determinato un aumento della concentrazione di acari di 5 volte).

Dieta: la dieta è la fonte allergenica più importante della prima infanzia. Alcune evidenze epidemiologiche hanno dimostrato un effetto protettivo della Vit C e del consumo di frutta fresca nei confronti  dell’insorgenza dell’atopia.

Infezioni: prove sperimentali suggeriscono che una elevata frequenza di eventi infettivi precoci nella vita possono determinare una regolazione positiva nell’orientare la risposta immunitaria  nella direzione corretta,  non atopica.

Meno infezioni batteriche da piccole, più antibiotici, più allergie!

 

In definitiva sembra che l’occidentalizzazione delle abitudini di vita delle popolazioni determini l’aumento delle malattie allergiche!

 

In buona sostanza:

e, di conseguenza, delle diatesi prevalenti, cioè di quelle tendenze patologiche ereditarie che possono svilupparsi o no in funzione di altri fattori ambientali e comportamentali.

 

Chi sono i soggetti più colpiti dai sintomi dell’allergia?

Dal punto di vista biochimico omeopatico i soggetti maggiormente predisposti alle allergie stagionali sono i soggetti  che tendono più facilmente ad intossicarsi per cui i carbo-sulfurici  per la prevalenza della diatesi psorica ed i muriatico-fosforici per una certa debolezza tubercolinica a beccarsi malattie respiratorie.

 

Come funziona la terapia omeopatica per le allergie?

In omeopatia ci possono essere più approcci da utilizzare, la terapia va come sempre cucita sulla condizione del singolo soggetto.

Avremo terapie che agiscono riequilibrando la fisiologia del terreno immunitario,  terapie drenanti e terapie desensibilizzanti.

In ogni caso una terapia omeopatica sarà composta  di uno o più farmaci di fondo per riequilibrare la costituzione del soggetto allergico e mettere un freno alla tendenza patologica dominante ( ad esempio per la PSORA: Arsenicum album, Sulphur, Psorinum, Calcarea carbonica, … per il TUBERCOLINISMO: Natrum muriaticum, Pulsatilla, Sepia, Silicea, Tuberculinum, …)

e da uno o più farmaci sintomatici da utilizzare in acuto che vadano a coprire la totalità dei sintomi manifestati dal singolo soggetto.

Per esempio:

  • Allium cepa: rinorrea irritante, epifora non irritante.
  • Euphrasia: epifora irritante, rinorrea non irritante.
  • Nux vomica: esordio brutale con brivido, tremore e freddo.
  • Sticta pulmonaria: dolore radice naso, cefalea frontale, non rinorrea.
  • Kalium iodatum: dolore seni frontali, rinorrea.
  • Pulsatilla: rinorrea giallastra, non irritante.
  • Sulphur: sinusite, secrezione nasale purulenta cronica, febbre da fieno, grande sensibilità agli odori.
  • Sulphur iodatum: coriza, febbre da fieno, asma

Ci sono poi rimedi per la risoluzione di sintomatologie locali, come ad esempio, per le congiuntiviti allergiche c’è la possibilità di utilizzare colliri a base di Euphrasia e Chamomilla, oppure in caso di pruriti, eczemi, orticarie pomate a base di  Calendula, Apis,  Cardiospermum, …

 

La terapia omeopatica: caratteristiche, vantaggi e benefici!

La terapia omeopatica per le allergie è una terapia ad alta diluizione, basata sulla legge di similitudine, che agisce modulando la risposta immunitaria agli stimoli esterni, drenando le tossine in eccesso, desensibilizzando il nostro organismo agli allergeni più comuni (acari, pollini, peli del gatto ed altri tipi di tossine). Può essere utilizzata sia in prevenzione che in acuto.

Ha per questi motivi molti vantaggi tra cui: nessun effetto collaterale, può essere assunta contemporaneamente ai farmaci tradizionali di sintesi, può coprire copre la totalità dei sintomi allergici a seconda dei farmaci che utilizzo, non intossica e non dà luogo a soppressioni. E’, inoltre, adatta a tutte le età!
La terapia presenta numerosi benefici. Mi piace evidenziarne alcuni che si riferiscono a tre esigenze diverse:
  1. potrai affrontare serenamente il periodo delle fioriture, senza soffrire e senza privarti delle classiche scampagnate fuori-porta per paura dell’arrivo delle crisi allergiche;
  2. potrai coprire la totalità dei sintomi che -sicuramente-  con un unica compressa di l’antistaminico non coprivi,
  3. ma, il più importante, non ti limiterai a tamponare o sopprimere i sintomi fastidiosi, ma riporterai nel tempo il tuo organismo nella condizione iniziale di salute!

 

Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio. Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo. Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico. In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista). I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

Quanti Farmaci Omeopatici si possono assumere giornalmente?

In linea generale possiamo dire che finché l’azione del farmaco non si è conclusa, è bene non assumere un altro farmaco omeopatico.

Capire quando questo accade non è semplicissimo e richiede un po’ di esperienza e di dimestichezza con l’assunzione di farmaci omeopatici.

 

Partiamo dalle diverse diluizioni dei farmaci omeopatici

  • I farmaci in diluizione decimale  (D o DH) hanno una azione breve, che si esaurisce in poco tempo, diciamo in 15- 20 minuti. Pertanto potranno essere somministrati da 2-3 a più volte nell’arco della stessa giornata (8-10).
  • Farmaci a bassa diluizione (dove qui per bassa diluizione intendiamo fino alla 6-7 CH o C) hanno una durata d’azione di circa un’ora pertanto si possono assumere da tre a più volte al dì.
  • Farmaci a diluizione media (9-30 CH) possono avere una azione che dura da qualche ora ad un giorno intero (ma, talvolta anche più). La 9 CH 3-4 volte al dì, al 15CH un paio di volte e la 30CH una sola volta al giorno.
  • Farmaci ad alta diluizione (dalla 200 CH in poi) possono avere un effetto che persiste anche di un paio di settimane.

 

Questa distinzione viene fatta a solo scopo esemplificativo, ma, in realtà, viene influenzata da tutta una serie di fattori tra cui:

  • Malattia acuta o cronica: in acuto la somministrazione del farmaco va ripetuta più spesso in funzione della gravità della malattia;
  • Origine del farmaco: Vegetale, animale o Minerale (farmaci di provenienza minerale hanno mediamente una azione più lunga rispetto agli altri due).
  • Reattività e costituzione del paziente: alcune costituzioni vanno bombardate di farmaci per ottenere un’azione terapeutica, mente altre più sensibili sono più reattive.

 

 

Le scuole

In più c’è anche la questione della scuola omeopatica di appartenenza del terapeuta. 

Ci saranno gli unicisti più intransigenti che faranno assumere ai pazienti un solo farmaco per volta. Nel caso in cui sia necessario intervenire in acuto il farmaco di base viene fatto sospendere al paziente.

Ci sono i pluralisti per i quali sarà possibile prescrivere -se necessario- fino a due tre farmaci al dì.

I Complessisiti e gli Omotossicologi che prescrivono uno o più farmaci complessi anche nell’arco della stessa giornata da assumere o in momenti diversi o addirittura mescolati insieme in veri e propri cocktail.

Poi ci sono i Costituzionalisti che una volta inquadrato costituzionalemtne il soggetto, possono agire o prescrivendo un solo farmaco come gli unicisti, più farmaci coerenti tra oro come i pluralisti, ma anche abbinando alle terapie di base farmaci complessi per patologie acute o per accompagnamento in malattie cronico-degenerative.

 

In linea di principio, nell’arco di una stessa giornata non bisognerebbe assumere più farmaci omeopatici a diluizione media o alta per evitare interferenza tra gli stessi.

 

Ci possono essere dei casi in cui il terapeuta ritenga che un singolo farmaco non sia in grado di coprire la totalità della sintomatologia mostrata dal paziente ed allora può, nell’arco di una stessa giornata, prescrivere più farmaci contemporaneamente.

Può essere possibile abbinare nella stessa giornata farmaci a diluizione molto diversa tra loro nel caso in cui alla terapia “di fondo” sia necessario abbinare una terapia sintomatica per un disturbo acuto sopravvenuto.

In ogni caso è sempre buona abitudine consultare il proprio terapeuta per chiedere ulteriori delucidazioni caso per caso.

 

Farmaci Incompatibili ed Antidoti

Esiste poi il problema delle incompatibilità tra alcuni farmaci (ad esempio Ignatia Amara e Nux Vomica) e dell’effetto antidoto che alcuni farmaci hanno su altri (es. Aconitum su Belladonna o Camphora su tutti).

 

 

Riassumiamo

Alcuni fattori che  possono determinare la frequenza di somministrazione di un farmaco omeopatico sono:

Potenza del farmaco: maggiore la potenza del farmaco, minore deve essere la frequenza di somministrazione;

Scopo del farmaco: il farmaco costituzionale (quasi sempre ad alta potenza) andrà prescritto con frequenza minore, invece farmaci prescritti ad uso terapeutico andranno prescritto con maggiore frequenza);

Rapidità con cui il farmaco viene consumato dall’organismo: alcuni farmaci vengono “bruciati” più velocemente dalla malattia rispetto altri. Ci saranno poi alcuni farmaci ad azione più rapida (come ad esempio Belladonna, Aconitum, Arsenicum Album, ..) ed altri farmaci ad azione più lenta (come Lycopodium, Thuja, …) . I Nosodi sono farmaci lenti eper eccellenza e ad azione molto profonda;

Costituzione del paziente:  i soggetti fosforici che sono ipersensibili dovranno assumere i farmaci con una frequenza minore rispetto agli ipo-sensibili carbonici;

Forza Vitale del paziente: più è alta la forza vitale o la reattività del paziente, maggiore deve essere la frequenza di somministrazione. Minore la  forza vitale, minore la frequenza di somministrazione;

Virulenza della malattia:  nel corso di malattie acute con esordio improvviso si preferirà una frequenza di somministrazione maggiore rispetto  ad una malattia più lenta con un esordio progressivo;

 

In generale, Situazioni acute  richiederanno maggiore frequenza di somministrazione rispetto alle croniche.

In caso di fattori che impediscono la cura, i farmaci vanno assunti più di frequente. Ad esempio in caso di contemporanea somministrazione di farmaci allopatici o in caso di impossibilità di eliminare la causa esterna della malattia (un capo insopportabile, un marito rompiscatole …).

 

 

Per curare per curarsi con l’omeopatia diceva il mio maestro, sono necessarie:

•una Buona conoscenza della Patologia e della Clinica

•una Buona conoscenza della Materia Medica Omeopatica

•una Diagnosi Clinica

•una Diagnosi Costituzionale

•una Diagnosi Diatesica

•un Metodo per un Consiglio Efficace per favorire l’Aderenza alla Terapia.

 

Anche in questo caso, è evidente, che è  impossibile fare automedicazione con l’Omeopatia. Le conoscenze richieste,  le nozioni provenienti dalla pratica clinica e i diversi tipi di variabili da prendere in considerazione sono troppe per i non addetti ai lavori ed è altissima la probabilità di fare un buco nell’acqua e che poi si dia la colpa all’ “Omeopatia-che non funziona!”

 

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