Dr. Dario Dinoi Posts

Vaccini Omeopatia e CoViD-19

Anche in Italia è finalmente iniziata la vaccinazione contro il CoViD-19.

Il Ministero della Salute ha dettato, per ora,  un ordine di vaccinazione legato in parte al rischio professionale ed in parte al rischio di mortalità.

Sembra che all’arrivo di nuove dosi  cambierà il criterio e la vaccinazione procederà favorendo i soggetti più fragili.

Nel frattempo non facciamoci trovare impreparati.

 

Chi si cura con l’Omeopatia non deve per forza appartenere alle schiere dei No-VAX.

Nell’ambito di un approccio integrato, è possibile sicuramente prendere il buono di entrambi gli approcci.

 

Il vaccino tradizionale, di qualsiasi tipo, è stata una grande scoperta della medicina moderna e ha salvato finora la vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Come tutti i farmaci, può avere qualche effetto collaterale che tende a manifestarsi soprattuto in alcune classi di soggetti, quelli che, nelle costituzioni omeopatiche, vengono classificati come carbonici.  O comunque soggetti in cui la diatesi sicotica (la tendenza ad accumulare) sia predominante.

Chi sono? Si tratta per lo più di soggetti brevilinei (non troppo alti e rotondetti), che, per cause genetiche o per tendenze patologiche, hanno più difficoltà a buttare fuori scorie di qualsiasi tipo e tendono ad accumularle anziché espellerle.

 

Come limitare i possibili effetti indesiderati di una vaccinazione?

Subito prima e subito dopo una vaccinazione  è necessario  potenziare la Psora (l’eliminazione delle tossine attraverso pelle e mucose dell’organismo) e prevenire  la Sicosi (l’accumulo delle stesse tossine che non siamo riusciti ad espellere).

 

Esistono diversi metodi ed approcci per fare questa operazione che in Omeopatia prende il nome di Drenaggio delle tossine.

Chi è in cura presso un omeopata, può tranquillamente rivolgersi al proprio medico che  prescriverà uno o più farmaci unitari personalizzati.

 

Uno dei farmaci conosciuto ai più è sicuramente Sulfur che spesso viene definito come  “centrifuga delle tossine”. E’ un farmaco psorico molto potente, di costituzione sulfurica. La sua azione è molto profonda, per cui se ne consiglia l’assunzione partendo da basse potenze per poi, se necessario,  passare a potenze superiori.

Per quel che riguarda la tendenza all’accumulo (Sicosi) , il farmaco anti-sicotico per eccellenza è  Thuya, un farmaco molto profondo, che andrebbe utilizzato con cautela all’inizio, soprattutto in soggetti non drenati.

Potenze e Posologie dovrebbero essere prescritti dal terapeuta sulla base del soggetto che ha di fronte, così come, tra l’altro,  un vaccino andrebbe sempre prescritto dal medico secondo un rapporto Rischio/Beneficio.

 

In clima di pandemia, in cui si procede a vaccinazioni di massa, è necessario dare anche un Protocollo di Drenaggio di massa.

 

Trattandosi di un protocollo e dovendo andare bene per i più, non può essere a base di farmaci unitari la cui potenza andrebbe prescritta dal medico o dal farmacista dopo una attento interrogatorio.

Potenze troppo alte, data la profondità di azione dei farmaci in questione, potrebbero dare in soggetti non drenati forme di aggravamento importanti.

Potenze troppo basse potrebbero, in alcuni soggetti, non essere sufficenti a stimolare l’organismo a buttare fuori tutte le tossine.

C’è poi il problema della scelta dei farmaci. E’ vero che  Sulfur e Thuya a bassa diluizione funzionano su molti soggetti, ma è pur vero che  su alcuni soggetti, in casi specifici,  potrebbero funzionare meglio Silicea o Alumina o Mercurius o Plumbum o altro.

 

Lo scopo di un drenaggio è quello  di  lavorare in profondità e andare a ripulire la matrice extracellulare (lo spazio tra cellula e cellula dove si depositano scorie e tossine).

L’utilizzo di uno o più  farmaci complessi:

  • Aiuta l’azione drenante grazie all’ insieme di farmaci coadiuvanti contenuti all’interno dello stesso (oltre al farmaco di base);
  • Agisce su più apparati, attivando vie di escrezione secondarie, ripulendo quelle intasate e stimolando quelle rallentate, rafforzando l’azione diatesica dei farmaci principali;
  • Non produce aggravamenti;
  • Ha una posologia standard uguale per tutti i soggetti.

 

Ho scelto per me  e per i miei collaboratori un PROTOCOLLO di DISINTOSSICAZIONE basato su farmaci complessi che possa effettuare contemporaneamente

  • un drenaggio della matrice extracellulare (dove si depositano la maggior parte delle tossine) ed
  • un potenziamento delle vie di escrezione principali (fegato, reni, pelle, intestino e polmoni).
  • un sostegno al circolo linfatico nel quale le scorie verranno incanalate prima di essere accompagnate fuori dal nostro organismo dagli organi emuntori.

 

 

Le gocce possono essere assunte direttamente in bocca o diluite in un bicchiere con un po’ d’acqua naturale. I  farmaci possono essere assunti anche contemporaneamente nello stesso bicchiere.

Molto comoda è anche l’assunzione di complessi contenenti farmaci a potenze crescenti ( Cure) in modo da evitare potenziali effetti collaterali e facilitare la modalità di assunzione da parte dei pazienti.

Far sciogliere il contenuto della capsula direttamente sotto la lingua, a partire da una settimana prima della prima dose. Completare, di seguito l’intera confezione costituita da 30 capsule.

 

Per chi volesse invece utilizzare in ogni caso l’Approccio con Medicinali UNITARI in granuli, suggerisco l’assunzione di:

  • Sulfur

  • Thuya

da assumere uno la mattina ed uno la sera, a partire da tre giorni prima della vaccinazione. Si  continua per almeno i 5 giorni successivi. Potenza e posologia esatta andranno scelti dall’omeopata.

Il protocollo deve essere ripetuto normalmente sia per la prima che per la seconda dose del vaccino.

Per la prevenzione di possibili effetti collaterali del vaccino legati a problemi circolatori (che si presentano solo ad alcuni),

l’omeopatia ha individuato in Bothrops Lanceolatus il farmaco efficace sia nelle patologie conseguenti a trombofilia (quali trombosi vascolari, flebiti, coronaropatie e infarti del miocardio),  sia in quelle conseguenti a ipocoagulabilità (quali emorragie inarrestabili, epistassi, ecchimosi, edemi, emorragie cerebrali  e altre).

Il farmaco Bothrops va assunto per alla posologia di 3 granuli al dì, da sciogliere sotto la lingua a bocca pulita, per circa 5 giorni prima e  giorni dopo la somministrazione di ciascuna dose del vaccino.

Trattandosi di un farmaco che influisce sulla coagulazione, è necessario consultare il proprio medico omeopata prima della assunzione, per essere sicuri che non ci siano interazioni con altre terapie in atto, sia omeoaptiche che allopatiche.

Bothrops può essere assunto negli stessi giorni un cui si esegue la terapia drenante.

Per la sintomatologia collaterale simil influenzale spesso provocata dall’inoculazione della prima o della seconda dose del vaccino (dolori alle ossa, febbre, rinite o altro)

consiglio l’assunzione di un farmaco omeopatico complesso che contenga i principali farmaci utilizzati per la febbre (aconitum, belladonna, gelsemium, ferruminatore phosphoricum, bryonia… ), alla posologia di 1 compressa   3 volte al dì +  in acuto  una compressa ogni 15 minuti fino a miglioramento dei sintomi .

 

 Per la prevenzione del CoViD-19,

nel frattempo che verranno distribuite in tutto il Paese le nuove dosi, è sempre raccomandata l’assunzone di Arsenicum Album 30 CH alla posologia 3 granuli al giorno per 3 giorni al mese.

Questo tipo di protocollo, applicato a tappeto, ha permesso allo stato indiano del Kerala di avere solo una trentina di morti su 35 milioni di abitanti e il loro Ministro della Salute è stato insignito della Menzione d’Onore dell’ONU… in Italia le cose sono andate diversamente.

 

Leggi anche:

La Migliore Prevenzione è l’Omeopatia Costituzionale

 

 

Questo contenuto è edito solo a scopo divulgativo e non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il tuo medico curante o specialista di riferimento. Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.
Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio:Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo.Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico.In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista).I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

 

 

 

 

 

 

 

La Migliore Prevenzione è l’Omeopatia Costituzionale

Partiamo dalle premesse, ma  senza prenderla troppo per le lunghe.

 

L’Omeopatia cura il soggetto e non il sintomo.

Diciamo anche che un individuo si ammala più facilmente se la propria costituzione non è in equilibrio.

Che significa?

Significa che le diverse diatesi (psorica, sicotica, luesinica e tubercolinica) sono squilibrate. Una o più diatesi possono squilibrarsi anche contemporaneamente.

Ogni costituzione ha una prevalenza diatesica.

Vuol dire che in ogni costituzione le diatesi si presentano in un determinato ordine di prevalenza.

Così, ad esempio, nei soggetti sulfurici dopo una lunga fase psorica, si innesta quasi immediatamente la diatesi luesinica. Nei carbonici invece dopo una breve fase psorica, si innesta subito una fase sicotica.

Nelle costituzioni longilinee, fase psorica e tubercolinica quasi coesistono. Successivamente intervengono sicosi e luesinismo.

 

Fatta questa premessa, torniamo al discorso della prevenzione e facciamo alcuni esempi classici di “ostinazione allopatica”.

La medicina ufficiale, spesso continua a prendersela con il singolo batterio o con il virus, invece di porre attenzione al terreno in cui batteri e virus trovano facile impiantarsi e proliferare.

Vogliamo continuare a fare la guerra a virus e batteri, o non è forse più semplice riequilibrare il terreno in cui il virus o il batterio prolifera?

Nel caso in cui invece decidessimo di intraprendere la via dell’eradicazione del batterio, la strada parte in salita.

Sono all’ordine del giorno gli insuccessi nel campo della medicina tradizionale quando ci si mette a combattere contro Candida Albicans o contro il famigerato Helicobacter Pylori, batterio a cui viene data la colpa di tante ulcere gastroduodenali.

Spesso e volentieri, dopo terapie antibiotiche o antimicotiche durate mesi, dopo una parziale fase di “debellamento” in cui il batterio sembra essere scomparso, si assiste in pochissimo tempo ad una nuova infezione e, ovviamente, ad un ripresentarsi del quadro clinico – sintomatologico che invece il povero paziente sperava di aver dimenticato per sempre.

 

Mi rendo conto, quando parlo con i miei pazienti in farmacia, che il solo concetto di riequilibrare il terreno possa apparire una cosa lunga.

In un mondo in cui tutti vogliono tutto e subito, la sola parola riequilibrare, porta con sé l’intrinseca immagine del tempo che passa.

 

In realtà, a fare due-tre cicli di antibiotici non è che ci voglia meno tempo o la spesa sia inferiore, ma la guerra, mi rendo conto, è  da combattere, più che altro, sul piano culturale.

 

Volendo fare un altro clamoroso esempio di insuccesso nel campo della medicina tradizionale, potremmo parlare della Candida. Decine di migliaia di donne continuano a combattere con questo fungo a suon di capsule, ovuli, lavande, bustine e quant’altro e continuano a rimanere frustrate nei risultati a causa del continuo ripresentarsi dei fastidiosissimi sintomi.

La cosa simpatica è che una pratica semplicissima come quella dell’alcalinizzazione sistemica (pratica di cui parlano ormai anche le riviste di salute di terza categoria) che permette spesso un rapido miglioramento del quadro generale dell’individuo e dei sintomi della candidosi, rimane pressoché sconosciuta alla medicina ufficiale.

 

Torniamo al nostro discorso su costituzioni e diatesi.

Qual è il processo da compiere, dal punto di vista del terapeuta, per curare una malattia recidivante ?

Individuiamo per semplicità un percorso mentale:

  1. Individuazione della Costituzione del soggetto
  2. e  della Diagnosi clinica
  3. Inquadramento della Diagnosi all’interno di una delle Diatesi (Diatesi=Tendenza ad ammalarsi= Forza Energetica Fisio Patolgica = Miasma)
  4. Inquadramento della Diatesi all’interno della Costituzione (è una diatesi dominante o secondaria?)
  5. Individuazione del grado di scompenso costituzionale (quanto lontani ci troviamo dallo stato di equilibrio costituzionale o dal medicinale costituzionale di base).

 

Scopo del gioco è riequilibrare tutte le diatesi squilibrate e, contemporaneamente, attraverso l’utilizzo dei medicinali costituzionali intermedi, giungere finalmente al medicinale costituzionale di base.

Quando abbiamo riequilibrato tutte le diatesi, partendo dalla più grave per arrivare alla meno grave, utilizziamo il nosode relativo ad ogni diatesi per evitare che lo squilibrio si ripresenti nel tempo.

Ultimo passo è l’utilizzo del medicinale costituzionale di base per esaltare tutte le funzioni della costituzione.

 

Questo percorso, che qui è stato descritto per fasi, in realtà nella pratica clinica è più confuso.

Questo rimane uno schema teorico che va rispettato per avere una specie di paradigma da seguire, ma è chiaro che i diversi farmaci andranno prescritti o consigliati sulla base dei sintomi mostrati dal paziente.

 

Diciamo quindi che la prevenzione migliore, la più specifica, quella su misura, si fa con i medicinali della costituzione.

 

Detto questo, ricordiamo che esiste poi una prevenzione aspecifica che è quella che si fa, spesso a ridosso o durante la stagione invernale, utilizzando farmaci quali Infuenzinum o Anas Barbariae. Si chiama aspecifica perchè va bene per tutti.

Funziona e va bene finché i farmaci si assumono, ma la protezione decresce al diminuire delle somministrazioni.

Niente vieta di poter fare contemporaneamente le due cose, cioè fare una prevenzione a-specifica, andando nel frattempo a riequilibrare le diverse diatesi.

Tutto chiaro, no?

 

 

 

 

Di Che “Costituzione” Sei? E soprattutto… Perchè Faresti Meglio a Saperlo?

Che significa Carbonico o Sulfurico?

Chi sono i soggetti che si ammalano di più?

Chi sono quelli che ingrassano prima?

Chi sono quelli a cui viene l’allergia?

Che cos’è il modello “costituzionale”?

Come può essere utile nella pratica in Farmacia? 

E nel consiglio del farmaco omeopatico? 

 

Le risposte a queste e a tante altre domande Domenica 31 Marzo a Taranto durante il seminario “OMEOPATIA FACILE – tutto quello che un farmacista deve sapere” il primo corso di alfabetizzazione omeopatica per farmacisti tenuto da un farmacista che lavora in farmacia ed interamente costruito per lavoro del farmacista in farmacia.

Che cosa accade invece normalmente? I medici fanno da relatori ai farmacisti. Peccato che facciano un lavoro diverso, con modi, tempi e finalità diverse (mai visti medici frequentare corsi tenuti da farmacisti).

Il risultato? Torni a casa,  o meglio in farmacia, e non sai da dove iniziare. Credi di poter fare il lavoro del medico, ma non ne hai né i titoli, né le competenze. Quindi decidi che il consiglio dell’omeopatia in farmacia è troppo difficile e lasci perdere.

In realtà è solo questione di metodo didattico: solo uno che fa il tuo stesso lavoro e che ha fatto prima di te lo stesso percorso formativo può farti risparmiare tempo e denaro.  Tutto il tempo e il denaro che ha già investito lui prima di te.

Con la grande differenza che eviti anni ed anni di tentativi, frustrazioni, improvvisazioni e quant’altro e prendi una scorciatoia formativa di oltre dieci anni…

Nel corso del primo incontro parleremo di Allergie Stagionali e Dimagrimento e scopriremo che cosa hanno in comune.

Clicca qui per leggere maggiori informazioni sul percorso formativo, scaricare il  Programma Completo – OF ed il Modulo Iscrizione OF.

 

Per scoprire di che costituzione sei e per approfittare delle condizioni promozionali… ISCRIVITI ORA 

ad OMEOPATIA FACILE – tutto quello che un Farmacista deve sapere

 

Ti aspetto a Taranto Domenica 31 Marzo

Dario 

 

P.S. Venerdì 22 Marzo scadono le iscrizioni a Prezzo Promozionale: approfitta della convenzione AGISELF:  ISCRIVITI ORA

 

Come l’Omeopatia Cura il Mal di Testa

Soffri di mal di testa da anni?

E’ così forte che ti rende impossibile continuare le tue normali attività?

Finora le hai provate tutte, ma senza grossi risultati?

Sei costretto a bombardarti di farmaci e tu e il tuo stomaco non ne potete più?

Se rientri in questa categoria di soggetti, non ti preoccupare, sei in buona compagnia. Quella che ho descritto sopra è una condizione più che normale, della quale soffrono più o meno stabilmente milioni di italiani e miliardi di persone nel mondo.

Il mal di testa è una delle condizioni più diffuse e più sottovalutate al mondo. E’ una delle principali cause di sofferenza, di assenteismo e di scarsa produttività.

Viene studiato si, ma non quanto altre patologie , perché, fondamentalmente, di mal di testa si soffre… ma non si muore!

Ho scoperto che coloro che soffrono di mal di testa, non trovando spesso giovamento con rimedi di medicina tradizionale, sono aperti alla ricerca di rimedi e cure non convenzionali. Spesso, anche troppo non convenzionali. Per cui, conoscendo i risultati che può avere l’omeopatia a breve o al lungo termine mi sono subito messo a scrivere.

Se ti senti già ferrato sui termini e hai una diagnosi specialistica, puoi saltare la  PARTE PRIMA, scorrere verso il basso le righe  e leggere direttamente la PARTE SECONDA, più strettamente legata all’aiuto dell’omeopatia.

Se invece hai necessità di capire a quale tipologia fa capo il tuo mal di testa e inquadrare meglio il tuo disturbo, ti consiglio di leggere attentamente fin dalle prossime righe.

 

PARTE PRIMA:

Capiamoci prima sui termini…

Con l’espressione “disturbi cefalalgici” indichiamo varie forme di mal di testa, problemi molto comuni del sistema nervoso, diffusi tra tutte le  popolazioni della Terra.

Il “mal di testa” è una situazione dolorosa e invalidante, tipica di un numero relativamente limitato di disturbi cefalalgici che chiameremo primari, anche se può verificarsi come una forma secondaria ad un numero considerevole di altre condizioni.

Il termine “emicrania” indica un dolore che colpisce metà del capo, fortissimo, ricorrente e spesso pulsante. Gli attacchi possono essere preceduti dalla cosiddetta “aura”, un insieme di fenomeni visivi e sensitivi che ne precedono l’inizio.

Esiste una sorta di classificazione dei disturbi cefalagici condotta e costantemente aggiornata dall’International Headache Society, una organizzazione professionistica che da anni si dedica allo studio di questa patologia.

In questa classificazione i disturbi vengono divisi in gruppi principali, ciascuno dei quali viene successivamente suddiviso nei vari tipi di mal di testa, da cui derivano altri sottotipi.

 

Cefalee Primarie

  • Emicrania
  • Cefalea di tipo tensivo
  • Cefalea a grappolo e altre cefalalgie autonomie-trigeminali
  • Altre cefalee primarie

 

Cefalee Secondarie

  • Cefalea attribuita a trauma cranico e/o cervicale
  • Cefalea attribuita a disturbi vascolari cronici o cervicali
  • Cefalea attribuita a disturbi intracranici non vascolari
  • Cefalea attribuita all’uso di una sostanza o alla sua sospensione
  • Cefalea attribuita ad infezione
  • Cefalea attribuita a disturbi dell’omeostasi
  • Cefalea o dolore facciale attribuito a disturbi di: cranio, collo, occhi, naso, orecchie, seni paranasali, denti, bocca o altre strutture della faccia o del cranio
  • Cefalea attribuita a disturbo psichiatrico

 

Nevralgie craniche e dolore facciale di origine centrale e/o primario e altre cefalee

  • Nevralgie craniche e dolore facciale di origine centrale
  • Altre cefalee, nevralgie craniche, dolori facciali origine centrale o primari

 

Chi è che soffre di Mal di Testa?

I disturbi cefalalgici nel loro insieme risultano ampiamente diffusi, colpendo persone di tutte le età, razze, aree geografiche e classi economiche.

I mal di testa più comuni risultano essere:

  • la cefalea di tipo tensivo
  • l’emicrania
  • la cefalea a grappolo
  • le cosiddette sindromi da cefalea cronica giornaliera

L’emicrania è la forma di mal di testa più studiata, colpisce circa l11% della popolazione adulta e le donne tre volte più degli uomini. Vengono colpiti meno anziani e bambini.

La cefalea di tipo tensivo è la prevalente e colpisce, nei Paesi sviluppati, il 66 % degli uomini e il 80% delle donne.

La cefalea cronica giornaliera è la più debilitante e colpisce intorno al 5% della popolazione.

In realtà, lo sforzo per fronteggiare e convivere con un mal di testa di tipo cronico può anche predisporre l’individuo ad altre malattie, tipo la depressione, che è tre volte più diffusa tra chi soffre di mal di testa cronico che tra i sani.

 

Quali sono le Cause e Fattori Scatenanti?

Difficile trovare la causa di molti disturbi cefalagici. In alcuni casi si può trattare di eventi o comportamenti lampanti, in altri casi ci possono essere cause genetiche o ambientali o, più spesso, un mix di tutto quanto. 

La medicina tradizionale in questo caso non è troppo d’aiuto.

La medicina omeopatica trova una chiara risposta nel modello costituzionale dei diversi individui. Ogni individuo tenderà a soffrire di un determinato tipo di mal di testa in funzione della propria costituzione e quindi delle proprie tendenze patologiche (vedi dopo).

 

Esaminiamo più approfonditamente le diverse forme di mal di testa.

L’emicrania

E’ un disturbo cefalalgico primario, quasi certamente su base genetica, anche se fattori ambientali e stile di vita svolgono un ruolo significativo.

L’emicrania è un disordine neuro-vascolare, il cui primo stadio sarebbe rappresentato da un’alterata trasmissione neuronale  a livello delle strutture cerebrali.

L’aura emicranica è stato ipotizzato sia dovuta  ad una depressione della attività elettrica della corteccia cerebrale associata ad una riduzione flusso del sangue.

L’emicrania può presentarsi in due sottotipi:

  • emicrania senza aura
  • emicrania con aura

Uno stesso paziente può presentare entrambi questi sottotipi.

L’aura che precede la cefalea consiste in uno o più sintomi neurologici che si sviluppano gradatamente nell’arco di un periodo di tempo tra 5 e 60 minuti e che provocano:

  • disturbi visivi (cecità di metà del campo visivo, ridotta visione all’interno del campo visivo, …),
  • disturbi sensoriali (alterazioni della sensibilità di una mano, di un braccio o della faccia),
  • disturbi nella produzione del linguaggio.

 

Quali sono i principali Sintomi dell’Emicrania?

Le persone che soffrono di emicrania descrivono ripetuti attacchi invalidanti, i cui sintomi principali sono mal di testa e nausea. Altri sintomi possono essere vomito e/o intolleranza alla luce e/o al rumore.

Il mal di testa è solitamente di intensità moderata o severa, localizzato solo su un lato della testa e/o pulsante e peggiorato dallo svolgimento delle attività fisiche ordinarie. Dura per ore, ma può protrarsi anche per due tre giorni.

La frequenza degli attacchi è mediamente uno o due al mese e nel periodo tra un attacco e l’altro non si manifestano particolari sintomi.

Nei bambini, gli attacchi tendono ad essere di durata inferiore, più comunemente bilaterali e con sintomi gastro intestinali più pronunciati.

 

Chi soffre di Emicrania?

L’emicrania inizia di solito durante la pubertà, ma tende ad affliggere persone tra i 35 e i 45 anni. Le donne sono colpite tre volte più degli uomini a causa del sommarsi di fattori ormonali.

 

Quali i Fattori Predisponenti e Scatenanti per l’Emicrania?

I fattori predisponenti possono essere:

  • stanchezza
  • ansia
  • stress
  • fattori ormonali (per le donne: ciclo mestruale/gravidanza/menopausa).

 

I fattori scatenanti possono essere:

Alimentazione

  • alcool
  • aspartame
  • glutammato mono-sodico
  • sospensione del consumo di caffeina
  • dididratazione
  • fame o insufficienza di cibo relativamente al proprio fabbisogno nutritivo (vedi adolescenti)

Sonno (mancanza o eccesso)

Stile di Vita

  • esercizio fisico intenso
  • viaggi attraverso molti fusi orari

Fattori Ambientali

  • luci troppo luminose
  • profumi o odori intensi
  • cambiamenti meterologici

Fattori psicologici

  • sconvolgimento emotivo
  • rilassamento dopo un periodo stressante

Fattori ormonali (per le donne)

  • ciclo mestruale
  • sospensione della contraccezione ormonale
  • interruzione della terapia ormonale sostitutiva

 

Cefalea di tipo tensivo

Quali le Cause?

Di origine tipicamente muscolare, potrebbe essere correlata anche a problemi muscolo scheletrici localizzati nella regione del collo o ad altri fattori quali la tensione emotiva o fisica in generale.

Può essere cronica o episodica (a sua volta sporadica o frequente).

 

Quali i Sintomi?

Il mal di testa è solitamente lieve o moderato, generalizzato o spostato su un lato e spesso descritto come una morsa intorno alla testa, che diffonde spesso verso o dal collo.

La cefalea di tipo tensiva episodica-frequente si presenta, al pari dell’emicrania in ricorrenti episodi che durano da poche ore a qualche giorno.

 

Chi Colpisce?

Questo tipo di cefalea più iniziare nell’adolescenza e raggiungere il picco nei trentenni. Colpisce per lo più le donne.

 

Fattori Scatenanti

  • Stress
  • Ansia
  • Depressione
  • Tensione muscolare (errata postura e disfunzione oro-mandibolare)

 

La Cefalea a Grappolo

Quali le Cause?

Sembra che gli attacchi si associno ad una attivazione della sostanza grigia dell’ipotalamo posteriore.

Può essere episodica o cronica.

 

Quali i Sintomi?

La cefalea a grappolo si manifesta come strettamente monolaterale, di intensità severa, con un dolore atroce intorno all’occhio; si ripete frequentemente, una o più volte al giorno, soprattutto di notte, è di durata breve (da 30 a 60 minuti). Si presenta con segni caratteristici che compromettono la stessa parte del corpo tra cui: l’occhio arrossato e lacrimante, narice chiusa o che cola muco, abbassamento della palpebra,  spiccata agitazione (il paziente non può rimanere a letto).

La cefalea a grappolo episodica si verifica con attacchi che si manifestano in periodi denominati “grappoli”, tipicamente della durata di 6-12 settimane, una volta all’anno o ogni due anni, indicativamente sempre nello stesso periodo o intervallati da una fase di remissione che può durare mesi o anni.

Chi Colpisce?

Colpisce per lo più adulti tra i 20 e 40 anni ed affligge per lo più uomini.

 

Fattori scatenanti

  • Alcool
  • Istamina
  • Nitroglicerina

 

Cefalea da abuso di farmaci

Quali le Cause?

La causa sembrerebbe un utilizzo cronico ed eccessivo di farmaci per il trattamento del mal di testa. Tutti questi farmaci, se utilizzati in eccesso, portano a questa situazione, con un meccanismo d’azione non chiaro. Tra i fattori di rischio ci sono la frequenza, la regolarità e la durata di assunzione del farmaco. Bassi dosaggi giornalieri presentano un rischio maggiore di sviluppare tale complicazione rispetto a dosi settimanali più elevate.

Quali i Sintomi?

Tale cefalea è opprimente e persistente e si sviluppa spesso al risveglio o durante la mattina (sintomo tipico di tutti gli intossicati).

All’inizio è peggiorata dai tentativi di interruzione del trattamento. Successivamente alla sospensione del farmaco, i sintomi spariscono in due mesi.

Può accadere che nel tempo chi soffra frequentemente di mal di testa assuma altrettanto frequentemente un farmaco. Nello stadio finale il dolore persiste tutto il giorno, fluttuando con l’assunzione del farmaco, che viene ripetuta ogni poche ore.

Chi Colpisce?

Colpisce più le donne degli uomini.

 

Quali i Fattori scatenanti?

Questa cefalea è associata all’uso regolare di farmaci analgesici semplici per più di 15 giorni al mese e/o all’uso regolare di oppiodi, di derivati dell’ergot (ergotina, triptani o qualsiasi loro combinazione) per 10 o più giorni al mese.

 

PARTE SECONDA

Una volta fatta questa doverosa, anche se lunga, premessa,

parliamo ora dell’aiuto che l’Omeopatia può dare a chi soffre di Mal di Testa.

Non ripeterò mai abbastanza che l’omeopatia non guarda alla causa del mal di testa, così come per tutte le altre patologie, ma ai sintomi con cui esso si manifesta.

Che significa? Che all’omeopatia non serve avere una diagnosi precisa. Serve una chiara descrizione dei sintomi. Almeno per agire velocemente a livello sintomatico. Una diagnosi accurata è, invece, utile che venga fatta dal medico omeopata, per poter agire con una terapia di fondo che diradi o faccia cessare gli attacchi.

Importante rimane anche la scelta del livello a cui vogliamo agire: possiamo agire velocemente a livello sintomatico, oppure possiamo agire ad un livello più profondo, andando ad esaminare la costituzione del soggetto che abbiamo di fronte e capire se il mal di testa è solo uno dei sintomi di una condizione di dos-equilibrio costituzionale del soggetto.

E’ chiaro che i due approcci sono molto diversi per farmaci da utilizzare, tempi e modi della terapia e figure professionali di riferimento a cui rivolgersi.

In ogni caso, il paziente che soffra di mal di testa che voglia cercare rimedio con le cure omeopatiche, dovrà prestare molta attenzione ai sintomi, alle modalità con cui si presenta il mal di testa, alla lateralità, ai miglioramenti e ai peggioramenti, all’ora di inizio e alla durata del mal di testa. Alla periodicità o ciclicità. Per le donne, al legame o non col ciclo mestruale, se viene prima durante o dopo il ciclo, se migliora quando il flusso si avvia o no, ecc…

Mentre la medicina tradizionale dispone un arsenale di farmaci sicuramente molto potenti tra analgesici, antinfiammatori, oppiacei, vasocostrittori, ma piuttosto ristretto, l’arsenale dei farmaci omeopatici da poter utilizzare per la cura del mal di testa è enorme.

L’unico problema è che se il farmaco non è quello giusto per quello specifico mal di testa, il farmaco omeopatico non funziona.

Tento di spiegarmi meglio. Se avessi un mal di testa tipo emicrania e avessi in casa un analgesico classico, tipo ibuprofene, potrei provare ad assumerlo aspettandomi che funzioni sia che il mio mal di testa coinvolga il lato destro del capo si che coinvolga il lato sinistro. La stessa cosa non vale per l’omeopatia che disporrà invece di farmaci diversi per l’emicrania destra e per quella sinistra.

La grande soddisfazione di curare un mal di testa con l’omeopatia consiste, una volta azzeccato il rimedio, sia nella rapidità d’azione del farmaco sintomatico, sia dell’assenza di effetti collaterali normalmente presenti in tutti gli analgesici e antinfiammatori.

E’ chiaro che, invece, la terapia di fondo, per rimettere a posto la costituzione e ridurre il numero degli attacchi, sia una cosa più lunga che vada fatta sotto il controllo del medico omeopata e che abbia una azione molto più profonda.

Ai diversi tipi costituzionali in cui possiamo dividere la popolazione,  potremmo attribuire tre diverse tendenze di mal di testa.

I soggetti carbo-sulfurici tenderanno  a soffrire di un mal di testa da “intossicazione”, dovuto sia alla quantità di cibo, di alcolici o di stimolanti ingurgitati a causa dell’appetito o allo stress accumulato. Questo tipo di soggetti, più spesso i sulfurici, avranno delle abitudini di vita sregolate, tenderanno a fare tardi la sera e a dormire poco. Avranno necessità di assumere sostanze stimolati per mantenere il proprio stile di vita, magari anche solo una considerevole quantità di caffè per mantenersi in piedi nell’arco della giornata per portare a termine tutti gli impegni presi. Avranno infine accumulato nell’arco della settimana una tale quantità di stress che, spesso, questi soggetti, soffrono di mal di testa o durante il fine settimana o anche spesso la mattina al risveglio, momenti in cui l’organismo deve ancora attivare i processi di espulsione delle tossine. Questi soggetti sono quelli che la domenica hanno bisogno di andare a correre perché si sentono meglio, potendo in questa maniera, attivare la via di espulsione delle tossine anche attraverso la sudorazione.

 

Diverso il caso dei soggetti muriatici, in cui il mal di testa, più che da intossicazione, è un mal di testa da applicazione, da sforzo intellettivo. Il soggetto muriatico è un soggetto introverso, molto intellettuale. Spesso quando è scompensato questo sforzo cerebrale, unito magari allo stress, lo porta a dei mal di testa da applicazione o anche da scarico psico-somatico.

 

I mal di testa nei soggetti fosforici sono perlopiù  da esaurimento energetico. Il soggetto di costituzione fosforica,  è quello che ha una potentissima attività intellettuale ed una scarsissima resistenza allo sforzo sia fisico che mentale. Pertanto tale soggetto sarà quello che più di tutti potrà ricorrere a sostanze stimolanti (anche stupefacenti) per tentare di colmare questa sua lacuna energetica. E’ il mal di testa frequente negli studenti longilinei. Spesso in questi soggetti il mal di testa arriva non nelle ore del mattino, bensì  più tardi nella giornata, dopo lo sforzo o comunque quando le energie iniziano a scarseggiare.

Quali i farmaci omeopatici per la cura del mal di testa?

Si potrebbero classificare i farmaci omeopatici per il mal di testa in tanti modi.

Un criterio può essere quello di legare il mal di testa ad un altro sintomo o possibile causa scatenante. Divideremo così i farmaci tra:

  1. Farmaci per Cefalee con Disturbi Digestivi
  2. Farmaci per Cefalee con Disturbi Circolatori
  3. Farmaci per Cefalee con Astenia
  4. Farmaci per Cefalee da Disturbi Ormonali

Per ogni tipologia di farmaci, potremo poi individuare farmaci sintomatici e farmaci per terapie di fondo.

1.Farmaci per Cefalee con Disturbi Digestivi

Sintomatici:

Iris Versicolor: emicrania destra o a lati alterni, alla tempia, sopra o sotto l’occhio. Cefalea settimanale o del fine settimana, di chi non ha capacità di rilassamento. Visione offuscata prima della cefalea o di macchia nera nel campo visivo. Vomito acido, bruciante  durante la cefalea che non porta sollievo.

Lac Defloratum: cefalea frontale con nausea, vomito e brividi. Cefalea degli stitici che compare dopo diversi giorni di stipsi. Parte dalla fronte e si irradia all’occipite. Avversione o intollerante per il latte.

Lac Caninum: cefalea che si alterna da un lato all’altro, o nel corso dello stesso attacco o da un episodio a quello successivo.  Cefalea a che peggiora affaticando la vista o muovendo i bulbi oculari dal basso verso l’alto. Vertigini.

 

Di Fondo:

Lycopodium: sopra l’occhio destro , peggiorato al mattino presto.  Di origine digestiva. Talvolta accompagnato da turbe visive (vede solo la metà sinistra degli oggetti). Peggiora col caldo e migliora col freddo. Compare ritardando l’ora del pasto.

Nux Vomica: al risveglio dopo eccessi alimentari. Spasmi. Irritabilità. Peggiorato da rumore, luce, attività mentali e prima delle mestruazioni.

Sepia: emicrania sinistra, specialmente sopra l’occhio sinistro. Difficoltà digestive, stipsi, emorroidi. Peggiorata col digiuno, in menopausa, prima o durante le mestruazioni.

Sulphur: in soggetti con tendenza alla congestione, emicranie epato-digestive, cefalea del fine settimana, con sensazione di bruciore al vertice della testa, migliorata con applicazioni fredde. Come di fascia attorno alla testa. Periodica. Pressione arteriosa alta.

Psorinum: mal di testa preceduto da attacchi di benessere o euforia. Periodico. Peggiorato dal digiuno. Appetito durante la crisi. Migliora con il caldo.

 

2. Farmaci per Cefalee con Disturbi Circolatori

Sintomatici:

Belladonna: Fenomeni di congestione acuti con comparsa brutale.Emicrania e cefalea che inizia dalla zona occipitale e si irradia alla tempia destra o alla fronte e si stabiliscono intorno all’occhio destro. Picco alle 3 del pomeriggio. Dolori pulsanti, midriasi, fotofobia, rossore del viso. Peggiora con i movimenti, con il rumore, con la luce, con le mestruazioni, col calore. Migliorata da applicazioni fredde, sdraiandosi al buio, con la pressione o fasciandosi la testa. –Come un coltello, come se gli occhi fossero spinti fuori dalla testa, da fare impazzire-.

Glonoinum: come Belladonna, ma tutto più accentuato. Intolleranza al calore radiante durante la crisi. Possibili aree di cecità nere o colorate. Sclere degli occhi iniettate di sangue, faccia arrossata, carotidi pulsanti.

Melilotus: affine a Glonoinum. Congestione cefalica migliorata dall’epistassi o dal ciclo mestruale, con carotidi pulsanti.

Sanguinaria: dolori pulsanti e lancinanti. Rossore circoscritto alle guance, vampate di calore . Emiranie periodiche, del fine settimana, soprattutto a destra. Dolori dal collo o dall’occipite al vertice che poi raggiungono la fronte e quindi l’occhio destro. Iniziano la mattina, raggiungono il massimo a mezzogiorno e scompaiono la sera. Peggiornano col rumore la luce, il movimento. Migliorano da stesi, al buio, dopo eliminazione di gas intestinali o gastrici o col vomito.

Gelsemium: attacchi preceduti da disturbi della vista (può vederci doppio). Dolori ai globi oculari che sembrano contusi, palpebre pesanti. Cefalea a predominanza occipitale, che parte dal collo o dalle spalle e si irradia all fronte. Apatia e prostrazione. Migliora tenendo alta la testa e con la minzione.

Secale cornutumApis: il primo agisce sullo spasmo delle piccole arterie, Apis sull’edema. Entrambi migliorati dal freddo o da applicazioni fredde.

Veratrum Viride: manifestazioni di congestione negli ipertesi. Viso rosso, occhi iniettati, testa calda pesante, pupille dilatate. Diplopia. Rispetto a Bell., Aconit., Glon., presenta bradicardia, polso debole, pallore e sudorazione sedendosi.

Ferrum Metallicum: cefalee pulsanti, martellanti, con vampate vasomotorie sul viso. Durano a lungo. Soggetto anemico, ipoteso, con congestione pletorica. Viso rosso, piedi freddi.

 

Di Fondo

Sulphur

Aurum Muriaticum: stato vascolare ipertensivo. Irascibile, ipersensibile, ansioso, depresso. Idee suicide. Freddoloso che migliora con acqua fredda e aria fresca.

Strontium Carbonicum: congestione e cefalea. Aumento della pressione arteriosa. Tachicardia, poi bradicardia. Peggiora col fresco.

Lachesis: donne in menopausa. Alcolisti. Cefalee pulsanti, sovraorbitali o temporali. Specie a sinistra o al vertice. Miglioramento con le mestruazioni e con le eliminazioni in genere. Peggiorato col calore, sole e bevande alcoliche.

 

3. Farmaci per Cefalee con Astenia

Sintomatici

Kalium Phosphoricum: cefalee degli studenti, di chi è mentalmente sovraccaricato. Nervosismo, irritabilità. Vertigini. Desiderio sessuale aumentato.

Phosphoricum Acidum: soggetti giovani, magri e stanchi. Esaurimento nervoso con memoria indebolita. Cefalea ed emicrania con testa pesante e sensazione di pressione al vertice –Come se un peso stesse premendo sulla testa-.

Zincum Metallicum: Soggetti pallidi, nervosi, stanchi, con agitazione ai piedi. Lenti a capire per esaurimento mentale. Calo acuità visiva. Cefalea occipitale, con freddo alla parte anteriore e caldo all’occipite. Cefalea peggiorata bevendo vino.

Anacardium Orientale: Cefalee degli studenti per sovraffaticamento intellettuale. Irritabilità, sdoppiamento della personalità. Cefalea che migliora mangiando.

Ignatia: Ipersensibilità, isteria. Cefalea dopo dispiacere.Cefalea -Come di chiodo ficcato nella testa– , nella regione parietale o occipitale. Migliora con la distrazione. Attacchi scaturiti dall’odore del tabacco di chi fuma vicino, ma non eventualmente del proprio fumo.

 

Di Fondo

Natrum Muriaticum: adolescente sovraffaticato dallo sforzo e dalle veglie. Cefalea da dispiacere. Rimugina con continuità. Cefalea del mattino (dalle 10 alle 15) con capogiri. Pulsante e persistente. –Come martelli che picchiano la testa-. Migliora al buio, al silenzio. Peggiorata dalla luce, dal caldo, dal sole, leggendo.

Calcarea Phosphorica: Cefalee dei bambini ed adolescenti che crescono troppo in fretta. Degli inappetenti , stanchi.

Silicea: individui deboli, demineralizzati. Rachitismo. Nervosismo, vivacità intellettuale, ma scarsa fiducia in se stessi. Cefalee ed emicranie croniche, che iniziano dal nuca, salgono al vertice e raggiungono l’occhio destro o entrambi gli occhi. sensazione di testa che esplode. Migliorano avvolgendo la testa con qualcosa di caldo, sdraiato al buio con gli occhi chiusi.  Cefalea da sinusite. –Vorrei, ma non posso. Non ce la faccio-> mal di testa. Peggiorate dal freddo, dallo sforzo mentale, scoprendo la testa.

 

4. Farmaci per Cefalee da Disturbi Ormonali

Sintomatici

Cyclamen: cefalee ed emicranie oftalmiche. Precedute da attacchi visivi o vertigini. Massima intensità durante le mestruazioni. Peggiora all’aria a porta e con il caffè . Faccia pallida con occhiaie.

Actaea Racemosa – Cimicifuga: cefalee e emicranie proporzionali al flusso mestruale. Che si irradia da o verso la regione cervicale. Cefalea e torpore mentale associati a rigidità cervicale, con senso di contusione e pesantezza. Migliora all’aria aperta.

 

Di Fondo

Pulsatilla: cefalee congestizie, pulsanti, che peggiorano col calore e migliorano all’aria fresca. Cefalea che si presenta all’ultim’ora del flusso mestruale.

Sepia

Lachesis

 

Consiglio: cimentarsi con una cura omeopatica fai-da-te per il mal di testa è una cosa tantino complessa. Molti farmaci coprono sintomi uguali, ma appartengono a costituzioni differenti.

In questo caso è possibile l’uso di farmaci complessi, che possano coprire più sintomi contemporaneamente e che diano sollievo nell’immediato.

Alcuni dei più famosi in commercio hanno queste composizioni:

 

Sarà sempre possibile l’associazione di un rimedio sintomatico, sia semplice che complesso, da assumere più volte al giorno, in concomitanza della crisi, a uno o più rimedi di fondo che vadano ad agire sul riequilibrio costituzionale di ciascun individuo.

E’ in ogni caso necessario, per evitare inutili perdite di tempo ed accumulo di altre frustrazioni per l’ennesimo tentativo andato male, rivolgersi a figure specializzate  ed evitare caldamente il fai-da-te!

 

Leggi anche:

Combatti il Mal di Testa con l’Omeopatia

 

Brambilla E. e altri. Manuale pratico del farmacista. 2012-13. Meditor Italia srl. Milano
Chiriacò D. Santini A.. Omeopatia Clinica – Repertorio e  Costituzioni. 2008. Nuova Ipsa. Palermo.
Morrison R. Manuale guida ai sintomi chiave e di conferma. 1998. Bruno Galeazzi Editore. Bassano del Grappa.
Demarque D. e altri. Farmacologia e materia medica omeopatica. 2013. Tecniche Nuove. Milano.

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Come l’Omeopatia può risolvere i problemi delle tue gambe

Con l’avvicinarsi della stagione estiva e con l’innalzamento delle temperature, piccoli fastidi alle gambe, che magari durante l’inverno vengono tollerati (più o meno bene), vengono fuori prepotentemente.

Chi lavora, come me, sette otto ore al giorno in piedi ha già capito che stiamo parlando di insufficienza venosa, un disturbo molto diffuso che colpisce tra il 30 e il 40% della popolazione adulta.

Le gambe possono risultare gonfie a causa di un aumento di pressione nelle vene e dell’assorbimento linfatico che il nostro organismo mette in atto per compensare la bassa capacità di pompaggio del sangue verso il cuore.

In alcuni casi può manifestarsi anche dolore alle gambe avvertito al momento di alzarsi in piedi o poco dopo.

Il gonfiore può estendersi poi anche alle caviglie e le gambe possono essere avvertite come stanche o pesanti.

Ci possono essere anche vene varicose, vene superficiali delle gambe che si sono dilatate a causa della  perdita di elasticità delle proprie pareti e che non riescono a pompare più il sangue verso l’alto.

Altre condizioni  si manifestano poi solo in caso di malattia avanzata, come ad esempio l’oscuramento della pelle dovuto alla stasi dei globuli rossi, allergie, infiammazioni e infezioni ricorrenti della pelle.

L’insufficienza venosa cronica e tutte le sue manifestazioni sono causate dall’incapacità delle vene delle gambe di pompare un volume di sangue sufficiente.

Quando stiamo in piedi, il sangue per risalire verso il cuore deve vincere la forza di gravità e questo è possibile soprattutto grazie al lavoro muscolare dei polpacci. I muscoli si contraggono e spingono il sangue verso il cuore e, quando si rilassano, le valvole che si trovano all’interno delle vene si chiudono per impedire il reflusso del sangue. Questo sistema è detto POMPA VENOSA.

Segue chiaramente che se i muscoli rimangono sempre rilassati, la pompa muscolare non funziona, il sangue rimane nelle vene e non viene pompato verso il cuore e da qui inizia tutta la serie dei sintomi descritti in precedenza.

E’ quindi chiaro che il primo nemico dell’insufficienza venosa è la sedentarietà, anche se ci possono essere dei soggetti predisposti geneticamente. Molta attenzione devono fare anche soggetti obesi con una storia di trombosi venosa profonda che può provocare indebolimento delle pareti e danni alle valvole.

 

Quali sono i fattori di rischio dell’insufficienza venosa cronica?

Abbiamo già parlato di una certa predisposizione genetica ai disturbi della circolazione periferica (che in omeopatia terremo ben presente e chiameremo diatesi o tendenza patologica).

Altri fattori che aumentano il rischio di insufficienza venosa cronica sono:

  • obesità
  • gravidanza
  • mancanza di esercizio fisico
  • fumo
  • stare in piedi o seduti per lunghi periodi di tempo

 

Quindi se è vero che la predisposizione è un fattore importante, altrettanto lo sono lo stile di vita e le corrette abitudini.

Se non si interviene per tempo, questa problematica può evolvere in altre condizioni più pericolose. Vediamone alcune.

La trombosi venosa profonda è determinata dalla formazione di coaguli di sangue all’interno delle vene profonde che bloccano il flusso del sangue verso il cuore. Può essere dovuta ad una lesione del rivestimento della vena, all’eccessiva coagulazione del sangue o al rallentamento del flusso ematico al suo interno.

La flebite è caratterizzata da gonfiore ed infiammazione di una vena superficiale o profonda. L’infiammazione può causare anche la formazione di coaguli e di conseguenza lo sviluppo di trombosi venosa profonda.

Quando si parla di trombo-flebite si intende una condizione caratterizzata da dalla formazione di trombi accompagnata dall’infiammazione della vena.

Le vene varicose si formano in genere a causa di una eccessiva debolezza delle pareti delle vene superficiali che finiscono per perdere elasticità e dilatarsi.

Con il progredire della stasi sanguigna, si va incontro ad una alterazione del microcircolo periferico. I capillari aumentano la loro permeabilità, provocano la fuoriuscita di globuli e molecole di grandi dimensioni nei tessuti circostanti con un accumulo di materiali di scarto e conseguente cattiva ossigenazione tissutale.

 

Quali sono le principali terapie a disposizione?

Iniziamo sempre col valutare quali sono i farmaci o rimedi che mette a disposizione la medicina tradizionale.

  • Terapie farmacologiche anti aggreganti a base di eparine a basso peso molecolare vengono utilizzate ai fini di prevenire la trombosi venosa profonda. Le eparine  vengono iniettate per via sottocutanea ogni 24 ore per circa cinque giorni o finché il medico non istituirà una adeguata terapia anti coagulante orale.Principali effetti indesiderati: emorragia e trombocitopenia, reazione nella sede di iniezione.
  • Warfarin e farmaci anticoagulanti antagonisti della vitamina K, sono utilizzati nella profilassi e nel trattamento delle trombosi venose profonde. Impiegano almeno 48-72 ore per sviluppare pienamente il loro effetto. Si possono somministrare insieme alle eparine. Controindicati in gravidanza (sono teratogeni), in caso di ulcera peptica e ipertensione grave.Principali effetti collaterali: emorragia e ipersensibilità, rash cutaneo e, dopo uso prolungato, alopecia, diarrea, riduzione dell’ematocrito.

Poi ci sono farmaci a base di principi attivi di origine vegetale, quali ad esempio la diosmina, la rutina e l’esperidina.

  • La cumarina viene estratta da piante del genere meliotus. Questa sostanza è capace di degradare sostanze presenti nel liquidi accumulati tra un vaso e l’altro, di accelerare il drenaggio linfatico e di aumentare il tono dei vasi venosi e linfatici.
  • L’escina, estratta dall’ippocastano, contrasta la formazione di edemi e gonfiori normalizzando la permeabilità capillare. Ha in più attività anti infiammatoria.
  • Antocianosidi, flavonoidi, tannini, catechine, estratti di vite rossa, presentano attività protettrice sui capillari , antiedemigena e venotonica.
  • La centella asiatica migliora invece le alterazioni della parete venosa e protegge l’endotelio venoso.

Rispetto ai farmaci di sintesi, queste sostanze di origine vegetale hanno tre vantaggi:

  1. Possono essere estratte con costi minori, favorendo conseguentemente l’aderenza alla terapia da parte del paziente (chi ci soffre, ci soffre a vita…);
  2. Presentano un ottimo profilo di sicurezza e possono essere impiegate per tempi lunghi (vedi sopra);
  3. Prevengono le possibili complicazioni e stabilizzano la situazione.

 

Perché può essere utile l’Omeopatia?

Abbiamo visto che le patologie circolatorie periferiche possono essere scatenate da diversi fattori, alla cui base c’è comunque una certa predisposizione genetica e che i trattamenti tradizionali si limitano a tamponare i sintomi (trattamenti d’urgenza) e a stabilizzare l’infiammazione.

I rimedi omeopatici possono entrare in gioco a più livelli, almeno un livello sintomatico ed un livello cronico (con la speranza, se non siamo arrivati troppo tardi, di poter riequilibrare quella predisposizione ereditaria alla patologia venosa).

Sotto stretto controllo del medico omeopata sarebbe possibile impostare anche una terapia anticoagulante, volendo anche d’urgenza.

Iniziamo col dire che il metodo omeopatico costituzionale individua, nel campo delle patologie circolatorie, due principali tendenze patologiche (diatesi): quella che va sotto il nome di Tubercolinismo e quella, sicuramente più grave, che va sotto il nome di Luesinismo.

Conseguentemente, i soggetti più colpiti da questo tipo di disturbi saranno soggetti appartenenti alle costituzioni in cui queste tendenze patologiche sono maggiormente rappresentate, cioè dire, rispettivamente, costituzioni  fosforiche e sulfuriche .

I fosforici sono portatori di tubercolinismo (stasi venosa, insufficienza venosa, geloni e cianosi all’estremità);

i sulfurici, sono  portatori di luesinismo, tendenza patologica che porta, nel nostro caso, a perdita di elasticità dei tessuti, lassità e sclerosi.

 

Queste predisposizioni costituzionali sono  facilmente verificabili a livello familiare.

Intere famiglie soffrono di problemi di circolazione periferica, così come intere famiglie soffrono di emorroidi, così come intere famiglie soffrono di vene varicose o presentano storie di interventi chirurgici più o meno importanti.

Si potrà intervenire, quindi,  con medicinali omeopatici profondi, prescritti dal medico, sulla base della costituzione e delle tendenze patologiche del soggetto al fine di neutralizzarle e quindi, per il riequilibrio della diatesi tubercolinica, verranno utilizzati maggiormente rimedi quali:

  • PULSATILLA
  • SEPIA
  • LYCOPODIUM
  • HAMAMELIS
  • ZINCUM

Mentre, per soggetti per lo più sulfurici, in cui prevale la diatesi luesinica verranno utilizzati:

  • LACHESIS
  • CALCAREA FLUORICA
  • FLUORICUM ACIDUM

 

Il rimedio unitario, se scelto adeguatamente, velocizza di molto il decorso, diminuisce i sintomi ed agisce sulle cause.

Il rimedio composto associato all’allopatia copre una serie di sintomi rispetto  al farmaco allopatico che solitamente agisce su uno solo.

Tramite l’uso dell’omeopatia, si può agire anche di prevenzione o si può intervenire sui sintomi dell’insufficienza venosa sempre con ottimi risultati. Rimane il limite delle vene varicose dove il tessuto elastico delle vene ha ormai ceduto e non è più possibile riequilibrare niente, ma si può sicuramente bloccare la patologia ed evitare che progredisca.

Possiamo agire in acuto

  • sia sui singoli episodi di flebite o di trombo flebite, anche aiutando le tradizionali terapie allopatiche a base di anticoagulanti e flavonoidi,
  • sia sugli episodi di insufficienza venosa cronica, come supporto nel caso in cui i fastidi si protraggano ad esempio per alcuni mesi (come ad esempio d’estate) o a causa di alterati stili di vita (ad esempio un nuovo lavoro o un cambio di mansione).

 

Vediamo alcuni dei principali rimedi omeopatici sintomatici utilizzabili nell’insufficienza venosa.

Arnica montana: (gambe pesanti e stanche):  aumenta la circolazione del sangue e l’attività cardiaca. Molto utile in soggetti che stanno spesso in piedi, nei pazienti con varici grandi, nelle donne in gravidanza con vene varicose aggravate dalla gravidanza, ecchimosi (lividi) al minimo urto, sensazione di dolore e contusione.

Hamamelis virginiana:(vene dilatate e dolorose): vene varicose, larghe, dolenti, irritate e pungenti,  peggiorate in gravidanza e con le  mestruazioni.

Pulsatilla:  disturbi della circolazione venosa: vene varicose, dilatazione venosa, pelle delle gambe o il viso chiazzata e bluastra, congelamento. Stasi venosa essenziale,   pelle bluastra il cui aspetto è marmorizzato.  Il soggetto peggiora con il calore e migliora all’aria fresca.

Sepia: utilizzata in caso di gambe pesanti, quando la situazione peggiora stando  in piedi o calpestando qualcosa e migliora quando il soggetto è  disteso o compie esercizi veloci. Grandi pacchetti di vene varicose . Sepia è un importante rimedio venoso, le gambe sono pesanti, come paralizzate dopo il sonno. I sintomi peggiorano al mattino e alla sera, prima e durante le mestruazioni.

Zincum metallicum: è un medicinale omeopatico usato in flebologia per la sindrome delle gambe senza riposo con varicosità. Formicolii gambe e piedi, dolori brucianti lungo la tibia. Crampi notturni.

Vipera rediin caso di gonfiore periferico (edema)  e infiammazione, associati con le gambe pesanti ,peggiorato  con le gambe  penzolanti. Rimedio ad azione anticoagulante, da utilizzare sempre a basse diluizioni (5-9 CH).

 

Chiudiamo poi con una sorta di protocollo omeopatico da utilizzare durante gli episodi acuti, come ad esempio una tromboflebite.

Si tratta di un mix di tre farmaci omeopatici, che somministrati insieme nell’arco della giornata, copre la maggior parte dei sintomi di cui abbiamo chiacchierato fino ad ora e funzionano a bassa diluizione un po’ su tutte le costituzioni.

Utilizzeremo pertanto:

  1. Pulsatilla, un rimedio tubercolinico per combattere la stasi venosa,
  2. Mercurius Solubilis, un rimedio luesinico che agisce sulle varici e sulle vene varicose (entrambi agiscono sul fenomeno infiammatorio) e
  3. Vipera Redi che è un rimedio anticoagulante.

 

Patologia acuta (tromboflebite)

PULSATILLA 5 CH 3 granuli due volte al dì

+

MERCURIUS SOLUBILIS 5 CH 3 granuli due volte al dì

+

VIPERA 5 CH 3 granuli una volta al dì

 

E’ chiaro che, anche se si tratta di un protocollo, è sempre bene discutere con il proprio medico o farmacista per capire se c’è la possibilità di personalizzarlo maggiormente sulla base dei propri sintomi  e valutare eventuali rischi legati alla concomitanza di altre terapie in corso.

 

Leggi anche:

Insufficienza Venosa: Prevenzione e Trattamenti Naturali

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.