Dr. Dario Dinoi Posts

Di Che “Costituzione” Sei? E soprattutto… Perchè Faresti Meglio a Saperlo?

Che significa Carbonico o Sulfurico?

Chi sono i soggetti che si ammalano di più?

Chi sono quelli che ingrassano prima?

Chi sono quelli a cui viene l’allergia?

Che cos’è il modello “costituzionale”?

Come può essere utile nella pratica in Farmacia? 

E nel consiglio del farmaco omeopatico? 

 

Le risposte a queste e a tante altre domande Domenica 31 Marzo a Taranto durante il seminario “OMEOPATIA FACILE – tutto quello che un farmacista deve sapere” il primo corso di alfabetizzazione omeopatica per farmacisti tenuto da un farmacista che lavora in farmacia ed interamente costruito per lavoro del farmacista in farmacia.

Che cosa accade invece normalmente? I medici fanno da relatori ai farmacisti. Peccato che facciano un lavoro diverso, con modi, tempi e finalità diverse (mai visti medici frequentare corsi tenuti da farmacisti).

Il risultato? Torni a casa,  o meglio in farmacia, e non sai da dove iniziare. Credi di poter fare il lavoro del medico, ma non ne hai né i titoli, né le competenze. Quindi decidi che il consiglio dell’omeopatia in farmacia è troppo difficile e lasci perdere.

In realtà è solo questione di metodo didattico: solo uno che fa il tuo stesso lavoro e che ha fatto prima di te lo stesso percorso formativo può farti risparmiare tempo e denaro.  Tutto il tempo e il denaro che ha già investito lui prima di te.

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Ti aspetto a Taranto Domenica 31 Marzo

Dario 

 

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Come l’Omeopatia Cura il Mal di Testa

Soffri di mal di testa da anni?

E’ così forte che ti rende impossibile continuare le tue normali attività?

Finora le hai provate tutte, ma senza grossi risultati?

Sei costretto a bombardarti di farmaci e tu e il tuo stomaco non ne potete più?

Se rientri in questa categoria di soggetti, non ti preoccupare, sei in buona compagnia. Quella che ho descritto sopra è una condizione più che normale, della quale soffrono più o meno stabilmente milioni di italiani e miliardi di persone nel mondo.

Il mal di testa è una delle condizioni più diffuse e più sottovalutate al mondo. E’ una delle principali cause di sofferenza, di assenteismo e di scarsa produttività.

Viene studiato si, ma non quanto altre patologie , perché, fondamentalmente, di mal di testa si soffre… ma non si muore!

Ho scoperto che coloro che soffrono di mal di testa, non trovando spesso giovamento con rimedi di medicina tradizionale, sono aperti alla ricerca di rimedi e cure non convenzionali. Spesso, anche troppo non convenzionali. Per cui, conoscendo i risultati che può avere l’omeopatia a breve o al lungo termine mi sono subito messo a scrivere.

Se ti senti già ferrato sui termini e hai una diagnosi specialistica, puoi saltare la  PARTE PRIMA, scorrere verso il basso le righe  e leggere direttamente la PARTE SECONDA, più strettamente legata all’aiuto dell’omeopatia.

Se invece hai necessità di capire a quale tipologia fa capo il tuo mal di testa e inquadrare meglio il tuo disturbo, ti consiglio di leggere attentamente fin dalle prossime righe.

 

PARTE PRIMA:

Capiamoci prima sui termini…

Con l’espressione “disturbi cefalalgici” indichiamo varie forme di mal di testa, problemi molto comuni del sistema nervoso, diffusi tra tutte le  popolazioni della Terra.

Il “mal di testa” è una situazione dolorosa e invalidante, tipica di un numero relativamente limitato di disturbi cefalalgici che chiameremo primari, anche se può verificarsi come una forma secondaria ad un numero considerevole di altre condizioni.

Il termine “emicrania” indica un dolore che colpisce metà del capo, fortissimo, ricorrente e spesso pulsante. Gli attacchi possono essere preceduti dalla cosiddetta “aura”, un insieme di fenomeni visivi e sensitivi che ne precedono l’inizio.

Esiste una sorta di classificazione dei disturbi cefalagici condotta e costantemente aggiornata dall’International Headache Society, una organizzazione professionistica che da anni si dedica allo studio di questa patologia.

In questa classificazione i disturbi vengono divisi in gruppi principali, ciascuno dei quali viene successivamente suddiviso nei vari tipi di mal di testa, da cui derivano altri sottotipi.

 

Cefalee Primarie

  • Emicrania
  • Cefalea di tipo tensivo
  • Cefalea a grappolo e altre cefalalgie autonomie-trigeminali
  • Altre cefalee primarie

 

Cefalee Secondarie

  • Cefalea attribuita a trauma cranico e/o cervicale
  • Cefalea attribuita a disturbi vascolari cronici o cervicali
  • Cefalea attribuita a disturbi intracranici non vascolari
  • Cefalea attribuita all’uso di una sostanza o alla sua sospensione
  • Cefalea attribuita ad infezione
  • Cefalea attribuita a disturbi dell’omeostasi
  • Cefalea o dolore facciale attribuito a disturbi di: cranio, collo, occhi, naso, orecchie, seni paranasali, denti, bocca o altre strutture della faccia o del cranio
  • Cefalea attribuita a disturbo psichiatrico

 

Nevralgie craniche e dolore facciale di origine centrale e/o primario e altre cefalee

  • Nevralgie craniche e dolore facciale di origine centrale
  • Altre cefalee, nevralgie craniche, dolori facciali origine centrale o primari

 

Chi è che soffre di Mal di Testa?

I disturbi cefalalgici nel loro insieme risultano ampiamente diffusi, colpendo persone di tutte le età, razze, aree geografiche e classi economiche.

I mal di testa più comuni risultano essere:

  • la cefalea di tipo tensivo
  • l’emicrania
  • la cefalea a grappolo
  • le cosiddette sindromi da cefalea cronica giornaliera

L’emicrania è la forma di mal di testa più studiata, colpisce circa l11% della popolazione adulta e le donne tre volte più degli uomini. Vengono colpiti meno anziani e bambini.

La cefalea di tipo tensivo è la prevalente e colpisce, nei Paesi sviluppati, il 66 % degli uomini e il 80% delle donne.

La cefalea cronica giornaliera è la più debilitante e colpisce intorno al 5% della popolazione.

In realtà, lo sforzo per fronteggiare e convivere con un mal di testa di tipo cronico può anche predisporre l’individuo ad altre malattie, tipo la depressione, che è tre volte più diffusa tra chi soffre di mal di testa cronico che tra i sani.

 

Quali sono le Cause e Fattori Scatenanti?

Difficile trovare la causa di molti disturbi cefalagici. In alcuni casi si può trattare di eventi o comportamenti lampanti, in altri casi ci possono essere cause genetiche o ambientali o, più spesso, un mix di tutto quanto. 

La medicina tradizionale in questo caso non è troppo d’aiuto.

La medicina omeopatica trova una chiara risposta nel modello costituzionale dei diversi individui. Ogni individuo tenderà a soffrire di un determinato tipo di mal di testa in funzione della propria costituzione e quindi delle proprie tendenze patologiche (vedi dopo).

 

Esaminiamo più approfonditamente le diverse forme di mal di testa.

L’emicrania

E’ un disturbo cefalalgico primario, quasi certamente su base genetica, anche se fattori ambientali e stile di vita svolgono un ruolo significativo.

L’emicrania è un disordine neuro-vascolare, il cui primo stadio sarebbe rappresentato da un’alterata trasmissione neuronale  a livello delle strutture cerebrali.

L’aura emicranica è stato ipotizzato sia dovuta  ad una depressione della attività elettrica della corteccia cerebrale associata ad una riduzione flusso del sangue.

L’emicrania può presentarsi in due sottotipi:

  • emicrania senza aura
  • emicrania con aura

Uno stesso paziente può presentare entrambi questi sottotipi.

L’aura che precede la cefalea consiste in uno o più sintomi neurologici che si sviluppano gradatamente nell’arco di un periodo di tempo tra 5 e 60 minuti e che provocano:

  • disturbi visivi (cecità di metà del campo visivo, ridotta visione all’interno del campo visivo, …),
  • disturbi sensoriali (alterazioni della sensibilità di una mano, di un braccio o della faccia),
  • disturbi nella produzione del linguaggio.

 

Quali sono i principali Sintomi dell’Emicrania?

Le persone che soffrono di emicrania descrivono ripetuti attacchi invalidanti, i cui sintomi principali sono mal di testa e nausea. Altri sintomi possono essere vomito e/o intolleranza alla luce e/o al rumore.

Il mal di testa è solitamente di intensità moderata o severa, localizzato solo su un lato della testa e/o pulsante e peggiorato dallo svolgimento delle attività fisiche ordinarie. Dura per ore, ma può protrarsi anche per due tre giorni.

La frequenza degli attacchi è mediamente uno o due al mese e nel periodo tra un attacco e l’altro non si manifestano particolari sintomi.

Nei bambini, gli attacchi tendono ad essere di durata inferiore, più comunemente bilaterali e con sintomi gastro intestinali più pronunciati.

 

Chi soffre di Emicrania?

L’emicrania inizia di solito durante la pubertà, ma tende ad affliggere persone tra i 35 e i 45 anni. Le donne sono colpite tre volte più degli uomini a causa del sommarsi di fattori ormonali.

 

Quali i Fattori Predisponenti e Scatenanti per l’Emicrania?

I fattori predisponenti possono essere:

  • stanchezza
  • ansia
  • stress
  • fattori ormonali (per le donne: ciclo mestruale/gravidanza/menopausa).

 

I fattori scatenanti possono essere:

Alimentazione

  • alcool
  • aspartame
  • glutammato mono-sodico
  • sospensione del consumo di caffeina
  • dididratazione
  • fame o insufficienza di cibo relativamente al proprio fabbisogno nutritivo (vedi adolescenti)

Sonno (mancanza o eccesso)

Stile di Vita

  • esercizio fisico intenso
  • viaggi attraverso molti fusi orari

Fattori Ambientali

  • luci troppo luminose
  • profumi o odori intensi
  • cambiamenti meterologici

Fattori psicologici

  • sconvolgimento emotivo
  • rilassamento dopo un periodo stressante

Fattori ormonali (per le donne)

  • ciclo mestruale
  • sospensione della contraccezione ormonale
  • interruzione della terapia ormonale sostitutiva

 

Cefalea di tipo tensivo

Quali le Cause?

Di origine tipicamente muscolare, potrebbe essere correlata anche a problemi muscolo scheletrici localizzati nella regione del collo o ad altri fattori quali la tensione emotiva o fisica in generale.

Può essere cronica o episodica (a sua volta sporadica o frequente).

 

Quali i Sintomi?

Il mal di testa è solitamente lieve o moderato, generalizzato o spostato su un lato e spesso descritto come una morsa intorno alla testa, che diffonde spesso verso o dal collo.

La cefalea di tipo tensiva episodica-frequente si presenta, al pari dell’emicrania in ricorrenti episodi che durano da poche ore a qualche giorno.

 

Chi Colpisce?

Questo tipo di cefalea più iniziare nell’adolescenza e raggiungere il picco nei trentenni. Colpisce per lo più le donne.

 

Fattori Scatenanti

  • Stress
  • Ansia
  • Depressione
  • Tensione muscolare (errata postura e disfunzione oro-mandibolare)

 

La Cefalea a Grappolo

Quali le Cause?

Sembra che gli attacchi si associno ad una attivazione della sostanza grigia dell’ipotalamo posteriore.

Può essere episodica o cronica.

 

Quali i Sintomi?

La cefalea a grappolo si manifesta come strettamente monolaterale, di intensità severa, con un dolore atroce intorno all’occhio; si ripete frequentemente, una o più volte al giorno, soprattutto di notte, è di durata breve (da 30 a 60 minuti). Si presenta con segni caratteristici che compromettono la stessa parte del corpo tra cui: l’occhio arrossato e lacrimante, narice chiusa o che cola muco, abbassamento della palpebra,  spiccata agitazione (il paziente non può rimanere a letto).

La cefalea a grappolo episodica si verifica con attacchi che si manifestano in periodi denominati “grappoli”, tipicamente della durata di 6-12 settimane, una volta all’anno o ogni due anni, indicativamente sempre nello stesso periodo o intervallati da una fase di remissione che può durare mesi o anni.

Chi Colpisce?

Colpisce per lo più adulti tra i 20 e 40 anni ed affligge per lo più uomini.

 

Fattori scatenanti

  • Alcool
  • Istamina
  • Nitroglicerina

 

Cefalea da abuso di farmaci

Quali le Cause?

La causa sembrerebbe un utilizzo cronico ed eccessivo di farmaci per il trattamento del mal di testa. Tutti questi farmaci, se utilizzati in eccesso, portano a questa situazione, con un meccanismo d’azione non chiaro. Tra i fattori di rischio ci sono la frequenza, la regolarità e la durata di assunzione del farmaco. Bassi dosaggi giornalieri presentano un rischio maggiore di sviluppare tale complicazione rispetto a dosi settimanali più elevate.

Quali i Sintomi?

Tale cefalea è opprimente e persistente e si sviluppa spesso al risveglio o durante la mattina (sintomo tipico di tutti gli intossicati).

All’inizio è peggiorata dai tentativi di interruzione del trattamento. Successivamente alla sospensione del farmaco, i sintomi spariscono in due mesi.

Può accadere che nel tempo chi soffra frequentemente di mal di testa assuma altrettanto frequentemente un farmaco. Nello stadio finale il dolore persiste tutto il giorno, fluttuando con l’assunzione del farmaco, che viene ripetuta ogni poche ore.

Chi Colpisce?

Colpisce più le donne degli uomini.

 

Quali i Fattori scatenanti?

Questa cefalea è associata all’uso regolare di farmaci analgesici semplici per più di 15 giorni al mese e/o all’uso regolare di oppiodi, di derivati dell’ergot (ergotina, triptani o qualsiasi loro combinazione) per 10 o più giorni al mese.

 

PARTE SECONDA

Una volta fatta questa doverosa, anche se lunga, premessa,

parliamo ora dell’aiuto che l’Omeopatia può dare a chi soffre di Mal di Testa.

Non ripeterò mai abbastanza che l’omeopatia non guarda alla causa del mal di testa, così come per tutte le altre patologie, ma ai sintomi con cui esso si manifesta.

Che significa? Che all’omeopatia non serve avere una diagnosi precisa. Serve una chiara descrizione dei sintomi. Almeno per agire velocemente a livello sintomatico. Una diagnosi accurata è, invece, utile che venga fatta dal medico omeopata, per poter agire con una terapia di fondo che diradi o faccia cessare gli attacchi.

Importante rimane anche la scelta del livello a cui vogliamo agire: possiamo agire velocemente a livello sintomatico, oppure possiamo agire ad un livello più profondo, andando ad esaminare la costituzione del soggetto che abbiamo di fronte e capire se il mal di testa è solo uno dei sintomi di una condizione di dos-equilibrio costituzionale del soggetto.

E’ chiaro che i due approcci sono molto diversi per farmaci da utilizzare, tempi e modi della terapia e figure professionali di riferimento a cui rivolgersi.

In ogni caso, il paziente che soffra di mal di testa che voglia cercare rimedio con le cure omeopatiche, dovrà prestare molta attenzione ai sintomi, alle modalità con cui si presenta il mal di testa, alla lateralità, ai miglioramenti e ai peggioramenti, all’ora di inizio e alla durata del mal di testa. Alla periodicità o ciclicità. Per le donne, al legame o non col ciclo mestruale, se viene prima durante o dopo il ciclo, se migliora quando il flusso si avvia o no, ecc…

Mentre la medicina tradizionale dispone un arsenale di farmaci sicuramente molto potenti tra analgesici, antinfiammatori, oppiacei, vasocostrittori, ma piuttosto ristretto, l’arsenale dei farmaci omeopatici da poter utilizzare per la cura del mal di testa è enorme.

L’unico problema è che se il farmaco non è quello giusto per quello specifico mal di testa, il farmaco omeopatico non funziona.

Tento di spiegarmi meglio. Se avessi un mal di testa tipo emicrania e avessi in casa un analgesico classico, tipo ibuprofene, potrei provare ad assumerlo aspettandomi che funzioni sia che il mio mal di testa coinvolga il lato destro del capo si che coinvolga il lato sinistro. La stessa cosa non vale per l’omeopatia che disporrà invece di farmaci diversi per l’emicrania destra e per quella sinistra.

La grande soddisfazione di curare un mal di testa con l’omeopatia consiste, una volta azzeccato il rimedio, sia nella rapidità d’azione del farmaco sintomatico, sia dell’assenza di effetti collaterali normalmente presenti in tutti gli analgesici e antinfiammatori.

E’ chiaro che, invece, la terapia di fondo, per rimettere a posto la costituzione e ridurre il numero degli attacchi, sia una cosa più lunga che vada fatta sotto il controllo del medico omeopata e che abbia una azione molto più profonda.

Ai diversi tipi costituzionali in cui possiamo dividere la popolazione,  potremmo attribuire tre diverse tendenze di mal di testa.

I soggetti carbo-sulfurici tenderanno  a soffrire di un mal di testa da “intossicazione”, dovuto sia alla quantità di cibo, di alcolici o di stimolanti ingurgitati a causa dell’appetito o allo stress accumulato. Questo tipo di soggetti, più spesso i sulfurici, avranno delle abitudini di vita sregolate, tenderanno a fare tardi la sera e a dormire poco. Avranno necessità di assumere sostanze stimolati per mantenere il proprio stile di vita, magari anche solo una considerevole quantità di caffè per mantenersi in piedi nell’arco della giornata per portare a termine tutti gli impegni presi. Avranno infine accumulato nell’arco della settimana una tale quantità di stress che, spesso, questi soggetti, soffrono di mal di testa o durante il fine settimana o anche spesso la mattina al risveglio, momenti in cui l’organismo deve ancora attivare i processi di espulsione delle tossine. Questi soggetti sono quelli che la domenica hanno bisogno di andare a correre perché si sentono meglio, potendo in questa maniera, attivare la via di espulsione delle tossine anche attraverso la sudorazione.

 

Diverso il caso dei soggetti muriatici, in cui il mal di testa, più che da intossicazione, è un mal di testa da applicazione, da sforzo intellettivo. Il soggetto muriatico è un soggetto introverso, molto intellettuale. Spesso quando è scompensato questo sforzo cerebrale, unito magari allo stress, lo porta a dei mal di testa da applicazione o anche da scarico psico-somatico.

 

I mal di testa nei soggetti fosforici sono perlopiù  da esaurimento energetico. Il soggetto di costituzione fosforica,  è quello che ha una potentissima attività intellettuale ed una scarsissima resistenza allo sforzo sia fisico che mentale. Pertanto tale soggetto sarà quello che più di tutti potrà ricorrere a sostanze stimolanti (anche stupefacenti) per tentare di colmare questa sua lacuna energetica. E’ il mal di testa frequente negli studenti longilinei. Spesso in questi soggetti il mal di testa arriva non nelle ore del mattino, bensì  più tardi nella giornata, dopo lo sforzo o comunque quando le energie iniziano a scarseggiare.

Quali i farmaci omeopatici per la cura del mal di testa?

Si potrebbero classificare i farmaci omeopatici per il mal di testa in tanti modi.

Un criterio può essere quello di legare il mal di testa ad un altro sintomo o possibile causa scatenante. Divideremo così i farmaci tra:

  1. Farmaci per Cefalee con Disturbi Digestivi
  2. Farmaci per Cefalee con Disturbi Circolatori
  3. Farmaci per Cefalee con Astenia
  4. Farmaci per Cefalee da Disturbi Ormonali

Per ogni tipologia di farmaci, potremo poi individuare farmaci sintomatici e farmaci per terapie di fondo.

1.Farmaci per Cefalee con Disturbi Digestivi

Sintomatici:

Iris Versicolor: emicrania destra o a lati alterni, alla tempia, sopra o sotto l’occhio. Cefalea settimanale o del fine settimana, di chi non ha capacità di rilassamento. Visione offuscata prima della cefalea o di macchia nera nel campo visivo. Vomito acido, bruciante  durante la cefalea che non porta sollievo.

Lac Defloratum: cefalea frontale con nausea, vomito e brividi. Cefalea degli stitici che compare dopo diversi giorni di stipsi. Parte dalla fronte e si irradia all’occipite. Avversione o intollerante per il latte.

Lac Caninum: cefalea che si alterna da un lato all’altro, o nel corso dello stesso attacco o da un episodio a quello successivo.  Cefalea a che peggiora affaticando la vista o muovendo i bulbi oculari dal basso verso l’alto. Vertigini.

 

Di Fondo:

Lycopodium: sopra l’occhio destro , peggiorato al mattino presto.  Di origine digestiva. Talvolta accompagnato da turbe visive (vede solo la metà sinistra degli oggetti). Peggiora col caldo e migliora col freddo. Compare ritardando l’ora del pasto.

Nux Vomica: al risveglio dopo eccessi alimentari. Spasmi. Irritabilità. Peggiorato da rumore, luce, attività mentali e prima delle mestruazioni.

Sepia: emicrania sinistra, specialmente sopra l’occhio sinistro. Difficoltà digestive, stipsi, emorroidi. Peggiorata col digiuno, in menopausa, prima o durante le mestruazioni.

Sulphur: in soggetti con tendenza alla congestione, emicranie epato-digestive, cefalea del fine settimana, con sensazione di bruciore al vertice della testa, migliorata con applicazioni fredde. Come di fascia attorno alla testa. Periodica. Pressione arteriosa alta.

Psorinum: mal di testa preceduto da attacchi di benessere o euforia. Periodico. Peggiorato dal digiuno. Appetito durante la crisi. Migliora con il caldo.

 

2. Farmaci per Cefalee con Disturbi Circolatori

Sintomatici:

Belladonna: Fenomeni di congestione acuti con comparsa brutale.Emicrania e cefalea che inizia dalla zona occipitale e si irradia alla tempia destra o alla fronte e si stabiliscono intorno all’occhio destro. Picco alle 3 del pomeriggio. Dolori pulsanti, midriasi, fotofobia, rossore del viso. Peggiora con i movimenti, con il rumore, con la luce, con le mestruazioni, col calore. Migliorata da applicazioni fredde, sdraiandosi al buio, con la pressione o fasciandosi la testa. –Come un coltello, come se gli occhi fossero spinti fuori dalla testa, da fare impazzire-.

Glonoinum: come Belladonna, ma tutto più accentuato. Intolleranza al calore radiante durante la crisi. Possibili aree di cecità nere o colorate. Sclere degli occhi iniettate di sangue, faccia arrossata, carotidi pulsanti.

Melilotus: affine a Glonoinum. Congestione cefalica migliorata dall’epistassi o dal ciclo mestruale, con carotidi pulsanti.

Sanguinaria: dolori pulsanti e lancinanti. Rossore circoscritto alle guance, vampate di calore . Emiranie periodiche, del fine settimana, soprattutto a destra. Dolori dal collo o dall’occipite al vertice che poi raggiungono la fronte e quindi l’occhio destro. Iniziano la mattina, raggiungono il massimo a mezzogiorno e scompaiono la sera. Peggiornano col rumore la luce, il movimento. Migliorano da stesi, al buio, dopo eliminazione di gas intestinali o gastrici o col vomito.

Gelsemium: attacchi preceduti da disturbi della vista (può vederci doppio). Dolori ai globi oculari che sembrano contusi, palpebre pesanti. Cefalea a predominanza occipitale, che parte dal collo o dalle spalle e si irradia all fronte. Apatia e prostrazione. Migliora tenendo alta la testa e con la minzione.

Secale cornutumApis: il primo agisce sullo spasmo delle piccole arterie, Apis sull’edema. Entrambi migliorati dal freddo o da applicazioni fredde.

Veratrum Viride: manifestazioni di congestione negli ipertesi. Viso rosso, occhi iniettati, testa calda pesante, pupille dilatate. Diplopia. Rispetto a Bell., Aconit., Glon., presenta bradicardia, polso debole, pallore e sudorazione sedendosi.

Ferrum Metallicum: cefalee pulsanti, martellanti, con vampate vasomotorie sul viso. Durano a lungo. Soggetto anemico, ipoteso, con congestione pletorica. Viso rosso, piedi freddi.

 

Di Fondo

Sulphur

Aurum Muriaticum: stato vascolare ipertensivo. Irascibile, ipersensibile, ansioso, depresso. Idee suicide. Freddoloso che migliora con acqua fredda e aria fresca.

Strontium Carbonicum: congestione e cefalea. Aumento della pressione arteriosa. Tachicardia, poi bradicardia. Peggiora col fresco.

Lachesis: donne in menopausa. Alcolisti. Cefalee pulsanti, sovraorbitali o temporali. Specie a sinistra o al vertice. Miglioramento con le mestruazioni e con le eliminazioni in genere. Peggiorato col calore, sole e bevande alcoliche.

 

3. Farmaci per Cefalee con Astenia

Sintomatici

Kalium Phosphoricum: cefalee degli studenti, di chi è mentalmente sovraccaricato. Nervosismo, irritabilità. Vertigini. Desiderio sessuale aumentato.

Phosphoricum Acidum: soggetti giovani, magri e stanchi. Esaurimento nervoso con memoria indebolita. Cefalea ed emicrania con testa pesante e sensazione di pressione al vertice –Come se un peso stesse premendo sulla testa-.

Zincum Metallicum: Soggetti pallidi, nervosi, stanchi, con agitazione ai piedi. Lenti a capire per esaurimento mentale. Calo acuità visiva. Cefalea occipitale, con freddo alla parte anteriore e caldo all’occipite. Cefalea peggiorata bevendo vino.

Anacardium Orientale: Cefalee degli studenti per sovraffaticamento intellettuale. Irritabilità, sdoppiamento della personalità. Cefalea che migliora mangiando.

Ignatia: Ipersensibilità, isteria. Cefalea dopo dispiacere.Cefalea -Come di chiodo ficcato nella testa– , nella regione parietale o occipitale. Migliora con la distrazione. Attacchi scaturiti dall’odore del tabacco di chi fuma vicino, ma non eventualmente del proprio fumo.

 

Di Fondo

Natrum Muriaticum: adolescente sovraffaticato dallo sforzo e dalle veglie. Cefalea da dispiacere. Rimugina con continuità. Cefalea del mattino (dalle 10 alle 15) con capogiri. Pulsante e persistente. –Come martelli che picchiano la testa-. Migliora al buio, al silenzio. Peggiorata dalla luce, dal caldo, dal sole, leggendo.

Calcarea Phosphorica: Cefalee dei bambini ed adolescenti che crescono troppo in fretta. Degli inappetenti , stanchi.

Silicea: individui deboli, demineralizzati. Rachitismo. Nervosismo, vivacità intellettuale, ma scarsa fiducia in se stessi. Cefalee ed emicranie croniche, che iniziano dal nuca, salgono al vertice e raggiungono l’occhio destro o entrambi gli occhi. sensazione di testa che esplode. Migliorano avvolgendo la testa con qualcosa di caldo, sdraiato al buio con gli occhi chiusi.  Cefalea da sinusite. –Vorrei, ma non posso. Non ce la faccio-> mal di testa. Peggiorate dal freddo, dallo sforzo mentale, scoprendo la testa.

 

4. Farmaci per Cefalee da Disturbi Ormonali

Sintomatici

Cyclamen: cefalee ed emicranie oftalmiche. Precedute da attacchi visivi o vertigini. Massima intensità durante le mestruazioni. Peggiora all’aria a porta e con il caffè . Faccia pallida con occhiaie.

Actaea Racemosa – Cimicifuga: cefalee e emicranie proporzionali al flusso mestruale. Che si irradia da o verso la regione cervicale. Cefalea e torpore mentale associati a rigidità cervicale, con senso di contusione e pesantezza. Migliora all’aria aperta.

 

Di Fondo

Pulsatilla: cefalee congestizie, pulsanti, che peggiorano col calore e migliorano all’aria fresca. Cefalea che si presenta all’ultim’ora del flusso mestruale.

Sepia

Lachesis

 

Consiglio: cimentarsi con una cura omeopatica fai-da-te per il mal di testa è una cosa tantino complessa. Molti farmaci coprono sintomi uguali, ma appartengono a costituzioni differenti.

In questo caso è possibile l’uso di farmaci complessi, che possano coprire più sintomi contemporaneamente e che diano sollievo nell’immediato.

Alcuni dei più famosi in commercio hanno queste composizioni:

 

Sarà sempre possibile l’associazione di un rimedio sintomatico, sia semplice che complesso, da assumere più volte al giorno, in concomitanza della crisi, a uno o più rimedi di fondo che vadano ad agire sul riequilibrio costituzionale di ciascun individuo.

E’ in ogni caso necessario, per evitare inutili perdite di tempo ed accumulo di altre frustrazioni per l’ennesimo tentativo andato male, rivolgersi a figure specializzate  ed evitare caldamente il fai-da-te!

 

Leggi anche:

Combatti il Mal di Testa con l’Omeopatia

 

Brambilla E. e altri. Manuale pratico del farmacista. 2012-13. Meditor Italia srl. Milano
Chiriacò D. Santini A.. Omeopatia Clinica – Repertorio e  Costituzioni. 2008. Nuova Ipsa. Palermo.
Morrison R. Manuale guida ai sintomi chiave e di conferma. 1998. Bruno Galeazzi Editore. Bassano del Grappa.
Demarque D. e altri. Farmacologia e materia medica omeopatica. 2013. Tecniche Nuove. Milano.

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Come l’Omeopatia può risolvere i problemi delle tue gambe

Con l’avvicinarsi della stagione estiva e con l’innalzamento delle temperature, piccoli fastidi alle gambe, che magari durante l’inverno vengono tollerati (più o meno bene), vengono fuori prepotentemente.

Chi lavora, come me, sette otto ore al giorno in piedi ha già capito che stiamo parlando di insufficienza venosa, un disturbo molto diffuso che colpisce tra il 30 e il 40% della popolazione adulta.

Le gambe possono risultare gonfie a causa di un aumento di pressione nelle vene e dell’assorbimento linfatico che il nostro organismo mette in atto per compensare la bassa capacità di pompaggio del sangue verso il cuore.

In alcuni casi può manifestarsi anche dolore alle gambe avvertito al momento di alzarsi in piedi o poco dopo.

Il gonfiore può estendersi poi anche alle caviglie e le gambe possono essere avvertite come stanche o pesanti.

Ci possono essere anche vene varicose, vene superficiali delle gambe che si sono dilatate a causa della  perdita di elasticità delle proprie pareti e che non riescono a pompare più il sangue verso l’alto.

Altre condizioni  si manifestano poi solo in caso di malattia avanzata, come ad esempio l’oscuramento della pelle dovuto alla stasi dei globuli rossi, allergie, infiammazioni e infezioni ricorrenti della pelle.

L’insufficienza venosa cronica e tutte le sue manifestazioni sono causate dall’incapacità delle vene delle gambe di pompare un volume di sangue sufficiente.

Quando stiamo in piedi, il sangue per risalire verso il cuore deve vincere la forza di gravità e questo è possibile soprattutto grazie al lavoro muscolare dei polpacci. I muscoli si contraggono e spingono il sangue verso il cuore e, quando si rilassano, le valvole che si trovano all’interno delle vene si chiudono per impedire il reflusso del sangue. Questo sistema è detto POMPA VENOSA.

Segue chiaramente che se i muscoli rimangono sempre rilassati, la pompa muscolare non funziona, il sangue rimane nelle vene e non viene pompato verso il cuore e da qui inizia tutta la serie dei sintomi descritti in precedenza.

E’ quindi chiaro che il primo nemico dell’insufficienza venosa è la sedentarietà, anche se ci possono essere dei soggetti predisposti geneticamente. Molta attenzione devono fare anche soggetti obesi con una storia di trombosi venosa profonda che può provocare indebolimento delle pareti e danni alle valvole.

 

Quali sono i fattori di rischio dell’insufficienza venosa cronica?

Abbiamo già parlato di una certa predisposizione genetica ai disturbi della circolazione periferica (che in omeopatia terremo ben presente e chiameremo diatesi o tendenza patologica).

Altri fattori che aumentano il rischio di insufficienza venosa cronica sono:

  • obesità
  • gravidanza
  • mancanza di esercizio fisico
  • fumo
  • stare in piedi o seduti per lunghi periodi di tempo

 

Quindi se è vero che la predisposizione è un fattore importante, altrettanto lo sono lo stile di vita e le corrette abitudini.

Se non si interviene per tempo, questa problematica può evolvere in altre condizioni più pericolose. Vediamone alcune.

La trombosi venosa profonda è determinata dalla formazione di coaguli di sangue all’interno delle vene profonde che bloccano il flusso del sangue verso il cuore. Può essere dovuta ad una lesione del rivestimento della vena, all’eccessiva coagulazione del sangue o al rallentamento del flusso ematico al suo interno.

La flebite è caratterizzata da gonfiore ed infiammazione di una vena superficiale o profonda. L’infiammazione può causare anche la formazione di coaguli e di conseguenza lo sviluppo di trombosi venosa profonda.

Quando si parla di trombo-flebite si intende una condizione caratterizzata da dalla formazione di trombi accompagnata dall’infiammazione della vena.

Le vene varicose si formano in genere a causa di una eccessiva debolezza delle pareti delle vene superficiali che finiscono per perdere elasticità e dilatarsi.

Con il progredire della stasi sanguigna, si va incontro ad una alterazione del microcircolo periferico. I capillari aumentano la loro permeabilità, provocano la fuoriuscita di globuli e molecole di grandi dimensioni nei tessuti circostanti con un accumulo di materiali di scarto e conseguente cattiva ossigenazione tissutale.

 

Quali sono le principali terapie a disposizione?

Iniziamo sempre col valutare quali sono i farmaci o rimedi che mette a disposizione la medicina tradizionale.

  • Terapie farmacologiche anti aggreganti a base di eparine a basso peso molecolare vengono utilizzate ai fini di prevenire la trombosi venosa profonda. Le eparine  vengono iniettate per via sottocutanea ogni 24 ore per circa cinque giorni o finché il medico non istituirà una adeguata terapia anti coagulante orale.Principali effetti indesiderati: emorragia e trombocitopenia, reazione nella sede di iniezione.
  • Warfarin e farmaci anticoagulanti antagonisti della vitamina K, sono utilizzati nella profilassi e nel trattamento delle trombosi venose profonde. Impiegano almeno 48-72 ore per sviluppare pienamente il loro effetto. Si possono somministrare insieme alle eparine. Controindicati in gravidanza (sono teratogeni), in caso di ulcera peptica e ipertensione grave.Principali effetti collaterali: emorragia e ipersensibilità, rash cutaneo e, dopo uso prolungato, alopecia, diarrea, riduzione dell’ematocrito.

Poi ci sono farmaci a base di principi attivi di origine vegetale, quali ad esempio la diosmina, la rutina e l’esperidina.

  • La cumarina viene estratta da piante del genere meliotus. Questa sostanza è capace di degradare sostanze presenti nel liquidi accumulati tra un vaso e l’altro, di accelerare il drenaggio linfatico e di aumentare il tono dei vasi venosi e linfatici.
  • L’escina, estratta dall’ippocastano, contrasta la formazione di edemi e gonfiori normalizzando la permeabilità capillare. Ha in più attività anti infiammatoria.
  • Antocianosidi, flavonoidi, tannini, catechine, estratti di vite rossa, presentano attività protettrice sui capillari , antiedemigena e venotonica.
  • La centella asiatica migliora invece le alterazioni della parete venosa e protegge l’endotelio venoso.

Rispetto ai farmaci di sintesi, queste sostanze di origine vegetale hanno tre vantaggi:

  1. Possono essere estratte con costi minori, favorendo conseguentemente l’aderenza alla terapia da parte del paziente (chi ci soffre, ci soffre a vita…);
  2. Presentano un ottimo profilo di sicurezza e possono essere impiegate per tempi lunghi (vedi sopra);
  3. Prevengono le possibili complicazioni e stabilizzano la situazione.

 

Perché può essere utile l’Omeopatia?

Abbiamo visto che le patologie circolatorie periferiche possono essere scatenate da diversi fattori, alla cui base c’è comunque una certa predisposizione genetica e che i trattamenti tradizionali si limitano a tamponare i sintomi (trattamenti d’urgenza) e a stabilizzare l’infiammazione.

I rimedi omeopatici possono entrare in gioco a più livelli, almeno un livello sintomatico ed un livello cronico (con la speranza, se non siamo arrivati troppo tardi, di poter riequilibrare quella predisposizione ereditaria alla patologia venosa).

Sotto stretto controllo del medico omeopata sarebbe possibile impostare anche una terapia anticoagulante, volendo anche d’urgenza.

Iniziamo col dire che il metodo omeopatico costituzionale individua, nel campo delle patologie circolatorie, due principali tendenze patologiche (diatesi): quella che va sotto il nome di Tubercolinismo e quella, sicuramente più grave, che va sotto il nome di Luesinismo.

Conseguentemente, i soggetti più colpiti da questo tipo di disturbi saranno soggetti appartenenti alle costituzioni in cui queste tendenze patologiche sono maggiormente rappresentate, cioè dire, rispettivamente, costituzioni  fosforiche e sulfuriche .

I fosforici sono portatori di tubercolinismo (stasi venosa, insufficienza venosa, geloni e cianosi all’estremità);

i sulfurici, sono  portatori di luesinismo, tendenza patologica che porta, nel nostro caso, a perdita di elasticità dei tessuti, lassità e sclerosi.

 

Queste predisposizioni costituzionali sono  facilmente verificabili a livello familiare.

Intere famiglie soffrono di problemi di circolazione periferica, così come intere famiglie soffrono di emorroidi, così come intere famiglie soffrono di vene varicose o presentano storie di interventi chirurgici più o meno importanti.

Si potrà intervenire, quindi,  con medicinali omeopatici profondi, prescritti dal medico, sulla base della costituzione e delle tendenze patologiche del soggetto al fine di neutralizzarle e quindi, per il riequilibrio della diatesi tubercolinica, verranno utilizzati maggiormente rimedi quali:

  • PULSATILLA
  • SEPIA
  • LYCOPODIUM
  • HAMAMELIS
  • ZINCUM

Mentre, per soggetti per lo più sulfurici, in cui prevale la diatesi luesinica verranno utilizzati:

  • LACHESIS
  • CALCAREA FLUORICA
  • FLUORICUM ACIDUM

 

Il rimedio unitario, se scelto adeguatamente, velocizza di molto il decorso, diminuisce i sintomi ed agisce sulle cause.

Il rimedio composto associato all’allopatia copre una serie di sintomi rispetto  al farmaco allopatico che solitamente agisce su uno solo.

Tramite l’uso dell’omeopatia, si può agire anche di prevenzione o si può intervenire sui sintomi dell’insufficienza venosa sempre con ottimi risultati. Rimane il limite delle vene varicose dove il tessuto elastico delle vene ha ormai ceduto e non è più possibile riequilibrare niente, ma si può sicuramente bloccare la patologia ed evitare che progredisca.

Possiamo agire in acuto

  • sia sui singoli episodi di flebite o di trombo flebite, anche aiutando le tradizionali terapie allopatiche a base di anticoagulanti e flavonoidi,
  • sia sugli episodi di insufficienza venosa cronica, come supporto nel caso in cui i fastidi si protraggano ad esempio per alcuni mesi (come ad esempio d’estate) o a causa di alterati stili di vita (ad esempio un nuovo lavoro o un cambio di mansione).

 

Vediamo alcuni dei principali rimedi omeopatici sintomatici utilizzabili nell’insufficienza venosa.

Arnica montana: (gambe pesanti e stanche):  aumenta la circolazione del sangue e l’attività cardiaca. Molto utile in soggetti che stanno spesso in piedi, nei pazienti con varici grandi, nelle donne in gravidanza con vene varicose aggravate dalla gravidanza, ecchimosi (lividi) al minimo urto, sensazione di dolore e contusione.

Hamamelis virginiana:(vene dilatate e dolorose): vene varicose, larghe, dolenti, irritate e pungenti,  peggiorate in gravidanza e con le  mestruazioni.

Pulsatilla:  disturbi della circolazione venosa: vene varicose, dilatazione venosa, pelle delle gambe o il viso chiazzata e bluastra, congelamento. Stasi venosa essenziale,   pelle bluastra il cui aspetto è marmorizzato.  Il soggetto peggiora con il calore e migliora all’aria fresca.

Sepia: utilizzata in caso di gambe pesanti, quando la situazione peggiora stando  in piedi o calpestando qualcosa e migliora quando il soggetto è  disteso o compie esercizi veloci. Grandi pacchetti di vene varicose . Sepia è un importante rimedio venoso, le gambe sono pesanti, come paralizzate dopo il sonno. I sintomi peggiorano al mattino e alla sera, prima e durante le mestruazioni.

Zincum metallicum: è un medicinale omeopatico usato in flebologia per la sindrome delle gambe senza riposo con varicosità. Formicolii gambe e piedi, dolori brucianti lungo la tibia. Crampi notturni.

Vipera rediin caso di gonfiore periferico (edema)  e infiammazione, associati con le gambe pesanti ,peggiorato  con le gambe  penzolanti. Rimedio ad azione anticoagulante, da utilizzare sempre a basse diluizioni (5-9 CH).

 

Chiudiamo poi con una sorta di protocollo omeopatico da utilizzare durante gli episodi acuti, come ad esempio una tromboflebite.

Si tratta di un mix di tre farmaci omeopatici, che somministrati insieme nell’arco della giornata, copre la maggior parte dei sintomi di cui abbiamo chiacchierato fino ad ora e funzionano a bassa diluizione un po’ su tutte le costituzioni.

Utilizzeremo pertanto:

  1. Pulsatilla, un rimedio tubercolinico per combattere la stasi venosa,
  2. Mercurius Solubilis, un rimedio luesinico che agisce sulle varici e sulle vene varicose (entrambi agiscono sul fenomeno infiammatorio) e
  3. Vipera Redi che è un rimedio anticoagulante.

 

Patologia acuta (tromboflebite)

PULSATILLA 5 CH 3 granuli due volte al dì

+

MERCURIUS SOLUBILIS 5 CH 3 granuli due volte al dì

+

VIPERA 5 CH 3 granuli una volta al dì

 

E’ chiaro che, anche se si tratta di un protocollo, è sempre bene discutere con il proprio medico o farmacista per capire se c’è la possibilità di personalizzarlo maggiormente sulla base dei propri sintomi  e valutare eventuali rischi legati alla concomitanza di altre terapie in corso.

 

Leggi anche:

Insufficienza Venosa: Prevenzione e Trattamenti Naturali

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Omeopatia e Menopausa

La menopausa è un evento fisiologico della vita della donna, in cui, in seguito alla cessazione della funzione ovarica e, quindi, del periodo di fertilità, scompaiono le mestruazioni. 

In realtà, la scomparsa delle mestruazioni è uno dei segni più evidenti che avvengono nel corpo della donna, ma non di certo l’unico.

 Clinicamente la diagnosi di menopausa si pone quando una donna non ha più mestruazioni da 12 mesi consecutivi, termine oltre il quale la donna può sospendere qualsiasi forma di contraccezione.

Quali sono i sintomi principali?

La diminuzione progressiva della produzione di ormoni femminili (estrogeni e progesterone), rappresenta la causa di tutti i sintomi che caratterizzano la cosiddetta “sindrome climaterica”. Si tratta di una serie di manifestazioni di carattere generale, che si presentano con intensità differente da soggetto a soggetto.

Possiamo dividere, ad esempio, tra sintomi acuti, sintomi intermedi e sintomi tardivi.

 

 SINTOMI ACUTI compaiono prima della menopausa vera e propria e tendono a regredire dopo 2-3 anni e tra questi ricordiamo:

  • fenomeni vasomotori: vampate di calore, aumento di intensità e frequenza del battito cardiaco (cardiopalmo), sudorazioni notturne; 
  • fenomeni neuropsichici: facile irritabilità, oscillazioni dell’umore, depressione, cefalee, insonnia, diminuzione del desiderio sessuale.

SINTOMI INTERMEDI  sono quelli legati all’invecchiamento di cute, mammelle e apparato urogenitale:

  • secchezza generalizzata, desquamazione, rughe profonde, perdita di turgore del seno, unghie fragili, capelli secchi, sindrome dell’occhio secco, maggior predisposizione a prolassi uterini e/o vescicali, incontinenza urinaria, incontinenza da sforzo, diminuzione del tono muscolare.
  • tendenza ad aumentare peso, meccanismo fisiologico, da considerare come una sorta di protezione naturale. Il grasso corporeo, infatti, consente all’organismo di trattenere più a lungo gli estrogeni; 

SINTOMI TARDIVI sono i più pericolosi, in quanto possono causare danni irreversibili:

  • osteoporosi 
  • malattie cardiovascolari.

 

Quali terapie a disposizione?

ll periodo in cui la donna vive nello stato di menopausa comprende una buona parte della sua vita complessiva. La convivenza, quindi, con i sintomi descritti in precedenza è decisamente lunga!

Recenti studi ci dicono che le donne che cercano un sollievo, una possibile cura durante questo periodo della vita sono soltanto il 10%.

In realtà è possibile vivere meglio con la menopausa, vediamo come è possibile intervenire.

Le terapie tradizionali comprendono:

la terapia ormonale sostitutiva,rappresentata da estrogeni e/o progesterone. Si tratta di una terapia efficace nel ridurre l’intensità dei fenomeni vasomotori (vampate di calore e sudorazione eccessiva), ma può determinare un aumento del rischio di insorgenza di tumori alla mammella, dell’utero, di ictus e di eventi trombo- embolici;

i trattamenti bioterapici : esistono piante medicinali e fito-estratti che hanno rivelato una significativa efficacia ed un ottimo grado di tollerabilità. I trattamenti bioterapici che hanno dimostrato avere l’efficacia maggiore sono in maniera particolare quelli ad elevato contenuto di isoflavoni (sostanze vegetali che simulano l’attività degli estrogeni, contenuti nella soia e nel trifoglio pratense).

Gli integratori a base di isoflavoni da trifoglio rosso e soia sono indicati nelle donne in menopausa per:

  • alleviare i sintomi della menopausa, quali vampate e ipersudorazione notturna;
  • mantenere il buono stato di salute delle ossa;
  • conservare i giusti livelli di colesterolo ematico;
  • contribuire alla prevenzione del tumore al seno e all’utero;
  • mantenere uno stato di benessere, senza provocare aumento di peso.

Queste terapie, nella maggior parte dei casi, sono del tutto insufficienti a coprire la maggior parte dei sintomi, motivo per cui, la maggior parte delle donne li abbandona e preferisce tenersi i fastidi nella speranza che passino presto.

 

Terapie complementari

L’Alcalinizazione.

una cosa piuttosto efficace, ma di cui molti medici e farmacisti non conoscono nemmeno l’esistenza, è la possibilità di consigliare alle pazienti in menopausa o pre- menopausa uno screening del pH delle urine che ci dà un’idea del grado di acidosi metabolica del loro organismo.

Con il ciclo mestruale infatti, buona parte dell’ “acidità” accumulata dall’organismo (per cause metaboliche, ormonali, legate all’alimentazione e a quant’altro) durante tutto il mese è come se venisse buttata fuori. Cessando il ciclo mestruale, è come se tutta l’ “acidità” rimanesse intrappolata nell’organismo femminile, contribuendo a buona parte dei sintomi della menopausa.

Come si effettua questo test? Semplice, bisogna solo procurarsi un contenitore per la raccolta delle urine e un kit di strisce reattive sensibili al pH tra 5 e 8. Un paio di volte al giorno si procede a raccogliere le urine e ad immergervi dentro una striscia reattiva e appuntare su un foglio il risultato.

Se nella maggior parte delle misurazioni si è ottenuto un valore sotto pH 6,5 allora, verosimilmente, il nostro organismo si trova in una condizione di acidosi metabolica.

Sarà necessario correggere in primis l’alimentazione, introducendo cibi che abbiano PRAL (Potential Renal Acid Load) più basso o addirittura negativo (esistono tabelle specifiche che si possono facilmente scaricare da siti specializzati).

Successivamente, se i risultati tardano ad arrivare, è possibile assumere per una paio di settimane almeno un integratore alcalinizzante.

L’acidosi metabolica in  menopausa è un fenomeno da non sottovalutare.  A lungo andare, il nostro organismo si difende da questa condizione mettendo in atto sistemi tampone che coinvolgono il metabolismo osseo e andando,di fatto, ad impoverire la massa ossea e accelerando il processo di osteoporosi.

 

L’aiuto dell’Omeopatia

L’aiuto dell’omeopatia può risultare utile in tutte le fasi della menopausa e può aiutare a coprire sintomi particolarmente fastidiosi, che magari, anche chi ha utilizzato già altre terapie, non è riuscito a coprire.

Si può impostare una terapia di fondo individualizzata e cucita sul singolo soggetto oppure si può ricorrere a rimedi unitari o complessi da usare come sintomatici.

Anche in questo caso, si può ricorrere all’omeopatia quando la medicina tradizionale smette di dare risposte o non è capace di coprire tutti i sintomi.

 

Vediamo insieme quali sono i principali rimedi da utilizzare per curarsi con l’omeopatia e facciamolo individuando le diverse classe di disturbi che maggiormente affliggono le donne in questa fase della loro vita.

All’inizio si possono avere frequentemente delle turbe mestruali, più precisamente quelle che si chiamano menorragie (cioè un’eccessiva perdita di sangue durante la fase mestruale del ciclo, sia eccessiva che prolungata rispetto alla normale durata e intensità fisiologica) o metrorragie ( un sanguinamento uterino atipico abbondante e protratto che avviene durante l’intervallo tra due mestruazioni consecutive).

Alcuni rimedi omeopatici possono essere utili in questa fase molto delicata che spesso le donne, ancora non pronte ad accettare l’idea di entrare in menopausa, scambiano per un ritardo del ciclo.

Per facilità possiamo dividere i rimedi omeopatici da utilizzare in questa fase sulla base del colore del sangue emorragico.

Se c’è sangue per lo più scuro

  • accompagnato da astenia intensa possiamo prendere in considerazione l’utilizzo di China, 
  • mentre se si manifestano contemporaneamente dolori e c’è un miglioramento generale col fresco, il rimedio potrebbe essere Secale Cornutum.

Se invece il sangue è rosso vivo potranno esserci utili:

Sabina, se contemporaneamente ci sono dolori uterini,

Trillium Pendulum, se si ha tendenza alla lipotimia (una sensazione di improvvisa debolezza che non comporta la completa perdita della coscienza),

Erigeron Canadese (rimedio utile per le emorragie primariamente, ma non esclusivamente, uterine che sono peggiorate dal movimento) se contemporaneamente si hanno problemi urinari o emorroidali.

 

Turbe Circolatorie

Le vampate di calore sono tra i sintomi acuti più fastidiosi e possono essere localizzate:

-alla testa e in questo caso potremo utilizzare

  • Belladonna, se ci sono pulsazione alle carotidi (anche con mani e piedi freddi),
  • Glonoinum, con pulsazioni alla regione cardiaca molto forti e visibili,

– alla faccia:

  • Lachesis: con sudorazione,
  • Phosphorus, che partono dallo stomaco,
  • Sepia, che peggiorano al mattino,
  • Sulphur, (o tutto il corpo) che peggiorano la notte,

– con arrossamenti circoscritti sulle guance: Sanguinaria Canadensis.

 

Pesantezza delle Gambe: utilizzeremo in questi casi rimedi classici di circolazione periferica tipo:

  • Vipera, se c’è sensazione di peso agli arti inferiori,
  • Arnica, in caso di ecchimosi spontanee e traumatiche,
  • Hamamelis, in caso di vene varicose larghe, dolenti, facilmente irritate e pungenti, 
  • Fluoricum Acidum, vene varicose con sensazione di peso con bruciore che migliora col freddo.

 

Per l’ Ipertensione climaterica potremo utilizzare rimedi classici di ipertensione tipo:

  • Ignatia, se c’è psicologicamente ipersensibilità (dispiaceri, delusioni d’amore, offese, …)  o isteria,
  • Nux Vomica, per donne in carriera competitive, impazienti, ambiziose ed energiche,
  • Aurum metallicum,  in caso di palpitazioni, depressione, con sintomi che migliorano alla sera,
  • Strontium Carbonicum, in caso di debolezza, depressione, e miglioramento generale col caldo.

 

Turbe Osteo Articolari – si sceglierà in questo caso il rimedio sulla base delle modalità con cui i dolori si presentano:

  • Sulphur Iodatum, dolori articolari e muscolari con bruciore interno,
  • TR, se i dolori sono peggiorati dal tempo freddo umido e soprattutto di notte,
  • Bryonia, se i dolori migliorano stando fermi,
  • Rhus Toxicodendron, se  i dolori migliorano col movimento,
  • Kalium carbonicum, donne appartenenti a costituzione carbonica, intossicate e freddolose,
  • Natrum Sulphuricum, in caso di obesità, peggioramento con l’umidità e depressione,
  • Silicea, se il soggetto tende alla magrezza e alla de-mineralizzazione,
  • Caulophyllum, decalcificazioni e osteoporosi con artrite soprattutto alle dita delle mani.

 

Turbe Psichiche: possono verificarsi due condizioni, irritabilità e depressione.

Se c’è irritabilità i rimedi da utilizzare saranno:

  • Nux Vomica, per donne in carriera competitive impazienti ambiziose ed energiche, rabbiose se contraddette,
  • Sulphur, per individui estroversi, disordinati, critici, che piangono in menopausa,
  • Chamomilla, se c’è rabbia, irritabilità, avversione ad essere toccate, sensibile al dolore.

 

Se predomina, invece, la depressione potremo utilizzare:

  • Aurum metallicum, in donne serie, malinconiche, che migliorano con la musica e soprattutto la sera,
  • Thuya, se c’è una condizione di bassa autostima, in donne che  non si sentono attraenti, se ci sono idee fisse o se insiste una certa paura dei tumori,
  • Sepia, per donne psicologicamente dure e indifferenti, sarcastiche,  tristi, che fuggono per la compagnia,
  • Natrum Muriaticum, donne d’aspetto magro e serio, responsabili, pignole, che tende a rimuginare sui dispiaceri del passato,
  • Causticum, donne idealiste e ribelle (può esserci anche anchilosi),
  • Conium, donne chiuse, dure, spesso nubili.

 

Come scegliere il rimedio omeopatico giusto?

Il rimedio andrebbe scelto sulla base di diversi criteri.

Sicuramente si partirà dal sintomo predominante (che magari non si è riusciti a tenera a bada con altre terapie) o che risulta essere quello principale fonte di fastidio per la donna.

Si possono abbinare sicuramente più rimedi  a patto che non siano incompatibili tra loro.

C’è anche  la possibilità di abbinare delle terapie “sintomatiche” per tenere a bada i singoli sintomi man mano che si presentano,  a terapie “di fondo” che aiutino a ritrovare al più presto una situazione di nuovo equilibrio.

Inutile dire che in menopausa più che mai è necessario evitare il fai-da-te e  affidarsi alla consulenza di un professionista della salute che può essere il farmacista, per essere aiutate a scegliere correttamente il rimedio sintomatico più giusto per la proprio caso o ancora un rimedio complesso che possa tenere a bada più sintomi contemporaneamente, o il medico nel caso in cui si presentino sintomi più seri che richiedano di essere monitorati nel tempo, in presenza di altre patologie gravi oppure  per iniziare terapie di “fondo”.

 

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Insufficienza Venosa: Prevenzione e Trattamenti Naturali

Equilibrio Acido-Base: Consigli e Rimedi per una Salute Ottimale

Sepia: Il Rimedio Omeopatico Essenziale per il Benessere Femminile

 

Video Consulenza Omeopatica tuttomeopatia

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