Dr. Dario Dinoi Posts

20 Farmaci Omeopatici da Portare in Vacanza

La mia famiglia è composta da me, mia moglie e tre bambini piccoli. Normalmente troviamo comodo per le nostre vacanze, muoverci in automobile, per tutta una serie di motivi.

Preparare le valige, avendo a disposizione il portabagagli di una monovolume, non è mai una cosa semplice.

La tentazione, non avendo restrizioni sul peso e sul numero di bagagli, è di portarsi dietro anche roba che non useremo mai. Negli anni, facendo tesoro anche degli errori commessi in precedenza, abbiamo affinato la tecnica di selezione delle cose più utili.

 

Per ovvi motivi la delega ai farmaci ce l’ho io.

Lavoro permettendo, stiamo fuori almeno una decina di giorni e mediamente ci muoviamo in mezza stagione (un momento dell’anno in cui può accadere meteorologicamente di tutto e le temperature possono variare dal tropicale al rigido e ci può essere anche una discreta escursione termica tra giorno e notte) e potenzialmente potremmo essere esposti sia a problematiche estive, che autunnali e il rischio di svaligiare la farmacia è sempre in agguato.

Ho iniziato quindi  a sviluppare una serie di criteri di auto-difesa.

 

Quali Farmaci?

Un criterio scontato è, per esempio, iniziare dai farmaci per le terapie croniche e valutare se tra questi ce ne possano essere alcuni che all’occorrenza utili anche ad altri membri della famiglia (vale sia per l’omeopatia che per le terapie tradizionali).

Inizio poi dai farmaci di emergenza che sarebbe difficile o scomodo recuperare, sia all’estero che in Italia, per via della necessità della prescrizione medica ad esempio:

  • un antibiotico a largo spettro,
  • un antipiretico,
  • un antiinfiammatorio / antidolorifico,
  • un cortisonico / anti-istaminico.

Poi, a seconda della stagione dell’anno in cui ci muoviamo e della nostra meta, la composizione dell’arsenale cambia, ma con alcuni punti fissi.

 

L’Area Gastro-Intestinale rimane sempre ben rappresentata:

  • prodotti per la stitichezza (lassativi orali o micro-clismi) – può capitare di bloccarsi in viaggio se si fanno tappe serrate e uno è abituato invece ad avere i suoi tempi;
  • prodotti per la diarrea (antidiarroico, fermenti lattici, reidratanti) – può capitare di mangiare qualcosa di sbagliato o di venire a contatto con popolazioni batteriche estranee al nostro organismo e quindi avere un paio di giorni di riassestamento;
  • prodotti per smaltire eventuali abbuffate e conseguenti nausee e vomiti (anti-acidi, pro-cinetici, anti-spastici, vari ed eventuali) – dovuti o a cibi particolarmente graditi al nostro palato o che non siamo abituati a digerire perché carichi di spezie o di altri ingredienti che scopriamo, solo dopo, risultarci indigesti!

 

Poi c’è l’Area Traumi (anti-infiammatori, anti-edemigeni) – che può comprendere prodotti per alleviare il dolore e per curare botte, cadute, ematomi  e lesioni o fastidi della pelle (antibiotico locale, cortisonico, anti-istaminico, antimicotico, lenitivo).

Bisogna poi pensare ai prodotti con posologie o formulazioni o principi attivi specifici per i bambini.

 

Quando entra in gioco l’Omeopatia?

L’omeopatia in viaggio può risultare in alcuni casi, non dico salva-vita, ma sicuramente “salva-vacanza”.

Spesso, anche quando sono in farmacia, uno dei luoghi comuni che devo sfatare più frequentemente, è quello che l’omeopatia  funzioni lentamente.

Invece, in vacanza, uno vorrebbe risolvere al più presto il problema che gliela  sta rovinando, per continuare a godersi il meritato riposo.

Chiariamo una volta per tutte (anzi, ci ritorneremo un sacco di volte) che ci sono due modi di utilizzare l’omeopatia:

  • per alleviare immediatamente un sintomo fastidioso o per velocizzare il decorso di una malattia (mi viene in mente un episodio di cistite, piuttosto che una gastro-enterite fulminante, piuttosto che una crisi di ansia);
  • per problemi cronici, per rimettere a posto alcune funzioni fisiologiche o metaboliche che nel tempo hanno deviato dal loro normale funzionamento. Detto in chiave costituzionale, per riportare la nostra costituzione in posizione di equilibrio.

 

E’ chiaro che, nel secondo caso, il lavoro da fare con l’omeopatia è molto più lento.

Bisogna individuare il percorso da compiere a ritroso per portare l’individuo in equilibrio. Questo al di là della malattia contingente, i cui sintomi vorremmo invece risolvere il prima possibile.

Questo tipo di percorso, che deve essere svolto sotto il controllo del medico, è molto più lento, ma che porta anche a grandi soddisfazioni per i pazienti, soprattutto nei casi in cui la medicina ufficiale ha smesso di dare risposte e si limita solo a tamponare i sintomi di una sindrome  o di una malattia.

 

“In vacanza, l’Omeopatia può risultare molto utile, a patto di azzeccare il prima possibile il farmaco giusto”!

 

Il caso più stupido: quello di una febbre.

Tradizionalmente sappiamo che se c’è una febbre e non siamo in grado individuarne immediatamente la causa, la prima cosa da fare è osservarne il decorso.

Se la temperatura sale sopra i 38-38.5°C dobbiamo tenere a portata di mano un antipiretico e se persiste oltre i due giorni, bisogna portare il malato dal medico che, fatta una diagnosi, deciderà come meglio intervenire.

Ovviamente fare questa cosa se sei fuori in vacanza, peggio se sei all’estero o ai tropici, è un tantino scomodo.

Se siamo abituati ad utilizzare l’omeopatia da anni e abbiamo capito, grosso modo, come funziona, allora può essere di grande aiuto in entrambe queste possibilità:

 

  1. siamo nelle condizioni di individuare e di utilizzare al più presto il simillimum o comunque il farmaco che meglio al momento rispecchia il quadro sintomatico del paziente: abbiamo vinto! Può essere che, se va tutto liscio e non ci sono complicazioni, riusciamo a risolvere il problema nel giro di poche ore;

 

  1. non siamo in grado di individuare il simillimum (o comunque non ce lo siamo portato dietro o in farmacia non ce l’hanno e ordinandolo arriverebbe in due giorni perché ci troviamo in un’isola deserta) : allora possiamo accontentarci anche di farmaco simile a bassa diluizione (5-9 CH) per coprire molti dei sintomi della patologia di cui stiamo soffrendo o meglio ancora di un rimedio complesso, che possa contenere al suo interno tutta una serie di rimedi utilizzabili per la stessa patologia. Magari non guariremo completamente in poche ore, come faremmo invece nel primo caso, ma comunque copriremo la sintomatologia al 70-80% e velocizzeremo in ogni caso la guarigione.

 

“E’ possibile utilizzare contemporaneamente omeopatici e farmaci tradizionali”

 

In questo caso potremmo velocizzare l’efficacia di questi ultimi.

Non dimentichiamo che in vacanza velocizzare il decorso dei sintomi di una malattia è di vitale importanza. Anche accelerare la guarigione di soli uno due giorni significa portare a casa un grande risultato. Si va in vacanza pochi giorni all’anno e se proprio allora uno si ammala, vuole come minimo che passi tutto al più presto per godersi i giorni rimasti.

 

Quali i Farmaci Omeopatici UNITARI da portare in viaggio?

La mia trousse ha venti spazi che possono ospitare altrettanti farmaci.

Io la riempio cosi:

 

  1. Aconitum: Paura, shock dopo un trauma o incidente, febbre improvvisa
  2. Apis: Dolori pungenti, gonfiori ed edemi, orticaria, sintomi che migliorano con     applicazioni fredde
  3. Arnica: Traumi con travaso di sangue, contusioni e distorsioni, dolori muscolari, vene (neonato o bambino che cade di testa procurandosi il classico bernoccolo)
  4. Arsenicum album: Intossicazione alimentare, diarrea (non hai saputo resistere a quei frutti di mare)
  5. Belladonna: Otiti, faringiti, tonsilliti, febbre, influenza e infiammazioni in generale
  6. Cantharis: Cistite che brucia, con stimolo frequente, ma  anche dolore dopo una scottatura che ha provocato bolle grandi (Hai deciso di improvvisarti cuoca e insieme ai panzerotti hai fritto anche un pezzo di mano)
  7. China: Gonfiori, coliche, eruttazioni e flatulenze, collassi da disidratazione (la diarrea o la troppa perdita di liquidi ti ha disidratato)
  8. Cocculus Indicus: Vertigini e mal d’auto o chinetosi in generale (il tuo partner o il pilota dell’aereo guida come un cane)
  9. Colocynthis: Coliche intestinali, anche calcoli biliari e renali, migliorano piegati in avanti
  10. Gelsemium: Ansia, paura che immobilizza, cefalea  che parte dal collo o dalla nuca
  11. Histaminum: Un anti-istaminico “ a largo spettro”
  12. Hepar sulphur: Suppurazione (il classico ascesso dentale, ma anche un bubbone)
  13. Ignatia: Crisi isterica (arrivi a destinazione e scopri che l’indirizzo che ti avevano dato non esiste)
  14. Ledum Palustre: Punture d’insetti, spesso con molto gonfiore ed infiammazione (ponfo)
  15. Mercurius solubilis: Faringiti, mal di gola, infezioni di vario genere, ascessi, candide fulminanti, …
  16. Nux vomica:  Cattiva digestione, Dolori gastrici, crampi addominali, ma anche nausea e vomito (hai esagerato alla sagra del peperone giallo)
  17. Paeonia:  Emorroidi (se ti piace esagerare col piccante)
  18. Rhus toxicodendron: Bolle piccole (Herpes, Fuoco di Sant’Antonio), ma anche dolori articolari che migliorano col movimento,
  19. Staphysagria: Ferite da taglio (se state cercando di amputarvi un dito mente sbucciate l’anguria), cistiti dopo rapporti sessuali  oppure se mal digerite che la vacanza l’abbia pianificata il vostro partner a suo completo piacimento e somatizzate…
  20. Urtica urens: orticaria, dolori pungenti, reazioni allergiche ai frutti di mare.

 

Tutti questi farmaci, essendo per lo più di pronto soccorso, vanno assunti a diluizioni dalla 5 alla 9 CH, vanno bene anche tutte le intermedie. Soltanto Apis alla 15CH e Hepar Sulphur alla 30 CH.

 

Coloro che sono abituati da anni a curarsi con l’omeopatia possono tranquillamente scegliere farmaci simili a questi che magari hanno già usato in passato con successo per risolvere piccoli problemi simili.

Esempio. Dovendo scegliere un farmaco per abbuffate, bevute e conseguenti nausee e vomiti,  alcuni soggetti possono rispondere meglio a Nux Vomica, altri ad Antimonium Crudum.

Oppure, se uno soffre di chinetosi, saprà magari se risponde meglio a Cocculus Indicus piuttosto che a Tabacum o Petroleum e quindi può dotarsi del farmaco per lui più efficace o che può coprirgli più sintomi insieme.

 

Altro esempio. Se io dovessi scegliere di portare con me un solo rimedio, porterei con me  Nux Vomica, perché, nel mio caso, copre molti  sintomi dei quali normalmente sono portato a soffrire in condizioni di stress: cattiva digestione, nausea, stitichezza, ansia, colite, insonnia, ecc…

Stessa cosa nell’ambito degli “anti-infiammatori”: non porterò mai con me Belladonna, ma porterò Aconitum o un complesso che copra anche una altra serie si sintomi correlati alla mia modalità di fare  febbre e influenza (Mercurius, Bryonia, …).

Ovviamente i meno esperti possono rivolgersi al loro farmacista omeopata e farsi consigliare un rimedio composto che meglio si adatti all’esigenza che vogliono risolvere o prevenire.

Esistono farmaci composti efficacissimi di tutte le principali aziende omeopatiche per alleviare i sintomi gastro-intestinali piuttosto che per combattere la chinetosi, piuttosto che ad azione antiinfiammatoria o antivirale o ecc. ecc…

Anche i complessi non sono tutti uguali. A seconda della ditta produttrice potrò trovare presenti all’interno alcuni farmaci ed altri no. Per questo è bene sempre farsi consigliare da professionisti esperti, piuttosto che fare  faidatè.

“L’approccio al farmaco unitario è solo per i più esperti”

 

Quali i Farmaci Omeopatici COMPLESSI portare in viaggio?

Se si è alla prima esperienza o si vuole solo portare un un aiutino o un rinforzo ad un farmaco tradizionale che non siamo sicuri se funzionerà (es. soffriamo di mal di mare e gli anti chinetosici tradizionali non ti funzionano) si può provare associando farmaci composti e diminuire  il numero degli unitari da portarsi dietro (e il conseguente spazio da occupare in valigia).

Io individuerei allora solo le seguenti aree:

  1. Indigestione – Nausea – Vomito
  2. Mal di movimento (solo se soggetti predisposti)
  3. Diarrea
  4. Coliche
  5. Antivirale – febbri – raffreddori
  6. Antibatterica – mal di gola – otiti
  7. Tosse – bronchite
  8. Ansia – Paura – Insonnia
  9. Allergia
  10. Traumi

 

Le Pososologie

Rinfreschiamo ora un po’ le posologie dei diversi tipi di farmaci, argomento che preoccupa e angoscia molti dei neofiti dell’omeopatia.

 

I farmaci complessi (compresse, gocce, granuli, ecc.) vanno assunti, come terapia di base minimo tre volte al giorno.

Più è acuto il sintomo che vogliamo trattare, più dobbiamo aumentare la frequenza di somministrazione.

Possiamo pertanto assumere una dose (1 compressa o 10 gocce) ogni 15-20 minuti all’inizio e poi rallentare il numero di assunzioni al miglioramento dei sintomi.

 

Per farmaci unitari, diluizioni tra i 5CH e i 9CH vanno tutte bene per coprire sintomi acuti.

Può essere assunto un numero di granuli tra 3 e 5 per volta, minimo tre volte al giorno. La frequenza di assunzione può essere aumentata in acuto facendo passare da 30 a 60 minuti circa tra una dose e l’altra.

 

Inoltre la scelta dei farmaci, delle formulazioni  e delle diluizioni più adatte molto dipenderà:

  • dalla meta del mio viaggio
  • da come è composto il  gruppo con cui mi muovo.

Particolari attenzioni andranno prestate ai bambini, agli anziani, alle donne in gravidanza.

Dovrò stare attento ad informarmi sulle vaccinazioni consigliate o  obbligatorie del Paese verso il quale sono diretto, quanto tempo prima effettuarle e come eventualmente smaltirne gli eventuali effetti collaterali. Ma questa è un’altra storia.

 

Buon Viaggio e Buona Omeopatia a tutti!

 

Leggi anche:

10 Rimedi Omeopatici Essenziali per le Vacanze

Dimmi che Vacanza sogni e ti dirò che Costituzione hai …

 

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Sintomi Gastro-Intestinali ed Omeopatia

Le statistiche dicono che oltre il 60% della popolazione italiana soffre di disturbi digestivi dopo aver mangiato.

Nella maggioranza dei casi sono occasionali o transitori e consistono essenzialmente in bruciore, acidità di stomaco, eruttazioni, flatulenza, sensazione di dolore, ecc. 

A questi sintomi si possono aggiungere quelli intestinali come crampi, aerofagia e diarrea.

 

Le situazioni croniche sottendono patologie più importanti ed in questi casi i disturbi aumentano di intensità e di durata.

 

Alcuni fattori predisponenti possono essere comportamenti negativi che accompagnano la nostra esistenza, lo stress sia fisico che emozionale, i ritmi frenetici della vita, gli stili alimentari sbagliati comportanti l’uso di cibi troppo conditi e consumati in fretta, le cattive abitudini personali come il fumo e l’alcool, l’abuso di alcune tipologie di farmaci come gli antinfiammatori, ecc…

 

Un po’ di definizioni per fare chiarezza tra i sintomi

Aerofagia: é una difficoltà digestiva consistente nella eccessiva deglutizione di aria durante i pasti. Spesso è conseguenza di cattive abitudini alimentari, eccessivo di bevande gassate, di bicarbonato, di chewing-um, o il consumo troppo frettoloso dei pasti.

Eruttazione: è l’espulsione rumorosa, attraverso la bocca, dei gas presenti nello stomaco. Può essere una manifestazione tipica dell’aerofagia oppure essere associata ad una indigestione o ad altri disturbi gastrici.

Pirosi: è la sensazione di bruciore allo stomaco, avvertita dietro lo sterno, che si irradia verso la gola, spesso dovuta all’eccessiva risalita dei succhi gastrici, particolarmente acidi. La sintomatologia è piuttosto comune e può essere occasionale, quando è dovuta ad es. ad una cattiva digestione, all’assunzione di alimenti irritanti o di particolari farmaci, oppure ripetitiva.

Reflusso gastroesofageo: l’incontinenza dello sfintere gastroesofageo, a causa di un’ernia iatale o della diminuzione del tono della muscolatura esofagea e/o gastrica. 

 

•Per Dispepsia si intende una alterazione della funzione digestiva gastrica o intestinale, comunemente chiamata digestione difficile, caratterizzata da pesantezza di stomaco, sonnolenza, mal di capo dopo i pasti. 

Ulcera gastrica: è una erosione della mucosa gastrica, nei casi più gravi la perforazione della parete dello stomaco. Le cause della malattia non completamente note. L’ipotesi più accreditata è quella di una diminuzione della resistenza della mucosa gastrica all’aggressività del succo gastrico particolarmente acido. Fattori predisponenti possono essere gli abusi di alcool, caffeina, fumo, grassi, farmaci, … come pure la matrice genetica e particolari condizioni emotive. I sintomi possono essere: dolore epigastrico che si vivacizza con l’assunzione di cibo, nausea, vomito, anemia sideropenica (da carenza di ferro) legata alle emorragie.

Ulcera duodenale: lesione in uno o più punti della mucosa del duodeno, molto più frequente dell’ulcera gastrica.  La causa della malattia è strettamente collegata ad un’ipersecrezione acida della mucosa gastrica unita ad una ridotta capacità della mucosa duodenale di secrezione di bicarbonato nel muco protettivo. I fattori predisponenti ed i sintomi sono essenzialmente gli stessi dell’ulcera gastrica, ma il dolore è sempre migliorato dall’assunzione di cibo.

 

Predisposizioni 

•La tendenza patologica o, in gergo omeopatico, la diatesi dominante, nelle patologie gastriche è senza dubbio la diatesi Luesinica che comprende le patologie lesionali più gravi fino all’ulcerazione e al tumore gastrico.

•L’helicobacter pylori trova una mucosa gastrica favorevole su cui attecchire, in quanto tale mucosa è condizionata dalla diatesi luesinica.

•Pertanto per consentirne la definitiva eliminazione del batterio, oltre ad una possibile terapia farmacologica allopatica, è fondamentale riequilibrare il luesinismo del soggetto.

 

Disturbi gastro intestinali: Perché l’Omeopatia? 

I disturbi gastrointestinali possono avere origine diversa, ma medicina tradizionale prevede per lo più l’utilizzo di farmaci che si limitano a tamponare i sintomi (anti-acido, procinetici, anti-reflusso, anti-diarroici, …).

Al contrario, i farmaci omeopatici forniscono sostegno terapeutico e – se scelti adeguatamente – velocizzano di molto il decorso e diminuiscono i sintomi agendo su più organi di uno stesso apparato e lavorando contemporaneamente sia sul sintomo che sulla causa che lo ha scatenato.

 

Disturbi gastrici: Acidità di stomaco, Reflusso gastro esofageo, Eruttazioni

Di seguito una carrellata dei più comuni farmaci utilizzati per i disturbi gastrici:

Anacardium orientale: Gastrite ed ulcera duodenale con sensazione di vuoto allo stomaco, di nausea e vomito. Il dolore sopraggiunge a digiuno e migliora dopo aver mangiato. La digestione è lenta e con sensazione di pienezza. Alito cattivo, gusto sgradevole, secchezza della bocca e della gola, lingua bianca e ruvida, stipsi nervosa.

Antimonium crudum: Indigestione, dispepsia, gastrite acuta con eruttazioni e dolori all’epigastrio. Colite, diarrea. E’il rimedio della nausea, del vomito e dei disturbi digestivi in seguito ad abusi alimentari. La lingua è ricoperta da una patina bianca ed il soggetto ha una sensazione di pienezza e di avversione per qualsiasi cibo. Aggravamento con il caldo, l’acqua ed il cibo. Miglioramento all’aria aperta e con il riposo.

Argentum nitricum: Dispepsia, gastrite, ulcera gastrica con bruciore all’epigastrio, acidità, aerofagia, reflusso gastroesofageo, fitte allo stomaco come da schegge di vetro, diarrea emotiva. E’ un rimedio utile nei casi di disturbi gastrici dovuti a tensione psichica prima di affrontare una qualsiasi difficoltà. Miglioramento con la pressione e con l’aria fresca. Aggravamento con il caldo e con l’ingestione di dolci che però il soggetto desidera.

Arsenicum album: Dispepsia, gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcera gastrica con dolore violento e bruciante che migliora solo con applicazioni calde. Colite, enterite acuta, emorroidi, ragadi anali. Il soggetto è agitato ed inquieto, ha senso di debolezza generale, eruttazioni frequenti e le mucose secche. Il dolore allo stomaco si manifesta soprattutto dopo aver mangiato e/o durante la notte. E’aggravato dal cibo ed ha sete di acqua fredda che però spesso vomita.

Belladonna: Gastrite e ulcera gastroduodenale con dolore violento ed improvviso. Coliti con coliche accompagnate da stitichezza. Il soggetto ha rigurgiti frequenti, senso di pienezza e di dilatazione, pirosi, nausea e voglia di vomitare soprattutto all’inizio di un pasto o all’aria aperta. Il dolore allo stomaco è aggravato dalla pressione.

Carbo vegetabilis: Gastrite, dispepsia, atonia gastrica, disturbi gastrici vari. Stitichezza o diarrea con feci fetide e sensazione di bruciore, emorroidi. Pirosi, rigurgiti, flatulenza eccessiva, crampi allo stomaco con bruciori, gonfiore alla parte superiore dell’addome (sopra l’ombelico), sensibilità all’epigastrio, sensazione di pressione. E’uno dei migliori rimedi per la flatulenza.

Lycopodium: Dispepsia, gastrite cronica, astenia gastrica, eruttazioni acide, pirosi, rigurgiti, reflusso gastroesofageo, borborigmi, meteorismo, flatulenza. Problemi digestivi per insufficienza epatica, stipsi spastica, emorroidi sanguinanti. Senso di sazietà e di pienezza dopo pochi bocconi, nonostante l’appetito. I cibi elaborati, le carni grasse, le cipolle, le ostriche, i crostacei, il vino sono mal tollerati. I dolori di stomaco sono migliorati dal calore del letto e di sera. Sintomi periodici

Nux vomica: Disturbi gastrici in soggetti irritabili con uno stile di vita contraddistinto da esagerazioni. Dispepsia, gastrite acuta o cronica, ulcera gastroduodenale su basi spastiche. Stipsi spastica, colite spastica, possibile diarrea, emorroidi sanguinanti. Eruttazioni, rigurgiti, reflusso gastroesofageo, singhiozzo, nausea, vomito, dolori e bruciori di stomaco, senso di pesantezza e di gonfiore all’epigastrio, flatulenza, sonnolenza dopo i pasti, lingua bianco-giallastra, alito cattivo al risveglio. Aggravamento dopo i pasti.

 

Crampi e Spasmi

Per Crampo intendiamo una contrazione involontaria e dolorosa della muscolatura striata.

Lo Spasmo è, invece, una contrazione della muscolatura liscia che, in alcuni distretti corporei, provoca dolore.

Alcune cause possono essere:

  • Stanchezza muscolare
  • Carenza di Sali minerali 
  • Disturbi circolatori
  • Squilibri idro-salini

Per questo tipo di patologie, la diatesi dominante è la psorica con le sue turbative metaboliche, segue da vicino il tubercolinismo per le sue carenze circolatorie venose, il luesinismo per la componente arteriosa e la sicosi per la stasi linfatica.

Soggetti che soffrono spesso di questi disturbi possono, sotto consiglio del medico, attuare una vera e propria PREVENZIONE OMEOPATICA DI TERRENO per diradare gli episodi fino ad una eliminazione completa della sintomatologia.

A seconda della diatesi coinvolta, alcuni farmaci da utilizzare per queste problematiche potrebbero essere rispettivamente:

Riequilibrio diatesi Psorica: Lycopodium, Nux vomica, Calcarea carbonica, Colocynthis

Riequilibrio diatesi Tubercolinica: Magnesia muriatica, Magnesia carbonica, Magnesia Phosphorica

Riequilibrio diatesi Luesinica: Plumbum Metallicum , Veratrum Album, Cuprum metallicum

 

Fase Acuta invece, quando ci troviamo nel bel mezzo di una crisi, alcuni farmaci da tenere sotto mano potrebbero essere:

Cuprum metallicum: per crampi e spasmi dei muscoli (gambe, mani, polpacci, dita), peggioramento col sonno,

Arnica montana: contusioni, dolori muscolari dopo sforzo eccessivo, sensazione di indolenzimento e di ammaccatura dove si appoggia.

Colocynthis: Dolori addominali che migliorano piegandosi in due e con la faccia rivolta verso il basso, le crisi peggiorando o vengono scatenata dalla rabbia

Dioscorea villosa: crampi addominali che invece trovano sollievo piegandosi all’indietro, spesso in concomitanza con calcoli renali o coliche.

Pulsatilla in caso di gonfiore e distensione addominale, spesso in soggetti appartenenti al biotipo sensibile.

 

Diarrea

Tecnicamente si parla di diarrea quando un soggetto ha:

  • Perdita di consistenza delle feci
  • più di due scariche giornaliere 
  • una quantità giornaliera delle feci superiore a 200g

La diarrea è il risultato finale di un’eccessiva quantità di acqua nelle feci e può avere una eziologia:

  • VIRALE 
  • BATTERICA
  • PROTOZOARIA

Gli agenti biologici esercitano la propria azione con meccanismi diversi:

  • Elaborando enterotossine che interferiscono con le normali attività della cellula della mucosa
  • Elaborando citotossine che distruggono la cellula (dolori addominali intensi)
  • Invadendo la mucosa con conseguente reazione flogistica su base immunitaria (dolori addominali intensi)
  • Aderendo alla mucosa ed alterandone il fisiologico funzionamento.

In alcuni casi la diarrea è legata all’ingestione di tossine presenti negli alimenti.

Diarrea e disidratazione

I bambini sono soggetti più degli adulti a questo tipo di disturbo che solitamente è autolimitante. 

Nelle forme più severe il rischio, soprattutto per bambini ed anziani è di andare incontro alla disidratazione.

Alcuni sintomi di disidratazione da tenere d’occhio nei bambini in caso di scariche ripetute sono:

  • bocca secca o appiccicosa
  • poche lacrime o nessuna quando piange
  • occhi che sembrano infossati
  • fontanella che sembra infossata
  • mancanza di urina o pannolini asciutti per 6-8 ore nei neonati    (oppure solo una piccola quantità di urina di colore giallo scuro)
  • mancanza di urina per 12 ore nei bambini più grandi (oppure solo    una piccola quantità di urina di colore giallo scuro)
  • pelle secca e fredda
  • letargia o irritabilità
  • affaticamento o capogiro nei bambini più grandi.

 

La diarrea cronica è, nella maggior parte dei casi, una manifestazione di patologie intestinali allergiche o infiammatorie.

Alcuni sintomi ricorrenti possono essere:

  • dolori addominali
  • flatulenza
  • vomito
  • rialzo febbrile
  • astenia
  • perdita dell’appetito.

 

Diarrea e Omeopatia: le diatesi in campo

L’approccio allopatico nel caso di diarrea prevede l’utilizzo di farmaci derivati da oppioidi che agendo sulla muscolatura liscia dell’intestino, bloccano la peristalsi, diminuendo di molto la spinta. In moltissimi casi questo approccio porta il paziente ad una stitichezza che può durare per qualche giorno, peggiorata in caso di pazienti anziani. Altri farmaci utilizzati possono essere anticolinergici, antibiotici, antiosmotici, adsorbenti.

La diarrea rappresenta in omeopatia una eliminazione psorica di scorie metaboliche, virali, batteriche, ecc da parte dell’organismo.

Nelle sue manifestazioni legate a patologie autoimmuni (colite ulcerosa, ecc…) riconosce quale diatesi dominante il luesinismo.

In caso di diarree frequenti, è chiaro che bisognerà riconoscerne la causa scatenante ed agire sulla rispettiva diatesi andandola a riequilibrare.

Di seguito elencati alcuni farmaci omeopatici utilizzati per il riequilibrio diatesi in pazienti con diarree ricorrenti:

 

Farmaci per la PREVENZIONE OMEOPATICA DI TERRENO  

Diatesi psorica: Bryonia, China regia, Lycopodium, Calcarea carbonica.           

Diatesi luesinica: Arsenicum album, Argentum nitricum, Kalium bichromicum ecc. e nelle forme più gravi Veratrum album.

Diatesi sicotica: Antimonium crudum.

 

In caso di crisi diarroica acuta i farmaci omeopatici da avere sotto mano potrebbero essere:

Podophyllum peltatum: quando prevale una diarrea acquosa e molto abbondante. Inizia la mattina di buon’ora. Sono presenti dolori. Addominali, tenesmo, debolezza generale. Feci sono fetide, giallastre, a getto. Il paziente migliora se si sdraia sul ventre.

Aloe socotrina: si utilizza in caso di Diarrea profusa, mucosa, come gelatina. In presenza di abbondante gas intestinale, talvolta con insicurezza sfinterica. Evacuazione poco dopo aver bevuto.

Colocynthis: Diarrea accompagnata da crampi acuti, ad inizio e fine bruschi. Il paziente migliora piegandosi in due e con la pressione locale.

Cuprum metallicum Diarree violente con crampi che investono l’intero addome e s’irradiano ai polpacci. Dolori ad inizio e fine bruschi. Miglioramento con sorsi di acqua fredda.

China Rubra: Diarrea indolore con gonfiore dell’intero addome. Flatulenza, timpanismo, ipersensibilità al contatto e allo sfioramento. Sensazione di lipotimia. Eziologia: dopo eccessi di frutta e latte.

Arsenicum Album: Dolori addominali brucianti, che sono calmati dal calore locale. Diarrea liquida, ipertermia in soggetto che non suda, ma risulta particolarmente agitato e con intensa sete per acqua fredda. Diarrea da proteine avariate.

 

 

Stipsi

Con il termine stipsi dal punto di visto puramente fisiopatologico si indica un aumento del tempo di permanenza del materiale fecale nell’intestino crasso. 

Dal punto di vista esclusivamente temporale si intende una riduzione del numero delle evacuazioni inferiore a 3 volte a settimana. 

La stipsi può essere accompagnata o meno a sintomi quali dolore, gonfiore o sforzo richiesto per l’evacuazione.

La stipsi può essere acuta o cronica in relazione alla frequenza con cui si presenta l’esigenza.

 

La stipsi è una patologia con eziologia multipla.

Alcune cause possono essere legate a:

  • assunzione di FARMACI particolari, 
  • assunzione di CIBI particolari,
  • presenza di determinate PATOLOGIE,
  • un’insufficiente IDRATAZIONE 

 

La stipsi rappresenta in omeopatia una evoluzione prevalentemente sicotica o luesinica.

 

La presenza di alcune diatesi attive può scatenare stitichezza ostinata pertanto in caso di necessità di riequilibrio diatesi Sicotica: 

Utilizzeremo farmaci tipo Thuya, Silicea, Natrum sulphuricum

 

Per il riequilibrio della diatesi Luesinica utilizzeremo farmaci tipo Platina, Alumina, Baryta carbonica

 

In caso di stipsi in “Fase Acuta” le terapie tradizionali prevedono l’uso di lassativi osmotici, di massa, irritanti, lubrificanti

Vantaggi, svantaggi e limiti di queste terapie sono ormai universalmente conosciuti, irritazione della mucosa intestinale ed assuefazione dell’intestino ai farmaci tra i primi.

 

A scopo puramente didattico elenco alcuni farmaci utilizzati per la stipsi, senza pensare che il loro utilizzo possa portare a liberare l’intestino rapidamente come i farmaci allopatici (pochi minuti in caso di irritanti come la glicerina, l poche ora in caso di lassativi da contatto.

 

Calcarea carbonica: ogni due – tre giorni, sta bene quando non evacua, senza stimolo.

Graphites: feci grosse, dure, spezzettate ma unite da muco – ragadi – eczema perianale – tenesmo breve.

Lycopodium: stimolo frequente, inefficace con contrazione spasmodica feci prima dure e poi molli, tenesmo.

Natrum muriaticum: feci secche e dure, a palline, che si sbriciolano ai bordi dell’ano.

Sepia: feci a palline, in presenza di congestione pelvica – emorroidi -senso di palla nel retto (dopo aver evacuato).

Opium: atonia intestinale con assenza di stimolo, soprattutto dopo anestesie per interventi chirurgici.

Nux vomica: tenesmo – stimolo frequente, ma inefficace.

Alumina: secchezza mucose e pelle, evacuazioni lunghe e difficili, gravidanza, atonia.

Bryonia: secchezza mucose e pelle – feci voluminose, secche, dure e scure.  Evacuazioni ogni tre – quattro giorni. 

 

Leggi anche:

Disturbi Gastrointestinali: “Rimedi Omeopatici per Prevenzione e Trattamento”

 

 

oppure

 

Scopri QUI i migliori

PRODOTTI OMEOPATICI

per combattere i Sintomi Gastro Intestinali

 

 

 

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Come l’Omeopatia Cura le Allergie Primaverili

Il numero degli “allergici” si sta moltiplicando ogni anno ed aumenta anche il numero di coloro i cui sintomi  aggravano col passare del tempo.

Io, per esempio,  sono diventato allergico nella primavera del 1999, senza aver avuto prima alcuna avvisaglia.

Ho avuto sintomi di rinite allergica, limitatamente al periodo primaverile, fino al 2002-2003.

Successivamente, sono divenuto sensibile all’acaro della polvere che, a differenza della rinite stagionale, mi teneva compagnia per tutto l’anno…

Poi siamo arrivati all’ intestino: le prime infiammazioni ed intolleranze a lieviti e frumento.

A quel punto, visto che le cure tradizionali mi facevano stare meglio, ma si limitavano a tamponare il problema – che però nel frattempo aggravava-  decisi di guardarmi intorno ed incontrai l’Omeopatia.

 

 

Che cos’è l’ Allergia?

Normalmente, parlando di Allergia, si tende a mettere insieme tutta una serie di manifestazioni molto diverse tra loro (rinite, congiuntivite, eruzioni cutanee , fino ad arrivare poi all’asma o a cose più gravi).

In questo scritto, con “allergia”, faremo riferimento alle semplici allergie primaverili, scatenate da graminacee, parietarie e fioriture in genere che coinvolgono le mucose delle vie aeree.

L’allergia è un fenomeno molto complesso che ha acchè fare con:

  • un deficit del sistema immunitario;
  • una situazione di “intasamento generale” causato da tossine esogene, cioè tossine con cui il nostro organismo viene a contatto e che non riesce a smaltire correttamente ;
  • varie altre cause.

 

 

L’approccio tradizionale all’Allergia

Non esiste un unico approccio perché nel corso degli anni i sintomi dell’allergia tendono a peggiorare.

Quindi la terapia dipende:

  • dalla gravità dei sintomi,
  • dallo stato di avanzamento della patologia,
  • dal peso del problema nella routine quotidiana.

Si può partire con un anti istaminico e/o uno spray decongestionante per il naso;

se i sintomi peggiorano, si può assumere un secondo anti-istaminico diverso o più potente;

se ancora niente, si aggiunge un po’ di cortisone nel naso, finché il medico ti prescrive un cortisonico orale o un anti-leucotrienico insieme a bronco-dilatatori e affini se subentra asma.

E il  vaccino? Può essere una soluzione. Statisticamente, però, solo per una parte della popolazione.

 

 

Omeopatia e Allergie

Le manifestazione allergiche rientrano nella famiglia delle eliminazioni di tossine attraverso pelle e mucose (naso, occhi, pelle) che, in gergo omeopatico, prendono il nome di PsoraTubercolinismo.

Per risolvere la sintomatologia bisognerebbe quindi migliorare e potenziare l’escrezione delle tossine esogene e evitare che il sistema immunitario abbia reazioni abnormi quando viene a contatto con esse.

 

I primi sintomi dell’allergia vengono fuori quando l’organismo tenta di buttare fuori queste tossine, tramite starnuti, pelle, le congiuntive degli occhi, sintomatologie intestinali, ecc…

Un omeopata bravo, andando a curare non solo i sintomi dell’allergia, ma anche il terreno sul quale la sintomatologia allergica si impianta (vedi ereditarietà ed immunità),  permetterà oltre ad una rapida remissione dei sintomi, una guarigione completa dalla patologia.

 

L’Omeopatia, infatti, funziona su due livelli principali:

  • da una parte spegne il sintomo, anche in maniera immediata come un normale anti-istaminico (a patto che sia ben consigliata),
  • dall’altra ti rimette a posto piano piano, curando nella sua interezza l’organismo e andando a riequilibrare quegli scompensi biologici e fisiologici che hanno portato alla sintomatologia allergica.

 

 

I diversi approcci dell’Omeopatia alle Allergie Primaverili

Le principali possibilità di cura che l’Omeopatia mette a disposizione sono quattro.

 

  • Drenaggio dei pollini e delle tossine

Il razionale di questo tipo di terapia è il seguente: nel corso della vita inizi ad accumulare tossine di vario tipo: alimentari, inquinanti  ambientali, farmaci …

Se ad un certo punto il carico non viene smaltito, prima o poi dovrà venire fuori da qualche parte (naso, occhi, pelle).

Tocca  allora potenziare le vie di escrezione e drenare le tossine che creano intasamento.

Questo approccio consiste in un mix di farmaci omeopatici che ha la funzione di:

  • ripulire la matrice extracellulare da tossine e scorie accumulatesi nel corso del tempo,
  • riequilibrare il sistema immunitario scompensato,
  • desensibilizzare ai principali e più comuni allergeni (pollini, pelo del gatto, acaro della polvere…)

Il drenaggio può essere effettuato durante tutto l’anno. Le terapie possono andare da 5 settimane a tre mesi a seconda dello stato di salute dell’organismo. Soprattutto alla fine dell’inverno, per arrivare scarichi di tossine al periodo delle fioriture primaverili.

Posologia Gocce e compresse vanno nella prassi assunte 2-3 volte al giorno secondo le modalità di assunzione dei farmaci omeopatici (stomaco vuoto o bocca pulita, direttamente in bocca o in un dito d’acqua naturale).

 

  • Terapia Omeopatica desensibilizzante

Il desensibilizzante è un sorta di vaccino che, ripetuto negli anni, modula il sistema immunitario a non reagire in maniera “spropositata” quando viene in contatto con gli allergeni. Nel corso del tempo, migliorando la sintomatologia, potrai, sotto controllo medico, ridurre il carico di farmaci che assumi.

Si tratta di  farmaci nei quali sono contenuti diversi ceppi omeopatici ad alta diluizione: ad esempio Pollens, Blatta Orientalis e Poumon Histamine.

L’assunzione settimanale di questo tipo di preparati, ripetuta per minimo 8 settimane, riduce sensibilmente la sintomatologia allergica.

Può essere considerata come una specie di terapia di “fondo” a cui può essere associata una terapia sintomatica giornaliera, omeopatica o allopatica.

Posologia: un tubo dose un giorno a settimana per 8 o più settimane.

 

  • Terapia Omeopatica Sintomatica

Costituita da farmaci complessi a bassa diluizione in granuli, globuli, compresse, colliri e spray, capaci di affrontare immediatamente e tamponare la sintomatologia allergica (cola-naso, starnuti, prurito agli occhi, lacrimazione…) .

Posologia: una compressa o 5 granuli minimo 3 volte al giorno, più ulteriori somministrazioni al bisogno in caso di crisi acuta (starnuti, pruriti, congiuntiviti, …)

 

  • Terapia con Farmaci Unitari a medie ed alte diluizioni

Resta ovviamente sempre valido l’approccio con un singolo rimedio psorico personalizzato (Nux Vomica, Arsenicum Album, Arsenicum Iodatum, Sanguinaria, Sabadilla, Kalium Iodatum, Pulsatilla, …) purchè prescritto dal proprio omeopata.

Il farmaco omeopatico, specie a diluizioni più alte, è personalizzato e non è detto che il farmaco che assume un soggetto, sia valido per un altro.

Posologia e diluizione la decidono il medico o il farmacista.

 

 

INTERAZIONI

Questo tipo di terapie sono compatibili con la contemporanea assunzione di farmaci tradizionali di tipo allopatico, sia anti-istaminici che cortisonici dei quali possono limitare gli effetti collaterali, migliorare l’efficacia andando a coprire altri sintomi che il farmaco allopatico non copre.

L’ approccio con un farmaco sintomatico omeopatico può essere molto rapido nell’azione, ma le assunzioni devono essere ripetute spesso nell’arco della giornata.

 

 

Quale approccio scegliere?

  • se sei già allergico da anni e assumi farmaci tradizionali, mantieni la tua terapia allopatica, e inizia per prima cosa una terapia DRENANTE. Solo successivamente potrai passare ad un a terapia DESENSIBILIZZANTE . La tua sintomatologia migliorerà molto in poche settimane e – piano piano- i tuoi farmaci, che magari, sembrava stessero perdendo il loro effetto, ricominceranno a funzionare.
  • Se hai appena scoperto di essere diventato allergico, ma hai sintomi lieviinizia subito con la terapia DRENANTE e DESENSIBILIZZANTE, in maniera tale da stroncare la sintomatologia sul nascere ed evitare aggravamenti.
  • Tutti possono assumere Farmaci Sintomatici per tenere a bada alcuni sintomi che né i farmaci tradizionali, né le terapie di fondo omeopatiche coprono: per questo ci sono spray nasali , colliri e creme.

In ogni caso, non pensare di poter abbandonare la tua terapia allopatica e provare se l’Omeopatia funziona.

L’Omeopatia funziona immediatamente e altrettanto bene delle terapie tradizionali:

  • se viene ben prescritta;
  • se viene correttamente assunta;
  • se chi la assume ha la pazienza di aspettare un risultato di medio e lungo termine (ci hai messo – magari- vent’anni per diventare allergico, ma vuoi guarire definitivamente in un mese…) ;
  • se il terreno su quale deve agire non è particolarmente intasato da terapie allopatiche.

 

 

 

Quando iniziare la terapia?

Le terapie omeopatiche possono essere effettuate durante tutto l’anno, anche ripetute in cicli.

Se già sai che inizierai a stare male all’inizio del mese di Aprile, inizia il drenaggio quanto prima, per affrontare al meglio, completamente scarico,  il periodo del picco della diffusione dei pollini.

Se sai di essere già in ritardo, puoi, in ogni caso, iniziare la terapia omeopatica, abbinandogli la tua terapia tradizionale, per ottenere un ulteriore alleviamento dei sintomi e limitare gli effetti collaterali di anti-istaminici e cortisonici.

 

 

N.B.: Ricordati che l’Allergia sta arrivando, se tardi un altro po’, anche quest’anno arriverai al cortisone… e continuerai a rimandare i buoni propositi a prossimo anno.

Ricordati che l’ALLERGIA  AGGRAVA 

 

Leggi anche:

Combatti i Sintomi dell’Allergia con l’Omeopatia

Sei “allergico” anche tu come me?

 

 

SCOPRI QUI I MIGLIORI PRODOTTI OMEOPATICI PER L’ALLERGIA

 

oppure

 

 

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Vaccini Omeopatia e CoViD-19

Anche in Italia è finalmente iniziata la vaccinazione contro il CoViD-19.

Il Ministero della Salute ha dettato, per ora,  un ordine di vaccinazione legato in parte al rischio professionale ed in parte al rischio di mortalità.

Sembra che all’arrivo di nuove dosi  cambierà il criterio e la vaccinazione procederà favorendo i soggetti più fragili.

Nel frattempo non facciamoci trovare impreparati.

 

Chi si cura con l’Omeopatia non deve per forza appartenere alle schiere dei No-VAX.

Nell’ambito di un approccio integrato, è possibile sicuramente prendere il buono di entrambi gli approcci.

 

Il vaccino tradizionale, di qualsiasi tipo, è stata una grande scoperta della medicina moderna e ha salvato finora la vita di milioni di persone in tutto il mondo.

Come tutti i farmaci, può avere qualche effetto collaterale che tende a manifestarsi soprattuto in alcune classi di soggetti, quelli che, nelle costituzioni omeopatiche, vengono classificati come carbonici.  O comunque soggetti in cui la diatesi sicotica (la tendenza ad accumulare) sia predominante.

Chi sono? Si tratta per lo più di soggetti brevilinei (non troppo alti e rotondetti), che, per cause genetiche o per tendenze patologiche, hanno più difficoltà a buttare fuori scorie di qualsiasi tipo e tendono ad accumularle anziché espellerle.

 

Come limitare i possibili effetti indesiderati di una vaccinazione?

Subito prima e subito dopo una vaccinazione  è necessario  potenziare la Psora (l’eliminazione delle tossine attraverso pelle e mucose dell’organismo) e prevenire  la Sicosi (l’accumulo delle stesse tossine che non siamo riusciti ad espellere).

 

Esistono diversi metodi ed approcci per fare questa operazione che in Omeopatia prende il nome di Drenaggio delle tossine.

Chi è in cura presso un omeopata, può tranquillamente rivolgersi al proprio medico che  prescriverà uno o più farmaci unitari personalizzati.

 

Uno dei farmaci conosciuto ai più è sicuramente Sulfur che spesso viene definito come  “centrifuga delle tossine”. E’ un farmaco psorico molto potente, di costituzione sulfurica. La sua azione è molto profonda, per cui se ne consiglia l’assunzione partendo da basse potenze per poi, se necessario,  passare a potenze superiori.

Per quel che riguarda la tendenza all’accumulo (Sicosi) , il farmaco anti-sicotico per eccellenza è  Thuya, un farmaco molto profondo, che andrebbe utilizzato con cautela all’inizio, soprattutto in soggetti non drenati.

Potenze e Posologie dovrebbero essere prescritti dal terapeuta sulla base del soggetto che ha di fronte, così come, tra l’altro,  un vaccino andrebbe sempre prescritto dal medico secondo un rapporto Rischio/Beneficio.

 

In clima di pandemia, in cui si procede a vaccinazioni di massa, è necessario dare anche un Protocollo di Drenaggio di massa.

 

Trattandosi di un protocollo e dovendo andare bene per i più, non può essere a base di farmaci unitari la cui potenza andrebbe prescritta dal medico o dal farmacista dopo una attento interrogatorio.

Potenze troppo alte, data la profondità di azione dei farmaci in questione, potrebbero dare in soggetti non drenati forme di aggravamento importanti.

Potenze troppo basse potrebbero, in alcuni soggetti, non essere sufficenti a stimolare l’organismo a buttare fuori tutte le tossine.

C’è poi il problema della scelta dei farmaci. E’ vero che  Sulfur e Thuya a bassa diluizione funzionano su molti soggetti, ma è pur vero che  su alcuni soggetti, in casi specifici,  potrebbero funzionare meglio Silicea o Alumina o Mercurius o Plumbum o altro.

 

Lo scopo di un drenaggio è quello  di  lavorare in profondità e andare a ripulire la matrice extracellulare (lo spazio tra cellula e cellula dove si depositano scorie e tossine).

L’utilizzo di uno o più  farmaci complessi:

  • Aiuta l’azione drenante grazie all’ insieme di farmaci coadiuvanti contenuti all’interno dello stesso (oltre al farmaco di base);
  • Agisce su più apparati, attivando vie di escrezione secondarie, ripulendo quelle intasate e stimolando quelle rallentate, rafforzando l’azione diatesica dei farmaci principali;
  • Non produce aggravamenti;
  • Ha una posologia standard uguale per tutti i soggetti.

 

Ho scelto per me  e per i miei collaboratori un PROTOCOLLO di DISINTOSSICAZIONE basato su farmaci complessi che possa effettuare contemporaneamente

  • un drenaggio della matrice extracellulare (dove si depositano la maggior parte delle tossine) ed
  • un potenziamento delle vie di escrezione principali (fegato, reni, pelle, intestino e polmoni).
  • un sostegno al circolo linfatico nel quale le scorie verranno incanalate prima di essere accompagnate fuori dal nostro organismo dagli organi emuntori.

 

 

Le gocce possono essere assunte direttamente in bocca o diluite in un bicchiere con un po’ d’acqua naturale. I  farmaci possono essere assunti anche contemporaneamente nello stesso bicchiere.

Molto comoda è anche l’assunzione di complessi contenenti farmaci a potenze crescenti ( Cure) in modo da evitare potenziali effetti collaterali e facilitare la modalità di assunzione da parte dei pazienti.

Far sciogliere il contenuto della capsula direttamente sotto la lingua, a partire da una settimana prima della prima dose. Completare, di seguito l’intera confezione costituita da 30 capsule.

 

Per chi volesse invece utilizzare in ogni caso l’Approccio con Medicinali UNITARI in granuli, suggerisco l’assunzione di:

  • Sulfur

  • Thuya

da assumere uno la mattina ed uno la sera, a partire da tre giorni prima della vaccinazione. Si  continua per almeno i 5 giorni successivi. Potenza e posologia esatta andranno scelti dall’omeopata.

Il protocollo deve essere ripetuto normalmente sia per la prima che per la seconda dose del vaccino.

Per la prevenzione di possibili effetti collaterali del vaccino legati a problemi circolatori (che si presentano solo ad alcuni),

l’omeopatia ha individuato in Bothrops Lanceolatus il farmaco efficace sia nelle patologie conseguenti a trombofilia (quali trombosi vascolari, flebiti, coronaropatie e infarti del miocardio),  sia in quelle conseguenti a ipocoagulabilità (quali emorragie inarrestabili, epistassi, ecchimosi, edemi, emorragie cerebrali  e altre).

Il farmaco Bothrops va assunto per alla posologia di 3 granuli al dì, da sciogliere sotto la lingua a bocca pulita, per circa 5 giorni prima e  giorni dopo la somministrazione di ciascuna dose del vaccino.

Trattandosi di un farmaco che influisce sulla coagulazione, è necessario consultare il proprio medico omeopata prima della assunzione, per essere sicuri che non ci siano interazioni con altre terapie in atto, sia omeoaptiche che allopatiche.

Bothrops può essere assunto negli stessi giorni un cui si esegue la terapia drenante.

Per la sintomatologia collaterale simil influenzale spesso provocata dall’inoculazione della prima o della seconda dose del vaccino (dolori alle ossa, febbre, rinite o altro)

consiglio l’assunzione di un farmaco omeopatico complesso che contenga i principali farmaci utilizzati per la febbre (aconitum, belladonna, gelsemium, ferruminatore phosphoricum, bryonia… ), alla posologia di 1 compressa   3 volte al dì +  in acuto  una compressa ogni 15 minuti fino a miglioramento dei sintomi .

 

 Per la prevenzione del CoViD-19,

nel frattempo che verranno distribuite in tutto il Paese le nuove dosi, è sempre raccomandata l’assunzone di Arsenicum Album 30 CH alla posologia 3 granuli al giorno per 3 giorni al mese.

Questo tipo di protocollo, applicato a tappeto, ha permesso allo stato indiano del Kerala di avere solo una trentina di morti su 35 milioni di abitanti e il loro Ministro della Salute è stato insignito della Menzione d’Onore dell’ONU… in Italia le cose sono andate diversamente.

 

Leggi anche:

La Migliore Prevenzione è l’Omeopatia Costituzionale

 

 

Questo contenuto è edito solo a scopo divulgativo e non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il tuo medico curante o specialista di riferimento. Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.
Dichiarazione di non responsabilità e avviso di rischio:Questo contenuto viene presentato “così com’è” solo a scopo informativo, generale e didattico, senza dichiarazioni o garanzie di alcun tipo.Non deve essere interpretato come una consulenza sanitaria o di altro tipo, né inteso a raccomandare un prodotto o un servizio specifico.In materia di assunzione di farmaci o interruzione di terapie prescritte, dovresti chiedere consiglio a consulenti professionali appropriati (il tuo medico curante o lo specialista).I farmaci omeopatici non hanno indicazioni terapeutiche approvate, pertanto non interrompere MAI terapie farmacologiche classiche senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. Sei l’unico responsabile delle tue decisioni in materia di automedicazione e la Farmacia Spirito Santo non è responsabile di eventuali danni che potresti subire.

 

 

 

 

 

 

 

La Migliore Prevenzione è l’Omeopatia Costituzionale

Partiamo dalle premesse, ma  senza prenderla troppo per le lunghe.

 

L’Omeopatia cura il soggetto e non il sintomo.

Diciamo anche che un individuo si ammala più facilmente se la propria costituzione non è in equilibrio.

Che significa?

Significa che le diverse diatesi (psorica, sicotica, luesinica e tubercolinica) sono squilibrate. Una o più diatesi possono squilibrarsi anche contemporaneamente.

Ogni costituzione ha una prevalenza diatesica.

Vuol dire che in ogni costituzione le diatesi si presentano in un determinato ordine di prevalenza.

Così, ad esempio, nei soggetti sulfurici dopo una lunga fase psorica, si innesta quasi immediatamente la diatesi luesinica. Nei carbonici invece dopo una breve fase psorica, si innesta subito una fase sicotica.

Nelle costituzioni longilinee, fase psorica e tubercolinica quasi coesistono. Successivamente intervengono sicosi e luesinismo.

 

Fatta questa premessa, torniamo al discorso della prevenzione e facciamo alcuni esempi classici di “ostinazione allopatica”.

La medicina ufficiale, spesso continua a prendersela con il singolo batterio o con il virus, invece di porre attenzione al terreno in cui batteri e virus trovano facile impiantarsi e proliferare.

Vogliamo continuare a fare la guerra a virus e batteri, o non è forse più semplice riequilibrare il terreno in cui il virus o il batterio prolifera?

Nel caso in cui invece decidessimo di intraprendere la via dell’eradicazione del batterio, la strada parte in salita.

Sono all’ordine del giorno gli insuccessi nel campo della medicina tradizionale quando ci si mette a combattere contro Candida Albicans o contro il famigerato Helicobacter Pylori, batterio a cui viene data la colpa di tante ulcere gastroduodenali.

Spesso e volentieri, dopo terapie antibiotiche o antimicotiche durate mesi, dopo una parziale fase di “debellamento” in cui il batterio sembra essere scomparso, si assiste in pochissimo tempo ad una nuova infezione e, ovviamente, ad un ripresentarsi del quadro clinico – sintomatologico che invece il povero paziente sperava di aver dimenticato per sempre.

 

Mi rendo conto, quando parlo con i miei pazienti in farmacia, che il solo concetto di riequilibrare il terreno possa apparire una cosa lunga.

In un mondo in cui tutti vogliono tutto e subito, la sola parola riequilibrare, porta con sé l’intrinseca immagine del tempo che passa.

 

In realtà, a fare due-tre cicli di antibiotici non è che ci voglia meno tempo o la spesa sia inferiore, ma la guerra, mi rendo conto, è  da combattere, più che altro, sul piano culturale.

 

Volendo fare un altro clamoroso esempio di insuccesso nel campo della medicina tradizionale, potremmo parlare della Candida. Decine di migliaia di donne continuano a combattere con questo fungo a suon di capsule, ovuli, lavande, bustine e quant’altro e continuano a rimanere frustrate nei risultati a causa del continuo ripresentarsi dei fastidiosissimi sintomi.

La cosa simpatica è che una pratica semplicissima come quella dell’alcalinizzazione sistemica (pratica di cui parlano ormai anche le riviste di salute di terza categoria) che permette spesso un rapido miglioramento del quadro generale dell’individuo e dei sintomi della candidosi, rimane pressoché sconosciuta alla medicina ufficiale.

 

Torniamo al nostro discorso su costituzioni e diatesi.

Qual è il processo da compiere, dal punto di vista del terapeuta, per curare una malattia recidivante ?

Individuiamo per semplicità un percorso mentale:

  1. Individuazione della Costituzione del soggetto
  2. e  della Diagnosi clinica
  3. Inquadramento della Diagnosi all’interno di una delle Diatesi (Diatesi=Tendenza ad ammalarsi= Forza Energetica Fisio Patolgica = Miasma)
  4. Inquadramento della Diatesi all’interno della Costituzione (è una diatesi dominante o secondaria?)
  5. Individuazione del grado di scompenso costituzionale (quanto lontani ci troviamo dallo stato di equilibrio costituzionale o dal medicinale costituzionale di base).

 

Scopo del gioco è riequilibrare tutte le diatesi squilibrate e, contemporaneamente, attraverso l’utilizzo dei medicinali costituzionali intermedi, giungere finalmente al medicinale costituzionale di base.

Quando abbiamo riequilibrato tutte le diatesi, partendo dalla più grave per arrivare alla meno grave, utilizziamo il nosode relativo ad ogni diatesi per evitare che lo squilibrio si ripresenti nel tempo.

Ultimo passo è l’utilizzo del medicinale costituzionale di base per esaltare tutte le funzioni della costituzione.

 

Questo percorso, che qui è stato descritto per fasi, in realtà nella pratica clinica è più confuso.

Questo rimane uno schema teorico che va rispettato per avere una specie di paradigma da seguire, ma è chiaro che i diversi farmaci andranno prescritti o consigliati sulla base dei sintomi mostrati dal paziente.

 

Diciamo quindi che la prevenzione migliore, la più specifica, quella su misura, si fa con i medicinali della costituzione.

 

Detto questo, ricordiamo che esiste poi una prevenzione aspecifica che è quella che si fa, spesso a ridosso o durante la stagione invernale, utilizzando farmaci quali Infuenzinum o Anas Barbariae. Si chiama aspecifica perchè va bene per tutti.

Funziona e va bene finché i farmaci si assumono, ma la protezione decresce al diminuire delle somministrazioni.

Niente vieta di poter fare contemporaneamente le due cose, cioè fare una prevenzione a-specifica, andando nel frattempo a riequilibrare le diverse diatesi.

Tutto chiaro, no?