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Dimmi che Vacanza sogni e ti dirò che Costituzione hai …

Se la Vacanza non ti è bastata, Combatti Stress e Stanchezza con l’Omeopatia Costituzionale!

L’estate volge al termine e si torna alla solita routine.

La tanto agognata vacanza, programmata mesi prima o last minute a seconda del proprio stile –  della propria costituzione, diremo meglio tra poco- è sempre troppo breve. 

Spesso e volentieri la vacanza non è affatto rilassante e, alcune volte, può trasformarsi in un vero e proprio inferno.

I giorni non bastano mai e tra viaggio, imprevisti e voglia di fare tutto quello che non si riesce nella quotidianità, si ritorna a casa spesso più stanchi di prima.

Il ritorno a lavoro o a scuola viene da alcuni vissuto come una  vera e propria tragedia. 

Con le valige ancora per casa , il dover pensare al guardaroba per il giorno dopo o a preparare lo zaino per i figli, spesso rischia di provocare  vere e proprie crisi isteriche.

 

E’ sempre questione di costituzione!

Premesso che non siamo tutti uguali, è vero anche che siamo raggruppabili all’interno di alcune categorie predefinite, accomunate da più che evidenti caratteristiche fisiche e psichiche.

Individuiamo almeno quattro costituzioni.

Inizierei con una distinzione a livello fisico: da una parte mettiamo quelli più slanciati e da un’altra quelli meno slanciati (rispettivamente parleremo di longilinei e brevilinei).

Continuerei, poi, dividendo tra quelli con un buon livello di resistenza allo sforzo ed alle malattie e quelli che si stancano subito e si ammalano per primi (stenici ed astenici).

 

L’Omeopatia costituzionale individua e divide chiaramente questi soggetti in quattro gruppi che corrispondono a quattro costituzioni e li nomina facendo riferimento al minerale di cui ciascuna costituzione soffre il dismetabolismo: individua pertanto soggetti Carbonici (C), Sulfurici (S), Muriatici (Cl)e Fosforici (P).

Li raggruppa, fondamentalmente, sulla base di caratteristiche fisiche, psichiche ed endocrinologiche (ormonali).

Queste costituzioni sono dei biotipi ideali che racchiudono al loro interno fisicità, comportamento e genetica di tutti gli individui. 

 

A che serve questa suddivisione in Costituzioni?

La teoria costituzionale nacque più di duemila anni fa con Ippocrate e si pone come scopo  quello di individuare in ciascuna costituzione punti di forza da esaltare e punti di debolezza da rinforzare. Ad individuare ed, in un certo qual modo, a predire per prevenire le tendenze patologiche tipiche di ogni costituzione.

Così, alcuni individui andranno maggiormente incontro a problematiche di carattere metabolico, altri a malattie cardio-vascolari, altri ancora a malattie respiratorie o neuro-degenerative.

Individuata la costituzione, rimettendo prima a posto quello che non va e facendo successivamente una opportuna prevenzione, è possibile allontanare il nel tempo le tendenze patologiche insite in ogni costituzione.

 

Tornando al discorso vacanze… – Il mio caso

Classi di individui differenti avranno preferenza per un modello differente di vacanza  che  dovranno poi conciliare con quello del partner, degli amici  o del resto della famiglia.

Da qui la maggior parte dello stress.

Per esempio, io e mia moglie, pur appartenendo a costituzioni simili o quantomeno “adiacenti “ ed amando lo stesso tipo di vacanza, risultiamo totalmente inconciliabili sulle modalità del viaggio.

Io partirei alle 5 del primo giorno di vacanza e ritornerei intorno alla mezzanotte dell’ultimo. Lei, invece, partirebbe con calma e rientrerebbe un giorno prima per la necessità di riorganizzarsi e riposarsi un po’ prima di rientrare a lavoro.

Io starei fuori tutto il giorno ed andrei in giro percorrendo chilometri e chilometri senza riposarmi, mangiare o andare in bagno, lei preferirebbe invece una cosa più tranquilla, fermarsi per pranzo alle 13.00 crollasse il mondo e, se possibile, rientrare in albergo per un riposino.

Per non parlare poi dello spirito di adattamento. C’è chi ce l’ha e chi no (lei).

Sono anni che sogno un viaggio avventuroso in Sud America (non dico a cavallo di una moto) e mi ritrovo, invece, per le capitali di mezzo mondo, in città enormi e piene di smog con la scusa che – Noi in campagna ci viviamo già!-

 

Costituzioni e vacanze

Ora, questi che sembrano dei luoghi comuni, all’interno dei quali molti indubbiamente si riconosceranno, sono in realtà decisioni prese sulla base di criteri molto semplici: 

  1. cosa mi piace fare, 
  2. quanta energia ho per farlo, 
  3. quando sono disposto a sforzarmi (o a stancarmi) per fare quello che mi piacerebbe fare.

 

Verosimilmente le vacanze saranno andate secondo questo semplice schema:

 

I Carbonici sono precisi, meticolosi, più o meno ordinati e con energie scarse. 

Avranno scelto, se fossero stati da soli, una vacanza tranquilla. Villaggio, crociera, o sarebbero rimasti a casa a riposarsi dallo stress accumulato, perché da un viaggio avrebbero  potuto non riprendersi. 

Tendenzialmente organizzati mentalmente, preferiscono far organizzare viaggi agli altri ed accodarsi, salvo poi lamentarsi fino allo sfinimento.

 

I Sulfurici, che tendenzialmente avrebbero avuto le capacità per organizzarsi, hanno deciso di non farlo, perché nel frattempo accaniti nell’impegnativo gioco della conquista del mondo. 

In realtà avrebbero potuto anche non fare vacanze, tanto questi non avvertono il problema, lavorano  e basta.

Avranno prenotato la vacanza last-minute, trovando qualche buona occasione, improvvisando.

Sicuramente sarà stata una vacanza ricca di intrattenimenti, non dico sesso droga e rock and roll, ma quasi. Ristoranti , alcol e discoteche fino a notte fonda… e altro. Divertente sicuramente, non direi rilassante.

 

I Muriatici hanno programmato la vacanza dall’anno scorso. La hanno pianificata nei particolari. Hanno prenotato per tempo albergo, trasferimenti e attrazioni e hanno fatto anche l’assicurazione. Hanno viaggiato con tutta la famiglia. Tutto organizzato e pianificato. Arte ed avventura insieme. Pasti frugali,- bisogna camminare e risparmiare- , a letto presto – domani ci sono tante cose da vedere-. 

Magari meno divertente della precedente, ma sicuramente più interessante.

 

I Fosforici non si sa se siano mai partiti . Hanno iniziato a parlare del viaggio dall’anno scorso, ma non sono stati sufficientemente pragmatici da prenotare. 

Hanno sognano la vacanza e ne hanno parlato. 

Se sono riusciti in qualche modo a partire, merito della risoluzione di qualche altro membro del gruppo, avranno voluto fare tante cose con la testa, ma il corpo non li ha accompagnati. 

Avranno percorso chilometri per raggiungere un museo per ammirare una singola opera d’arte, ma l’avranno trovato chiuso perché non hanno pensato di controllare i giorni di apertura …

Oppure saranno dispersi nella giungla. Saranno stati ottimisti, avranno dato fiducia a qualcuno che magari se ne sarà approfittato…

 

L’Aiuto dell’Omeopatia.

Il metodo omeopatico costituzionale parte dall’assunto che non esistono costituzioni migliori o peggiori. 

Ogni costituzione ha propri punti di forza e di debolezza. Ognuno di noi dovrebbe conoscerli, sfruttarli e preservarsi al meglio per mantenere uno stato psico-fisico di equilibrio grazie al quale dare il meglio a lavoro e nelle relazioni interpersonali.

La vita in realtà ci mette difronte a tante prove e ognuno reagisce secondo un proprio modello comportamentale che è dettato dalla propria costituzione e  dalle proprie tendenze patologiche (che spesso sono state regalate dai nostri antenati).

 

Per capire come funzione questa cosa dell’equilibrio, immaginiamo che la nostra costituzione in equilibrio, in una scala da uno a dieci, valga dieci – il massimo.

Se, per esempio, ci ammaliamo potremmo scendere a 9.

Se subiamo un lutto scendiamo a 8. 

Se subiamo delle frustrazioni sul lavoro scendiamo a 7.

Se mangiamo male e abbiamo ritmi di vita eccessivamente accelerati potremmo scendere anche sotto la sufficienza e allora inizierebbero i problemi seri.

 

Il metodo omeopatico costituzionale permette:

  • di individuare la costituzione di appartenenza del singolo soggetto,
  • valutarne lo stato di scompenso (quanto ci troviamo lontani dal nostro 10 costituzionale) ,
  • e riportarla in equilibrio per riacquistare lucidità, vitalità ed equilibrio.

La durata di questo processo dipende da quanto lontani ci troviamo dall’equilibrio (dal nostro 10) e da quanto siamo capaci o siamo disposti di rimuovere le cause che ci hanno condotti alla situazione di disequilibrio.

 

Quali i Benefici del Metodo Omeopatico Costituzionale?

I benefici di una costituzione in equilibrio sono in primis vitalità, energia -per quanta ne permette la costituzione- resistenza agli stress ed alle malattie, equilibrio e lucidità mentale, migliore qualità di del sonno e di vita in generale.

Un concetto simile a quello che nelle culture orientali, nella medicina tradizionale cinese o in agopuntura ha acchè fare con i blocchi energetici e la corretta circolazione dell’energia nel nostro corpo attraverso i meridiani. Lo si dice e lo si fa con tecniche diverse, ma il concetto è lo stesso.

Purtroppo, la nostra medicina tradizionale non ci ha abituato a questo. 

Ci presenta solo degli antidoti alla stanchezza e d allo stress, dei palliativi, promettendo di rimetterci in sesto con  qualche integratore, piuttosto che tramite l’assunzione di qualche tonico stimolante.

In realtà, quello di cui abbiamo bisogno, è sì di assumere sali, ma quelli giusti, che esistono anche in Omeopatia, ma che vengono prescritti o consigliati a seconda del grado di disequilibrio della nostra costituzione, non a caso.

Non esiste una formula magica che vada bene per tutti e soprattutto, non abbiamo bisogno di essere stimolati in alcun modo, ma di essere messi solo nelle condizioni di poter utilizzare a pieno tutto il nostro potenziale energetico.

In questo l’Omeopatia ci può dare un grande aiuto.

 

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Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Come l’Omeopatia ti cura l’Ipertensione Arteriosa

L’omeopatia è efficace nella cura dell’ipertensione arteriosa?

Parliamo di ipertensione arteriosa quando la pressione arteriosa sistolica (massima) presenta un valore uguale o superiore a 140 mmHg e/o la pressione diastolica (minima) un valore uguale o superiore a 90 mmHg. Per poter parlare di ipertensione arteriosa è necessario che tali valori si mantengano alti nel tempo.

L’ipertensione arteriosa rientra tra i fattori di rischio cardiovascolare (ictus, infarto del miocardio, morte) ed è una patologia molto diffusa nella popolazione italiana. Gli altri fattori di rischio cardiovascolare sono:

  • fumo
  • dislipidemie e diabete
  • livello socio-culturale (rispetto di corretta alimentazione e attività fisica).

In realtà, lo stesso valore di pressione arteriosa comporta un rischio diverso di eventi cardiovascolari  in pazienti con caratteristiche cliniche diverse.

Spesso il paziente si accorge di essere iperteso dopo diverso tempo dall’instaurarsi di questa condizione, in seguito a controlli occasionali o in seguito a crisi ipertensive.

 

Quali sono le Cause di Ipertensione?

L’ipertensione arteriosa origina dall’effetto combinato di fattori genetici ereditari ed ambientali.

Tra questi ricordiamo:

•Familiarità;
•Aumento del livello dei grassi del sangue (anche in questo caso può esserci familiarità);
Sovrappeso;
•Sedentarietà;
•Malattie metaboliche;
•Malattie endocrine;
•Assunzione di farmaci (contraccettivi orali, corticosteroidi);
•Problematiche di competenza chirurgica (stenosi arteria renale, coartazione aortica ecc.);
•Problematiche d’ambito psicosomatico;
•Situazioni cliniche di natura non determinata che definiscono il campo delle ipertensioni primarie o idiopatiche;
•Sicosi;
•Luesinismo.
Per prevenire l’ipertensione si dovrebbe, quindi, da un lato identificare gli individui geneticamente predisposti, dall’altro correggere i fattori ambientali.
La maggior parte dei casi di ipertensione arteriosa è dovuta ad abitudini di vita non corrette.
Ipertensione secondaria
Da un punto di vista delle cause scatenanti, l’ipertensione può essere divisa in ipertensione primitiva o essenziale, ed ipertensione secondaria, cioè una conseguenza di una causa nota. Alcune condizioni che possono scatenare una ipertensione secondaria sono: Ipertensione renale, Iperaldosteronismo primario, Sindrome di Cushing, Feocromocitoma ed Ipertensione gravidica. Queste patologie esordiscono con un aumento marcato dei valori pressori e non rispondono a terapia farmacologica.

 

I consigli del farmacista
Consigli sulla terapia:
  • Non interrompere o modificare la terapia di propria iniziativa;
  • Assumere i farmaci ad orario prestabilito ed in dose corretta;
  • Conservare sempre i farmaci nella loro scatola originale;
  • Comunicare al medico gli effetti collaterali della terapia;
  • Misurare periodicamente la pressione arteriosa e annotarne i valori.
Consigli sullo stile di vita:
  • Mantenere il giusto peso corporeo facendo attenzione ai cibi (limitare consumo di formaggi stagionati e derivati dal latte, preferendo yogurt , ricotta e mozzarella)
  • Ridurre l’apporto giornaliero di sale e di cibi salati, essiccati e affumicati (affettati, cracker e biscotti, patate fritte, glutammato di sodio, acciughe, aringhe, baccalà, salse e cibi in salamoia)
  • Non fumare
  • Limitare il consumo di alcolici
  • Svolgere regolarmente attività fisica
  • Gestire l’eccessivo stress psico-fisico
 

Chi sono i soggetti più colpiti? E a quale costituzione appartengono?

Prendendo come riferimento la teoria delle costituzioni in omeopatia della scuola italiana Santini- Chiriacò, possiamo affermare che, statisticamente, i soggetti che maggiormente soffrono di ipertensione arteriosa siano i Sulfurici e i Carbonici.
Proprio come abbiamo scritto sopra, un po’ per fattori ereditari (Diatesi Sicotica e Luesinica), un po’ per fattori comportamentali (talvolta inclusi nelle stesse diatesi).

I soggetti SULFURICI, infatti, godono di una vita iperattiva e stressante a cui, normalmente , tendono ad abbinare una alimentazione ricca di grassi e proteine. Per sostenere questo menage, hanno spesso necessità di utilizzare alcolici e stimolanti. In alcuni casi abbinano anche un certo abuso di farmaci che dà l’impressione, almeno in un primo momento, di tornare velocemente in forma perfetta!

I soggetti CARBONICI sono soggetti tendenzialmente pigri. Tendono a fare poca attività fisica, la  minore possibile, e ad eccedere nell’alimentazione, specie in carboidrati e dolci. Se a tutto ciò sommiamo la caratteristica di avere una scarsa capacità di espellere tossine e, al contrario, una grande capacità di accumulo, ecco qui il perfetto soggetto candidato all’ipertensione e alla sindrome metabolica.

 

Le possibilità di cura

I soggetti a basso rischio cardiovascolare, prima di iniziare una terapia farmacologica con farmaci di sintesi, dovrebbero modificare l’approccio dietetico e lo stile di vita.

L’impiego di farmaci omeopatici, fitoterapici e di nutraceutici può costituire una modalità efficace di trattare l’ipertensione in soggetti con basso rischio cardiovascolare.

Qualora, dopo un periodo di trattamento, non si ottenessero risultati efficaci nella diminuzione del rischio, è d’obbligo recarsi dal proprio medico curante per valutare insieme a lui altre possibili terapie.

 

Alcuni Farmaci Unitari Omeopatici utili per la cura dell’Ipertensione Arteriosa.

Ipertensione nei Sulfurici

Spesso l’ipertensione nel soggetto sulfurico si presenta con dei veri e propri gradi di aggravamento. Partendo dalla condizione di equilibrio dello stato Sulphur, a seguito di stress e stili di vita scorretti, ci si può allontanare verso una fase Nux Vomica; successivamente verso una fase di scompenso Aurum Metallicum e quindi giungere ad una fase Plumbum, dove ormai domina la sclerosi vasale.

Il soggetto Sulphur avvertirà dolore e calore al vertice del capo. Vampate di sangue alla faccia e a tutto il corpo. Bruciore ai piedi la sera a letto. Tendenza marcata alle eruzioni di qualsiasi natura.
Nux Vomica sarà di supporto in soggetti agitati, intraprendenti, con comportamento collerico. Con una vita piena di impegni, con uso frequente di stimolanti vari (the, caffè, tabacco, stupefacenti) e con relativi disturbi digestivi.
Aurum Metallicum: cefalea intensa. Faccia rossa e lucente. Sensazione come se il cuore cessasse di battere per qualche istante. Disgusto della vita con desiderio di suicidio, specialmente in soggetti luetici.
Plumbum Metallicum: soggetti con torpore progressivo della mente, incapacità di trovare la parola adatta per esprimersi, soggetti magri, arteriosclerotici, con faccia pallida, giallastra ed occhi cerchiati. Frequente, in questa condizione, paresi o paralisi degli arti inferiori.
Altri farmaci utili, utilizzabili nella costituzione sulfurica sono:

Glonoinum: Ipertensione con afflusso marcato di sangue alla testa a al cuore. Le pulsazioni arteriose sono assai marcate, anche alle tempie e si avvertono anche alle mani e ai piedi. Possono esserci anche vertigini con senso di pienezza e d’ingrossamento del cranio. E’ il farmaco delle crisi ipertensive acute, da utilizzare durante la crisi a bassa diluizione e a frequenza sostenuta.

Lachesis: Il soggetto ha una ipertensione con afflusso di sangue alla testa. Sensazione di stretta al collo. Può presentarsi dispnea alla minima fatica. Negli alcolisti e nelle donne in menopausa.

 

Ipertensione nei Carbonici

Cactus: Ipertensione con marcato calore alla testa. Freddo alle estremità. Sensazione di costrizione al cuore come per una morsa. Sensazione di violento afflusso di sangue al torace. Soggetti cardiopatici (anche nei sulfurici, è un farmaco psorico).

Carbo Vegetabilis: ipertensione con cefalea occipitale (senso di stiramento del cuoio capelluto). Faccia rosso-cianotica o pallida, anche in alternanza. Dispnea alla minima fatica. Presenza di couperose, acne rosacea.

Baryta Carbonica: Faccia rosso vivo. Lentezza nell’apprendimento, amnesie. Astenia fisica e mentale. Timidezza, specie in soggetti arteriosclerotici, prematuramente invecchiati (anche nei sulfurici).

 

Ipertensione nei soggetti Longilinei (Muriatici e Fosforici)

I soggetti longilinei, grazie alla propria costituzione e alle diverse prevalenze diatesiche, tendono  non soffrire di ipertensione. O meglio le cause non sono la sicosi ed i luesinismo.

Phosphorus: Ipersensibilità generale. Astenia fisica e mentale. Vertigini e vampate di calore alla faccia in soggetti con tendenza marcata alle emorragie.

Ignatia: tipicamente ipertensione da somatizzazioni in soggetti ipersensibili alle contrarietà.

Sepia:  sia negli ipotesi e negli ipertesi.

 

Ipertensione nei soggetti Sicotici

Talvolta, indipendentemente dalla costituzione hdel soggetto, se l’ipertensione è di natura sicotica (nel soggetto prevale la diatesi sicotica), alcuni farmaci da prendere in considerazione per la cura sono Natrum Sulphuricum e Thuya, due farmaci del modello reattivo sicotico. Utili soprattutto negli ipertesi obesi.

 

Ovviamente, orientarsi nell’utilizzo di questi farmaci da soli è un po’ complicato.

Pertanto si consiglia sempre l’utilizzo di farmaci omeopatici complessi a bassa diluizione per coprire un po’ tutte le casistiche ed ottenere risultati in breve tempo. Nei complessi sono normalmente presenti sia rimedi per crisi ipertensive, sia rimedi di fondo per agire a monte sulle possibili cause.

Si possono utilizzare approcci misti, utilizzando, per esempio, un farmaco di fondo in diluizione centesimale e un farmaco in acuto in diluizione decimale, anche contemporaneamente a un anti ipertensivo di sintesi qualora il medico lo ritenga opportuno.

 

La maggior parte di questi farmaci va assunta 2 o 3 volte al giorno.

Se il farmaco è ben scelto può iniziare a fare effetto già dopo poche settimane.

Ovviamente non ci sono effetti collaterali ed il consiglio è quello di monitorare la pressione all’inizio almeno un paio di volte al dì.

I farmaci omeopatici possono essere assunti anche contemporaneamente alle terapie anti ipertensive classiche.

Un effetto benefico potrebbe essere quello di evitare l’associazione di più farmaci anti ipertensivi di sintesi o di evitare di dover aumentare la dose di quello con cui si è già in terapia e quindi diminuendo il rischio di effetti collaterali di quest’ultimo.

E’ bene in ogni caso evitare di affidarsi al fai-da-te  e affidarsi ai consigli di un professionista della salute che possa indirizzare verso la terapia più adatta alla tua esigenza.

 

In alcuni casi per il controllo della pressione arteriosa può essere utile abbinare alla terapia omeopatica anche una terapia di sostegno fitoterapica o nutraceutica che mantenga il benessere di tutto l’apparato cardiocircolatorio. Ad esempio:

Preparati  base di Aglio, Biancospino e Vischio

l’Aglio regola la pressione arteriosa mediante la sua azione vasodilatatrice, la funzionalità cardiovascolare (è anti aggregante piastrinico, il metabolismo dei trigliceridi e del colesterolo ed ha attività anti-ossidante.

Il Biancospino ha azione ipotensiva diminuendo le resistenze periferiche, azione sedativa ed anti-aritmica.

Il Vischio regola il metabolismo dei trigliceridi e del colesterolo, facendo diminuire i livelli di Colesterolo LDL  e triglieridi ed aumentando quello di HDL.

Preparati a base di estratto di foglie di Olivo per mantenere e ripristinare il fisiologico metabolismo dei lipidi talvolta abbinati al Coenzima Q10 dal potere antiossidante.

Raccomandabile sempre l’integrazione con Acidi grassi Omega-3 (EPA e DHA), derivati dall’olio di pesce purificato, che contribuiscono a mantenere in efficienza il sistema cardio circolatorio.

 

Anche per l’utilizzo degli integratori, il target di trattamento è rappresentato da soggetti in varie fasce di età che esprimono un rischio metabolico e cardiovascolare lieve o moderato e che non rientrano nei criteri che giustificano l’intervento farmacologico con ipertensivi, ipolipemizzanti o ipoglicemizzanti, cioè soggetti con valori pressori non ottimali o ipertensione lieve-moderata o con occasionali rialzi pressori da stress.

Per tutto il resto c’è l’Omeopatia…

 

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20 Farmaci Omeopatici da Portare in Vacanza

La mia famiglia è composta da me, mia moglie e tre bambini piccoli. Normalmente troviamo comodo per le nostre vacanze, muoverci in automobile, per tutta una serie di motivi.

Preparare le valige, avendo a disposizione il portabagagli di una monovolume, non è mai una cosa semplice.

La tentazione, non avendo restrizioni sul peso e sul numero di bagagli, è di portarsi dietro anche roba che non useremo mai. Negli anni, facendo tesoro anche degli errori commessi in precedenza, abbiamo affinato la tecnica di selezione delle cose più utili.

 

Per ovvi motivi la delega ai farmaci ce l’ho io.

Lavoro permettendo, stiamo fuori almeno una decina di giorni e mediamente ci muoviamo in mezza stagione (un momento dell’anno in cui può accadere meteorologicamente di tutto e le temperature possono variare dal tropicale al rigido e ci può essere anche una discreta escursione termica tra giorno e notte) e potenzialmente potremmo essere esposti sia a problematiche estive, che autunnali e il rischio di svaligiare la farmacia è sempre in agguato.

Ho iniziato quindi  a sviluppare una serie di criteri di auto-difesa.

 

Quali Farmaci?

Un criterio scontato è, per esempio, iniziare dai farmaci per le terapie croniche e valutare se tra questi ce ne possano essere alcuni che all’occorrenza utili anche ad altri membri della famiglia (vale sia per l’omeopatia che per le terapie tradizionali).

Inizio poi dai farmaci di emergenza che sarebbe difficile o scomodo recuperare, sia all’estero che in Italia, per via della necessità della prescrizione medica ad esempio:

  • un antibiotico a largo spettro,
  • un antipiretico,
  • un antiinfiammatorio / antidolorifico,
  • un cortisonico / anti-istaminico.

Poi, a seconda della stagione dell’anno in cui ci muoviamo e della nostra meta, la composizione dell’arsenale cambia, ma con alcuni punti fissi.

 

L’Area Gastro-Intestinale rimane sempre ben rappresentata:

  • prodotti per la stitichezza (lassativi orali o micro-clismi) – può capitare di bloccarsi in viaggio se si fanno tappe serrate e uno è abituato invece ad avere i suoi tempi;
  • prodotti per la diarrea (antidiarroico, fermenti lattici, reidratanti) – può capitare di mangiare qualcosa di sbagliato o di venire a contatto con popolazioni batteriche estranee al nostro organismo e quindi avere un paio di giorni di riassestamento;
  • prodotti per smaltire eventuali abbuffate e conseguenti nausee e vomiti (anti-acidi, pro-cinetici, anti-spastici, vari ed eventuali) – dovuti o a cibi particolarmente graditi al nostro palato o che non siamo abituati a digerire perché carichi di spezie o di altri ingredienti che scopriamo, solo dopo, risultarci indigesti!

 

Poi c’è l’Area Traumi (anti-infiammatori, anti-edemigeni) – che può comprendere prodotti per alleviare il dolore e per curare botte, cadute, ematomi  e lesioni o fastidi della pelle (antibiotico locale, cortisonico, anti-istaminico, antimicotico, lenitivo).

Bisogna poi pensare ai prodotti con posologie o formulazioni o principi attivi specifici per i bambini.

 

Quando entra in gioco l’Omeopatia?

L’omeopatia in viaggio può risultare in alcuni casi, non dico salva-vita, ma sicuramente “salva-vacanza”.

Spesso, anche quando sono in farmacia, uno dei luoghi comuni che devo sfatare più frequentemente, è quello che l’omeopatia  funzioni lentamente.

Invece, in vacanza, uno vorrebbe risolvere al più presto il problema che gliela  sta rovinando, per continuare a godersi il meritato riposo.

Chiariamo una volta per tutte (anzi, ci ritorneremo un sacco di volte) che ci sono due modi di utilizzare l’omeopatia:

  • per alleviare immediatamente un sintomo fastidioso o per velocizzare il decorso di una malattia (mi viene in mente un episodio di cistite, piuttosto che una gastro-enterite fulminante, piuttosto che una crisi di ansia);
  • per problemi cronici, per rimettere a posto alcune funzioni fisiologiche o metaboliche che nel tempo hanno deviato dal loro normale funzionamento. Detto in chiave costituzionale, per riportare la nostra costituzione in posizione di equilibrio.

 

E’ chiaro che, nel secondo caso, il lavoro da fare con l’omeopatia è molto più lento.

Bisogna individuare il percorso da compiere a ritroso per portare l’individuo in equilibrio. Questo al di là della malattia contingente, i cui sintomi vorremmo invece risolvere il prima possibile.

Questo tipo di percorso, che deve essere svolto sotto il controllo del medico, è molto più lento, ma che porta anche a grandi soddisfazioni per i pazienti, soprattutto nei casi in cui la medicina ufficiale ha smesso di dare risposte e si limita solo a tamponare i sintomi di una sindrome  o di una malattia.

 

“In vacanza, l’Omeopatia può risultare molto utile, a patto di azzeccare il prima possibile il farmaco giusto”!

 

Il caso più stupido: quello di una febbre.

Tradizionalmente sappiamo che se c’è una febbre e non siamo in grado individuarne immediatamente la causa, la prima cosa da fare è osservarne il decorso.

Se la temperatura sale sopra i 38-38.5°C dobbiamo tenere a portata di mano un antipiretico e se persiste oltre i due giorni, bisogna portare il malato dal medico che, fatta una diagnosi, deciderà come meglio intervenire.

Ovviamente fare questa cosa se sei fuori in vacanza, peggio se sei all’estero o ai tropici, è un tantino scomodo.

Se siamo abituati ad utilizzare l’omeopatia da anni e abbiamo capito, grosso modo, come funziona, allora può essere di grande aiuto in entrambe queste possibilità:

 

  1. siamo nelle condizioni di individuare e di utilizzare al più presto il simillimum o comunque il farmaco che meglio al momento rispecchia il quadro sintomatico del paziente: abbiamo vinto! Può essere che, se va tutto liscio e non ci sono complicazioni, riusciamo a risolvere il problema nel giro di poche ore;

 

  1. non siamo in grado di individuare il simillimum (o comunque non ce lo siamo portato dietro o in farmacia non ce l’hanno e ordinandolo arriverebbe in due giorni perché ci troviamo in un’isola deserta) : allora possiamo accontentarci anche di farmaco simile a bassa diluizione (5-9 CH) per coprire molti dei sintomi della patologia di cui stiamo soffrendo o meglio ancora di un rimedio complesso, che possa contenere al suo interno tutta una serie di rimedi utilizzabili per la stessa patologia. Magari non guariremo completamente in poche ore, come faremmo invece nel primo caso, ma comunque copriremo la sintomatologia al 70-80% e velocizzeremo in ogni caso la guarigione.

 

“E’ possibile utilizzare contemporaneamente omeopatici e farmaci tradizionali”

 

In questo caso potremmo velocizzare l’efficacia di questi ultimi.

Non dimentichiamo che in vacanza velocizzare il decorso dei sintomi di una malattia è di vitale importanza. Anche accelerare la guarigione di soli uno due giorni significa portare a casa un grande risultato. Si va in vacanza pochi giorni all’anno e se proprio allora uno si ammala, vuole come minimo che passi tutto al più presto per godersi i giorni rimasti.

 

Quali i Farmaci Omeopatici UNITARI da portare in viaggio?

La mia trousse ha venti spazi che possono ospitare altrettanti farmaci.

Io la riempio cosi:

 

  1. Aconitum: Paura, shock dopo un trauma o incidente, febbre improvvisa
  2. Apis: Dolori pungenti, gonfiori ed edemi, orticaria, sintomi che migliorano con     applicazioni fredde
  3. Arnica: Traumi con travaso di sangue, contusioni e distorsioni, dolori muscolari, vene (neonato o bambino che cade di testa procurandosi il classico bernoccolo)
  4. Arsenicum album: Intossicazione alimentare, diarrea (non hai saputo resistere a quei frutti di mare)
  5. Belladonna: Otiti, faringiti, tonsilliti, febbre, influenza e infiammazioni in generale
  6. Cantharis: Cistite che brucia, con stimolo frequente, ma  anche dolore dopo una scottatura che ha provocato bolle grandi (Hai deciso di improvvisarti cuoca e insieme ai panzerotti hai fritto anche un pezzo di mano)
  7. China: Gonfiori, coliche, eruttazioni e flatulenze, collassi da disidratazione (la diarrea o la troppa perdita di liquidi ti ha disidratato)
  8. Cocculus Indicus: Vertigini e mal d’auto o chinetosi in generale (il tuo partner o il pilota dell’aereo guida come un cane)
  9. Colocynthis: Coliche intestinali, anche calcoli biliari e renali, migliorano piegati in avanti
  10. Gelsemium: Ansia, paura che immobilizza, cefalea  che parte dal collo o dalla nuca
  11. Histaminum: Un anti-istaminico “ a largo spettro”
  12. Hepar sulphur: Suppurazione (il classico ascesso dentale, ma anche un bubbone)
  13. Ignatia: Crisi isterica (arrivi a destinazione e scopri che l’indirizzo che ti avevano dato non esiste)
  14. Ledum Palustre: Punture d’insetti, spesso con molto gonfiore ed infiammazione (ponfo)
  15. Mercurius solubilis: Faringiti, mal di gola, infezioni di vario genere, ascessi, candide fulminanti, …
  16. Nux vomica:  Cattiva digestione, Dolori gastrici, crampi addominali, ma anche nausea e vomito (hai esagerato alla sagra del peperone giallo)
  17. Paeonia:  Emorroidi (se ti piace esagerare col piccante)
  18. Rhus toxicodendron: Bolle piccole (Herpes, Fuoco di Sant’Antonio), ma anche dolori articolari che migliorano col movimento,
  19. Staphysagria: Ferite da taglio (se state cercando di amputarvi un dito mente sbucciate l’anguria), cistiti dopo rapporti sessuali  oppure se mal digerite che la vacanza l’abbia pianificata il vostro partner a suo completo piacimento e somatizzate…
  20. Urtica urens: orticaria, dolori pungenti, reazioni allergiche ai frutti di mare.

 

Tutti questi farmaci, essendo per lo più di pronto soccorso, vanno assunti a diluizioni dalla 5 alla 9 CH, vanno bene anche tutte le intermedie. Soltanto Apis alla 15CH e Hepar Sulphur alla 30 CH.

 

Coloro che sono abituati da anni a curarsi con l’omeopatia possono tranquillamente scegliere farmaci simili a questi che magari hanno già usato in passato con successo per risolvere piccoli problemi simili.

Esempio. Dovendo scegliere un farmaco per abbuffate, bevute e conseguenti nausee e vomiti,  alcuni soggetti possono rispondere meglio a Nux Vomica, altri ad Antimonium Crudum.

Oppure, se uno soffre di chinetosi, saprà magari se risponde meglio a Cocculus Indicus piuttosto che a Tabacum o Petroleum e quindi può dotarsi del farmaco per lui più efficace o che può coprirgli più sintomi insieme.

 

Altro esempio. Se io dovessi scegliere di portare con me un solo rimedio, porterei con me  Nux Vomica, perché, nel mio caso, copre molti  sintomi dei quali normalmente sono portato a soffrire in condizioni di stress: cattiva digestione, nausea, stitichezza, ansia, colite, insonnia, ecc…

Stessa cosa nell’ambito degli “anti-infiammatori”: non porterò mai con me Belladonna, ma porterò Aconitum o un complesso che copra anche una altra serie si sintomi correlati alla mia modalità di fare  febbre e influenza (Mercurius, Bryonia, …).

Ovviamente i meno esperti possono rivolgersi al loro farmacista omeopata e farsi consigliare un rimedio composto che meglio si adatti all’esigenza che vogliono risolvere o prevenire.

Esistono farmaci composti efficacissimi di tutte le principali aziende omeopatiche per alleviare i sintomi gastro-intestinali piuttosto che per combattere la chinetosi, piuttosto che ad azione antiinfiammatoria o antivirale o ecc. ecc…

Anche i complessi non sono tutti uguali. A seconda della ditta produttrice potrò trovare presenti all’interno alcuni farmaci ed altri no. Per questo è bene sempre farsi consigliare da professionisti esperti, piuttosto che fare  faidatè.

“L’approccio al farmaco unitario è solo per i più esperti”

 

Quali i Farmaci Omeopatici COMPLESSI portare in viaggio?

Se si è alla prima esperienza o si vuole solo portare un un aiutino o un rinforzo ad un farmaco tradizionale che non siamo sicuri se funzionerà (es. soffriamo di mal di mare e gli anti chinetosici tradizionali non ti funzionano) si può provare associando farmaci composti e diminuire  il numero degli unitari da portarsi dietro (e il conseguente spazio da occupare in valigia).

Io individuerei allora solo le seguenti aree:

  1. Indigestione – Nausea – Vomito
  2. Mal di movimento (solo se soggetti predisposti)
  3. Diarrea
  4. Coliche
  5. Antivirale – febbri – raffreddori
  6. Antibatterica – mal di gola – otiti
  7. Tosse – bronchite
  8. Ansia – Paura – Insonnia
  9. Allergia
  10. Traumi

 

Le Pososologie

Rinfreschiamo ora un po’ le posologie dei diversi tipi di farmaci, argomento che preoccupa e angoscia molti dei neofiti dell’omeopatia.

 

I farmaci complessi (compresse, gocce, granuli, ecc.) vanno assunti, come terapia di base minimo tre volte al giorno.

Più è acuto il sintomo che vogliamo trattare, più dobbiamo aumentare la frequenza di somministrazione.

Possiamo pertanto assumere una dose (1 compressa o 10 gocce) ogni 15-20 minuti all’inizio e poi rallentare il numero di assunzioni al miglioramento dei sintomi.

 

Per farmaci unitari, diluizioni tra i 5CH e i 9CH vanno tutte bene per coprire sintomi acuti.

Può essere assunto un numero di granuli tra 3 e 5 per volta, minimo tre volte al giorno. La frequenza di assunzione può essere aumentata in acuto facendo passare da 30 a 60 minuti circa tra una dose e l’altra.

 

Inoltre la scelta dei farmaci, delle formulazioni  e delle diluizioni più adatte molto dipenderà:

  • dalla meta del mio viaggio
  • da come è composto il  gruppo con cui mi muovo.

Particolari attenzioni andranno prestate ai bambini, agli anziani, alle donne in gravidanza.

Dovrò stare attento ad informarmi sulle vaccinazioni consigliate o  obbligatorie del Paese verso il quale sono diretto, quanto tempo prima effettuarle e come eventualmente smaltirne gli eventuali effetti collaterali. Ma questa è un’altra storia.

 

Buon Viaggio e Buona Omeopatia a tutti!

 

Leggi anche:

10 Rimedi Omeopatici Essenziali per le Vacanze

Dimmi che Vacanza sogni e ti dirò che Costituzione hai …

 

Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Sintomi Gastro-Intestinali ed Omeopatia

Le statistiche dicono che oltre il 60% della popolazione italiana soffre di disturbi digestivi dopo aver mangiato.

Nella maggioranza dei casi sono occasionali o transitori e consistono essenzialmente in bruciore, acidità di stomaco, eruttazioni, flatulenza, sensazione di dolore, ecc. 

A questi sintomi si possono aggiungere quelli intestinali come crampi, aerofagia e diarrea.

 

Le situazioni croniche sottendono patologie più importanti ed in questi casi i disturbi aumentano di intensità e di durata.

 

Alcuni fattori predisponenti possono essere comportamenti negativi che accompagnano la nostra esistenza, lo stress sia fisico che emozionale, i ritmi frenetici della vita, gli stili alimentari sbagliati comportanti l’uso di cibi troppo conditi e consumati in fretta, le cattive abitudini personali come il fumo e l’alcool, l’abuso di alcune tipologie di farmaci come gli antinfiammatori, ecc…

 

Un po’ di definizioni per fare chiarezza tra i sintomi

Aerofagia: é una difficoltà digestiva consistente nella eccessiva deglutizione di aria durante i pasti. Spesso è conseguenza di cattive abitudini alimentari, eccessivo di bevande gassate, di bicarbonato, di chewing-um, o il consumo troppo frettoloso dei pasti.

Eruttazione: è l’espulsione rumorosa, attraverso la bocca, dei gas presenti nello stomaco. Può essere una manifestazione tipica dell’aerofagia oppure essere associata ad una indigestione o ad altri disturbi gastrici.

Pirosi: è la sensazione di bruciore allo stomaco, avvertita dietro lo sterno, che si irradia verso la gola, spesso dovuta all’eccessiva risalita dei succhi gastrici, particolarmente acidi. La sintomatologia è piuttosto comune e può essere occasionale, quando è dovuta ad es. ad una cattiva digestione, all’assunzione di alimenti irritanti o di particolari farmaci, oppure ripetitiva.

Reflusso gastroesofageo: l’incontinenza dello sfintere gastroesofageo, a causa di un’ernia iatale o della diminuzione del tono della muscolatura esofagea e/o gastrica. 

 

•Per Dispepsia si intende una alterazione della funzione digestiva gastrica o intestinale, comunemente chiamata digestione difficile, caratterizzata da pesantezza di stomaco, sonnolenza, mal di capo dopo i pasti. 

Ulcera gastrica: è una erosione della mucosa gastrica, nei casi più gravi la perforazione della parete dello stomaco. Le cause della malattia non completamente note. L’ipotesi più accreditata è quella di una diminuzione della resistenza della mucosa gastrica all’aggressività del succo gastrico particolarmente acido. Fattori predisponenti possono essere gli abusi di alcool, caffeina, fumo, grassi, farmaci, … come pure la matrice genetica e particolari condizioni emotive. I sintomi possono essere: dolore epigastrico che si vivacizza con l’assunzione di cibo, nausea, vomito, anemia sideropenica (da carenza di ferro) legata alle emorragie.

Ulcera duodenale: lesione in uno o più punti della mucosa del duodeno, molto più frequente dell’ulcera gastrica.  La causa della malattia è strettamente collegata ad un’ipersecrezione acida della mucosa gastrica unita ad una ridotta capacità della mucosa duodenale di secrezione di bicarbonato nel muco protettivo. I fattori predisponenti ed i sintomi sono essenzialmente gli stessi dell’ulcera gastrica, ma il dolore è sempre migliorato dall’assunzione di cibo.

 

Predisposizioni 

•La tendenza patologica o, in gergo omeopatico, la diatesi dominante, nelle patologie gastriche è senza dubbio la diatesi Luesinica che comprende le patologie lesionali più gravi fino all’ulcerazione e al tumore gastrico.

•L’helicobacter pylori trova una mucosa gastrica favorevole su cui attecchire, in quanto tale mucosa è condizionata dalla diatesi luesinica.

•Pertanto per consentirne la definitiva eliminazione del batterio, oltre ad una possibile terapia farmacologica allopatica, è fondamentale riequilibrare il luesinismo del soggetto.

 

Disturbi gastro intestinali: Perché l’Omeopatia? 

I disturbi gastrointestinali possono avere origine diversa, ma medicina tradizionale prevede per lo più l’utilizzo di farmaci che si limitano a tamponare i sintomi (anti-acido, procinetici, anti-reflusso, anti-diarroici, …).

Al contrario, i farmaci omeopatici forniscono sostegno terapeutico e – se scelti adeguatamente – velocizzano di molto il decorso e diminuiscono i sintomi agendo su più organi di uno stesso apparato e lavorando contemporaneamente sia sul sintomo che sulla causa che lo ha scatenato.

 

Disturbi gastrici: Acidità di stomaco, Reflusso gastro esofageo, Eruttazioni

Di seguito una carrellata dei più comuni farmaci utilizzati per i disturbi gastrici:

Anacardium orientale: Gastrite ed ulcera duodenale con sensazione di vuoto allo stomaco, di nausea e vomito. Il dolore sopraggiunge a digiuno e migliora dopo aver mangiato. La digestione è lenta e con sensazione di pienezza. Alito cattivo, gusto sgradevole, secchezza della bocca e della gola, lingua bianca e ruvida, stipsi nervosa.

Antimonium crudum: Indigestione, dispepsia, gastrite acuta con eruttazioni e dolori all’epigastrio. Colite, diarrea. E’il rimedio della nausea, del vomito e dei disturbi digestivi in seguito ad abusi alimentari. La lingua è ricoperta da una patina bianca ed il soggetto ha una sensazione di pienezza e di avversione per qualsiasi cibo. Aggravamento con il caldo, l’acqua ed il cibo. Miglioramento all’aria aperta e con il riposo.

Argentum nitricum: Dispepsia, gastrite, ulcera gastrica con bruciore all’epigastrio, acidità, aerofagia, reflusso gastroesofageo, fitte allo stomaco come da schegge di vetro, diarrea emotiva. E’ un rimedio utile nei casi di disturbi gastrici dovuti a tensione psichica prima di affrontare una qualsiasi difficoltà. Miglioramento con la pressione e con l’aria fresca. Aggravamento con il caldo e con l’ingestione di dolci che però il soggetto desidera.

Arsenicum album: Dispepsia, gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcera gastrica con dolore violento e bruciante che migliora solo con applicazioni calde. Colite, enterite acuta, emorroidi, ragadi anali. Il soggetto è agitato ed inquieto, ha senso di debolezza generale, eruttazioni frequenti e le mucose secche. Il dolore allo stomaco si manifesta soprattutto dopo aver mangiato e/o durante la notte. E’aggravato dal cibo ed ha sete di acqua fredda che però spesso vomita.

Belladonna: Gastrite e ulcera gastroduodenale con dolore violento ed improvviso. Coliti con coliche accompagnate da stitichezza. Il soggetto ha rigurgiti frequenti, senso di pienezza e di dilatazione, pirosi, nausea e voglia di vomitare soprattutto all’inizio di un pasto o all’aria aperta. Il dolore allo stomaco è aggravato dalla pressione.

Carbo vegetabilis: Gastrite, dispepsia, atonia gastrica, disturbi gastrici vari. Stitichezza o diarrea con feci fetide e sensazione di bruciore, emorroidi. Pirosi, rigurgiti, flatulenza eccessiva, crampi allo stomaco con bruciori, gonfiore alla parte superiore dell’addome (sopra l’ombelico), sensibilità all’epigastrio, sensazione di pressione. E’uno dei migliori rimedi per la flatulenza.

Lycopodium: Dispepsia, gastrite cronica, astenia gastrica, eruttazioni acide, pirosi, rigurgiti, reflusso gastroesofageo, borborigmi, meteorismo, flatulenza. Problemi digestivi per insufficienza epatica, stipsi spastica, emorroidi sanguinanti. Senso di sazietà e di pienezza dopo pochi bocconi, nonostante l’appetito. I cibi elaborati, le carni grasse, le cipolle, le ostriche, i crostacei, il vino sono mal tollerati. I dolori di stomaco sono migliorati dal calore del letto e di sera. Sintomi periodici

Nux vomica: Disturbi gastrici in soggetti irritabili con uno stile di vita contraddistinto da esagerazioni. Dispepsia, gastrite acuta o cronica, ulcera gastroduodenale su basi spastiche. Stipsi spastica, colite spastica, possibile diarrea, emorroidi sanguinanti. Eruttazioni, rigurgiti, reflusso gastroesofageo, singhiozzo, nausea, vomito, dolori e bruciori di stomaco, senso di pesantezza e di gonfiore all’epigastrio, flatulenza, sonnolenza dopo i pasti, lingua bianco-giallastra, alito cattivo al risveglio. Aggravamento dopo i pasti.

 

Crampi e Spasmi

Per Crampo intendiamo una contrazione involontaria e dolorosa della muscolatura striata.

Lo Spasmo è, invece, una contrazione della muscolatura liscia che, in alcuni distretti corporei, provoca dolore.

Alcune cause possono essere:

  • Stanchezza muscolare
  • Carenza di Sali minerali 
  • Disturbi circolatori
  • Squilibri idro-salini

Per questo tipo di patologie, la diatesi dominante è la psorica con le sue turbative metaboliche, segue da vicino il tubercolinismo per le sue carenze circolatorie venose, il luesinismo per la componente arteriosa e la sicosi per la stasi linfatica.

Soggetti che soffrono spesso di questi disturbi possono, sotto consiglio del medico, attuare una vera e propria PREVENZIONE OMEOPATICA DI TERRENO per diradare gli episodi fino ad una eliminazione completa della sintomatologia.

A seconda della diatesi coinvolta, alcuni farmaci da utilizzare per queste problematiche potrebbero essere rispettivamente:

Riequilibrio diatesi Psorica: Lycopodium, Nux vomica, Calcarea carbonica, Colocynthis

Riequilibrio diatesi Tubercolinica: Magnesia muriatica, Magnesia carbonica, Magnesia Phosphorica

Riequilibrio diatesi Luesinica: Plumbum Metallicum , Veratrum Album, Cuprum metallicum

 

Fase Acuta invece, quando ci troviamo nel bel mezzo di una crisi, alcuni farmaci da tenere sotto mano potrebbero essere:

Cuprum metallicum: per crampi e spasmi dei muscoli (gambe, mani, polpacci, dita), peggioramento col sonno,

Arnica montana: contusioni, dolori muscolari dopo sforzo eccessivo, sensazione di indolenzimento e di ammaccatura dove si appoggia.

Colocynthis: Dolori addominali che migliorano piegandosi in due e con la faccia rivolta verso il basso, le crisi peggiorando o vengono scatenata dalla rabbia

Dioscorea villosa: crampi addominali che invece trovano sollievo piegandosi all’indietro, spesso in concomitanza con calcoli renali o coliche.

Pulsatilla in caso di gonfiore e distensione addominale, spesso in soggetti appartenenti al biotipo sensibile.

 

Diarrea

Tecnicamente si parla di diarrea quando un soggetto ha:

  • Perdita di consistenza delle feci
  • più di due scariche giornaliere 
  • una quantità giornaliera delle feci superiore a 200g

La diarrea è il risultato finale di un’eccessiva quantità di acqua nelle feci e può avere una eziologia:

  • VIRALE 
  • BATTERICA
  • PROTOZOARIA

Gli agenti biologici esercitano la propria azione con meccanismi diversi:

  • Elaborando enterotossine che interferiscono con le normali attività della cellula della mucosa
  • Elaborando citotossine che distruggono la cellula (dolori addominali intensi)
  • Invadendo la mucosa con conseguente reazione flogistica su base immunitaria (dolori addominali intensi)
  • Aderendo alla mucosa ed alterandone il fisiologico funzionamento.

In alcuni casi la diarrea è legata all’ingestione di tossine presenti negli alimenti.

Diarrea e disidratazione

I bambini sono soggetti più degli adulti a questo tipo di disturbo che solitamente è autolimitante. 

Nelle forme più severe il rischio, soprattutto per bambini ed anziani è di andare incontro alla disidratazione.

Alcuni sintomi di disidratazione da tenere d’occhio nei bambini in caso di scariche ripetute sono:

  • bocca secca o appiccicosa
  • poche lacrime o nessuna quando piange
  • occhi che sembrano infossati
  • fontanella che sembra infossata
  • mancanza di urina o pannolini asciutti per 6-8 ore nei neonati    (oppure solo una piccola quantità di urina di colore giallo scuro)
  • mancanza di urina per 12 ore nei bambini più grandi (oppure solo    una piccola quantità di urina di colore giallo scuro)
  • pelle secca e fredda
  • letargia o irritabilità
  • affaticamento o capogiro nei bambini più grandi.

 

La diarrea cronica è, nella maggior parte dei casi, una manifestazione di patologie intestinali allergiche o infiammatorie.

Alcuni sintomi ricorrenti possono essere:

  • dolori addominali
  • flatulenza
  • vomito
  • rialzo febbrile
  • astenia
  • perdita dell’appetito.

 

Diarrea e Omeopatia: le diatesi in campo

L’approccio allopatico nel caso di diarrea prevede l’utilizzo di farmaci derivati da oppioidi che agendo sulla muscolatura liscia dell’intestino, bloccano la peristalsi, diminuendo di molto la spinta. In moltissimi casi questo approccio porta il paziente ad una stitichezza che può durare per qualche giorno, peggiorata in caso di pazienti anziani. Altri farmaci utilizzati possono essere anticolinergici, antibiotici, antiosmotici, adsorbenti.

La diarrea rappresenta in omeopatia una eliminazione psorica di scorie metaboliche, virali, batteriche, ecc da parte dell’organismo.

Nelle sue manifestazioni legate a patologie autoimmuni (colite ulcerosa, ecc…) riconosce quale diatesi dominante il luesinismo.

In caso di diarree frequenti, è chiaro che bisognerà riconoscerne la causa scatenante ed agire sulla rispettiva diatesi andandola a riequilibrare.

Di seguito elencati alcuni farmaci omeopatici utilizzati per il riequilibrio diatesi in pazienti con diarree ricorrenti:

 

Farmaci per la PREVENZIONE OMEOPATICA DI TERRENO  

Diatesi psorica: Bryonia, China regia, Lycopodium, Calcarea carbonica.           

Diatesi luesinica: Arsenicum album, Argentum nitricum, Kalium bichromicum ecc. e nelle forme più gravi Veratrum album.

Diatesi sicotica: Antimonium crudum.

 

In caso di crisi diarroica acuta i farmaci omeopatici da avere sotto mano potrebbero essere:

Podophyllum peltatum: quando prevale una diarrea acquosa e molto abbondante. Inizia la mattina di buon’ora. Sono presenti dolori. Addominali, tenesmo, debolezza generale. Feci sono fetide, giallastre, a getto. Il paziente migliora se si sdraia sul ventre.

Aloe socotrina: si utilizza in caso di Diarrea profusa, mucosa, come gelatina. In presenza di abbondante gas intestinale, talvolta con insicurezza sfinterica. Evacuazione poco dopo aver bevuto.

Colocynthis: Diarrea accompagnata da crampi acuti, ad inizio e fine bruschi. Il paziente migliora piegandosi in due e con la pressione locale.

Cuprum metallicum Diarree violente con crampi che investono l’intero addome e s’irradiano ai polpacci. Dolori ad inizio e fine bruschi. Miglioramento con sorsi di acqua fredda.

China Rubra: Diarrea indolore con gonfiore dell’intero addome. Flatulenza, timpanismo, ipersensibilità al contatto e allo sfioramento. Sensazione di lipotimia. Eziologia: dopo eccessi di frutta e latte.

Arsenicum Album: Dolori addominali brucianti, che sono calmati dal calore locale. Diarrea liquida, ipertermia in soggetto che non suda, ma risulta particolarmente agitato e con intensa sete per acqua fredda. Diarrea da proteine avariate.

 

 

Stipsi

Con il termine stipsi dal punto di visto puramente fisiopatologico si indica un aumento del tempo di permanenza del materiale fecale nell’intestino crasso. 

Dal punto di vista esclusivamente temporale si intende una riduzione del numero delle evacuazioni inferiore a 3 volte a settimana. 

La stipsi può essere accompagnata o meno a sintomi quali dolore, gonfiore o sforzo richiesto per l’evacuazione.

La stipsi può essere acuta o cronica in relazione alla frequenza con cui si presenta l’esigenza.

 

La stipsi è una patologia con eziologia multipla.

Alcune cause possono essere legate a:

  • assunzione di FARMACI particolari, 
  • assunzione di CIBI particolari,
  • presenza di determinate PATOLOGIE,
  • un’insufficiente IDRATAZIONE 

 

La stipsi rappresenta in omeopatia una evoluzione prevalentemente sicotica o luesinica.

 

La presenza di alcune diatesi attive può scatenare stitichezza ostinata pertanto in caso di necessità di riequilibrio diatesi Sicotica: 

Utilizzeremo farmaci tipo Thuya, Silicea, Natrum sulphuricum

 

Per il riequilibrio della diatesi Luesinica utilizzeremo farmaci tipo Platina, Alumina, Baryta carbonica

 

In caso di stipsi in “Fase Acuta” le terapie tradizionali prevedono l’uso di lassativi osmotici, di massa, irritanti, lubrificanti

Vantaggi, svantaggi e limiti di queste terapie sono ormai universalmente conosciuti, irritazione della mucosa intestinale ed assuefazione dell’intestino ai farmaci tra i primi.

 

A scopo puramente didattico elenco alcuni farmaci utilizzati per la stipsi, senza pensare che il loro utilizzo possa portare a liberare l’intestino rapidamente come i farmaci allopatici (pochi minuti in caso di irritanti come la glicerina, l poche ora in caso di lassativi da contatto.

 

Calcarea carbonica: ogni due – tre giorni, sta bene quando non evacua, senza stimolo.

Graphites: feci grosse, dure, spezzettate ma unite da muco – ragadi – eczema perianale – tenesmo breve.

Lycopodium: stimolo frequente, inefficace con contrazione spasmodica feci prima dure e poi molli, tenesmo.

Natrum muriaticum: feci secche e dure, a palline, che si sbriciolano ai bordi dell’ano.

Sepia: feci a palline, in presenza di congestione pelvica – emorroidi -senso di palla nel retto (dopo aver evacuato).

Opium: atonia intestinale con assenza di stimolo, soprattutto dopo anestesie per interventi chirurgici.

Nux vomica: tenesmo – stimolo frequente, ma inefficace.

Alumina: secchezza mucose e pelle, evacuazioni lunghe e difficili, gravidanza, atonia.

Bryonia: secchezza mucose e pelle – feci voluminose, secche, dure e scure.  Evacuazioni ogni tre – quattro giorni. 

 

Leggi anche:

Disturbi Gastrointestinali: “Rimedi Omeopatici per Prevenzione e Trattamento”

 

 

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Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.

Come Rimettersi in Forma in 5 Settimane Utilizzando un Drenaggio “Selettivo” (anche se non hai alcuna intenzione di mangiare meno…)

Come ogni anno, qualche mese prima che inizi la stagione estiva, vengo preso da scrupoli salutistici.

Purtroppo, mi conosco bene e so che non resisterei mai a seguire una dieta vera e propria.

Nel tempo, ho imparato che il modo più veloce per  rimettermi in sesto è, eliminare le schifezze e  fare un  drenaggio adeguato.

 

  • Ti senti gonfio?
  • Stai aumentando di peso senza aver cambiato stile di vita?
  • E’ comparsa la cellulite?
  • Capelli grassi? Hai la pelle del viso più “lucida”?
  • Sei diventato allergico e i sintomi stanno peggiorando nel tempo?
  • Ti sono venute fuori verruche?
  • Sudorazione acida?
  • Lingua bianca e alito pesantuccio?
  • Sonnolenza dopo pranzo?

 

Ti senti insomma un po’ … “intasato”?

Se è così,  hai bisogno urgente di un drenaggio, prima che la situazione peggiori!

Agendo per tempo, alla comparsa di piccoli sintomi, si possono scongiurare situazioni che se trascurate, possono degenerare e portare a complicazioni molto più gravi!

 

 

CHE COS’E’ IL DRENAGGIO in Omeopatia?

Immaginiamo che il nostro organismo si imbatta in una tossina.
Supponiamo che la tossina venga dall’esterno e si tratti, ad esempio, di una tossina alimentare.

Se il sistema di difesa del nostro organismo funziona bene, può essere che la tossina lo attraversi e che venga espulsa dagli organi adatti a farlo, che chiameremo organi emuntori o solamente EMUNTORI.
I principali emuntori del nostro organismo, sono fegato e reni, ma anche polmoni, intestino e pelle.

Può accadere che la tossina entri in qualche modo in contatto con i tessuti del nostro organismo.

In questo caso, avviene quella che si chiama INFIAMMAZIONE, cioè, il nostro organismo  reagisce ed attiva i sistemi di difesa che devono accompagnare le tossine  verso gli organi emuntori.

A volte questa lotta tra buoni e cattivi, può provocare dei feriti e delle “scorie”  che, se l’organismo non provvede a smaltire piuttosto in fretta, possono accumularsi in determinati siti.

Accumula oggi, accumula domani, spesso si arriva ad una vera e propria condizione di intasamento, che è l’anticamera di quella che chiameremo malattia, così come la intendiamo noi.

Il nostro organismo, quando non ce la fa ad espellere tutto e subito, inizia a stivare le tossine un po’ qua ed un po’ là, dove trova spazio.

Dopo un po’ che questa situazione va avanti, ti accorgi che qualcosa inizia a non funzionare più bene.

Niente sintomi gravi, ma qualcosa in te inizia a cambiare…

 

Ognuno può accumulare secondo determinati modelli reattivi.

  • A qualcuno verrà fuori la cellulite, altri noteranno la pelle più “grassa” e lucida, i capelli che si sporcheranno prima; qualcun altro vedrà la comparsa di verruche ed altre formazioni.
  • Altri si sentiranno semplicemente prima un po’ gonfi e poi inizieranno ad ingrassare, pur non cambiano affatto stile di vita…
  • Alcuni scopriranno di essere diventati “allergici”!
  • Alcuni tra noi, veri e propri accumulatori “per costituzione” si faranno venire cisti di varia natura, tumori benigni, ovaio policistico,  etc…
    Questi ultimi soggetti rappresentano la categoria più a rischio, che dovrebbe mantenersi “drenata” tutta la vita…

Fino ad un certo punto, tale processo è reversibile!

 

E’ come quando puliamo o sostituiamo i filtri alla nostra auto. Dopo ritorna tutto a funzionare  benissimo.
Se però trascuriamo di fare il tagliando, può accadere che le tossine, non trovando più  dove essere stivate, inizino ad intaccare tessuti più “nobili”  (tessuti di organi fondamentali) o, peggio ancora, inizino a passare all’interno delle cellule del nostro organismo andando a comprometterne il loro corretto funzionamento.

 

DA DOVE PROVENGONO QUESTE TOSSINE?

Tossine “esogene” possono derivare dall’alimentazione (o da tutto quello che introduciamo dalla bocca, quindi anche i farmaci, batteri, virus, tossine alimentari),  ma anche dall’aria inspirata.
Tossine  “endogene” sono quelle derivanti dalle scorie fisiologiche dell’attività metabolica, ma anche quelle che sono conseguenza di presenza di patologie più o meno importanti.

 

DOVE SI ACCUMULANO LE TOSSINE?

Primo caso: le tossine in un organismo efficientissimo possono essere inglobate ed espulse con le secrezioni fisiologiche (feci ed urine).  Al massimo, se il nostro organismo non ha espulso tutto subito, si può produrre un leggero accumulo a livello del letto capillare ematico e linfatico. L’organismo espelle queste tossine infiammandosi.

Secondo Caso: il nostro organismo inizia ad intasarsi ed allora inizia a stivare tossine nel tessuto connettivo.  Qui, fino ad un certo punto, si può ancora tornare indietro. Se continuiamo ad accumulare tossine e superiamo il punto di non ritorno, rientriamo nel

Terzo caso: le tossine iniziano ad incanalarsi verso lo spazio intracellulare e iniziano ad intaccare i tessuti nobili;

Quarto caso: le tossine penetrano nelle cellule e ne danneggiano gli organelli cellulari, con conseguenza più gravi.

 

Recentemente, le osservazioni dei ricercatori hanno portato l’attenzione su di un altro importante tessuto dell’organismo che tende ad accumulare quantità enormi di tossine esogene ed endogene: la MATRICE EXTRA-CELLULARE.

In essa avviene la comunicazione tra le cellule e l’ambiente esterno. Nella matrice si sfioccano le terminazioni nervose,  vengono rilasciati molti ormoni, neurotrasmettitori, neuro-peptidi, è qui che risiedono le cellule dell’immunità ed è qui che si sviluppa il processo infiammatorio.

Il corretto funzionamento cellulare e, conseguentemente, lo stato di salute generale di un organismo, passa dall’integrità anatomica e funzionale della matrice, cioè da quanto sia pulita, incontaminata o detossificata.

 

 

L’ultima cosa da sapere è forse la più importante:

il Drenaggio Non è Uguale per Tutti!

 

Ognuno di noi accumula ed immagazzina in tessuti diversi e, soprattutto, ha una via privilegiata e personalizzata di escrezione delle tossine.

Tramite lo studio della funzionalità epatica e renale, del profilo lipidico e glicemico del sangue, tramite un attento esame della pelle e tramite un corretto interrogatorio omeopatico, si può capire:

  • quanto sia preoccupante lo stato di salute in cui ci troviamo
  • quale la via di escrezione da utilizzare o da potenziare
  • quale il tipo di drenaggio più adeguato

 

DRENAGGIO DI ACCOMPAGNAMENTO alle NORMALI TERAPIE FARMACOLOGICHE

Le tradizionali  terapie farmacologiche che più spesso necessitano di un accurato drenaggio sono:

  1. le terapie antibiotiche, soprattutto quelle protratte nel tempo o che si ripetono ciclicamente.                  E’ come se gli antibiotici “disintegrassero” il batterio. Una parte di frammenti residui viene espulsa, un’altra parte rimane in circolo nel nostro organismo e si deposita un po’ qua e un po’ la, andando a creare situazioni di infiammazione ed allergie;
  2. le terapie con i cortisonici e con ormoni sessuali (la “pillola” anticoncezionale)  provocano una profonda ritenzione idrica e la cellulite;
  3. terapie contro allergie stagionali e riniti allergiche.  Una parte degli allergeni non viene correttamente espulsa dal nostro organismo che, ad un certo punto, si intasa e dà sfogo a  manifestazioni comuni quali: dermatiti, congiuntiviti, riniti…
  4. prima o durante dimagrimenti importanti, sia per favorire l’effetto dei normali integratori dimagranti, sia per  diminuire gli effetti collaterali delle scorie e tossine di vario genere  presenti nel grasso che verranno, per forza di cose, mobilitate;
  5. nelle vaccinazioni di lattanti, bambini e adulti, soprattutto in alcune determinate classi di soggetti – per inciso, coloro che necessitano di un drenaggio accurato sono i neonati più paffuti, che sono quelli che statisticamente vanno incontro a manifestazioni di crosta lattea, fenomeni di sensibilizzazione ed allergie in genere-;
  6. nelle politerapie, soprattutto negli anziani, in cui la funzionalità degli emuntori tende a diminuire.

 

QUAL E’ IL PERIODO MIGLIORE PER EFFETTUARE IL DRENAGGIO?

Un drenaggio intelligente, può essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno, non appena ti accorgi che qualcosa in te sta cambiando (analisi fuori controllo, pressione alta, aumento di peso ingiustificato, ritenzione idrica e cellulite, alito pesante, difficoltà di digestione …).

Puoi effettuarlo poco prima o durante un processo di dimagrimento (per velocizzarlo);

Puoi effettuarlo prima di una vaccinazione e dopo ogni terapia antibiotica per eliminare tutte le scorie prodotte;

Se assumi la “pillola”, o se assumi molti farmaci, drenati almeno due volte all’anno;

Se non fai terapie particolari, ma ti senti comunque un po’ intasato, puoi drenarti ogni volta che vuoi per rimetterti subito in forma!

 

QUALI LE PRINCIPALI TERAPIE PER EFFETTUARE IL DRENAGGIO?

I farmaci drenanti in base alle proprie caratteristiche di composizione e di struttura, possono svolgere, a seconda dei casi, funzione di

RIPRISTINO, REGOLARIZZAZIONE e STIMOLAZIONE

dell’attività escretoria degli organi emuntori.

 

Le terapie di drenaggio vengono principalmente condotte con l’aiuto di:

1)         RIMEDI FITOTERAPICI : numerosi complessi fitoterapici sono in grado di stimolare la funzione degli organi emuntori (es. : Thè verde, Betulla, Tarassaco, Orthosiphon, Carciofo, Cardo Mariano, Aloe,…) ed in alcuni casi sono raggruppati in formulazioni selettive per determinati distretti;

2)         FARMACI OMEOPATICI : alcuni farmaci omeopatici hanno un’azione di stimolo su specifici organi emuntori, altri hanno una azione generalmente centrifuga sui carichi tossinici dell’organismo e sono in grado di promuovere una stimolazione aspecifica degli emuntori.

 

 

QUALE APPROCCIO UTILIZZARE?

Ovviamente non esiste una sola risposta a questa domanda.

In linea di principio, eliminando  il “fai da te” ,si potrebbero utilizzare tutti, purché  con cognizione di causa e sotto consiglio di un esperto vero!

Tutti possono utilizzare i farmaci omeopatici, perché sono farmaci sicuri e senza effetti collaterali.

Possono essere utilizzati su bambini – anche neonati-  senza alcun rischio.

Possono utilizzarli ovviamente gli aduli sani e quelli con qualche acciacco…

Possono utilizzarli gli anziani che, normalmente, devono stare attenti a qualsiasi cosa assumano a causa delle terapie farmacologiche che già seguono.

 

I farmaci omeopatici funzionano velocemente e non producono scorie cataboliche, al contrario degli integratori, dei fitoterapici e dei dispositivi medici;

sono sicuri, agiscono in maniera selettiva e molto in profondità, andando a rimuovere le scorie ed incanalandole verso una via di uscita preferenziale;

possono ristabilire completamente, se non ci siamo decisi troppo tardi,  la situazione iniziale di efficienza degli organi e degli apparati che al momento ci appaiono sofferenti…

 

RICAPITOLIAMO?

Per fare un drenaggio specifico e selettivo bisogna:

  1. individuare quale sia la modalità preferita con cui il nostro organismo espelle le tossine;
  2. capire se gli organi emuntori funzionano tutti bene o se qualcuno è rallentato o andato in blocco;
  3. sbloccare gli emuntori bloccati o potenziarne la funzione escretiva, o fare le due cose contemporaneamente;
  4. incanalare infine tutto verso le vie linfatiche, che accompagneranno tossine e scorie verso gli emuntori ormai puliti!

Quando, finalmente, le vie di uscita delle tossine sono libere, si può partire con un drenaggio profondo delle tossine presenti nei grassi e nella matrice extra-cellulare.

 

Quali sono i risultati?

Normalmente, dopo le 5 settimane di trattamento i risultati che si ottengono, a parità di abitudini alimentari e di stili di vita, sono:

  1. sensazione di benessere generale;
  2. ci si sveglia la mattina meno stanchi e con l’alito più fresco;
  3. urine meno cariche, sia in colore che in odore;
  4. tendenza alla normalizzazione di molti parametri ematici di salute degli emuntori;
  5. la normalizzazione delle funzioni escretive, che, nella maggior parte dei casi, porta ad un fisiologico dimagrimento di 3-4 kg (considerando i liquidi ristagnanti che si eliminano, la ripresa di un corretto transito intestinale e lo sblocco del metabolismo energetico del fegato).

 

Nelle prime due settimane iniziali di trattamento si può assistere ad un peggioramento del colore e dell’odore delle urine. E’ un buon sintomo, significa che le urine contengono tutte le scorie che sono state smosse dai siti di deposito.

 

I vantaggi dei farmaci di drenaggio omeopatici sono:

  • Velocità di azione;
  • Assenza completa di effetti collaterali;
  • Azione selettiva sulle diverse tossine;
  • Azione mirata a seconda dello stato di “intasamento”;
  • Azione mirata di potenziamento degli organi emuntori;
  • Azione di sblocco di emuntori bloccati;
  • Azione di sblocco del metabolismo;
  • Possibilità di assunzione in concomitanza con altre terapie;
  • Potenziamento delle terapie tradizionali;
  • Possibilità di essere assunti a tutte le età.

 

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Questo articolo è edito solo a scopo divulgativo, non rappresenta in alcun modo una sollecitazione all’ auto-medicazione.
I farmaci omeopatici non hanno, in Italia, indicazioni terapeutiche approvate.
Non interrompere MAI terapie farmacologiche tradizionali senza aver prima consultato il proprio medico curante o specialista di riferimento. 
Ricorda che per curare qualsiasi problema relativo alla tua salute o a quella dei tuoi cari, devi rivolgerti sempre al tuo medico o al tuo farmacista.