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20 Farmaci Omeopatici da Portare in Vacanza

La mia famiglia è composta da me, mia moglie e due bambine piccole. Normalmente troviamo comodo per le nostre vacanze, muoverci in automobile, per tutta una serie di motivi.

Preparare le valige, avendo a disposizione il portabagagli di una monovolume, non è mai una cosa semplice.

La tentazione, non avendo restrizioni sul peso e sul numero di valige, è di portarsi dietro anche roba che non useremo mai. Negli anni, io e mia moglie, facendo tesoro anche degli errori commessi negli anni precedenti, abbiamo affinato la tecnica di selezione delle cose più utili.

Per ovvi motivi la delega ai farmaci ce l’ho io.

Lavoro permettendo, stiamo fuori almeno una decina di giorni e mediamente ci muoviamo in mezza stagione (un momento dell’anno in cui può accadere meteorologicamente di tutto e le temperature possono variare dal tropicale al rigido e ci può essere anche una discreta escursione termica tra giorno e notte) e potenzialmente potremmo essere esposti sia a problematiche estive, che autunnali e il rischio di svaligiare la farmacia è sempre in agguato.

Ho iniziato quindi  a sviluppare una serie di criteri di auto-difesa.

Un criterio scontato è, per esempio, iniziare dai farmaci per le terapie croniche e valutare se tra questi ce ne possano essere alcuni che all’occorrenza utili anche ad altri membri della famiglia (vale sia per l’omeopatia che per le terapie tradizionali).

Inizio poi dai farmaci di emergenza che sarebbe difficile o scomodo recuperare, sia all’estero che in Italia, per via della necessità della prescrizione medica ad esempio:

  • un antibiotico a largo spettro,
  • un antipiretico,
  • un antiinfiammatorio / antidolorifico,
  • un cortisonico / anti-istaminico.

Poi a seconda della stagione dell’anno in cui ci muoviamo e della nostra meta, la composizione dell’arsenale cambia, ma con alcuni punti fissi.

L’Area Gastro-Intestinale rimane sempre ben rappresentata:

  • prodotti per la stitichezza (lassativi orali o micro-clismi) – può capitare di bloccarsi in viaggio se si fanno tappe serrate e uno è abituato invece ad avere i suoi tempi;
  • prodotti per la diarrea (antidiarroico, fermenti lattici, reidratanti) – può capitare di mangiare qualcosa di sbagliato o di venire a contatto con popolazioni batteriche estranee al nostro organismo e quindi avere un paio di giorni di riassestamento;
  • prodotti per smaltire eventuali abbuffate e conseguenti nausee e vomiti (anti-acidi, pro-cinetici, anti-spastici, vari ed eventuali) – dovuti o a cibi particolarmente graditi al nostro palato o che non siamo abituati a digerire perché carichi di spezie o di altri ingredienti che scopriamo, solo dopo, risultarci indigesti!

Poi c’è l’Area Traumi (anti-infiammatori, anti-edemigeni) – che può comprendere prodotti per alleviare il dolore e per curare botte, cadute, ematomi  e lesioni o fastidi della pelle (antibiotico locale, cortisonico, anti-istaminico, antimicotico, lenitivo).

Bisogna poi pensare ai prodotti con posologie o formulazioni o principi attivi specifici per i bambini.

 

Quando entra in gioco l’omeopatia?

L’omeopatia in viaggio può risultare in alcuni casi, non dico salva-vita, ma sicuramente “salva-vacanza”.

Spesso, anche quando sono in farmacia, uno dei luoghi comuni che devo sfatare più frequentemente, è quello che l’omeopatia  funzioni lentamente e  invece, in vacanza, uno vorrebbe risolvere al più presto il problema che gliela  sta rovinando, per continuare a godersi il meritato riposo.

Chiariamo una volta per tutte (anzi, non è vero, ci ritorneremo un sacco di volte) che ci sono due modi di utilizzare l’omeopatia: possiamo utilizzarla per alleviare immediatamente un sintomo fastidioso o per velocizzare il decorso di una malattia (mi viene in mente un episodio di cistite, piuttosto che una gastro-enterite fulminante, piuttosto che una crisi di ansia)

e possiamo utilizzare l’omeopatia su problemi cronici, per rimettere a posto alcune funzioni fisiologiche o metaboliche che nel tempo hanno deviato dal loro normale funzionamento. Detto in chiave costituzionale, per riportare la nostra costituzione in posizione di equilibrio.

E’ chiaro che, nel secondo caso, il lavoro da fare con l’omeopatia è molto più lento. Bisogna individuare il percorso da compiere a ritroso per portare l’individuo in equilibrio. Questo al di là della malattia contingente i cui sintomi vorremmo invece risolvere il prima possibile. Inutile dire che questo tipo di percorso, che deve essere svolto sotto il controllo del medico, è molto più lento, ma che porta anche a grandi soddisfazioni per i pazienti, soprattutto nei casi in cui la medicina ufficiale ha smesso di dare risposte e si limita solo a tamponare i sintomi di una sindrome  o di una malattia.

Tornando al caso vacanze, l’omeopatia può risultare quindi molto utile, a patto di azzeccare il prima possibile il rimedio giusto.

Il caso più stupido: quello di una febbre. Tradizionalmente sappiamo che se c’è una febbre e non siamo in grado individuarne immediatamente la causa, la prima cosa da fare è osservarne il decorso.  Se la temperatura sale sopra i 38-38.5°C dobbiamo tenere a portata di mano un antipiretico e se persiste oltre i due giorni, bisogna portare il malato dal medico che, fatta una diagnosi, deciderà come meglio intervenire.

Ovviamente fare questa cosa se sei fuori in vacanza, peggio se sei all’estero o ai tropici, è tantino scomodo.

Se siamo abituati ad utilizzare l’omeopatia da anni e abbiamo capito grosso modo come funziona, allora può essere di grande aiuto in entrambe queste possibilità:

  1. siamo nelle condizioni di individuare e di utilizzare al più presto il simillimum o comunque il farmaco che meglio al momento rispecchia il quadro sintomatico del paziente: abbiamo vinto. Può essere che, se va tutto liscio e non ci sono complicazioni, riusciamo a risolvere il problema nel giro di poche ore;

 

  1. non siamo in grado di individuare il simillimum (o comunque non ce lo siamo portato dietro o in farmacia non ce l’hanno e ordinandolo arriverebbe in due giorni perché ci troviamo in un’isola deserta) : allora possiamo accontentarci anche di farmaco simile a bassa diluizione (5-9 CH) per coprire molti dei sintomi della patologia di cui stiamo soffrendo o meglio ancora di un rimedio complesso, che possa contenere al suo interno tutta una serie di rimedi utilizzabili per la stessa patologia. Magari non guariremo completamente in poche ore, come faremmo invece nel primo caso, ma comunque copriremo la sintomatologia al 70-80% e velocizzeremo in ogni caso la guarigione.

Nulla vieta di poter utilizzare contemporaneamente omeopatici e farmaci tradizionali. In questo caso potremmo velocizzare l’efficacia di questi ultimi.

Non scordiamoci che in vacanza velocizzare il decorso dei sintomi di una malattia è di vitale importanza. Anche accelerare la guarigione di soli uno due giorni significa portare a casa un grande risultato. Si va in vacanza pochi giorni all’anno e se proprio allora uno si ammala, vuole come minimo che passi tutto al più presto per godersi i giorni rimasti.

Vediamo ora, finalmente, quali potrebbero essere i rimedi unitari utili da portare in viaggio durante tutto il corso dell’anno.

La mia trousse ha venti spazi che possono ospitare altrettanti rimedi. Io la riempio cosi:

 

  1. Aconitum:                 Paura, shock dopo un trauma o incidente, febbre improvvisa
  2. Apis:                          Dolori pungenti, gonfiori ed edemi, orticaria, sintomi che migliorano con     applicazioni fredde
  3. Arnica:                       Traumi con travaso di sangue, contusioni e distorsioni, dolori muscolari, vene (neonato o bambino che cade di testa procurandosi il classico bernoccolo)
  4. Arsenicum album:      Intossicazione alimentare, diarrea (non hai saputo resistere a quei frutti di mare)
  5. Belladonna:               Otiti, faringiti, tonsilliti, febbre, influenza e infiammazioni in generale
  6. Cantharis:                  Cistite che brucia, con stimolo frequente, ma  anche dolore dopo una scottatura che ha provocato bolle grandi (Hai deciso di improvvisarti cuoca e insieme ai panzerotti hai fritto anche un pezzo di mano)
  7. China:                       Gonfiori, coliche, eruttazioni e flatulenze, collassi da disidratazione (la diarrea o la troppa perdita di liquidi ti ha disidratato)
  8. Cocculus Indicus:       Vertigini e mal d’auto o chinetosi in generale (il tuo partner o il pilota dell’aereo guida come un cane)
  9. Colocynthis:              Coliche intestinali, anche calcoli biliari e renali, migliorano piegati in avanti
  10. Gelsemium:              Ansia, paura che immobilizza, cefalea  che parte dal collo o dalla nuca
  11. Histaminum:             Un anti-istaminico “ a largo spettro”
  12. Hepar sulphur:           Suppurazione (il classico ascesso dentale, ma anche un bubbone)
  13. Ignatia:                      Crisi isterica (arrivi a destinazione e scopri che l’indirizzo che ti avevano dato non esiste)
  14. Ledum Palustre:        Punture d’insetti, spesso con molto gonfiore ed infiammazione (ponfo)
  15. Nux vomica:               Cattiva digestione, Dolori gastrici, crampi addominali, ma anche nausea e vomito (hai esagerato alla sagra del peperone giallo)
  16. Paeonia:                    emorroidi (hai esagerato col piccante)
  17. Rhus toxicodendron: bolle piccole (Herpes, Fuoco di Sant’Antonio), ma anche dolori articolari che migliorano col movimento
  18. Staphysagria:            ferite da taglio (se state cercando di amputarvi un dito mente sbucciate l’anguria)  oppure se mal digerite che la vacanza l’abbia pianificata il partner a suo completo piacimento…
  19. Urtica urens:             orticaria, dolori pungenti, reazioni allergiche ai frutti di mare.
  20. Vipera:                      tromboflebite a tendenza necrosante (utilizzare solo sotto controllo medico)

Tutti questi rimedi, essendo per lo più rimedi di pronto soccorso, vanno assunti a diluizioni dalla 5 alla 9 CH, vanno bene anche tutte le intermedie. Soltanto Apis alla 15CH e Hepar Sulphur alla 30 CH.

 

Coloro che sono abituati da anni a curarsi con l’omeopatia possono tranquillamente scegliere rimedi simili a questi che magari hanno già usato in passato con successo per risolvere piccoli problemi simili.

Esempio. Dovendo scegliere un farmaco per abbuffate, bevute e conseguenti nausee e vomiti,  alcuni soggetti possono rispondere meglio a Nux Vomica altri ad Antimonium Crudum.

Oppure, se uno soffre di chinetosi, saprà magari se risponde meglio a Cocculus Indicus piuttosto che a Tabacum o Petroleum e quindi può dotarsi del rimedio per lui più efficace o che può coprirgli più sintomi insieme.

Altro esempio. Se io dovessi scegliere di portare con me un solo rimedio, porterei con me  Nux Vomica, perché, nel mio caso copre molti  sintomi dei quali normalmente sono portato a soffrire in condizioni di stress: dispepsia, nausea, stitichezza, ansia, colite, insonnia, ecc…

Stessa cosa nell’ambito degli “anti-infiammatori”: non porterò mai con me Belladonna, ma porterò Aconitum o un complesso che copra anche una altra serie si sintomi correlati alla mia modalità di fare  febbre e influenza (Mercurius, Bryonia, …).

Ovviamente i meno esperti possono rivolgersi al loro farmacista omeopata e farsi consigliare un rimedio composto che meglio si adatti all’esigenza che vogliono risolvere o prevenire.

Esistono rimedi composti efficacissimi di tutte le principali aziende omeopatiche per alleviare i sintomi gastro-intestinali piuttosto che per combattere la chinetosi, piuttosto che ad azione antiinfiammatoria o antivirale o ecc. ecc…

Anche i complessi non sono tutti uguali. A seconda della ditta produttrice potrò trovare presenti all’interno alcuni rimedi ed altri no. Per questo è bene sempre farsi consigliare da professionisti esperti, piuttosto che fare  faidatè.

L’approccio al rimedio unitario è per i più esperti.

Se si è alla prima esperienza o si vuole solo portare un un aiutino o un rinforzo ad un farmaco tradizionale che non siamo sicuri se funzionerà (es. soffriamo di mal di mare e gli anti chinetosici tradizionali non mi fanno effetto) possiamo provare con i rimedi composti e diminuire a meno della metà il numero di rimedi da portarci dietro (e il conseguente spazio da occupare in valigia).

Io individuerei allora solo le seguenti aree:

  1. Indigestione – Nausea – Vomito
  2. Mal di movimento (solo se soggetti predisposti)
  3. Diarrea
  4. Coliche
  5. Antivirale – febbri – raffreddori
  6. Antibatterica – mal di gola – otiti
  7. Tosse – bronchite
  8. Ansia – Paura – Insonnia
  9. Antiallergica
  10. Traumi

Si potrà allora andare semplicemente in farmacia e chiedere un rimedio complesso corrispondente ad ogni area terapeutica o alla sola che mi interessa per potenziare il mio arsenale.

Rinfreschiamo ora un po’ le posologie dei rimedi, argomento che preoccupa e angoscia molti dei neofiti dell’omeopatia.

I rimedi complessi (compresse, gocce, granuli, ecc.) vanno assunti di base minimo tre volte al giorno.

Più è acuto il sintomo che vogliamo trattare, più dobbiamo aumentare la frequenza di somministrazione.

Possiamo pertanto assumere una dose ogni 15-20 all’inizio e poi rallentare il numero di assunzioni al miglioramento dei sintomi.

Stessa cosa per i granuli. Diluizioni tra i 5CH e i 9CH vanno tutte bene per coprire sintomi acuti.

Può essere assunto un numero di granuli tra 3 e 5 per volta, minimo tre volte al giorno. La frequenza di assunzione può essere aumentata in acuto facendo passare da 30 a 60 minuti circa tra una dose e l’altra.

 

La scelta dei rimedi e delle formulazioni  e delle diluizioni più adatte molto dipenderà dalla meta del mio viaggio e da come è composto il  gruppo con cui mi muovo.

Particolari attenzioni andranno prestate ai bambini, agli anziani, alle donne in gravidanza.

Dovrò stare attento ad informarmi sulle vaccinazioni consigliate o  obbligatorie del Paese verso il quale sono diretto, a quanto tempo prima effettuarle e a come eventualmente smaltirne gli eventuali effetti collaterali.

Ma questa è un’altra storia.

Buon Viaggio a tutti!