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Sei “allergico” anche tu come me?

Tranquillo, non siamo soli…siamo in ottima compagnia!

Effettivamente è sempre più vero, il numero degli “allergici” si sta moltiplicando.

Io, per esempio,  sono diventato allergico nella primavera del 1999, senza aver avuto prima alcuna avvisaglia.

Lo scrivo per rispondere a tutti quelli che ogni giorno in Farmacia alla mia domanda  –Non è che è allergia?- mi rispondono  –No,  mai stato allergico prima! –.

A tutti quelli che mi rispondono così, mi limito a dare solamente un caloroso benvenuto, nel magico mondo degli “allergici”.

Si, magico mondo, perché l’allergico ad un certo punto, inizia ad acquisire per difendersi, abitudini tutte sue. O almeno questo è quello che ho riscontrato.

Ci sono quelli che hanno imparato a farsi la doccia la sera prima di andare a letto in modo da non portarsi i pollini nel letto, ci sono quelli ad aprile si tagliano barba e baffi per non respirarsi i pollini tutto il giorno;

ci sono quelli più bravi che hanno persino imparato a lavarsi il naso con una soluzione salina ipertonica, per pulire le cavità nasali da tutto quello che hanno respirato durante la giornata e che è stato bloccato dal nostro naso! E di queste abitudini di autodifesa ce ne sono molte altre.

Premettiamo  che parlando di quella che viene chiamata comunemente Allergia mettiamo insieme tutta una serie di manifestazioni e di fenomeni molto diversi tra loro  (possiamo passare da una semplice  rinite ad una congiuntivite, ad eruzioni cutanee , fino ad arrivare poi all’asma o a cose più serie).

Mettiamo in chiaro che noi, in questo scritto, ci riferiremo chiamandola “allergia” alla semplice rinite allergica primaverile.

Il primo sintomo dell’allergia, d’ora in poi permettetemi di togliere le virgolette, si tratta magari di un semplice naso che cola,  si confonde spesso con il raffreddore.

Ovviamente, ognuno la può  manifestare a modo suo, a qualcuno cola il naso con una secrezione trasparente, a qualche altro la secrezione è gialla, ad alcuni è così irritante che brucia il labbro superiore, qualcuno trae sollievo dallo strofinarsi gli occhi fino a slogarsi i polsi, qualcuno inonda l’ambiente nel quale si trova di starnuti venendo scansato come un appestato dai familiari e colleghi di lavoro ed altri, presi da quello che definiscono “pizzico in gola”, iniziano a tossire giorno e notte turbando la pace familiare…

Ora, avendo deciso di trattare quest’argomento, tentiamo di dare qualche notizia utile, soprattutto a coloro che si avvicinano per la prima volta al nostro  magico mondo.

Premettiamo che l’allergia è un fenomeno molto complesso e sotto il nome di allergia racchiudiamo tutta una serie di manifestazioni e sintomatologie anche assai diverse tra loro, ma che hanno in comune:

  • un deficit nel sistema immunitario, che sicuramente nell’allergico proprio gagliardo evidentemente non è;
  • una situazione di intasamento causato in generale da tossine esogene, cioè tossine con cui il nostro organismo viene a contatto e che non riesce a smaltire ;
  • altre cause varie (genetiche sicuramente, psicologiche, traumatiche…)

Che fare? Quali sono le principali cure per l’allergia?

Come al solito, lo sa già chi ha iniziato a seguirmi da qualche tempo, non esiste un’unica risposta.

Dipende. Da che cosa?

  • Dipende dalla gravità dei sintomi,
  • Dipende dallo stato di avanzamento della patologia,
  • Dipende dalla cura che uno vuole prendersi del problema e
  • Dipende da quanto peso il problema ha nella normale routine quotidiana.
  • Ho scritto avanzamento? Già, perché l’allergia avanza.

Esempio mio:

Nella primavera del 1999 i primi sintomi di rinite allergica (graminacee e parietaria) solo nel periodo primaverile fino al 2002-2003.

Segue acaro della polvere, che a differenza della rinite stagionale mi ha tenuto compagnia per diversi anni, tutto l’anno…

Poi, ovviamente siamo arrivati all’intestino: le prime intolleranze ai lieviti ed al frumento…

 

Anche la terapia nel frattempo cambiava. I primi anni, mi sono limitato a tenere a bada i sintomi della rinite con un farmaco  antiistaminico,  assunto solo nei giorni di maggiore malessere.

Poi iniziai a prenderlo tutti i giorni da aprile a maggio.

Poi l’anno successivo da marzo a giugno.

Quando subentrò l’allergia all’acaro della polvere sentii l’esigenza di associare all’antiistaminico uno spray nasale per poter dormire la notte e per  non parlare al lavoro in farmacia col naso come Eros Ramazzotti (tanto per capirci…)!

Quando poi feci la terapia disintossicante dai lieviti e dal frumento decisi di guardarmi intorno…

L’approccio tradizionale al problema allergia è il seguente:

  1. assumi il primo anti istaminico e se ti danno troppo fastidio i sintomi, sparati uno spray decongestionante nel naso;
  2. se i sintomi peggiorano assumi un nuovo anti istaminico diverso o più forte;
  3. se ancora niente ti spari un po’ di cortisone nel naso,
  4. finché il medico, per toglierti davanti (tanto non è che può fare molto di più), ti dice di prenderti un Bentelan  poco prima di morire…

Premesso che ognuno segue l’approccio che gli pare e che meglio si presta alle proprie esigenze, a seconda di chi siano i propri medici o le proprie  “figure” di riferimento per la salute (dico “figure” per non dire Google), secondo me, un approccio responsabile dovrebbe essere quello non di tamponare solamente, ma pian pianino, andare alla radice e risolvere il problema, piuttosto che tamponarlo e restare a guardare mentre aggrava.

Capito bene. Risolvere.

Antiistaminico e Cortisonico tamponano.

Che significa? Ti fanno stare bene per un po’, se poi continui e persisti, ti aggravano la malattia che dopo qualche anno può trasformarsi in asma.

E non lo dico mica solo io. Basta chiedere ad uno che soffre d’asma: -Come hai iniziato?-  ed è difficile che quello ti dica –Stavo benissimo, ma una volta non riuscivo più a respirare!-.

Al massimo ti risponderà: -Prima ero allergico, dopo un po’ mi è venuto l’asma…- o peggio- Prima avevo la dermatite, poi mi hanno spalmato di pomate al cortisone e per un po’ sono stato bene, poi ho iniziato a starnutire e dopo qualche anno di cortisone per bocca mi è venuto l’asma!-

Fai la prova, intervista  qualcuno e fatti raccontare la sua storia di allergico. Scoprirai cose interessantissime.

Almeno sai come andrai a finire…

Io avevo in casa l’esempio di mia madre. Mia madre era allergica. Provato tutto, vaccino compreso. Niente. Perdita dell’odorato causato dal continuo utilizzo di spray decongestionanti e cortisonici, a circa sessant’anni.

E il  vaccino?

Può essere una soluzione.  Solo per il 20-25% della popolazione che vi si sottopone però.

E gli altri?

Anche in questo caso ci viene in soccorso l’omeopatia, che ricordiamo a tutti, non è la panacea di tutti i mali, ma qualche cosa, meglio della medicina tradizionale, la fa.

Un omeopata bravo, andando ad indagare ed a curare non solo i sintomi, ma anche il terreno malsano del nostro organismo (vedi ereditarietà ed immunità)  permetterà non solo la remissione dei sintomi, ma la guarigione completa dalla patologia.

Per tutti?

No. Solo per coloro che troveranno un bravo omeopata che li prenda in cura e soprattutto che avranno la pazienza di seguire un vero e proprio percorso disintossicante e di riequilibrio di tutto l’organismo.

Perché l’omeopatia, quella “vera”, quella che “funziona”, fa questo: da una parte ti spegne il sintomo, anche in maniera immediata come un normale antiistaminico (a patto che sia ben consigliata), dall’altra ti rimette a posto piano piano, curandoti nell’interezza del tuo organismo, non solo nell’allergia,  andando a riequilibrare quegli scompensi biologici e fisiologici che hanno dettato la sintomatologia allergica.

Comunque, un approccio che io consiglio prima di tutto è sempre quello di un buon drenaggio delle tossine e degli allergeni che hanno innescato i sintomi.

Questa prima parte della terapia funziona così: supponiamo che tu sia un contenitore vuoto, tipo una botte di vino. Quando nasci la botte è vuota. Poi piano piano, nel corso della vita, inizi a riempirla ed inizi ad accumulare tossine alimentari, antibiotici, vaccinazioni, dispiaceri, cortisone, pillola…

Se ad un certo punto il carico non viene smaltito, cioè non viene aperto un rubinetto da sotto, mentre da sopra ci continui a buttare roba, prima o poi il contenuto strariperà.

Tocca  allora potenziare le vie di escrezione e drenare le tossine che creano intasamento.

Tutto questo accade  nel caso migliore , se  la botte è completamente vuota.

In maniera figurata, il momento in cui uno diventa allergico è quando il contenuto della botte “straripa”, quando cioè il nostro organismo, ognuno secondo le proprie modalità, inizia a mostrare una sua sintomatologia: chi tramite gli starnuti, chi tramite la psoriasi, chi tramite le congiuntive degli occhi, chi tramite sintomatologie intestinali, ecc… ecc…

Nel caso in cui ci sia ereditarietà, la situazione si complica. Ovvio. La botte allora non è più completamente vuota, la botte parte già piena a metà o ad un terzo o a due terzi. In alcuni casi più sfortunati è già tutta piena. Vedi quei poveri neonati che nascono interamente coperti di crosta lattea, psoriasi eczemi o altro.

Questo tipo di soggetti diventa mediamente allergico molto prima dei precedenti.

E allora?

I consigli allora sono tre:

  • se sei già allergico e hai deciso di fare qualcosa prima che sia troppo tardi, mantieni la tua terapia tradizionale, ma mantieniti sempre drenato con un drenaggio specifico per te.

Vedrai che la sintomatologia migliorerà molto in poche settimane e piano piano i tuoi farmaci, che sembrava non ti facessero più effetto, ricominceranno a funzionare.

Contestualmente, sempre mantenendo la tua terapia, inizia un desensibilizzante.

Il desensibilizzante è un sorta di vaccino che ripetuto negli anni stimola il tuo sistema immunitario a funzionare sempre meglio e nel corso del tempo, migliorando la sintomatologia potrai, sempre seguito dal medico, ridurre piano piano il carico di farmaci che assumi. Tipo gli immunostimolanti che si assumono per l’influenza, per capirci.

  • Se sei hai appena scoperto di essere diventato allergicoinizia subito drenante e desensibilizzante, in maniera tale da stroncare la sintomatologia sul nascere ed evitare aggravamenti.

 

  • Se sei allergico, ma ancora non troppo, fai il drenante ed il desensibilizzante, ma contemporaneamente assumi un rimedio sintomatico per tenere a bada i sintomi.

 

In ogni caso, non pensare di poter lasciare di botto la tua terapia e vedere se l’omeopatia funziona, perché l’omeopatia funziona, ma non come dici tu!

Funziona immediatamente a altrettanto bene delle terapie tradizionali

  1. se viene ben prescritta (o consigliata, per i casi meno gravi);
  2. se viene correttamente assunta;
  3. se chi la assume ha la pazienza di aspettare un risultato di medio e lungo termine (ci hai messo magari vent’anni per diventare allergico, ma vuoi guarire definitivamente in un mese…) ;
  4. se il terreno su quale deve agire non è particolarmente intasato da terapie allopatiche.

Quando iniziare la cura?

Quelli precisi, che sanno già di stare male all’inizio del mese di aprile, iniziano drenaggio e desensibilizzante a gennaio, subito dopo natale, per affrontare al meglio, completamente scarichi,  il periodo del picco dei pollini.

Quelli dell’ultimo momento, possono iniziare  subito, per ottenere un alleviamento dei sintomi ed associare le terapia drenante e desensibilizzante all’antiistaminico o al cortisone che già assumono…

NB: Ricordati che l’Allergia sta arrivando, se tardi un altro po’, anche quest’anno ti toccherà il cortisone… e continuerai a rimandare i buoni propositi all’anno nuovo.

E ricordati che l’ALLERGIA  AGGRAVA!!!